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Laura Xmas - Laura Pausini canta Santa Claus in coming to town [VIDEO]

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Ormai siano entrati nel vivo del Natale. Benchรฉ manchi ancora piรน di un mese al 25 dicembre tutto comincia a parlarci della festa piรน magica dell’anno. Fra coloro che hanno giร  iniziato a strizzare l’occhio al Natale c’รจ Laura Pausini, che quest’anno ha deciso di pubblicare Laura Xmas, un cd con  le canzoni natalizie piรน belle.

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Uscito lo scorso 4 ottobre, l’album รจ stato pubblicato sia in italiano che in spagnolo ed รจ stato distribuito in 60 paesi. Prodotto dalla stessa Pausini e da Patrick Williams, che ha arrangiato  anche le canzoni, Laura Xmas contiene 12 brani tutti in versione  swing. 

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Fra le canzoni potrete ascoltare Have Yourself a Merry Little Christmas, uno dei brani preferiti dalla cantante che ha voluto inserire per fargli avere la giusta popolaritร  anche in Italia, Jingle Bell, Jinge Bell Rock, Happy Xmas (War is over) e Santa Claus in coming to town.

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Proprio quest’ultima canzone รจ stata scelta come primo singolo dell’album e in occasione dell’uscita รจ stato rilasciato il videoclip ufficiale che potete vedere di seguito.
Insomma il Natale sta arrivando, voi siete pronti per farvi contagiare dalla sua magia?



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Perchรฉ la Marini viene giustificata e Russo e Vitagliano no?

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
In queste ore si sta parlando molto di quanto sta avvenendo nella casa del Grande Fratello VIP per via dell’atteggiamento di Clemente Russo e Costantino Vitagliano nei confronti di Bosco Cobos, l’attore spagnolo diventato noto in Italia per la sua presenza in studio durante la partecipazione dell’amico Jonas Berami a L’Isola dei famosi.
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Giustamente il web ne chiede l’espulsione dal reality. Certi comportamenti non possono essere nรฉ giustificati nรฉ perdonati. Eppure, la stessa rete, che chiede la testa del pugile e dell’ex tronista, non รจ cosรฌ severa nei confronti di Valeria Marini.
A mio avviso il suo comportamento รจ discutibile al pari dei due compagni d’avventura, se non peggiore. Se ti vanti di essere un’icona gay, di amare quel pubblico che “รจ piรน sensibile e che ha una marcia in piรน”, non puoi usare, con il sorrisino sulle labbra, i toni offensivi pronunciati con tono derisorio dagli altri. Non puoi dire di avere tanti amici gay e poi essere la prima a chiamarli “ricchione”, “friariello” o dire “รจ femmina come me” senza pensare che “quella sensibilitร  gay”, di cui tanto parli, non venga ferita.
Eppure, dicevamo, sul web il suo comportamento della Marini non solo non viene condannato ma viene anche difeso, quasi giustificato, dal suo essere, almeno a suo dire, una “frociarola”. E cosรฌ mi trovo a leggere commenti di questo tipo:

«Ma quante tragedie!! Dai stanno chiacchierando e scherzando, non vedo cattiveria. Russo รจ uno stronzo e vabbe’ ma la Marini si vede che lo adora dai.» Anonimo su Il mio mondo espanso 

«La Marini omofoba non ci crede nessuno» Gianni su Facebook
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Ora, lontano da me definire omofoba la Marini, ma non si puรฒ dire che il suo atteggiamento non sia discutibile, e quindi mi chiedo: «Perchรฉ a lei si perdonano le sue uscite e a Russo e Vitagliano no?» A questo punto o sono omofobi tutti o non lo รจ nessuno. O si pensa che tutti hanno fatto uno scivolone oppure si eviti di accanirsi con i due e sorvolare su chi ci manda “baci stellari”.
Purtroppo questa รจ una vecchia storia che si ripete ogni qualvolta che una cosiddetta icona gay si comporta come non dovrebbe. Ne “siamo” tanto ammaliati da non renderci conto che anche il suo modo di fare รจ discutibile e deprecabile. Mi sembra di rivivere la stessa situazione che si verificรฒ quando scoppiarono il “caso Cuccarini” e il “caso Zanicchi”. La comunitร  gay, non tutta per fortuna, รจ scesa a difendere a spada tratta le due signore affermando che erano state fraintese, che si stava facendo una tragedia per nulla, per poi rendersi conto di aver puntato “sul cavallo sbagliato”. 
Si puรฒ mandare a fanculo la propria dignitร  per difendere un’icona, nominata cosรฌ da non si sa bene chi? Ne vale davvero la pena? Io credo di no. Una canzone trash, un paio di paillettes e delle frasi come quelle citate poco prima non rendono una donna dello spettacolo un’icona. E, soprattutto, questo non puรฒ giustificare certi atteggiamenti o certe affermazioni.
Vi assicuro che รจ possibile ammirare qualcuno senza definirla un’icona gay, lo giuro. Non ce lo ordina nessuno di affibbiare questo titolo alla prima venuta solo perchรฉ “ci piace”.

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Pertanto, tornando al punto di partenza, se si condanna, giustamente, il comportamento di Russo e Vitagliano non possiamo non condannare quello della Marini. Se lo si fa, allora, tutto perde di senso e di credibilitร . Giร  per un gay avere un minimo di autorevolezza in questo paese รจ difficile, ma se ci mettiamo anche noi, poi, non possiamo lamentarci di come vanno le cose. #cosรฌperdire
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Army canta Goggi - Il cantante omaggia una delle icone gay piรน amate cantando la sua Isolatamente [AUDIO]

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Army, il cantante campano che con i suoi lavori precedenti ci ha abututati a suoni e testi particolari, ha voluto rendere un nuovo omaggio a una dei suoi miti di sempre, Loretta Goggi, incidendo una cover del suo brano Isolatamente.
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Una cover che ha plasmato al suo stile e alla sua voce, dando vita a una versione davvero particolare della canzone:
«Io adoro Loretta,  รจ il mio mito di gioventรน.» racconta Army a Il mio mondo espanso. «La guardavo sempre in tv e continuo a farlo, l’ho pure incontrata diverse volte ed รจ una donna buona, brava e intelligente.»

Un vero attestato di stima e di amore quello che confessa il cantante, che non nasconde che gli piacerebbe ricevere il parere della Goggi , di cui in passato ha inciso anche Maledetta primavera.

Army, perรฒ, sa bene che la Goggi รจ una icona gay e che il suo pubblico piรน affezionato potrebbe ascoltare la sua versione per curiositร , ma รจ certo che sapranno apprezzare il suo lavoro, come รจ giร  avvenuto:

«Cantando da anni in maniera indipendente mi sono costruiti anche un seguito gay, del resto il mio personaggio new romantic, o molto pop, richiama certe icone gay del passato. Quando rifai un pezzo di queste Dive รจ naturale che lo ascoltino per curiositร  e finora รจ piaciuto. Hanno capito che l’ho fatto col cuore e l’affetto che provo per Loretta.»
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Con la cover di Isolatamente, Army annuncia un periodo di pausa,  in cui resterร  lontano dai palchi, per dedicarsi a un altro lavoro. Ma non รจ un addio, bensรฌ un arrivederci:
«Per ora ho deciso di dedicarmi poco alla musica, perchรฉ sto lavorando a un nuovo progetto. Perรฒ, prima o poi, torno. Non si puรฒ restare lontani dalla passione che si ha dentro.»

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Queen A night in Boemia – In esclusiva per l’Italia il video di ‘Keep yourself alive’ [VIDEO]

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Arriverร  nei cinema italiani il 16 Maggio per una tre giorni unica e imperdibile per tutti gli amanti dei Queen, la gruppo che lanciรฒ Freddy Mercury, redendolo un'icona non solo musicale,  Queen A night in Boemia, il rivoluzionario concerto del 24 dicembre 1975 all’Hammersmith Odeon di Londra, in cui il gruppo, al massimo del suo splendore, suona i suoi grandi successi come Killer Queen, Liar, Keep Yourself Alive e Now I’m Here.  Inoltre, a rendere leggendario il concerto fu la prima esecuzione dell’indimenticabile Bohemian Rhapsody che venne registrato proprio in quell’occasione.
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Lo trovi qui  
I fan potranno godere di una straordinaria esperienza in sala, grazie a questa versione del concerto,   registrato dalla BBC, rimasterizzata e restaurata in ultra HD con un magnifico surround sound, mai vista prima.
La performance dei Queen in questo evento straordinario รจ una delle piรน coinvolgenti con cui la band abbia mai intrattenuto e divertito il suo pubblico, grazie ai virtuosismi con la voce e al pianoforte dell’indimenticabile Freddie Mercury, con costumi e luci curati nei minimi particolari, in una perfetta sincronia tra i movimenti dei quattro musicisti sul palco e i brani da loro eseguiti. Spettacolare e imperdibile per tutti gli appassionati, inoltre, lo straordinario assolo di chitarra di Brian May, apoteosi dell’eccellenza musicale con cui il musicista e il gruppo da sempre hanno divertito e incantato il loro pubblico.

Queen A night in Bohemia comprende anche 25 minuti di immagini e interviste assolutamente inedite, e vanta tanto materiale d’archivio imperdibile, come la prima intervista televisiva dlla band, alcuni spezzoni dei video di Keep Yourself Alive e Liar, l’esibizione a Top of The Pops, in cui eseguono Now I’m Here, e momenti dei concerti svolti a Hyde Park, al Rainbow e all’Hammersmith, in quello che รจ stato un anno fondamentale nella loro storia. Infatti, nel 1975 i Queen catturano il cuore e le menti inglesi con quella che diventerร  la loro canzone piรน popolare di sempre, Bohemian Rhapsody.
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http://www.ibs.it/code/9788897309215/sansone-francesco/oltre-evidenza-racconti.html
Adesso anche in ebook qui 
 “รˆ stato un concerto speciale, perchรฉ era la prima volta che suonavamo un set completo in diretta televisiva e si trattava del Concerto di Natale!” – Ricorda Brian May – “La qualitร  delle immagini, grazie a un ottimo lavoro di restauro digitale, รจ straordinaria. E sullo schermo risulta evidente l’energia che sprigionavamo”.

In attesa di andare al cinema e vedere questo spettacolo evento, ecco, in esclusiva per l’Italia, il video di Keep yourself alive.

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Sanremo 2016: All'Ariston "arriva Cristina"- La D'Avena super ospite a furor di popolo.

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Ci siamo, questa sera sarร  la regina delle sigle tv a salire sul palco dell'Ariston come super ospite
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Ornella Vanoni contro i pride 'carnevaleschi': "Conciati cosรฌ sarร  difficile far valere i vostri diritti, giร  difficili da ottenere"

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
"Conciati cosรฌ sarร  difficile far valere i vostri diritti, giร  difficili da ottenere. รˆ da tanto tempo che vi
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Selvaggia Lucarelli contro Sanremo 2016: "spudoratamente gay friendly"

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani

Ci sono due tipologie di sentimenti che Selvaggia Lucarelli suscita nel pubblico: odio o amore. O la
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La comunitร  LGBT ha davvero bisogno delle icone gay? I commenti dei blogger italiani

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani









Mina, Raffaella Carrร , Patty Pravo, Lorella Cuccarini, Ambra Angiolini, Sabrina Ferilli, Barbara D'Urso, Maria De Filippi, Marcella Bella, Orietta Berti, Laura Pausini e molte altre artiste italiane hanno il pregio (o il difetto dipende dai punti di vista) di essere considerate delle vere e proprie icone gay, ma fra quelle nominate, tutte meritano realmente tale titolo?
Cosa significa essere un'icona gay?
Che cosa fa sรฌ che un personaggio diventi tale e soprattutto cosa deve fare un'icona gay per dimostrare che crede davvero alla causa LGBT?

Dopo le nuove polemiche nate sulle dichiarazioni di Lorella Cuccarini, non posso non chiedermi: se lei รจ un'icona, chi รจ una dettatrice?
Basta davvero dire frasi come "ho tanti amici gay; li adoro  perchรฉ hanno una marcia in piรน; sono sensibilissimi", per diventare un'icona?

Come sa chi legge Il mio mondo espanso, quando c'รจ un tema che merita di essere commentato da piรน punti di vista, chiedo ad alcuni amici un parare per sapere come la pensano e tirare un filo conclusivo alle mie riflessioni. Anche in questo caso, quindi, ho chiesto ad alcuni dei piรน noti blogger che affrontano tematiche omosessuali di darmi una loro personale opinione sul tema. 
La domanda che ho formulato a Jimi Paradise dell'omonimo blog di gossip, a Wally Rainbow del blog Wally Rainbow's world e a Mirko Criscolo di M on stage รจ stata: "La comunitร  LGBT ha davvero bisogno di icone e se sรฌ cosa dovrebbero fare queste per sostenerla oltre a dire "li adoro, sono sensibili e hanno una marcia in piรน?"
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Il primo a rispondermi รจ stato il fashion blogger Mirko Criscolo:
"Le cosiddette 'icone gay', che altro non sono che dei personaggi famosi amati dal popolo omosessuale, hanno un ruolo importante per la sensibilizzazione sulle tematiche LGBT. A mio parere, ci sono quelle che hanno un ruolo piรน importante e quelle che ne hanno uno marginale. Infatti, molte di esse potrebbero (o dovrebbero) fare di piรน che usare a ogni intervista la classica frase "li adoro" che ormai sa tanto di risposta generica che si sente ovunque, tipo "non ho nulla in contrario, ho tanti amici gay", e che sostanzialmente non dice nulla di concreto lasciando il tempo che trova. Ma giร  il semplice fatto che un personaggio di una certa importanza mediatica dica queste due paroline aiuta molto spesso a suscitare l'interesse di chi li segue sull'argomento e magari, non avendo preso una posizione in merito, a pensarla nello stesso modo. Al contrario, invece, ci sono celebritร  che fanno realmente la differenza scrivendo canzoni, creando fondazioni per i piรน giovani, partecipando ai pride mettendo in gioco la propria immagine o addirittura prendendo delle scelte di vita per sentirsi vicino agli omosessuali tipo il non sposarsi finchรจ TUTTI non abbiano il diritto di farlo nella propria nazione. Dunque mi sento di dire che, se preso sul serio e non come un modo per fare piรน soldi o venire venerati e invitati a qualche serata a tema, essere un'icona gay รจ un 'ruolo' molto importante da ricoprire ed รจ qualcosa di cui la comunitร  LGBT non puรฒ fare a meno per difendere i propri diritti."

Jimi Paradise, invece, mi ha detto:
"Non credo che la comunitร  LGBT abbia bisogno di icone, ma di punti di riferimento, cosa ben diversa! Noto da anni che si parla di icone dei gay, per esempio Madonna, ma spesso si fanno coincidere le nostre passioni con personaggi piรน o meno gay-friendly. La comunitร  LGBT in Italia non ha punti di riferimento veri, personaggi a cui affidare le nostre speranze di cambiamento, come spesso avviene all'estero. Molto spesso sui media e, in particolare, in TV sono ospitati quelli che io chiamo le "macchiette gay": personaggi da commedia all'italiana, colorati e coloriti nel linguaggio, piรน facilmente digeribili dal pubblico generalista (almeno questo รจ quello che pensa chi fa programmi): niente di piรน falso e dannoso! Invece ho pensato "finalmente!" quando ho sentito l'appello di Antonacci alla riforma delle adozioni: finalmente chi ha potere mediatico lo usa per cercare di cambiare le cose, persino su Vatican TV!"

Infine Wally Rainbow mi ha risposto:
"Allora, prima di tutto penso che sia il caso di chiarire il concetto di comunitร  LGBT e icona LGBT, visto che sono due concetti che non sono poi cosรฌ chiari e condivisi. Prima di tutto cos'รจ una comunitร ? Un insieme di persone che ha qualcosa in comune? Che condivide gli stessi spazi nella societร ? O c'รจ dell'altro? E la comunitร  LGBT che cosa ha in comune? L'orientamento sessuale non eterosessuale? E allora perchรจ non si parla di comunitร  etero, ma si parla di comunitร  etniche e/o religiose? Il fatto รจ che una comunitร , per essere tale, condivide soprattutto una cultura. E per cultura non intendo un'insieme di conoscenze in stile enciclopedia, ma l'insieme delle espressioni di un'identitร  condivisa. Per dirla in parole semplicissime: l'omosessualitร  รจ un orientamento, ma attorno a questo orientamento si รจ costruita anche un'identitร  sociale, con i suoi riferimenti artistici, linguistici, musicali, ecc. Assieme a una serie di principi, ideali, speranze, necessitร  e tutto il resto. 
Tecnicamente un'icona gay dovrebbe essere un personaggio pubblico che rappresenta al meglio questa "cultura LGBT", e ne diventa il simbolo. Perciรฒ un'icona gay puรฒ essere un attore o un cantante gay dichiarato, piuttosto che un'attrice che si schiera a favore dei diritti gay o un porno attore che incarna gli ideali omoerotici della sua generazione. In tutti questi casi si tratta di icone che in qualche modo hanno fatto qualcosa per meritarsi questo titolo, ma in Italia veniamo da decenni di repressione culturale e questo tipo di icona gay รจ ancora una novitร . Infatti, fino a poco tempo, fa l'esigenza - sacrosanta - della comunitร  gay italiana di avere delle icone di riferimento trovava uno sbocco dando questo titolo a persone che solo in rari casi avevano fatto qualcosa di concreto per meritarselo. Nello specifico bastava che un artista di sesso maschile si ponesse in maniera un po' "alternativa" o non smentisse certe voci sul suo conto, per essere "adottato" dai gay italiani. Con le artiste femminili, e in particolare le cantanti, la situazione รจ un po' piรน complicata. Premesso che il presupposto essenziale era che fossero giร  molto famose, a qual punto bastava che rispondessero ad almeno due dei seguenti requisiti: 
1) Una vita sfortunata e amori difficili, 
2) Un look trasgressivo, 
3) Canzoni con testi/videoclip interpretabili in senso "gay", 
4) La riprovazione da parte dei benpensanti, 
5) Un'amico/parente/collaboratore palesemente gay, 
6) Una presa di posizione netta a favore del mondo gay. 
Ovviamente in Italia quasi nessuna, fino a poco tempo fa, rispondeva al requisito numero 6, ma, siccome non c'era molta scelta, i gay italiani chiudevano un occhio. Adesso, perรฒ, le cose sono cambiate, anche perchรฉ la sensibilitร  dei gay italiani su certe questioni รจ aumentata. Una volta, forse, poteva bastare la classica frase "io adoro i gay e loro mi adorano", ma se adesso una frase del genere non viene seguita da una presa di posizione netta nei confronti della "causa gay" suona quasi come una presa in giro. Soprattutto se una presunta icona dice di adorare i gay, ma di essere contraria a cose come i matrimoni gay e le adozioni. E infatti in quel caso viene depennata dalla lista. 
In conclusione, per come la vedo io, le icone gay sono simboli, e i simboli servono sempre per consolidare il senso di appartenenza di una comunitร . Tuttavia oggi il titolo di icona gay รจ qualcosa che va conquistato, e va portato avanti con coerenza e consapevolezza, anche perchรฉ gay che si lasciano raggirare sono sempre meno. Per fortuna."
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Dopo aver sentito i loro pareri, dei nomi elencati sopra, le uniche tre artiste che meritano il titolo di icona sono Ambra Angiolini, Laura Pausini e Mina.

Ambra Angiolini perchรฉ ci ha messo davvero la faccia per la lotta lgbt partecipando, fra l'altro, alle iniziative del circolo Mario Mieli e facendo da madrina al gay pride del 2000.
Laura Pausini perchรฉ non solo ogni volta che puรฒ sostiene la comunitร  LGBT facendo da madrina all'amore gay in tv e nei suoi concerti, ma anche perchรฉ ha dichiarato che non sposerร  il suo compagno fino a quando anche le coppie omosessuali non potranno fare altrettanto.
Mina perchรฉ non solo ha preso posizione a favore della comunitร  LGBT, ma si รจ schierata con essa durante il caso Barilla e ha piรน volte parlato di omosessualitร , difendendola fortemente, nella sua rubrica su Vanity Fair.

E tutte le altre?
So che fa chic - citando la Bella - dire di avere tanti amici gay, ma credo anche che una persona vorrebbe che chi si reputa tale capisca come ci si sente in uno Stato in cui non solo non ci vengono concetti diritti, ma dove il primo venuto si permette di offenderti se dici che da gay vuoi farti una famiglia, vuoi avere dei figli, o, semplicemente, perchรฉ non la pensi come un Maurizio Gasparri qualunque.
Se un mio amico vive un disagio cerco di fare il possibile per aiutarlo, di certo non gli vado a dire "sei sempre il mio best friend, ma quello che vuoi รจ contro natura e quindi lo aborro." L'amico non รจ un parente che ti capita per motivi di sangue e non รจ nemmeno un politico che risiede al parlamento senza essere stato scelto dal popolo. E' una persona che scegli perchรฉ ti assomiglia, perchรฉ c'รจ sintonia, c'รจ empatia, c'รจ feeling. Se uno di questi aspetti manca, non si puรฒ parlare di amicizia, ma di conoscenti da frequentare quando non abbiamo nessun altro con cui uscire.
E il discorso delle icone รจ lo stesso. Un gay sceglie la propria icona per ciรฒ che dice e che fa e se questa si dice fiera, orgogliosa, onorata di esserlo non si puรฒ limitare a frasi fatte, ma deve dimostrare che capisce quel fan e vuole lottare dalla sua parte. 
Non si puรฒ stare con due piedi in una scarpa per interessi personali perchรฉ non รจ corretto, non รจ giusto, non รจ morale.
Quindi, concludendo, le persone lgbt hanno sรฌ bisogno di icone, ma meritano artisti che le capiscano seriamente e mettano la loro voce per aiutarli a ottenere quei diritti che ancora non hanno. 
La stima non si compra. Punto.
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La Ruffini la definisce "intrattabile" e Ambra Angiolini le risponde: "Per alcune persone avere un cervello vuol dire essere intrattabile"

A cura Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Si tratta di uno di quei personaggi che il pubblico o ama o odia e, solitamente, chi non l'apprezza รจ perchรฉ รจ rimasto ai tempi di Non รจ la Rai, il programma cult degli anni '90 in cui ha esordito nel ruolo dell'antipatica. 
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