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Soldato ammette la sua omosessualità per sbaglio su Instagram e i compagni lo sostengono

A cura di francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani

«Nel mese di aprile 2015 stavo rientrando al mio alloggio presso la base navale di Pensacola, in Florida, dopo aver passato la notte con un ragazzo che avevo conosciuto.» Inizia così il racconto su Outsports di Conner Curnick, un soldato statunitense che ha dichiarato accidentalmente la sua omosessualità attraverso una fotografia postata su Instagram, in cui era seduto sulla sua moto con un altro ragazzo. «Improvvisamente ho sentito un sacco di vibrazioni. Era il telefono che brulicava di messaggi di Instagram.»

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Quando Curnick ha avuto modo di visualizzare le notifiche si è trovato di fronte a diversi messaggi lasciato sotto la foto che aveva appena postato in compagnia del ragazzo. Qualcuno gli ha chiesto di spiegargli cosa significasse, un altro, invece più diretto, gli ha domandato se fosse gay e di non mentire. Il soldato a quel punto ha sentito salire il cuore in gola, capendo che la sua paura pià grande, quella di essere scoperto, si stava realizzando.
«In quel momento ero solo e ho iniziato a piangere, ma ho deciso di rispondere sinceramente e ho detto loro di essere gay.»
Il ragazzo, però, è rimasto sorpreso nel leggere le reazioni dei suoi amici, che, con suo grande sollievo e sorprese, erano tutte positive, di sostegno.
«Ho perso alcuni amici, ma quelli che mi erano vicini lo sono stati maggiormente, perché non mentivo più su chi ero e per la prima volta sapevano ciò che accadeva realmente nella mia vita.»


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Il soldato, che in passato è stato un giocatore di pallanuoto nelle squadre del liceo e del college, ha iniziato a vivere la sua omosessualità apertamente senza alcuna paura, anche se si è trovato di fronte all’omofobia di qualche commilitone. La scorsa primavera, infatti, durante un addestramento prima dello schieramento in Afghanistan, in cui Conner è stato uno fra i i migliori tiratori,  un compagno di corso è andato da lui dicendogli di essere contento di non trovarsi nella stessa sua stessa divisione, perché non si fidava nel mettere la sua vita nelle  mani di un gay, ma questo non lo ha fermato, anzi. Adesso Conner è in forza in Afghanistan e dopo il coming out sente di essere diventato una persona molto più felice, produttiva e di successo.
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Unioni gay - David e Giancarlo, dopo diciassette anni insieme, hanno presentato la richiesta per unirsi civilmente. INTERVISTA.

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Condividendo il link dell’articolo su Facebook sono entrato in contatto con David, quando questi lo ha postato sul suo diario “ringraziandomi” per avergli dato, attraverso un refuso, 43 anni. Da qui abbiamo scambiato due battute e ho chiesto a lui e a Giancarlo di rispondere a un’intervista per Il mio mondo espanso in cui parlare della loro relazione, del loro amore, ma anche della loro decisione di unirsi civilmente e  del contesto sociale e politico.
Sebbene l’intervista sia rivolta a entrambi, a rispondere è David che, con assoluta sincerità, ci parla della normalità del loro rapporto, mostrando una delle tante realtà di coppia che fanno parte della nostra società.
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D. Partiamo dall’inizio: quando e come vi siete conosciuti?
R. Ci siamo conosciuti tantissimo tempo fa, esattamente il 15 novembre del 1999, in una delle pochissime chat gay di allora. Io sono di Aosta, ma Giancarlo è di Torino e all’epoca viveva lì. Dopo diverso tempo trascorso a parlare su internet, ci siamo dati appuntamento nella sua città, incontrandoci, così, per la prima volta.
Quel giorno si presentò accompagnato dai genitori perché non aveva la patente - ancora adesso non ce l’ha, tanto l’autista lo ha trovato (ride ndb) -, e non appena l’ho visto me ne sono subito innamorato.

D. Quindi un vero e proprio colpo di fulmine. Cosa ti ha fatto capitolare?
R. Beh, il suo sorriso, la sua voce infantile (tra di noi, come sai, ci sono 10 anni di differenza), la sua prestanza fisica e anche il suo comportamento. Sebbene sia più giovane di me, mi è sembrato molto maturo e, soprattutto, che aveva voglia di provare a instaurare una storia seria.

D. Quindi deduco che vi siate fidanzati quel giorno stesso, giusto?
R. Sì, quella sera stessa gli ho chiesto se voleva diventare il mio fidanzato, anche se in quel periodo frequentavo un altro ragazzo.

D. E che fine ha fatto l’altro?
R. L’ho lasciato il giorno dopo essermi fidanzato con Gianky. Non era una storia seria e io, che venivo fuori da una storia pregressa difficile con un altro ragazzo, avevo voglia di innamorarmi seriamente. Con l’altro non era possibile, ma con Gianky sì. Ho capito da subito che poteva nascere una bella storia d’amore e il tempo mi ha dato ragione. Da quel 15 novembre sono passati 17 anni e siamo ancora qua.

D. A Giancarlo cosa ha colpito di te?
R. Io rispecchiavo i suoi canoni: ero più grande di lui e, ahimè, più bassino, sono alto un metro e sessantacinque, ma sai come si dice: nella botte piccola… (ride, ndb) 

D. Vivendo in due città diverse, com’è cambiata la vostra quotidianità?
R. Per circa tre mesi ci siamo frequentati solo attraverso il web e ci incontravamo soltanto nei fine settimana, quando lo raggiungevo a Torino. Abbiamo aspettato che terminasse il servizio civile (all’epoca era ancora obbligatorio) e poi si è trasferito da me. Essendo anche lui geometra, ha iniziato a lavorare nello studio che ho aperto assieme a un socio e da qui la nostra quotidianità è cambiata completamente.
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D. Ci raccontate una vostra giornata tipo?
R. La nostra giornata tipo per circa 15 anni consisteva  nel svegliarsi al mattino, fare colazione, andare in ufficio, lavorare e pranzare assieme. Finito il lavoro, io mi recavo in palestra e lui a casa - lo sport non fa per lui-  a preparare la cena e a sbrigare le faccende domestiche. Sebbene gestire l’economia domestica non lo faccia impazzire, gli piace prendersi cura di me.
Negli ultimi due anni, invece, a causa della crisi che ha colpito il Paese, abbiamo preso degli appalti a Milano e quindi durante la settimana ci si vede poco e ci sentiamo esclusivamente al telefono, ma nei fine settimana recuperiamo il tempo perso, rintanandoci in casa.

D. Com'è cambiata la società e il modo con cui si relaziona alle coppie gay da quando state assieme?
R. Per noi la società è cambiata poco, nel senso che non abbiamo mai avuto problemi di alcun tipo con la gente. Essendo una coppia dichiarata di fronte a tutti, non abbiamo mai avuto nessun tipo di discriminazione. Anche sul lavoro non abbiamo mai avuto problemi, e se consideri che abbiamo a che fare con persone di diversi livelli di istruzione, questo la dice lunga su come sia aperta la società verso le coppie gay.

D. Cosa pensate della legge approvata lo scorso 11 maggio?
R. Secondo noi non è perfetta, ma è ugualmente un grande passo in avanti per l’Italia, soprattutto vista la presenza del Vaticano. Ovviamente dovrebbe essere totalmente equiparata al matrimonio, ma siamo certi che prima o poi si arriverà anche a questo.

D. Quindi siete dell’idea che i matrimoni ugualitari arriveranno anche in Italia, giusto?
R. Sì, credo che appena digerito questo passo si andrà avanti. La maggior parte della società, per me, è pronta. Ovviamente bisognerà vedere chi salirà al governo, però, ripeto, la maggior parte della società è dalla nostra parte.

D. Vorreste dei figli?
R. No. Forse siamo un po’ troppo egoisti per concepire l’idea di mettere al mondo dei figli o adottarne.
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D. Credo che non si tratti di egoismo, ma di essere consapevoli delle proprie priorità, tutto qui. 
E della  “clausola”  che stabilisce il non obbligo di fedeltà che ne pensate?  Si tratta di un modo per continuare a fare distinzioni fra le coppie etero e quelle gay?
R. È stata un porcata fatta apposta dalla destra per differenziare la coppia etero da quella omo. Nelle unioni etero questa clausola non c'è, eppure i tradimenti sono all'ordine del giorno. Non è la giurisdizione che deve stabilire se una relazione debba avere o meno l'obbligo di fedeltà. Credo che ognuno abbia il diritto di gestire la propria relazione come vuole, trovando il giusto compromesso. Quindi, a fronte di questo, non ho problemi a confessarti che siamo sempre stati “un po’ coppia aperta”.

D. In che senso?
R. Nel senso che qualche scappatella in passato è successa, ma ci siamo sempre fermati alla sveltina. Non potrei mai andare a cena con un altro sapendo che il mio compagno, a esempio, è a casa. Non esiste proprio. La carne è debole, ma i sentimenti sono fortissimi. Non riesco a vedermi senza Gianky. Solo con lui riesco a condividere ogni momento libero e lo stesso vale per Giancarlo.

D. Di voi si è parlato in quanto la prima coppia ad aver presentato la richiesta di unione al comune di Aosta? Quando avete deciso di compiere questo passo?
R. Aspettavamo di presentare questa domanda da sempre, da quando si parlava di DICO e PACS. Quindi, non appena la legge sulle unioni civili è diventata realtà, recarci al comune è stata una cosa automatica.
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D. Il sindaco ha rassicurato che entro poche settimane il comune sarà in grado di celebrare le prime unioni civili. Cosa vi hanno detto i funzionari?
R. In comune sono stati molto professionali e hanno accettato e protocollato la nostra domanda con la promessa di risponderci il prima possibile, quando avrebbero saputo anche loro come muoversi. Ovviamente erano un po’ impreparati per la mancanza del decreto attuativo, ma credo anche se non si aspettavano di ritrovarsi di fronte una coppia gay  nel primo giorno utile in cui era possibile presentare la richiesta d’unione, ma ciò nonostante sono stati disponibilissimi.

D. Per concludere, come lo immaginate il giorno della vostra unione civile?
R. Sicuramente quel giorno saremo emozionati, ma al momento preferiamo non pensarci troppo dato che ancora non c’è una data certa. Teoricamente, se tutto andrà come deve andare, ci vorremo “sposare” l’ultima settimana di agosto con solo i testimoni e altri pochi intimi. Per il “rinfresco” se ne riparlerà verso l’autunno o addirittura in inverno, magari vicino al Natale così da concederci il viaggio di nozze durante le festività.
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Renzi firma il decreto sulle unioni civili. Ecco cosa succede adesso

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Matteo Renzi ieri, venerdì 23 luglio 2016, ha posto la firma sul decreto del presidente del Consiglio dei ministri che adotta le disposizioni trnasitorie per la tenuta dei registri negli archivi dello stato civile, sulla regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso stesso.
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La firma sul decreto, controfirmato anche dal ministro di Giustizia Andrea Orlando e dal ministro dell’Interno Angelino Alfanofa sì che da adesso la legge sulle unioni civili sarà pienamente operativa dal momento in cui verrà pubblicata sulla Gazzetta UfficialeNon ci sarà, dunque, il bisogno di aspettare la tradizionale ‘vacatio legis’ di quindici giorni e nemmeno i 5 giorni necessari al Ministero dell’Interno.
Entusiasta, Ivan Scalfarotto su Twitter scrive, pubblicando la foto di Renzi mentre firma il decreto, che si tratta di «una firma che cambia l’Italia».

Anche Monica Cirinnà è entusiasta per l’attuazione immediata della legge, senza dover aspettare il ‘vacatio legis’.

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Inoltre la senatrice ha dichiarato: «La firma del governo sul decreto attuativo sulle unioni civili segna in modo definitivo e storico il corso dei diritti civili del nostro Paese. La legge diventa così pienamente operativa e tutti i Comuni sono ora in grado, nel giro di pochi giorni, di celebrare le prime unioni. È il punto di arrivo di una riforma epocale, attesa da troppo tempo, che consentirà finalmente piena cittadinanza a tante coppie. Da oggi la stagione dei diritti, voluta con tenacia dal governo Renzi, è una realtà insindacabile e, con una certa emozione, auguro tanta felicità a tutti quegli uomini e quelle donne che vorranno e, finalmente, potranno vedere riconosciuto il loro amore.»
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Adinolfi vergognoso su Twitter: "In una società di tr**e e rotti**ulo l'unica ribellione possibile è essere bigotti."

A cura di Francesco Sansone
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E poi c'è Maria Adinolfi che ogni tanto deve dire qualche sciocchezza per paura di  finire nel
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Ad Aosta presentata prima richiesta di unione gay. Il sindaco Centoz: "Entro poche settimane il comune sarà in grado di celebrarle"

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Ieri vi parlavamo del via libera del Consiglio di Stato al decreto ponte che darà le direttive ai comuni
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Orlando Cruz, il pugile dichiaratamente gay, dedica la vittoria alle vittime di Orlando

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Nella foto il campione Orlando Cruz e Norman Casiano, ferito strage di Orlando

Orlando Cruz, il pugile portoricano entrato nella storia per essere stato il primo, e al momento l’unico, a dichiarare  pubblicamente la propria omosessualità, lo scorso sabato ha sconfitto il rivale Alex Valdez nell’incontro pugilistico a Kissimmee, in Florida.
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Dopo sette round avvincenti Cruz, che ha gareggiato indossando uno slip arcobaleno, ha mandato al tappeto l’avversario messicano dedicando, poi, la vittoria alle vittime di Orlando:
«Questo titolo lo dedico alla mia comunità LGBTI e a quelle 49 persone che sono morte in maniera così vile.»
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Il pugile, però, ha ricordato le 49 persone rimaste uccise quella notte, quattro dei quali suoi amici, facendo battere un colpo di campana per ognuna di loro. In prima fila c’era Norman Casiano (nella foto), un giovane di 26 anni, che quella notte si è salvato per miracolo, sebbene raggiunto da un proiettile al bacino e uno al coccige. Durante il rintocco dei 49 colpi il giovane aveva gli occhi lucidi riviven
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Unioni civili - Via libera del Consiglio di Stato. Già da ferragosto si potrebbero celebrare le prime unioni gay

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Il Consiglio di  Stato ha dato parere favorevole al decreto ponte presentato dal minestero dell’interno  che regolamenta le norme con cui si celebreranno le unioni fra persone dello stesso sesso.
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«Con il parere sul decreto Unioni Civili stamane il Consigliodi Stato accende la luce su un diritto. Un provvediento di cui vi era assoluta urgenza che, con il nostro parere, oggi può essere adottato immediatamente», ha dichiarato Franco Frattini, presidente della sezione Atti Normativi del Consiglio di Stato, che ha anche chiarito come l’obiezione di qualche sindaco non potrà impedire la celebrazione delle unioni civili: «La legge non ne parla esplicitamente. In ogni caso, il testo legislativo fa riferimento non ai sindacii n particolare, ma parla di ufficiali di stato civile: si tratta di una platea talmente ampia, da garantire comunque l’applicazione della norma.»

Da ieri, giovedì 21 luglio 2016, quindi, il provvedimento è attuativo, ma bisognerà  ancora aspettare la tradizionale ‘vacatio legis’ di quindici giorni e i 5 giorni necessari al Ministero dell’Interno, quindi, come ha dichiarato Monica Cirinnà, le prime unioni, salvo ritardi a cui Angelino Alfano ci ha abituati, potrebbero celebrarsi entro ferragosto: «Finalmente entro ferragosto si faranno le unioni civili e questo paese diventerà più ricco di feicità e inclusione per tutti.»

Anche la presidente della Camera, Laura Boldrini ha espresso il suo entusiasmo per il lavoro del Consiglio di Stato e attraverso il suo account Twitter: «È fatta. Dopo decisione Consiglio di Stato al via unioni civili nei comuni. La legge riconosce diritti e cambiamenti avvenuti nella società.»

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Ovviamente non sono mancate anche le reazioni delle associazioni e degli attivisti lgbt. Fra questi c’è Imma Battaglia che ha annunciato che nella capitale già da settembre si celebreranno le prime unioni:
«Sono davvero felice che siano stati rispettati i tempi  che Matteo Renzi aveva indicato, una volta tanto anche il nostro è un Paese credibile e mi rende orgogliosa che questo accada proprio nel riconoscere i nostri amori. […] L’amore vince sempre! […] Gli uffici dell’anagrafe stanno gia studiando tutte le procedure da preparare per essere pronti a celebrate le prime unioni già dalla prima settimana di settembre. »
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Aggredito a Rovigo perché gay - Andrea: "Mi hanno detto di tutto"

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Nella foto: Andrea Ceciliato e il compagno Nicola Marchetti
«Lunedì sera sono stato insultato per strada da dei ragazzini in quanto omosessuale. Credo che
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StandBy - L'attesa: partita la campagna crowdfunding per realizzare il cortometraggio dedicato al tema della sieropositività.

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
L’intensa relazione amorosa tra Filippo e Simone è il fulcro intorno al quale ruota la vicenda narrata  da Giorgio Volpe in ‘StandBy – l’attesa’, presentato da Debora Leonardi in collaborazione con “Giù di Su per Giù – teatro” (Martina & Nocciolino – lo spettacolo)
Il cortometraggio vuole raccontare una storia fatta di legami, di amicizia e d’amore, indipendentemente dall’orientamento sessuale delle persone che li condividono.
Si tratta di un progetto che nasce anche con l’obiettivo di contribuire, nel suo piccolo, ad abbattere quel pregiudizio secondo cui provare attrazione per una persona del proprio sesso è sinonimo di malattia.
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‘StandBy – l’attesa’ nasce dalla necessità di raccontare un frammento di vita quotidiana, focalizzandosi sulla relazione amorosa tra Filippo e Simone, l’influenza della casualità e la condizione di sieropositivo.

«Focalizzarsi su un argomento come quello della sieropositività» – racconta Giorgio Volpe a Il mio mondo espanso - «è molto importante soprattutto per prevenire il contagio del virus. Se ne parla sempre poco, invece, è molto importante parlarne soprattutto ai giovani. Perché il virus esiste, fa parte della nostra quotidianità.»

‘StandBy – l’attesa’ verrà realizzato con i fondi ricavati dalla campagna crowdfunding, lanciata sulla piattaforma  Produzioni dal Basso, e resterà attiva fino al 27 settembre.

«Per sostenerci basta fare una donazione di 10, 20, 50, 100, 150 o 200 euro.» - continua Volpe - «A ogni quota corrisponde una ricompensa che spetterà al donatore, in cambio del suo prezioso sostegno. Oltre alla donazione la campagna può essere sostenuta attraverso la condivisione della pagina dedicata alla stessa, sui vari social network, siti specifici, e parlarne tra gli amici.»
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La realizzazione del cortometraggio coinvolgerà numerosi giovani artisti e le riprese inizieranno nell’autunno 2016.
Patrocinato da  Gay Center, Gay Help Line, Dì Gay Project, Gace – tennis Roma, Gaycs, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Salute Cassero LGBT Center e Jasmine Bookshop,  ‘StandBy – l’attesa’ sarà proiettato in anteprima a Roma nella prima settimana di dicembre 2016.

Qualora foste interessati ad aiutare questo progetto, potete rilasciare la vostra donazione attraverso il sito produzionidalbasso.com, mentre per saperne di più potete visualizzare i profili Facebook e Twitter
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Le regole del delitto perfetto: Dopo la figuraccia a livello internazionale, Rai 2 stasera ritrasmette i primi episodi senza censura.

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Ha scatenato una vera e propria sommossa popolare, al grido #Raiomofoba, la decisione di Rai2 di eliminare dagli episodi trasmessi venerdì scorso di  ‘Le regole del delitto perfetto’ le scene sessuali in cui erano coinvolti Connor (Jake Falahee) e Olive (Conrad Ricamora).
Da subito il web ha inondato le pagine social del canale, ma anche quello generale della rai, di messaggi di proteste, facendo arrivare  la notizia arrivasse alla ABC, alle testate internazionali, alla showrunner Shonda Rhimes, al produttore Pete Nowalk e all'attore Jake Falahee.
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Pete Nowalk: «Non ne sapevo niente fino ad ora. Sconvolto e deluso. Voi che ne pensate?[...]Spettatori italiani, ecco la scena Coliver che intendevamo mostrarvi»

Shonda Rhimes: «La censura di ogni amore è inscusabile.»

Jake Falehee: «Dannazione. Questa è pazzia»

Una figuaraccia che ancora una volta ci fa apparire sembre peggio agli occhi del mondo civilizzato intero. Dopo una giornata intera di protesta, finalmente Rai2 ha chiesto scusa agli spettatori, dichiarando che questa sera, domenica 10 luglio, le prime tre puntate della serie saranno replicate  in prima serata senza censura.


Pudore? Possiamo chiamarlo davvero così? Non scordiamo ‘Brokeback Mountain’ o la fine fatta fare a ‘Fisica o Chimica’ per il coraggio di Carlo Freccero di trasmetterlo nel pomeriggio senza tagli.


Intanto anche la direttrice della rete Ilaria Dallatana non parla di censura, tanto meno di omofobia, ma attribuisce l’accaduto a una eccessiva pudicizia di chi si occupata della messa in onda del prime time:

«Non c’è stata nessuna censura, semplicemente un eccesso di pudore dovuto alla sensibilità individuale di chi si occupa di confezione l’edizione delle serie per il prime time. Capisco l’irritazione […] anche queste polemiche ci aiutano a prendere le giuste misure per il futuro.»

Peccato che questo discorso non regge considerando che la “pudicizia” ha avuto il sopravvento solo sulle scene gay e non su quelle eterosessuali. Non si può continuare a beffare la gente dopo il danno. A volte è doveroso dire semplicemente “scusate, abbiamo fatto una cazzata!”
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Intanto il vincitore morale è Sky, che ha prontamente preso la parla al balzo sottolineando come nei suoi canali non viene censurato nulla. Insomma, Matrigna Rai beccati anche questa!


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Unioni civili: Alfano rilascia il decreto ponte, i comuni dicono che si possono stipulare solo patti di convivenza e il caos continua

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Dopo le polemiche sorte contro  Angelino Alfano per non aver rilasciato entro il 5 luglio il decreto ponte, che serve come guida ai comuni in attesa dei decreti definitivi di dicembre, finalmente il ministro dell’interno lo ha consegnato al Consiglio di Stato, che adesso deve valutare il testo. Salvo imprevisti, già da ottobre si potrebbe iniziare a celebrare le unioni civili per persone dello stesso sesso.
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Importante è stato il sollecitamente dell’Anci, Associazione nazionale dei comuni italiani, che, attraverso il presidente Enzo Bianco, aveva espresso la necessità di avere al più presto il decreto in quanto, sebbene si cercasse di provvedere a celebrare le unioni civili fra persone dello stesso sesso, era impossibile farlo in assenza di una normativa unitaria che desse piena attuazione alla legge.
Le difficoltà dei comuni sono puramente di tipo burocratico, ma proprio per questo importanti per evitare vizi di forma che possano far annullare le unioni. I comuni  necessitano di informazioni  in merito alla documentazione che i futuri “sposi” devono presentare al comune, alle modalità con cui celebrare le unioni e alle formule pronunciare durante il rito.
«Con questo primo decreto attuativo la legge sulle unioni civili diventa operativa.» dichiara la relatrice della legge alla camera dei Deputati, Macaela Campana. «Oggi arriva il decreto più atteso, quello che rende possibile per molti la costituzione della propria unione. Con questo atto si apre una nuova stagione di diritti per molti cittadini italiani che attendevano questo momento da anni.»
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Intanto, secondo quanto riferito in un commento a Il mio mondo espanso, Mauro Mori, un lettore del blog che, dopo aver letto l'articolo "Unioni Civili - Ecco che succede senza il decreto rilasciato da Alfano", ha chiamato il suo comune di appartenenza e si sarebbe sentito rispondere che al momento «l’unica cosa possibile da fare è il patto di convivenza», anche se la legge sulle di unioni civili è di fatto già in vigore. «Dopo che ho letto la notizia - continua in un altro commento Mori -  ho telefonato al comune chiedendo se c'era effettivamente la possibilità di recarsi dal Sindaco per fare l'unione civile e nel caso, come avrei potuto inoltrare la domanda. Mi è stato risposto che l'unica cosa possibile da fare, in assenza del decreto ponte di Alfano, è il patto di convivenza, cioè semplicemente firmare entrambi l'apposito modulo e consegnarlo tristemente alla segreteria del comune, quindi non formalizzato dal sindaco o assessori e senza la necessità di avere testimoni.» 


Insomma, il caos è più vivo che mai e a rimetterci sono sempre i soliti noti.
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Grande Fratello UK: Proposta di matrimonio all’interno del reality [VIDEO]

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Mentre in Italia sono in corso i preparativi della prima edizione Vip del padre di tutti i reality, che vedrà alla conduzione Ilary Blasi, in Inghilterra è ancora in corso la nuova edizione del Grande Fratello, che nelle scorse ore ha regalato a uno dei concorrenti e al pubblico a casa una romantica proposta di matrimonio.
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Uno dei concorrenti, Andy West, ex giornalista della BBC, infatti, dopo aver visto entrare nella casa il suo fidanzato Ed, ha ricevuto la proposta in matrimonio. Come tradizione impone, Ed, tirando fuori l’anello,  si è inginocchiato proponendogli di diventare suo marito. La risposta di Andy è stata positiva e fra le lacrime ha abbracciato il suo fidanzato.
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«Sono così fortunato. Lo sapevo già, ma da quando sono entrato qui dentro mi sono reso conto che non posso vivere senza di te.» ha detto poi Andy, prima di mostrare ai compagni d’avventura l’anello e festeggiare l’evento.
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