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Cure riparative - Depositato al Senato disegno di legge per vietarle sui minori

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Negli anni fantomatici esperti hanno sostenuto che l’omosessualità può essere curata attraverso specifiche ‘cure riparative’. Sappiamo tutti che si tratta di una menzogna, perché l’essere gay non è frutto di una malattia, ma è una variante naturale della sessualità umane e animale.
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Finalmente anche la nostra politica l’ha capito ed è intervenuta depositando, lo scorso 17 maggio, giornata mondiale contro l’omofobia, un disegno di legge per vietare che questa barbarie sia effettuata su ragazzi ancora minorenni per volere di genitori più preoccupati del pregiudizio e del giudizio di amici e parenti.
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Il disegno di legge è composto da 3 articoli ed è stato scritto e presentato dal senatore democratico Sergio Lo Giudice che ha affermato: Per la prima volta arriva al Parlamento un provvedimento legislativo per aprire un nuovo fronte della lotta alla stigmatizzazione delle persone Lgbti attraverso una proposta che per legge vieti le cosiddette ‘terapie riparative’. Sono pericolose, inutili e dannose, e vogliamo tutelare soprattutto i minori. […] Purtroppo siamo ancora fermi a chi di fronte a un coming out porta il proprio figlio dal prete, dallo psicologo o dall’esorcista. È in questo ambiente che la disperazione di alcuni ragazzi sfocia nel suicidio”.

Fonte: L’espresso
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Unioni gay - Manuel e Marco, dopo vent'anni d'amore, a luglio diranno "sì, lo voglio!" INTERVISTA

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Ho avuto modo di conoscere Manuel e Marco durante la trasmissione di Rtv SanMarino, condotta
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Due ragazzi gay si baciano di fronte a corteo neonazista

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Lo scorso sabato a Madrid si è tenuta una manifestazione dell’estrema destra per protestare contro gli immigrati. Un corteo che consisteva di un migliaio di partecipanti che ha gettato nel mucchio le frasi tipiche di chi non è aperto all’accoglienza.
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David Fernández e Gregor Eistert,  due ragazzi gay che si trovavano in piazza per i fatti propri, di fronte a quelle frasi intolleranti, hanno deciso di esprimere la propria contrarietà dandosi un bacio sulla bocca.
“Non ricordavamo che si sarebbe svolta la manifestazione e come un qualunque sabato, siamo usciti, quando ce lo siamo trovati di fronte.” Ha spiegato Fernández, un professore di inglese di 23 anni, a El Español. “Incuriositi ci siamo avvicinati per chiedere informazioni.”
I due ragazzi hanno deciso di sedersi  e tenersi per mano per osservare il corteo che in quel momento era arrivato vicino a loro. A quel punto “una signora ci ha visto e ha iniziato a chiamarci in tutti i modi: ‘froci’, ‘malati’ e ‘infetti’ e senza pensarci, preso dalla rabbia, ho tirato su Gregor e ho iniziato a baciarlo. È stato un bel momento.”

Il loro gesto avrà  fatto infuriare i manifestanti, ma il loro bacio è stato più forte di quelle parole di odio e di discriminazione e la foto del bacio, scattata da un passante, ha fatto il giro del mondo diventando uno dei, mai troppi,  simboli contro l’intolleranza.
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Un poliziotto per metterli al riparo li ha fermati, allontanandomi. L’azione del poliziotto, però, non è stata prese bene dalla gente ferma in strada, che ha iniziato a protestare gridando “vergogna”, ma anche che chi doveva esser portato via dalla piazza dovevano essere i nazisti invece dei ragazzi. Ma a difendere il poliziotto è lo stesso David che ha spiegato che in quel momento di confusione era più semplice allontanare due persone innocue e quindi  “è stato giusto così”.


 Fonte: El Español
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Unioni gay – Mattarella ha firmato la legge

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Il sito del Quirinale informa gli italiani che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha posto la sua firma sulla legge sulle unioni civili approvata lo scorso 11 maggio dalla Camera, dopo  essere stata votata dal Senato.  
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Un gesto che appare ancora più importante dopo che Mattarella, nei giorni scorsi, aveva risposto alle associazioni cattoliche, che si erano rivolte a lui per trovare vizi di incostituzionalità sulle leggi civili, che “la costituzione richiede di garantire il pieno rispetto dei diritti fondamentali di ognuno, non solo come singolo, ma anche nelle formazioni sociali in cui si realizza la sua personalità. […] La realizzazione di questi diritti non può essere condizionata dall’orientamento sessuale,  perché tra i compiti della Repubblica vi è quello di garantire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione.”
Monica Cirinnà ringrazia il presidente “per la sollecitudine con la quale ha voluto adempiere a questo atto”, mentre per  Maurizio Sacconi e Alessandro Pagano di AP “l’atto conclusivo del presidente sulla legge Cirinnà delude ma no soprende, anche se solidi sarebbero stati gli elementi per un rinvio alle Camere”. Eugenia Roccella, presidente del comitato promotore del referendum parziale abrogativo della legge sulle unioni civili afferma che appena la legge sarà pubblicata  si recherà “in Cassazione a depositare i quesiti referendari.”
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Adesso rimane di compiere l’ultimo passo, ossia quello di pubblicare la legge sulla Gazzetta ufficiale al fine di farla entrare in vigore definitivamente. Tuttavia, spiega la Cirinnà, per celebrare le prime unioni civili sarà necessario emanare, entro 30 giorni, un decreto che “darà agli ufficiali dello stato civile tutte le indicazioni e le istruzioni per la celebrazione”, ma la senatrice si dice certa che il Consiglio dei ministri “saprà provvedere in tempi rapidi, scrivendo definitivamente una delle più belle pagine della storia dei diritti in Italia.”

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Kiss – Lo spot col bacio gay che ha fatto infuriare gli omofobi [VIDEO]

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Si sa, la pubblicità è l’anima del commercio, ma, allo stesso tempo, è uno dei mezzi più utili per lanciare messaggi importanti per sensibilizzare il pubblico a cui si rivolge. Lo sanno bene  i produttori dello spot Kiss, prodotto per We The Brave, in collaborazione con l’Anova Health Institute e l’Elton Jon Foundation AIDS,  realizzato con l’intento di sensibilizzare gli uomini gay all’uso del preservativo nei rapporti sessuali.
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Si tratta di una pubblicità d’impatto che non ha nulla di volgare. Due mentre sono seduti a un tavolo con altro uomo più adulto, si alzano in piedi per baciarsi sulla bocca in quello che è a tutti gli effetti un coming out. Quando i due ragazzi si liberano dal bacio si può leggere la didascalia “Abbiamo il coraggio di venire fuori”, seguita, nel momento in cui in video c’è un primo piano di un preservativo, dalla frase “Quindi siamo sicuramente abbastanza coraggiosi da coprirci.”
Lo spot, realizzato per il Sud Africa, è il primo a mostrare un bacio gay in tv e ovviamente non ha potuto che far insorgere gli omofobi che lo hanno definito “offensivo”, “disgustoso” e “inadeguato”. A questi ha risposto Nina Morris - Lee,  il capo del marketing presso la Anova Health Institute, affermando la pubblicità non ha l’obiettivo di “choccare”, ma quella di informare sull’importanza della precauzione quei 4,9 milioni di sudafricani che si identifica come omosessuale – circa il 10% della popolazione .
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Fonte: lastampa.it
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Trump bacia Putin sulla bocca nel murales di un artista lituano. Girnius: "Simbolo del timore che si pieghi a Puntin"

A cura di Francesco Sansone
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Passare da magnate delle sue industrie a candidato repubblicano alla Presidenza degli Stati Uniti non
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Sport: Nello statuto del Coni viene introdotto il reato di omofobia

A cura di Francesco Sansone
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L’iter per riconoscere a tutti gli effetti l’omofobia come reato all’interno dello statuto del Coni sarà completato a Luglio, ma già da oggi si può guardare a questa notizia con positività.
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Dopo anni, per non dire decenni, in cui nello sport, soprattutto nel calcio, abbiamo assistito a giocatori, allenatori e tifosi  lanciarsi in fantasiose offese omofobe, ora il Coni, Comitato Olimpico Nazionale Italiano, ha deciso di prendere una posizione chiara e decisa contro queste forme di discriminazione.

Come dimenticare il più recente caso di omofobia in cui Maurizio Sarri, allenatore del Napoli, ha detto “sei un frocio” a Roberto Mancini, tecnico dell’Inter,  durante una partita infuocata della stagione appena conclusa? In quell’occasione Mancini accusò  in diretta tv il collega affermando che “uomini come lui non possono stare nel calcio”, lamentandosi, poi, di come il quarto uomo, che aveva sentito l’offesa, non fosse intervenuto in alcun modo.

Non si possono nemmeno dimenticare le parole di Felice Bellotti, all’epoca dei fatti in prima fila per ottenere la direzione della Lega nazionale Dilettanti, che, durante un consiglio in cui si discuteva sui fondi da destinare al calcio femminile, ha detto che non si poteva continuare a parlare di dare dei soldi “a queste quattro lesbiche”.
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Con la modifica dello statuto, e per l’esattezza dell’Articolo 2, comma 4, questi episodi non solo non resteranno impuniti, ma verranno riconosciuti come reati.

Si tratta di un passo importante quello a cui stiamo assistendo perché, se da un lato si lancia il messaggio che nello sport non c’è spazio per l’omofobia, dall’altra si incoraggia quei giocatori gay, costretti a nascondersi per paura delle conseguenze, di vivere serenamente la propria sessualità e dimostrare, a chi non lo capisce, che anche da gay si può essere capocannoniere.

Fonte: Corriere.it
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Coppia gay cacciata dal condominio - Condannato a 1 anno l’inquilino che la minacciò

A cura di Francesco Sansone
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È arrivata la parola fine alla vicenda che fra il 2003 e il 2004 vide finire nel mirino dell’intero condominio di via Paravia, a Torino, una coppia gay, che, alla fine, fu costretta a lasciare la casa che aveva acquistato, per scappare dal clima ostile e omofobo in cui era costretta a vivere
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Dopo la recente denuncia per aggressione di uno dei due ragazzi, arriva la notizia che l’inquilino denunciato per stalking dai due ragazzi,  un uomo di 63 anni, è stato condannato a un anno di reclusione e a cinque mila euro di risarcimento.
Durante la lettura della sentenza, il magistrato ha affermato che, nonostante altri condomini abbiano contribuito a creare un “clima infame” l’uomo è tutta viaresponsabile “a livello concorrente” e pertanto condannabile.

Il sessantatreenne si è definito “un capro espiatorio”, dato che il suo comportamento è stato una conseguenza dell’atteggiamento della coppia gay. “Hanno preso a calci la mia porta. Nel frattempo sono arrivate le offese su Facebook ai miei figli. È tutta una favola, non posso ancora credere che sia stato possibile accusarmi per queste cose. Io non sono omofobo e ho anche amici gay. Loro hanno dato della puttana a mia moglie e io gli ho intimato di smetterla.”
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I pm Cesare Parodi, che aveva chiesto per l’imputato otto mesi di reclusione e un risarcimento di cinquecentomila euro, però, non è dello stesso parere dell’uomo, in quanto, ha affermato, “le persone non si divertono a installare inferriate e telecamere, oppure a presentare querele se non ne ha un preciso bisogno. Se lo fa è perché ha paura. Il problema va di molto oltre l’accettazione degli omosessuali nella società.”

Oltre all’uomo, ricordiamo, anche la figlia di quest’ultimo è stata indagata per rapina e rapina ai danni della coppia.

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