Anna Mazzamauro in teatro per parlare di omosessualitร , femminicidio e stupro
Date: 14:50
A cura di
Francesco Sansone
Grafica di
Giovanni Trapani
Tutti la conoscono
come la Signorina Silvani, personaggio storico della saga ‘Fantozzi', ma chi ha
avuto modo di vederla in teatro non puรฒ non chiamarla con il suo nome: Anna
Mazzamauro, un’attrice di puro talento che del personaggio cinematografico ha
soltanto il volto. Bravura, intensitร , ironia e drammaticitร sono gli aggettivi
che mi vengono in mente per parlare della Mazzamauro.
Da tre anni
porta nei teatri italiani lo spettacolo ‘Una e cruda’ (regia di Livio Galassi, musiche di Amedeo Minghi) in cui il suo talento
viene fuori a 360 gradi: “In Nuda e Cruda sono tutto. Sono una donna
cellulitica di 200 kg – e che liberazione spogliarmi –, la proprietaria di
un’agenzia di pompe funebri. Ma
sono anche la madre di Melania Rea (la donna uccisa dal marito Parolisi, ndb). Lo spettacolo piace perchรฉ io, come
donna, quando mi siedo a teatro mi annoio se devo ridere dall’inizio alla fine,
mi annoio se devo essere triste dall’inizio alla fine. Con questi personaggi
passo dall’essere estremamente drammatica all’essere estremamente comica”. Risponde cosรฌ a una
domanda dell’intervista rilasciata a Claudia Casiraghi di Vanity Fair .
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Nel suo spettacolo parla
di temi importanti come omosessualitร , femminicidio e stupro, ma guai a
definirla nรฉ un’attrice impegnata perchรฉ, continua nell’intervista, “detesto le
attrici che si definiscono impegnate socialmente, perchรฉ spesso le pagano e i
soldi rendono tutto un gran carosello. ร impopolare, ma io lo dico. Il bello
della mia etร รจ che posso finalmente dire quel cavolo che voglio”,nรฉ femminista
“Io sono femminile, non femminista. Quello รจ un termine desueto, obsoleto.
Aveva un senso quando ancora le donne non avevano raggiunto la dimensione di paritร
in cui viviamo oggi. Credo che “femminista”, come “gay”, debba sparire dal
dizionario. Non esiste che l’essere umano, la diversitร รจ nostra invenzione”.
Parlando del suo
personaggio che l’ha resa famosa al cinema confessa: “Con la signorina Silvani ho ottenuto una popolaritร che in teatro non
avrei saggiato nemmeno in duecento anni. Le sono grata, infinitamente grata per
questo. Quel che mi infastidisce – lo metta tra virgolette o trovi un sinonimo,
veda lei – รจ che di lรฌ in poi io non sono piรน stata altro. Non al cinema
almeno, dove all’attore non รจ dato di fare tutto quel per cui รจ portato. Io
sono brava, avrei potuto fare altro. Grazie al teatro, dove ho potuto essere il Cyrano de Bergerac cosรฌ come Anna Magnani,
la signorina Silvani si รจ trasformata in un dagherrotipo. S’รจ fatta marroncina,
sfumando in un ricordo al pari delle vecchie fotografie di famiglia”. Perรฒ, ammette di averla usata per attirare il pubblico
in teatro: “Nuda e Cruda รจ il
sunto di quel che la Silvani mi ha dato. Per afferrare il pubblico ho usato
lei. Seduta alla mia scrivania le ho detto: ‘Stronza, tu mi hai sfruttata per quarant’anni
e io ora mi vendico’.”
Considerata da molti un’icona
gay, Anna Mazzamauro รจ l’esempio di come la bravura non sempre viene sfruttata
in questo Paese dove, soprattutto nelle fiction tv, si preferisce inserire
bellocci e bellocce senza arte nรฉ parte a discapito di gente preparata e brava.
Fortuna che c’รจ il teatro che dร modo di vedere artisti con la A maiuscola capaci
di emozionare con la sola forza del proprio talento.



