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Italian Gay Blogger Award '14 - Le interviste ai vincitori: Gayburg, JHP, Il mondo espanso dei romanzi gay, Centochilidicaos


mercoledì 22 ottobre 2014

Il mio bacio fra le sentinelle - Intervista a Stefano Bucaioni

Rubrica: Francesco Sansone
Grafica: Giovanni Trapani
Era il 29 Marzo quando a Perugia si svolgeva una manifestazione delle sentinella in piedi e due ragazzi hanno scelto di baciarsi in mezzo a loro dimostrare la propria contrarietà a quella protesta contro le unioni gay e i diritti civili in generale. Quel gesto, però, è costata a Stefano Bucaioni e al marito Antonio Fabrizio una denuncia per disturbo alla quiete pubblica.  Già questo sarebbe sufficiente per indignarsi, ma purtroppo questo Paesa quando ha a che fare con l’omosessualità, non si accontenta di un solo gesto ignobile, ma si accanisce fino all'inverosimileAvendo avuto modo di leggere il verbale della polizia, i due uomini hanno letto: "avvicinandosi ad altro individuo di sesso maschile si esibiva in un prolungato e concupiscente bacio sulla bocca con lo stesso nel bel mezzo di Corso Vannucci ed in presenza di numerose famiglie con bambini e ragazzi molti dei quali minorenni che in quel momento affollavano il centro cittadino lasciando i passanti disgustati da tale dimostrazione". Insomma, un testo che sembra uscito direttamente dagli anni 50, indice di Paese sempre più fanalino di coda in Europa.
Ho contattato Stefano per chiedergli di raccontarmi come sono andate le cose quel pomeriggio e che cosa è successo dopo quel bacio in piazza e quelle che seguono sono le sue parole.

lunedì 20 ottobre 2014

Selfie, politica e diritti gay

Rubrica: Francesco Sansone
Grafica: Giovanni Trapani
Tutto ha inizio da una foto, un autoscatto, o selfie se preferite, che è circolata in rete dopo che i diretti interessati l’hanno postata sul web. I protagonisti in questione sono Vladimir Luxuria, Silvio Berlusconi e Francesca Pascale. Non ci sarebbe nulla di male se i primi due non fossero una della attiviste per i diritti civili ed ex deputata di Rifondazione comunista e l’ex presidente del consiglio e fondatore di Forza Italia diventato poi il Popolo delle libertà ritornato Forza Italia da poco, ossia il maggior partito di centro destra che da vent’anni calca la scena politica italiana.

venerdì 17 ottobre 2014

Quando lo spot diventa friendly

Dopo il caso Barilla, in cui il suo dirigente aveva asserito che se i gay non si riconoscevano nelle sue pubblicità erano liberi di non comprare i suoi prodotti, diverse aziende italiane hanno deciso di fare il contrario e strizzare l’occhio proprio a quel pubblico il pastificio aveva scartato. Ipermercati, aziende di sughi, di surgelati e molte altre aziende hanno commissionato spot con coppie omosessuali o giù di lì.
Al di là che questi consigli per gli acquisti, per citare Maurizio Costanzo,  passino in tv dopo una certa ora, il fatto che anche le aziende abbiamo fatto questo passo dimostra che sono le prime a rendersi conto che l’omosessuale, in Italia e nel mondo, non è solo il tipo da discriminare, ma è anche uno dei maggiori compratori. Lo stesso signor Barilla se n’è reso conto vedendo crollare le vendite dei suoi prodotti.
Torniamo a parlare però direttamente degli spot in quanto forma d’arte e mettendo da parte le eventuali strategie di marketing. Vediamone alcuni per illuderci che questo Paese sia per davvero al pari degli altri Stati dell’Unione Europea.


martedì 14 ottobre 2014

A causa di problemi legati alla connessione internet che sembrano essersi  terminati in questo momento, anche l'appuntamento di mezzanotte de Il mio mondo espanso salta. Se la stabilità della linea dovesse reggere, il blog tornerà attivo venerdì. Scusate, Francesco.

venerdì 10 ottobre 2014

Altri mondi - G&T - Intervista a Francesco D'Alessio e Matteo Rocchi

Rubrica: Francesco Sansone
Grafica: Giovanni Trapani
I protagonisti di oggi sono due vecchie conoscenze del blog, Francesco D’Alessio e Matteo Rocchi, autori, registi e protagonisti di G&T che tornano a trovarci per parlare della seconda stagione della loro fortunata web series.

Da poco è ripresa la messa on line della seconda stagione di G&T, e anche questa volta ha ottenuto un successo di visualizzazioni. Vi aspettavate anche per questa nuova serie di episodi un riscontro così positivo?
Sembra banale dirlo, ma no. Non ci aspettavamo nulla. Persino per la seconda stagione, quando ormai avevamo già ottenuto molti riscontri positivi, c’era sempre molto timore. Con la stagione 2 eravamo preoccupati che la storia non “prendesse” come per la prima. Per fortuna è andata bene, e di questo non smetteremo mai di ringraziare chi ci segue.


mercoledì 8 ottobre 2014

Alfano, faccia il ministro, non il leader

Rubrica: Francesco Sansone
Grafica: Giovanni Trapani

Ai nostri governanti, si sa, piace dire qualcosa contro qualcuno giusto per darsi un tono, il problema, purtroppo, è che ultimamente lo fanno rilasciando affermazioni sempre contro la comunità LGBTQ.
Proprio in questi giorni, il ministro degli interni, Angelino Alfano, è al centro delle polemiche per le sue posizioni atte a impedire la trascrizione di quei matrimoni fra persone dello stesso sesso avvenuti all’estero. Posizioni che non si concludono con le dichiarazioni, ma con una circolare minatoria (perché di questo si tratta) affinché nessun prefetto o nessun sindaco si permetta di apporre la firma sulla richiesta presentata nelle diverse città italiane.

lunedì 6 ottobre 2014

Dite la vostra a... Angelino Alfano

Rubrica: Francesco Sansone
Grafica: Giovanni Trapani
Fonte: Gayburg

Così come le dichiarazioni omofobe tornano a tuonare sulle nostre teste come fulmini in un giorno di pioggia, anche la rubrica Dite la vostra a… torna a selezionare i personaggi che si sono distinti per i contenuti delle loro affermazioni e darvi la possibilità di commentarle.
Protagonista di oggi è il leader del Nuovo Centro Destra (Ncd), e ministro degli interni, Angelino Alfano che ha risposto alla richiesta di trascrizione dei matrimoni gay celebrati all’estero avanzata dal prefetto di Bologna con le seguenti parole:

venerdì 3 ottobre 2014

Altri mondi: Sportellotrans Milano - Intervista ad Antonia Monopoli

Rubrica: Francesco Sansone
Grafica: Giovanni Trapani
E anche in questo nuovo ciclo de Il mio mondo espanso riprendono le interviste di Altri Mondi e, come ogni anno, avranno il compito di presentarvi personaggi che con i loro sforzi e il loro lavoro si attivano per sdoganare la realtà LGBTQ in questo Paese.
Ho il piacere di iniziare questa nuova stagione con una donna che non s’è fatta abbattere dalle difficoltà che la vita le ha riservato, riuscendo non solo a venirne fuori, ma a impegnarsi perché tanti ragazzi e tante ragazze che come lei sono nati in un corpo che non sentono loro non si ritrovino da soli. Lei è Antonia Monopoli ed è la responsabile dello Sportello trans e quella che segue è un’intervista che vi consiglio di non perdere.



mercoledì 1 ottobre 2014

Dopotutto sono ancora qui 2^ parte

Rubrica: Francesco Sansone
Grafica: Giovanni Trapani
Per la prima parte clicca qui

Ritornato a casa, la febbre, che era sparita solo da due giorni, è ritornata a far aumentare la mia temperatura corporea. Ho pensato che dipendesse dagli sforzi attuati durante il mio rientro, e  così ho ingerito una pasticca di tachipirina e mi sono disteso sul letto. La temperatura, però, non solo non è scesa, ma è arrivata a toccare i trentanove gradi e mezzo durante il sabato.

lunedì 29 settembre 2014

Dopotutto sono ancora qui 1^ parte

Rubrica: Francesco Sansone
Grafica: Giovanni Trapani
Capita, purtroppo troppo spesso, che i piani non vadano mai come li avevi organizzati e così una vacanza, che in sé racchiudeva la voglia di ritornare nella propria città natale in maniera stabile, si trasformi in un lungo soggiorno in ospedale. Già questo potrebbe servire a farvi dire: “che sfiga!”, ma dato che al peggio non c’è mai fine, vi dico che la mia permanenza nella struttura ospedaliera non è iniziata proprio sotto una buona stella, anzi…


Era la sera di venerdì 20 giugno quando, tramite un’ambulanza, arrivo al pronto soccorso del Buccheri la Ferla. Dolore lancinanti mi piegavano in due e l’addome s’era talmente irrigidito che ogni movimento mi era impossibile da compiere. Entrato nella saletta del medico - che quella sera era occupata da una dottoressa dalla carnagione abbronzata e dall'atteggiamento scostante -, mi vengono sottoposte le domande di rito – tra cui la classica: “ha assunto droghe?” - con una freddezza che veniva soppiantata solo dalla bassa temperatura presente in sala. Dopo una prima visita, vengo spedito in radiologia per sottopormi a un'ecografia e successivamente a un RX.
I risultati che vengono fuori dagli esami non dimostrano alcuna anomalia. Vengo rispedito al pronto soccorso e la dottoressa mi dice che non avendo nulla, potevo andare a casa. I dolori, però, persistevano e l’addome continuava a essere rigido.

Come era possibile che non ci fosse nulla che non andasse?

In quel momento iniziarono le discussioni. Dovete sapere che non sono uno di quei tizi che al primo segnale corrono all'ospedale o dal medico, anzi. Più posso evitare certi luoghi e certi individui, più ne sono contento. Quella sera, però, stavo davvero male e non avevo intenzione di tornarmene a casa sapendo che qualcosa non andava e col rischio che le condizioni potessero peggiorare.

Data l’insistenza mia e del mio compagno, la dottoressa chiama due colleghi, una di medicina e uno di urologia, per un consulto.

L’urologo, dopo aver effettuato un esame rettale – per chi non lo sapesse significa che mi ha infilato un dito su per il culo – e pur sapendo che da tre giorni, pur continuando a mangiare regolarmente, non canalizzavo in alcun modo, mi mostra il dito dicendomi, con aria strafottente e canzonatoria, che tutto andava bene. La stessa identica cosa mi è stata ripetuta dalla dottoressa di medicina che attribuiva il mio irrigidimento addominale a un atto volontario e che il mio dolore era dettato dalla paura del momento.
Insomma, fra domande iniziali e loro personali pareri quello che è uscito fuori di me è stato un quadro che mi dipingeva come un drogato visionario andato lì a trascorrere un venerdì sera come un altro in cerca di ottenere chissà che cosa da loro. A me, però, quest’immagine non piaceva anche perché non rispecchiava la realtà e ho preteso che la smettessero di sostenere che non avessi nulla. “Se dico che sto male, significa che c’è un qualcosa che in questo momento mi sta provocando dolore, ma se per voi non è nulla, rilasciatemi un foglio in cui vi assumete la responsabilità delle vostre diagnosi e delle mie dimissioni.” ho detto infine esasperato dai loro risolini e dalle occhiatine che i tre si lanciavano costantemente. Quelle parole, chissà per quale motivo – è ironico, spero sia chiaro -, hanno fatto sì che sui loro volti le espressioni beffarde finissero.
“Io non firmo nulla.” ha tuonato la dottoressa dalla carnagione abbronzata e dall'atteggiamento scostante. 

Vengo trasferito nella saletta accanto e lì rimango per tutta la notte sotto l’indifferenza della dottoressa che, quelle poche volte che entrava a dare un’occhiata generale ai degenti, nemmeno si degnava di controllarmi perché, come ha detto al mio compagno, quella era “la terapia che ho scelto di intraprendere con lui. Guardarlo e non toccarlo.” Intanto la temperatura corporea aumentava e nel giro di poche ore il termometro era arrivato a toccare i trentotto gradi e mezzo.

Il mattino seguente – anche se per me era ancora lo stesso giorno – la dottoressa dalla carnagione abbronzata e dall'atteggiamento scostante ha terminato il suo turno ed è stata sostituita da un altro medico, il cui nome rievocava alla mente uno dei personaggi Disney, che mi ha visitato nuovamente e, pur credendo che fossi io a contrarre l’addome, chiede il mio ricovero nel reparto di medicina per via della febbre che da diverse ore non accennava a diminuire. Arrivato in reparto, vengo letteralmente ignorato per due giorni dai medici. Infatti, dopo le domande iniziali per completare la cartella di ricovero, nemmeno un dottore s’è fatto vivo per tutto il week end.

Sono circa le dieci o giù di lì di lunedì 23 Giugno quando ho il piacere di riparlare con un medico e ironia della sorte vuole che questi sia la dottoressa chiamata per un consulto mentre mi trovavo al pronto soccorso. Notandomi, molto dolcemente – ironico ancora una volta – mi saluta con un bel “alla fine è riuscito a farsi ricoverare.” Il tutto accompagnato da un’espressione di dissenso che si è mantenuta sul suo viso fino al momento della visita.
Appoggiando le sue mani sul mio addome, le ho ripetuto che non mentivo e che non ero io a contrarlo. “Le credo!” mi ha risposto cambiando espressione e assumendone una preoccupata che ha allarmato anche me. “La mando a fare una rx, ma pretenda che gliela facciano in piedi altrimenti non si vede un kaizer.” – cito fedelmente -.

Nel giro di un niente mi sono ritrovato a fare una radiografia. Poi una tac. Mi è stato e inserito un tubo naso-gastrico. Sono stato trasferito in chirurgia generale. Mi hanno comunicato che sarei stato operato d’urgenza per un’ulcera perforata divenuta peritonite. Alle tredici sono entrato in sala operatoria. Ne sono uscito alle diciannove. L’intervento è andato bene. Avevo tubi che uscivano dal naso, dall'addome, dal pene e un epidurale dietro alla schiena che mi impediva di avvertire dolore.

Dopo sette giorni i tubi erano diminuiti e sembrava che tutto si stesse risolvendo, ma ecco che si presenta la prima complicazione post operatoria. Era nuovamente un venerdì e avvertivo la difficoltà a respirare. Ogni volta che aspiravo più affondo avvertivo un dolore nel lato sinistro del mio petto. Non so nemmeno io a quante persone l’avrò detto, ma tutti continuavano a rispondere “è per via della posizione.” In quei giorni ho scoperto che lo stare disteso a letto non è proprio così salutare...
La sera di quello stesso giorno, però, la situazione non era cambiata, anzi. Era peggiorata. Se oggi sono qui a scrivervi è solo grazie all'intervento di un’infermiera, Letizia, che quella notte si è fatta mia portavoce e ha fatto sì che si scavasse a fondo e che i medici si accorgessero che non era colpa della posizione, ma di un versamento pleurico di circa 8 centimetri formatosi fra il polmone e il fegato.

Passano altri sette giorni e senza nemmeno un ulteriore controllo, i medici mi mandano a casa. “L’incubo è finito” ho pensato, ma in realtà era solo l’inizio del mio inferno…

http://www.ibs.it/code/9788897309215/sansone-francesco/oltre-evidenza-racconti.html

martedì 23 settembre 2014

venerdì 6 giugno 2014

Ecco perché credo nell'importanza del gay pride

Rubrica: Francesco Sansone
Grafica: Giovanni Trapani


Per questo ultimo appuntamento prima della pausa estiva (Il mio mondo espanso tornerà a settembre) voglio parlarvi del perché credo nell’importanza del gay pride. Adesso direte: “ancora? Non fai che parlarne da settimane.” E avete ragione. Ogni anno dedico a questo evento molto spazio lasciando parlare coloro che ne curano la costruzione, ma oggi voglio parlarvene in modo del tutto personale. Non come Francesco Sansone blogger e scrittore, ma come ragazzo gay italiano che non rappresenta altro che se stesso. Per farlo voglio partire da una data: 19 giugno 2010.