Premessa dell'autore
Eccomi qua, sono ritornato con un nuovo racconto che, scritto sempre anni addietro (anche questo รจ dimostrabile), continua l'attualitร dei giorni nostri.
Protagonisti sono due ragazzi, due madri, una burocrazia ingiusta e soprattutto la violazione dei diritti civili. Cambieranno mai le cose, affinchรฉ storie simili a quella che segue, diventeranno solo un triste ricordo di un oscurantismo indegno?? Beh, me lo auguro per tutti quanti. Non c'รจ niente al mondo di piรน bello che vivere la propria vita nel massimo della libertร .
Alla prossima
Francesco Sansone
L'eterno Amore
Pioveva quel giorno al cimitero, come se anche il cielo soffrisse per la fine dell'amore tra Ale e Diego. Una storia nata, quasi per caso, sei anni fa in uno di quei locali per soli uomini e che da quel giorno non si รจ interrotta mai, fino all'altro dรฌ, quando Ale, dopo mesi e mesi di dolore e sofferenza si รจ spento tra le braccia del suo Diego che in lacrime vedeva passare davanti ai suoi occhi i giorni felici e spensierati vissuti con colui che gli aveva giurato amore eterno. Al cimitero c'erano tutti gli amici ma, anche, i parenti e i genitori di Ale che, da quando avevano scoperto dell'omosessualitร del figlio, facevano finta di non conoscerlo. Non erano con lui neppure, quando il ragazzo, ormai, consapevole della fine dei suoi giorni chiese di vederli e mandรฒ Diego nella casa in cui aveva vissuto la sua triste adolescenza. I genitori del ragazzo, quando aprirono la porta e videro Diego, non attesero neppure che il ragazzo spiegasse loro il motivo di quella visita, cosรฌ insolita e cosรฌ rara e lo cacciarono via.
In strada Diego pensava come comunicare alla sua anima gemella la reazione dei suoi genitori, ma non ebbe modo di farlo perchรฉ, arrivato in ospedale, fu raggiunto da un'infermiera che lo informรฒ del peggioramento delle condizioni del suo ragazzo. Diego si lanciรฒ nella stanza, abbracciรฒ Ale che, guardandolo, gli disse ti amo e si spense cosรฌ, con gli occhi rivolti verso il suo unico amore.
La funzione era terminata e tutti andarono via e mentre Diego, sorretto dalla madre, si trascinava verso l'auto tra le lacrime che non riusciva a trattenere da quel giorno in ospedale, venne raggiunto dalla madre di Ale che, guardandolo con odio e disprezzo, gli disse tutto ciรฒ che il cuore le suggeriva.
- Me lo hai ucciso! Che tu sia maledetto!
- No signora, non รจ colpa mia. Il tumore... il tumore ce lo ha strappato via ingiustamente- , le rispose il ragazzo intimorito da quella donna.
- Che tu sia maledetto frocio!
- Come si permette! Chi deve sentirsi una maledetta รจ lei e non di certo mio figlio", le rispose la madre di Diego, "Dov'รจ stata in questi sei anni in cui suo figlio era felice? Ma, soprattutto, dov'era quando stava male e chiedeva di lei? La sua ottusitร le ha impedito di ascoltare quello che mio figlio aveva da dirle il giorno in cui venne a casa sua. Si vergogni, signora mia. E non si permetta piรน a dire frocio a mio figlio, stronza-
-Se รจ per questo, glielo ripeto ancora e poi ancora, fino all'infinito. Frocio! Frocio!-.
La madre di Diego non potรฉ piรน frenare i suoi istinti e diede uno schiaffo alla donna che infieriva contro il figlio.
- Se non se ne va, giuro che non mi limiterรฒ ad uno schiaffo solo
- Cosa potevo aspettarmi da una donna che accetta un figlio invertito?
A queste parole la madre di Diego stava per darle nuovamente uno schiaffo, ma fu fermata dal figlio che, ponendole un braccio di fronte, la guardรฒ con i suoi occhi verdi pieni di lacrime.
- Mamma No. Non รจ lei che parla, ma รจ il dolore che la spinge ad attaccarmi
- Non ho bisogno che mi difendi, nessuno te lo ha chiesto
- Sa signora... -, riprende la madre di Diego. -Qual รจ la differenza tra mio figlio e lei? Mio figlio sarร pure un frocio, ma ha il rispetto per la gente come lei, stupida e ignorante, mentre lei non sa neppure dove sta di casa il rispetto-, detto questo si allontanรฒ con il figlio lasciando la donna , immobile come un sasso, in mezzo al prato del cimitero.
Tornato a casa, Diego volle rimanere solo e chiese alla madre e agli amici se potevano realizzare questo suo desiderio. Rimasto solo si sedette sul divano posto di fronte al tavolino che ospitava le numerose foto scattate in questi sei anni con il suo Ale. Si girรฒ attorno. Lasciรฒ che il suo sguardo vagasse attorno a quella casa che avevano comprato assieme due anni prima dopo aver raccolto i soldi, lavorando faticosamente giorno e notte, e si rese conto che dall'indomani non si sarebbe svegliato piรน al suo fianco, non avrebbero pranzato piรน assieme, insomma, non lo avrebbe potuto rivedere mai piรน. Decise di mettere un cd di Mina, la cantante preferita di entrambi, e lasciarsi accarezzare dalla sua calda voce, decidendo di stendersi sul divano tenendo stretto fra le braccia una foto di loro assieme e chiuse gli occhi.
... io ti chiedo ancora,
Il tuo corpo ancora,
Le tue braccia ancora,
Di abbracciarmi ancora
Di amarmi ancora,
Di pigliarmi ancora,
Fammi morire ancora,
Perchรฉ ti amo ancora...
(Ancora, ancora, ancora. Mina)
Il cd andava avanti. Il ragazzo si addormentรฒ, quando ormai le tre del pomeriggio erano passate. Restรฒ lรฌ, addormentato con la foto fra le braccia, per tutto il pomeriggio e anche la notte. All'alba del giorno dopo, si alzรฒ dal divano, spense la radio, rimasta accesa tutta la notte, e andรฒ in bagno per lavarsi. Si preparรฒ la colazione e, dato che aveva preso qualche giorno di ferie, decise di andare a trovare il suo Ale.
Passรฒ tutta la mattina davanti la tomba piangendo e a raccontare al suo amore la discussione avuta la mattina prima con la madre. Poi si sedette e restรฒ lรฌ, fermo come una statua, fino l’ora di pranzo, quando decise di tornare a casa.
Al suo rientro, trovรฒ la porta della loro abitazione aperta e vide diversi uomini che spostavano i mobili. A dirigere i lavori era la madre d’Ale. Diego si precipitรฒ dentro e, con un forte batticuore, si avvicinรฒ alla donna.
- Che cosa sta facendo?
- Sto liberando la casa. Non lo vedi? Ho deciso, adesso che mi figlio รจ morto, di darla in affitto.
- Questa รจ anche casa mia! L'abbiamo comprata assieme
- Sarร , ma il contratto รจ intestato a mio figlio e, quindi, capirai che non avendo lasciato testamento la casa diventa automaticamente mia
- Non vuol dire nulla! Questa casa l'abbiamo comprata assieme e lei lo sa benissimo!>>.
- Gioia non รจ colpa mia se funziona cosรฌ.
- Perchรฉ... perchรฉ mi sta facendo questo? Perchรฉ sta strappando via quello che rimaneva di noi?
- Perchรฉ? Tu hai iniziato per prima portandomi via mio figlio. Ora io mi riprendo ciรฒ che era suo per mantenere vivo il ricordo.
- I mobili, il letto, tutto appartiene anche a me. E poi io non le portai via il figlio. ร stata lei, con suo marito, a volersi liberare di lui, come si fa con i panni smessi, quando scoprรฌ che era gay
- Non dire stupidaggini! Mio figlio non era gay, tu lo hai soggiogato e glielo hai fatto credere. Ora, se vuoi scusarmi...-, disse la donna al ragazzo, facendogli un cenno con la mano per indicargli di lasciare la casa.
- Lei non puรฒ farmi questo!
- Parla con il tuo legale e vedi se posso. Ora esci! Stai bloccando i lavori.
Luca si sentรฌ disperato, non sapeva che fare e decise di recarsi a casa della madre per raccontarle ciรฒ che gli era appena successo. La donna, dopo aver ascoltato sconcertata il discorso del figlio, gli disse di chiamare subito Stefano, un avvocato amico di Diego e Ale.
Nel pomeriggio il ragazzo, accompagnato dalla madre, si recรฒ allo studio legale. Stefano vedendolo gli andรฒ incontro. Lo abbracciรฒ esprimendogli tutto il suo dolore stringendolo in un forte abbraccio fraterno. Stefano e Diego, infatti, si conoscevano dai tempi delle scuole medie ed entrambi avevano riversato nell’altro l’affatto che avrebbero dato ad un fratello se non fossero stati figli unici. Una volta seduti sulle sedie di pelle nere dell'ufficio, Diego raccontรฒ, sotto gli occhi rossi per le lacrime della madre e quelli increduli dell'amico, cosa gli era capitato qualche ora prima.
- Mi dispiace Diego, in base alla legge, se il contratto รจ intestato ad Ale, la sua famiglia diventa proprietaria dell'immobile.
- Dannazione! La sua famiglia siamo noi. Siamo io, te, mia madre e tutti i nostri amici e non loro, e tu lo sai!
- Lo so benissimo. Dovevate stipulare un contratto in cui entrambi uscivate intestatari?
- Non pensavamo che sarebbe mai successo del genere.
- Non c'รจ proprio nulla da fare?-, chiede la madre di Diego all’avvocato, il quale rimane colpito dalle parole del suo amico.
- No, signora. So che non รจ lo stesso, se hai dei mobili intestati a te, li puoi prendere
- Sรฌ, ho delle cose intestate a mio nome, ma... io voglio la casa, la nostra casa. Portandomela via, cancelleranno in me ogni ricordo che ho d’Ale - e detto questo, riprese a piangere.
- Dai, non fare cosรฌ- , gli disse l'amico, - piangendo non otterrai nulla.
- Non รจ giusto Stefano!- , afferma la donna, ormai, quasi in lacrime anch'lei, -Non รจ giusto che lo stato non tuteli i diritti di mio figlio e di tutti gli altri ragazzi omosessuali. Al momento delle votazioni siamo tutti buoni e tutti uguali, ma quando si tratta di accettare loro com’essere umani riconoscendo i loro diritti, si chiudono i ponti..
- Sa signora? Mi ero promesso di diventare avvocato per cercare di far valere i diritti di ragazzi come me e suo figlio ma, purtroppo fino ad oggi, ho fallito e questo resterร solo un sogno in questo paese>>, rispose Stefano con voce bassa.
- Cosa devo fare, adesso?- , domandรฒ Diego all'amico, cercando di trattenere le lacrime invano.
- L'unica cosa che puoi fare, adesso, รจ tornare in quella casa e portare via le tue cose
Usciti dall'ufficio, madre e figlio si recarono alla casa che era ancora occupata dalla madre di Ale.
- Sei di nuovo qui?-, disse la donna al ragazzo, vedendolo sul ciglio della porta.
- Sono venuto a portare via le mie cose!
- Non ti disturbare. Guarda, lรฌ , in quei due scatoloni, ho messo le tue cose. Tranquillo ho lasciato, pure le foto
- Mio figlio, cara signora, deve portar via con sรฉ anche altre cose che non entrano in quelle due scatole- , le disse la madre di Diego.
Mentre le due donne continuavano a discutere animatamente, il ragazzo si avvicinรฒ agli scatoloni. Rimase fermo lรฌ, di fronte loro. S'inginocchiรฒ e vide i cd di Mina, quelli di Ambra e tutti gli altri. Vide tutti i libri e osservandoli gli vennero alla mente le volte in cui insieme si recavano in libreria per comprarne uno anzi due, uno ciascuno, e ricordรฒ le varie discussioni che nascevano durante quell'operazione, cosรฌ difficile per loro, del scegliere i volumi da comprare. Passavano minuti a dibattere su quale fosse il libro giusto e a volte arrivavano ad alzare il volume delle loro voci che, dopo un po', si riabbassavano, pagavano e uscivano lasciandosi gli sguardi increduli della gente alle spalle.
Continuรฒ a guardare dentro gli scatoloni e vide le foto. Le prese e si soffermรฒ a guardarle. I ricordi volavano nella sua mente l'uno dietro l'altro cosรฌ come le foto scivolavano l'una dietro l'altra tra le sue mani. Questi, perรฒ, si fermarono con l'ultima immagine che mostrava i due in ospedale. Ale pieno di fili, pallido e profondamente segnato dalla malattia ma con quel sorriso che non perse neppure durante quei giorni e Diego preoccupato ma, allo stesso tempo, speranzoso che le cose sarebbero migliorate. Diego ricordava ancora il giorno in cui quella foto fu scattata. Era il giorno in cui Alessio gli chiese di andare a chiamare i suoi genitori. Il giorno in cui Alessio gli disse per l'ultima volta ti amo. L'ultimo giorno in cui Alessio vide il suo amore.
Diego si alzรฒ prendendo le due scatole e si avvicinรฒ alle due donne che discutevano ancora.
- Grazie!-, disse alla madre di Ale.
- Cosa?-, rispose lei incredula per ciรฒ che il ragazzo le aveva appena detto.
- In queste scatole,- riprese il ragazzo, - c'รจ Ale. Ci siamo io e lui, e grazie a questi ricordi e a quelli che custodisco segretamente nel mio cuore, mi sono reso conto che lui resterร sempre con me. Prenda pure la casa, i mobili non mi importa di perdere i soldi, almeno io ho e avrรฒ con me Ale per sempre. Le auguro che tornando a casa sua stasera, possa scovare suo figlio in qualche ricordo ma, e lo sappiamo entrambi mia cara signora, non sarร cosรฌ. Non lo troverร per il semplice fatto che non รจ riuscita a volergli bene da vivo e ora che non c'รจ piรน, non puรฒ pretendere di ritrovarlo in quella casa dove ricordi non ve ne sono. Li avete gettati tutti quanti negli cassonetti della spazzatura come l’amore che vostro figlio voleva darvi e sperava di ricevere da voi. Prenda la casa se puรฒ aiutarla ad alleviare il dolore dal suo cuore. Quel dolore che, e anche questo lo sappiamo piรน che bene entrambi, non si placherร mai, cosรฌ come il rimpianto non le farร chiudere occhio per il resto dei giorni che le restano da vivere in questo mondo. Addio signora e che Dio possa avere pietร di lei!-, detto questo il ragazzo, assieme alla madre, andรฒ via, lasciando la donna in asso, come quel dรฌ al cimitero. La donna restรฒ qualche istante perplessa, colpita da quelle parole cosรฌ dure, per poi, come nulla fosse, riprendere a dare ordini agli uomini che, a poco a poco, smantellavano l’appartamento.