Un nuovo mondo - Dodicesima e Tredicesima Puntata

Doppio appuntamento questa settimana, ormai l'estate si avvicina e le vacanze incombono e dato che non voglio lasciarvi col fiato sospeso per tutta l'estate, o mi sbrigo a pubblicare o mi sbrigo. Cmq apro ufficialmente il sondaggio per permettervi di dire la vostra su come dovrebbe continuare la storia la prossima settimana. Ciao
Francesco Sansone

Dodicesima Puntata



Benchรฉ Massimo avesse deciso di staccarsi da noi, io, piรน di Andrea, forse, non riuscivo ad accettare questa situazione. Ci stavo male, in fondo con lui avevo diviso diversi anni della mia vita. Avevamo condiviso tante di quelle esperienze che nel bene e nel male ci avevano uniti. Piรน volte cercai di parlagli, ma Massimo si defilava sempre con una scusa qualsiasi e raggiungeva Giulia e i suoi amici.



Giulia non mi รจ mai stata particolarmente simpatica sin dai primi giorni in cui la vedevo insieme a Massimo. I due si erano conosciuti per caso a scuola. Io, Andrea e Massimo stavamo camminando per i corridori della scuola per raggiungere la palestra, quando questa ragazza alta, con gli occhi castani i capelli neri e lisci, si avvicinรฒ a noi per chiederci una sigaretta.


- Certo – gli disse subito Massimo e prendendo il pacchetto di Marlboro dalla borsa, gliene passรฒ una.


- Che gentiluomo che sei … fossero tutti come te i ragazzi.


- Beh se tutti fossero come me, io non ti potrei stupire, non credi?


- Su questo hai ragione. Allora stupiscimi anche la prossima volta in cui ci beccheremo.


Da quel momento Massimo non fece altro che parlare di lei. Non sapeva neppure il suo nome, eppure diceva di essersene innamorato perdutamente. Scoprรฌ il suo nome solo una settimana dopo. I due si incontrarono al bar della scuola poco prima che iniziassero le lezioni. Lei era davanti al bancone che sorseggiava il suo caffรจ macchiato, mentre Massimo, arrivando, ordinรฒ un caffรจ lungo.


- Dormito poco? – le chiese lei


- Cosa? - risposte ancora intontito lui
- Dicevo, hai dormito poco?


- No, veramente…


- Pensavo che avessi bisogno di un caffรจ lungo per svegliarti.


- No, no. Dato che non potrรฒ uscire dalla classe prima delle undici, faccio la scorta di caffeina adesso.


- Capisco. Comunque io sono Giulia.


- Massimo


- Sรฌ lo so.


- Cosa?


- Ho detto che so come ti chiami. ฤ– da un po’ che ti osservo. Sei davvero un bel tipo, sai?


- A – Anche tu – rispose il mio amico un po’ imbarazzato.


- Non ti avrรฒ mica fatto vergognare?


- No… Che dici?


- Sarร … Comunque se non hai di meglio da fare, magari ci possiamo incontrare qui durante la ricreazione… vorrei sapere qualcosa di piรน di te. Anche se …
- Anche se?


- Credo di sapere giร  molto. – E dicendolo, gli diede un bacio sulla guancia e se ne andรฒ.


Quando io e Andrea arrivammo, Massimo non smise un solo minuto di parlare di lei e di raccontandoci tutto quello che gli era appena accaduto. Affermรฒ, ancora una volta, di esserne innamorato.





Durante la ricreazione si videro e fissarono un appuntamento per la sera stessa, durante il quale scoparono come due maiali (parole di Massimo) nella casa estiva della ragazza a pochi metri fuori dalla cittร . Da quel giorno Massimo era sempre piรน distante e la cosa infastidiva piรน Andrea che me. Io non ci facevo caso. Ero contento per il mio amico. Col tempo notai che quella ragazza aveva un effetto negativo su Massimo. Quasi ogni sera uscivano e ogni volta fumavano e bevevano la qualsiasi. Quando i miei non c’erano, lui spuntava da me a tarda notte, perchรฉ, cotto come una pera, non poteva rientrare a casa. Quando poi il giorno seguente ne parlavamo con Andrea, notavo in quest’ultimo un certo fastidio, che non capivo, e da lรฌ i rapporti fra i due iniziarono a peggiorare per poi finire come sappiamo.





Come dicevo io ci stavo male per questa situazione, perรฒ, quando credevo di avere perso ogni tipo di speranza per recuperare questo rapporto, una sera in cui io e Andrea eravamo a casa mia da soli, per uno dei nostri week – end, vedemmo spuntare Massimo alla  parta di casa, agitato come non lo avevo mai visto prima.


Continua …


Tredicesima Puntata

Quel fine settimana i miei erano andati con degli amici in un casale in montagna e mi avevano lasciato a casa da solo giร  dal venerdรฌ pomeriggio e cosรฌ Andrea con a seguito la sua borsa, si piazzรฒ a casa sin dalle sette. Lasciรฒ i vestiti sul letto e andammo in palestra.

Quando tornammo, ci infilammo nella doccia assieme. Iniziammo a lavarci ma anche a baciarci.

Usciti dalla doccia, ci mettemmo a mangiare e a guardare un po’ la tv. Verso le dieci ci buttammo sul divano e riprendemmo quello iniziato nella doccia. Mi fece sdraiare sui cuscini del divano e si mise su di me e mentre mi baciava, sentivo il suo membro aumentare sempre piรน. Distaccรฒ le sue labbra dalle mie per scendere giรน, fino a quando non ebbe la sua testa fra le mie cosce. Io lo fissavo dall’alto e vederlo cosรฌ intenso nel recarmi piacere, mi rendeva piรน che mai felice. Cambiammo posizione e adesso entrambi avevamo il membro dell’altro in bocca. Erano attimi di passione forte ma allo stesso tempo dolce. Mi fissรฒ e mi disse di possederlo e cosรฌ fu. Entrai in lui con non poche difficoltร , ma quando fui in lui la passione si riaccese. Si muoveva con un ritmo unico, quasi fosse in un’altra dimensione. Quando gli sussurrai di arrivare, lui si mosse ancora piรน velocemente e cosรฌ il mio seme entro in lui che per il piacere aveva alzato il capo verso l’alto. Gli dissi che volevo essere posseduto anch’io e cosรฌ lui si sedette sul divano e tirandomi a se’, entrรฒ in me e ci fu di nuovo quel ritmo. Quando anche lui venne, ci buttammo sul pavimento, nudi come eravamo e ci addormentammo, mentre in tv un’annunciatrice fuori dal comune, presentava il prossimo ospite della serata.

Quando il sabato mi svegliai, Andrea era giร  sveglio. Sentivo rumore in cucina. Stava preparando la colazione, mi alzai e lo raggiunsi. Era ancora nudo e sentondomi arrivare, si girรฒ e avvicinandosi, appoggiรฒ le braccia sul mio collo e baciandomi mi disse buongiorno.

- Come hai dormito? – Mi chiese subito dopo.

- Bene, tu?

- Benissimo.

- Ecco! La colazione รจ pronta. Che facciamo oggi?

- Ma … non so. Tu hai qualche idea?

- Non so. TI va di andare in spiaggia? C’รจ una bella giornata. Potremmo prendere un panino e mangiare lรฌ e se il vento non รจ troppo freddo, potremo pure prendere un po’ di sole. – Anche se era aprile, giร  da un paio di giorni il termometro della temperatura, segnava 24 gradi.

- Ci sto! – dissi masticando un pezzo del cornetto che avevo preso mentre Andrea parlava.

Verso le dodici scendemmo da casa e in meno di mezz’ora eravamo giร  sulla spiaggia. Con nostro poco stupore, vedemmo che era piena. Molti ragazzi avevano avuto la nostra stessa idea e quindi c’erano gruppetti vari di liceali, ma anche ragazzini delle medie che fra partite a calcio, urla e gavettoni, se la spassavano. Stendemmo i teli e in pochi minuti fummo a petto nudo a prendere il sole. Qualche minuto dopo vennero due ragazzi, una ragazza e un ragazzo visibilmente gay, a chiederci se avessimo una cartina. Benchรฉ Andrea non cammini mai senza la sua scorta in tasca, rispose di no, ma questi due iniziarono a parlare e il ragazzo a fissarmi. Andrea si accorse di tutto ciรฒ e disse loro, con tono scontroso, di girare a largo.

- Ma come ti permetti di parlarci cosรฌ – disse la ragazza

- Sei ancora qua? - rintronรฒ Andrea

- Senti bello, cerca di calmarti. Ma sei pazzo. – disse il ragazzo

- No! Ma potrei diventarlo se non ve ne andate a fanculo. E poi tu che cazzo hai da guardare? Non c’รจ carne per te, quindi vai al diavolo.

- Ma guarda questo. Andiamocene va. – disse il ragazzo rivolgendosi alla sua amica.

Quando andarono via, Andrea si girรฒ verso me e mi disse di andarcene.

- Ma perchรฉ? Dai calmati

- Non mi va che altri ti fissino nella stessa maniera in cui ti ha fissato quello lร .

- Ma dai … Sei geloso? Io manco ci avevo fatto caso.

- Sรฌ, sono geloso e ci ho fatto caso.

Mi fissava e io lo fissavo e alla fine scoppiammo a ridere.

- Dai Andrea, ma lo hai sentito come parlava? – e iniziai a fargli il verso.

Restammo in spiaggia fino alle cinque. Tornati a casa, ci sedemmo sul divano e in pochi minuti ci addormentammo come delle pere cotte. Ci svegliammo verso le nove e mezza e poco dopo vedemmo spuntare Massimo in quelle condizioni.


Continua …
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Numero Zero8

***

Preferisco stancarmi che annoiarmi

Frase che dico a tutti coloro che mi chiedono come riesco a svolgere tutto quello che faccio durante la giornata.
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Numero Zero7

Con questo nuovo numero, inserisco una novitร  che consiste nel porre una domanda in merito alla frase per alimentare un forum fra noi. Nella speranza che la cosa vi interessi vi saluto.
Alla prossima
Francesco Sansone


***
Si puรฒ morire per amore? Si puรฒ impazziere per amore?

Frase detta da Maria, protagonista di "Storia di una capinera"di G.Verga, nella versione cinematografica di F. Zeffirelli


E voi che pensate? Si puรฒ morire o impazzire per il sentimento che piรน di tutti ci destabilizza?
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Nemero Zero6



***

Se mi vuoi bene regalami un libro



Frase usata come slogan per la prima giornata nazionale per la promozione della cultura.
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Numero Zero5

***

"Amo molto Steven e se la gente
non mi dovesse dare la possibilitร  di amarlo
e di vivere liberamente con lui,  
allora รจ meglio che io muoia qui in carcere.
La libertร  senza di lui non ha significato”.



Frase detta poco prima della condanna a 14 anni di carcere da Tiwonge Monjenza  al suo fidanzato Steven Chimbalanga,  colpevoli  di essere onesti cittadini gay del Malawi.

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Markette con la K 2

 Questa marketta con la k รจ un invito a leggere un giornale on line che  seguo particolarmente (anche perchรฉ ci scrivo sopra) e che mi regala grandi soddisfazioni. Gli articoli che trovate sono i piรน svariati (molti di questi sono dedicate alle questioni della comunitร  glbt) dando vita a una vera informazione alternativa. Quindi se volete giornalisticamente.it vi aspetta.
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Un nuovo mondo - Undicesima Puntata

Introduzione al secondo ciclo

Con questa undicesima puntata si apre un nuovo ciclo della vita dei nostri protagonisti e, mai come in questo caso, questo racconto diventerร  interrativo. Infatti, sin dalla prossima puntata, aprirรฒ un sondaggio in cui chiederรฒ a voi di esprimere la vostra opinione su come continuare  la storia, in modo tale che il racconto segua un po'  i desideri di tutti voi. Nella speranza che questa iniziativa possa piacervi, vi lascio alla undicesima puntata di "Un nuovo mondo". A presto
Francesco Sansone




Un mese dopo



Passarono circa trenta giorni da quando io e Andrea ci dicemmo quelle parole, da quel momento abbiamo vissuto in una maniera del tutto diversa. Lui non aveva piรน quello sguardo secco, quasi spento, con cui l’avevo conosciuto. Era sereno. Con me, poi, era davvero unico. Mi faceva sentire la persona piรน importante di questo mondo e ogni momento era buono per dirmi che mi amava e per dimostrarmelo. Tuttavia questa serenitร  svanรฌ a causa di un episodio che sconvolse ancora una volta il mio nuovo mondo.


Ancora non avevamo detto a nessuno di noi, neppure a Massimo che col tempo si allontanรฒ sempre piรน fino ad smettere di frequentarci del tutto. L’unica occasione in cui ci vedevamo era durante l’orario di scuola, dato che lasciรฒ pure la squadra per stare  con Giulia e il suo gruppo di amici. Non ci fu un vero e proprio litigio fra di noi. Nonostante quella sera mi avesse inviato quel sms, il giorno dopo, quando mi vide assieme ad Andrea, fece una smorfia e tirรฒ dritto. In classe a stento ci disse ciao, cosรฌ come agli allenamenti. Questo suo atteggiamento durรฒ ancora due giorni. Decisi cosรฌ di fermalo e parlagli.



- Massimo … Ti fermi un minuto ? Vorrei parlarti se non ti spiace.



- Dimmi, fai presto che ho fretta.



- Mi spieghi perchรฉ ti comporti cosรฌ? Credevo di avere risolto tutti i problemi fra di noi.


- Anch’io, ma quando l’altro giorno ti ho visto con Andrea, ho capito che ti importava di piรน chiarire con lui che con me. Quindi facendo due conti, ho capito che per me non c’รจ piรน spazio nelle vostre vite e pertanto mi faccio da parte. E poi con gli amici di Giulia mi trovo bene, anzi anche meglio, non avverto quella sensazione di circolo chiuso che respiravo con voi. Credo che ormai fra me e voi non ci siano piรน punti in comune. Ora vado, anche perchรฉ devo parlare con il mister.


- Col mister? E perchรฉ?


- Ho deciso di lasciare la squadra, mi sono scocciato. Ormai non ho piรน tempo libero fra scuola, allenamenti e partite. Voglio divertirmi un po’ con Giulia senza altri pensieri.


- Ma …


- Adesso vado.



Restai di sasso e fissavo Massimo andare lontano da me, quando sentii la mano di Andrea appoggiarsi sulla spalla.


- Che ti ha detto?


- Lascia la squadra.


- Cosa?


- Giร .



Il giorno dopo quando entrammo in classe lo vedemmo seduto in un altro banco. Non gli chiesi il perchรฉ, anche perchรฉ non avrebbe avuto senso considerando le parole del giorno prima. Quel gesto segnรฒ definitivamente la rottura della nostra amicizia, anche se le nostre strade non erano ancora destinate a dividersi definitivamente.


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Numero Zero4

Questo รจ un Numero Zero un po' diverso. Riporto  tre frasi espresse nello stessa discussione. Alla prossima!!!


***

" Io non ho niente contro Fra' solo non mi piace come รจ diventato. Io mi sono evoluta e lui no"

Frase detta da una donna evoluta alle spalle di Fra' durante numerse telefonate e uscite con persone di tutti i tipi, ma che nn erano Fra'



***



" Ma se non hai niente contro di me, perchรฉ mi sparli per tutta Palermo e dintorni e non parli con me?"

Frase detta da Fra' a quella donna evoluta al telefono con una lei in evidente imbarazzo e vigliaccheria




***




"Percepire uno stipendio non da la maturitร !"

Frase scritta su msn da Giovy a quella donna evoluta che ormai era arrivata ad aggraparsi alle pareti lisce pur di sopravvivere a quella circostanza.
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Numero Zero3



Avevo fame di lui, avevo fame del suo organo virile.




Frase usata da un mio amico per raccontare il suo incontro tanto atteso con la vita e con l'amore carnale.
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Numero Zero2



"Piรน dolce di cento puttane, piรน maschio di cento stalloni"







tratta dal film "ALTROMONDO". Un anziano rimpensa al suo amore giovanile avuto con un suo amico
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Nemero Zero1

Ecco una di quelle frasi di cui vado fiero. Alla prossima.


"Di giorno siamo tutti puritani e di notte tutti puttane"


frase da me pronunciata durante il viaggio bologna-salerno, parlando con un ragazzo, che ci aveva da poco provato con Giovy, cercando di entrare nel bagno occupato da lui
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Numero zero

Prologo

Tempo fa, su un altro blog, avevo iniziato un progetto che consisteva nel riportare frasi celebri e non che in qualche modo mi avevano colpito. L'idea mi piaceva molto e continua a piacermi, anche se ad un certo punto ho interroto questa "rubrica". Ora, perรฒ, voglio riprenderla qua e voglio iniziare riproponendo poprio la prima frase che ho riportato anche nel blog.  Beh ora non mi perdo piรน in chiacchere e vi lascio alla prima frase. Alla prossima.
Francesco Sansone


Numero Zero




"Siamo figli dell'ipocrisia. Pur di non stare soli, usciamo con chi sparliamo e giudichiamo"



Frase scitta in un muro della cittร 
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Un nuovo mondo - Decima Puntata


- Io … Io … Ancora queste parole iniziate e mai finite. Dimmi quello che provi, dimmi quello che senti.

- Hai ragione. Non ho mai avuto problemi a parlare con te e non posso iniziare adesso, che ho capito che quello che sento per te รจ amore. Ma non un amore fraterno, io ti amo come un uomo ama una donna, come uno di quei ragazzi che amano ragazzi. – Detto questo si alzรฒ e venne verso di me. – Fabrizio io ti amo. – e appoggiรฒ le sue labbra sulle mie, ma lo spinsi indietro. Lui mi guardรฒ con aria stupita e un po’ impaurita.

- Non puoi uscirtene cosรฌ, dirmi ti amo e baciarmi. Prima voglio sapere perchรฉ ieri te ne sei andato via.

- Cazzo Fabrizio. Ma รจ possibile che ogni volta pretendi delle spiegazioni? Me ne sono andato perchรฉ avevo paura di aver rovinato tutto, di aver perso tutto quello che con te ho trovato. L’affetto di due genitori, l’affetto tuo. Giร  ho vissuto l’abbandono, e non volevo viverlo di nuovo per colpa mia.

- Che cosa stai dicendo, come avrei potuto?

- Dico quello che so. Sai che mio padre se ne รจ andato quando avevo 13 anni, o meglio era l’estate in cui stavo per compierne 14, insomma prima di iniziare le superiori. Come sai anche prima non รจ che fosse stato un modello di genitore, pensava solo a cornificare mia madre che intanto si consolava con l’alcool. Quando un pomeriggio rientrรฒ, trionfante come sempre da una sveltina in qualche posto con una qualsiasi figa, mi beccรฒ a farmi una sega guardando un video porno gay. Quello che รจ successo non puoi immaginarlo. Mi urlรฒ la qualsiasi, mi maledรฌ e dopo avermi preso a pugni, fece la valigia e andรฒ via. Insomma cercava la scusa per andarsene e io gliel’ho data una valida. Mia madre da quel giorno mi reputรฒ il responsabile della sua infelicitร , come se anche lei volesse darmi la colpa per un matrimonio sbagliato sin dall’inizio. Col tempo perรฒ le cose tra noi si sono sistemate, adesso รจ contenta che grazie a me quel porco se n’รจ andato e la nostra convivenza รจ piรน che pacifica. Quando noi ci siamo conosciuti io ti dissi solo che i miei si erano separati senza dirti il perchรฉ e il come. Col passare del tempo ho capito che quello che provavo per te era frutto della mia natura, era amore, ma avevo paura di dirti la veritร  perchรฉ avevo paura di soffrire e cosรฌ ho iniziato a "testare" se potessi ricambiare quel sentimento che io nutrivo per te. E cosรฌ prima iniziai con le seghe e poi, impaziente di aspettare ancora, ho fatto tutto quello che da 4 anni sognavo ogni sera. Quando la mattina mi misi a cucinare iniziai a pensare tante cose e piรน pensavo e piรน avevo paura e quando tu mi hai detto di parlare ho immediatamente pensato che volessi dirmi cose del tipo “io non sono cosรฌ” o “รจ stato uno sbaglio” e cosรฌ ho anticipato il tutto e ti ho detto di non pensarci e me ne sono andato. Chiusa la porta non sapevo se esser felice o no. Felice perchรฉ finalmente ti avevo amato come ho sempre voluto, triste perchรฉ pensavo che quella felicitร  sarebbe stata solo passeggera, come tutto nella mia vita. Ecco ora sai tutto. Io ti amo, io ti ho sempre amato.

- Perchรฉ non mi hai mai detto nulla? Io avrei capito, io avrei …

- No, all’epoca non avresti capito. In quel periodo avevi piรน bisogno di un amico con cui fare tutte quelle cose che avresti voluto fare con un fratello. Se sono arrivato a fare tutto solo adesso รจ perchรฉ io vedevo che qualcosa in te stava cambiando.

- Avevi capito tutto?

- Sรฌ! Io c’ero giร  passato e quindi per me era chiaro cosa fosse quel tuo turbamento, ma non potevo dirti nulla, dovevi arrivarci da solo. – Quando mi disse questo, restai in silenzio, immobile di fronte a lui. Allungรฒ la mano, mi prese il mento e tirandomi su il viso, mi fissรฒ negli occhi e mi disse – Ti amo. –

- Ti amo pure io, Andrea.

E di nuove le nostre bocche presero a baciarsi. Ci staccammo solo perchรฉ la luce di un’auto ci abbaiรฒ. Guardammo l’orologio e vedemmo che era l’ora di ritornare a casa. Salimmo nello scuter. Sotto casa squillรฒ il telefono. Era mio padre che mi chiedeva dove fossi e rispondendogli che eravamo giรน, mi disse di salire e di far salire pure Andrea.

- Allora pace fatta? – Chiesero i miei, impazienti di sapere cosa fosse andata quella chiacchierata.

- Ah sรฌ tutto a posto, come prima, piรน di prima. – rispose Andrea guardandomi dolcemente.

- Che bello! – disse mia madre. – Andrea ascolta ti va di restare a dormire qui? Cosรฌ almeno parlate ancora un po’, in certi casi non si possono sospendere certe discussioni. Se vuoi chiamo tua madre e glielo comunico.

- Ok, se non รจ un disturbo.

- Ma quale disturbo. – e cosรฌ andรฒ a chiamare.

- Ragazzi alla vostra etร  รจ normale litigare, si cresce e si cambia. L’importante รจ perรฒ trovare se stessi. – Io e Andrea sentendo quelle parole ci guardammo negli occhi con sguardo complice. – Dai, รจ ora di andare a letto! Ormai sto invecchiando e non posso fare le ore piccole – e ci strizzรฒ l’occhio e lasciรฒ la stanza, mentre mia madre, bloccandolo alla porta, gli appoggiรฒ la mano sulla schiena.

- Andrea ho parlato con tua madre. Tutto a posto. Ti manda un bacio e ti augura la buona notte. Bene mio macho men, possiamo andare a letto. - Disse mi madre, tirando per un braccio mio padre.

- Sรฌ donna bionica, andiamo. – e solleticandosi a vicenda andarono in camera.

- Io amo i tuoi genitori.

- Non ti sembra che inizi ad amare un po’ troppo componenti di questa famiglia?

- Che scemo che sei. Dai andiamo a letto mio macho men. – E mettendomi un braccio sulla spalla andammo. – Non provare perรฒ a chiamarmi donna bionica, eh? – e scoppiamo a ridere.

Tutto sembrava risolto, ma ancora non sapevo quello che sarebbe successo da lรฌ a poco e che avrebbe sconvolto ancora una volta il mio nuovo mondo.


Continua …
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Un nuovo mondo - Nona Puntata

N.B. La decima e decisiva puntata vi aspetta mercoledรฌ.

Nona Puntata


- Se me ne sono andato in quella maniera รจ perchรฉ non sapevo che dire. Per la prima volta da quando ti conosco, mi sentivo in imbarazzo con te. Quello che รจ successo ha cambiato le cose, ha cambiato noi.


- Appunto per questo avrei voluto parlare con te con la stessa semplicitร  di sempre, con la stessa semplicitร  in cui ci siamo… avvicinati. – Stavo per dire amati, ma poi improvvisamente mi sono sentito quasi impaurito da quella parola e cosรฌ, dopo tre secondi di silenzio, cambiai parola.


- Lo so hai ragione, ma non รจ stato facile per me


- E credi che per me lo sia stato? Cosa credi che รจ una cosa che faccio tutti i giorni? Anche io ero spaventato. Sono spaventato. Da un momento all’altro si รจ aperto in me un nuovo mondo che mai avrei immaginato potesse accadere e mentre assaporavo i primi odori di tutto ciรฒ, con una felicitร  in corpo che non ho mai provato, tu mi hai buttato in un baratro fatto di dubbi e paure. In piรน, dopo essertene andato, non ti sei fatto vivo per tutto il resto del giorno e oggi quando ci siamo visti eri lรฌ, impassibile come sempre, pronto a negare tutto, pronto a rinnegare me.


- Non ho mai rinnegato te.


- No! Lo hai fatto, lo hai fatto! – dissi alzando la voce e alzandomi in piedi, posizionandomi di fronte a lui con il viso in fiamme e gli occhi lucidi. – Ho passato tutto il pomeriggio di ieri e tutto oggi a pensare che fossi stato io a farti fare quelle cose e che ritenendomi il colpevole, non mi avresti piรน parlato.


- No, ma che dici?


- La veritร . Ti racconto io la mia veritร  adesso. Negli ultimi periodi in me รจ cresciuta una confusione. Non capivo cosa fosse, ti guardavo con occhi diversi e pensavo che fosse sbagliato, ma allo stesso tempo avvertivo che pure in te ci fosse qualcosa di diverso dal solito, ma tu con il tuo solito modo di fare, prima mi facevi credere questo e poi mi facevi tornare sui miei passi e a credere che stessi fraintendendo tutto. Anche quella volta in cui ci masturbammo con Massimo e noi venimmo assieme. Quando hai raggiunto l’orgasmo e mi hai schizzando, mi hai sorriso e il tuo sguardo non era quello di sempre, aveva una malizia, una complicitร  diversa, ma poi tutto finรฌ e tu sei tornato quello di sempre, mentre io mi dicevo di non fraintendere tutto. E quando poi รจ successo quello che sai, ero felice, perchรฉ finalmente avevo capito che non avevo mai frainteso nulla. Una felicitร  che mi ha spinto a dirti senza rendermene conto ti amo mentre ti eri riaddormentato. Ma poi te ne sei andato via e in me รจ tornata la paura, e ora tu mi vieni a dire che non mi hai rinnegato? Che non mi hai mai usato? Che non volevi? Be’ invece lo hai fatto. – Dissi tutto d'un fiato, mentre il mio volto era sempre piรน rosso e il cuore mi batteva forte. Avevo rivelato ad Andrea tutta una serie di cose che mai prima avevo detto a nessuno, nemmeno a me. Restai a guardarlo. Lui era rimasto seduto con il capo chino verso il pavimento. Non disse nulla. Decisi di accendere una sigaretta e, girandomi di spalle, mi indirizzai verso la porta e tra un tiro e l’altro fissavo l’orizzonte. - Poi mi spieghi tutti quei io ti… interrotti cosa significavano? Ben due volte stavi per dire qualcosa, ma in entrambe le occasioni ti sei fermato. Ora ti chiedo di dimmi cosa volevi dire, me lo devi. – Gettai la sigaretta e mi rigirai verso lui. Mi piegai sulle ginocchia e con la mano gli alzai la testa, facendo modo che il suo sguardo si scontrasse con il mio. – Forza parla! – Mentre lo dicevo vidi per la prima volta il viso di Andrea segnato dalle lacrime.


- Fabrizio io … io …


Continua …




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Un nuovo mondo - Ottava Puntata

Nelle puntate precedenti


Fabrizio รจ un ragazzo di 17 anni che passa le sue giornate fra gli allenamenti di pallavolo, la palestra e la compagnia dei suoi migliori amici Andrea e Massimo, ma nell’ultimo periodo le cose fra i tre amici si sono un po’ complicate. Massimo da quando scopa con una ragazza, si รจ un po’ allontanato, preferendo la compagnia femminile a quella dei due amici, mentre fra Fabrizio e Andrea รจ successo qualcosa che ha cambiato il loro rapporto e ha aperto a Fabrizio un nuovo mondo. I due amici una sera, dopo un litigio con Massimo, infatti, finiscono a letto assieme, ma quando il giorno dopo Fabrizio chiede ad Andrea di parlare di quello che รจ successo, questi lascia la casa senza rispondere. Il giorno dopo i tre ragazzi litigano nuovamente, ma mentre Massimo si scusa con Fabrizio tramite un sms, Andrea piomba a casa del ragazzo dopo cena, chiedendogli di seguirlo. Arrivati in un vecchio capannone, Andrea si confida all’amico, confessandogli quello che non ha mai detto prima.


- Comunque credo sia arrivato il momento di dirti perchรฉ mi sia comportato cosรฌ con te in questi ultimi giorni.


- Lo credo pure io.





Ottava puntata


Dopo quelle parole, cadde nuovamente il silenzio. Vedevo Andrea giocare con le chiavi dello scuter, cercava forse di trovare le parole da dire o semplicemente aspettava la scintilla per iniziare a parlare.


- Allora? Forza, dimmi tutto – gli dissi curioso di sentire quella veritร 


- Sรฌ, hai ragione. Bene! Devi sapere che quando ci siamo incontrati la prima volta, o forse รจ meglio dire quando ci siamo scontrati, sono rimasto meravigliato da te. Non mi era mai capitato prima, ma vedendoti non potei non fare a meno di diventare tuo amico. Non sapevo come fare, ma รจ successo cosรฌ naturalmente che non sapevo spiegarmi come fosse possibile. Come sai non sono molto socievole. Se Massimo non si fosse trovato dove stava quel giorno, non avrei mai e poi mai cercato di conoscerlo.


- Mi vuoi dire adesso che di Massimo non te ne frega nulla?


Non sto dicendo questo! Sto dicendo che quando l’ho visto non ho avvertito quella cosa che ho avuto con te. E anche adesso, c’รจ o non c’รจ, non mi cambia molto. Oggi dopo che te ne sei andato, l’ho lasciato in asso dicendogli che con lui ho chiuso.


- Come avete chiuso?


- Sรฌ, non mi importa e ti confesso che l’entrata di quella tipa mi ha solo fatto piacere, almeno si toglie dalle palle.


- Se รจ cosรฌ, perchรฉ l’altra sera ti ci sei incazzato quando se ne andato via?


- Perchรฉ come ti ho giร  detto, non sopporto che ti si usi solo per i propri porci comodi.


- Se dobbiamo dirla tutta …


- Su, che vuoi dire?


- Mi hai usato pure tu


- Ti sbagli non รจ cosรฌ e non lo รจ mai stato.


- Allora perchรฉ ti sei comportato in quella maniera, facendomi sentire una merda?


- Scusa, non volevo ti sentissi cosรฌ.


- Ma lo hai fatto!


- Se me ne sono andato via in quella maniera รจ perchรฉ …


Continua …


(Prossima Puntata Giovedรฌ)
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Un nuovo mondo - Settima Puntata

AVVISO:
Da settimana prossima a grande richiesta, cambia la "programmazione" di pubblicazione. Pubblicherรฒ due puntate a settimana, nei giorni  di Lunedรฌ e Giovedรฌ. Prima di lasciarvi alla lettura, mi scuso se pubblico questa puntata con quasi un'ora di ritardo. Buona lettura
Francesco Sansone

Settima Puntata

Finita la cena sia io che i miei genitori, ci mettemmo all’opera per rassettare la stanza, quando, ad un certo punto, suonรฒ il citofono. Mia madre chiese chi potesse essere a quell’ora e mio padre, senza rispondere alla sua domanda, si indirizzรฒ verso il citofono. Poco dopo rientrรฒ dicendo che c’erano visite e ancor prima che potessimo dire chi fosse, spuntรฒ dalla porta Andrea.


- Ciao Andrea, ma che ci fai qui a quest’ora? ฤ– successo qualcosa per caso? – chiese mia madre che stupita, tanto quanto me di vederlo lรฌ, si avvicinรฒ a lui.


- No, tutto a posto, tranquilla! Sono qui per parlare con Fabrizio.- rispose il mio amico con gli occhi bassi.


- Be’ dimmi, che c’รจ? – dissi cercando di nascondere una felicitร  che non riuscivo a spiegarmi o che fosse non volevo capire.


- Ti va se andiamo a prendere qualcosa da bere fuori? Possiamo? – Disse rivolgendosi ai miei che erano silenti accanto a lui.


I miei guardandosi negli occhi e facendosi un cenno con lo sguardo, ci dissero di sรฌ, ma sottolineando di non rientrare troppo tardi. I miei non ci hanno mai posto dei limiti d’orario durante i fine settimana, ma quando c’รจ la scuola vogliono che rientri non piรน tardi delle undici e trenta. Cosรฌ, presi il cappotto. Fuori nel pianerottolo, in attesa che arrivasse l’ascensore, non dicemmo nulla. Fissavamo entrambi il pavimento. Quando sentimmo il rumore delle porte aprirsi, entrammo e Andrea spinse il tasto 0 e guardammo le porte chiudersi.


- Come va? – Mi chiese


- Va!


- Sei ancora arrabbiato?


- Tu che dici?


- Non lo so. Non te lo avrei chiesto se lo sapessi, no?


- Giร .


- Allora… come va?


- Non lo so!


- Che significa?


- Significa che non lo so. - Si aprirono le porte dell’ascensore e ci incamminammo verso il cancello d’entrata.



Andrea salรฌ sullo scuter, lo accese e mi disse di salire. Lo feci. Il vento quella sera era freddo, benchรฉ fosse ormai primavera, le sere ancora erano abbastanza fredde. Dal posto posteriore del mezzo, guardavo i palazzi che ci lasciavamo alle spalle, mentre mi chiedevo cosa avrei potuto dirgli e come glielo avrei potuto dire. Anche Andrea non diceva niente. Mi disse solo dove volessi andare, quando ci fermammo ad un semaforo e rispondendogli che non ne avevo idea, lasciai decidere a lui la meta, in fondo era lui che era voluto uscire. Quando fummo di fronte ad un vecchio casolare nella zona montuosa della cittร , si fermรฒ.


- Dove siamo? – gli domandai non sapendo bene dove fossimo.


- Seguimi. – Iniziammo a camminare.


Aprรฌ la porta di quel capannone ed entrammo. Andrea si muoveva come se conoscesse bene quel luogo, aveva la sicurezza di uno che ci veniva spesso. Restai stupito perchรฉ pensai che in tutti questi anni non mi aveva mai parlato di quel luogo.


- ฤ– il mio rifugio. Ci vengo raramente ormai, ma quando ero piccolo ci venivo spessissimo.


- Perchรฉ non ci vieni piรน spesso?


- Perchรฉ preferisco passare il mio tempo con te. Quando ero piccolo, non avendo amici, ci venivo con la mia bicicletta quasi ogni giorno. Qui dentro mi sentivo libero di pensare, leggere e masturbarmi.


- Davvero?


- Sรฌ, fu qui che mi feci la prima sega. La sera prima avevo visto in tv il film “Le etร  di Lulรน” e vidi che la protagonista diceva a una trans di giocare con il suo pene ed รจ cosรฌ che vidi per la prima volta la masturbazione. Il giorno successivo, dopo aver dormito poco o niente, venni qui. Volevo fare quella stessa cosa che avevo visto fare nel film, e cosรฌ misi le mani sotto le mutande e a poco a poco cominciai a fare su e giรน, fino a quando quella “schiuma” bianca, calda e appiccicosa, non mi imbrattรฒ la mano. Continuai a farlo qua da solo fino al giorno in venni a passare il primo fine settimana a casa tua. Come ogni giorno volevo farlo e anche quello volta a casa tua volevo rifarlo e volevo farlo con te. Cosรฌ ti feci quella domanda e poi … be’ sai come รจ finita. Ero contento di averlo fatto con te. Come ti dissi quella sera con te potrei fare tutto, ma la cosa che non ti dissi รจ il perchรฉ.


- Vuoi dimmelo ora?


- Prima di questo voglio dirti perchรฉ non ti ho mai detto della esistenza di questo posto. Il giorno dopo esserci segati, capii che l’unico posto in cui potevo sentirmi sereno era un qualsiasi posto in cui ci fossi tu. Sapendo che non ci saresti mai venuto qui, dato che, una volta, parlando, mi hai detto che mai e poi mai avresti messo piede in un posto pieno di polvere e insetti, decisi di non metterci piรน piede e venire da te in un qualsiasi momento di difficoltร . Cosรฌ col passare del tempo smisi completamente di venire qua. Solo oggi pomeriggio, finiti gli allenamenti, sono arrivato qua senza neppure accorgemene. Mi sono steso su quella panca e iniziai a pensare a tutto ciรฒ che รจ successo e ho capito che quello che mi hai urlato รจ la veritร  e questo mi ha fatto male.


- Perchรฉ?


- Perchรฉ tu sei l’unico che mi ha sempre capito anche senza chiedermi nulla. Non pensavo che potessi sentirti come una pedina fra le mie mani, credevo ti divertissi con me, che fossi felice con me proprio come io mi sentivo, e mi sento, felice con te.


Restai in silenzio calando lo sguardo. Andrea si sedette su una vecchia panca e alzando lo sguardo mi fece cenno di sedermi accanto a lui. Restammo in silenzio ancora cinque minuti e poi Andrea, che forse si aspettava che dicessi qualcosa dopo le parole che mi avevano riempito di gioia il cuore, vedendo che rimanevo in sielenzio, riprese a parlare.


- Comunque credo sia arrivato il momento di dirti perchรฉ mi sono comportato in questa maniera con te in questi ultimi giorni.


- Lo credo pure io.


Continua …


(Prossima puntata Lunedรฌ)

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Markette con la K

So che non รจ bello fare un uso personale dei propri mezzi per consigliarvi di visitare un blog in cui indirettamente c'รจ pure il mio zampino e che mi riguarda e non poco, ma dato che i blog sono i miei me lo permetto eheh. Piccoli attimi di vita a due, visti da un giovane artista che per me รจ il piรน bravo del mondo (anche se sono di parte รจ la veritร ). Se siete curiosi di sapere di cosa si tratta basta  Cliccare qui.
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Un nuovo mondo - Sesta Puntata

Il giorno dopo, prima di arrivare agli allenamenti, mi sentivo strano e pensai se non fosse meglio saltarli. Dopo averci pensato su un bel po' di tempo, mi dissi che non avrebbe avuto senso evitare Andrea e Massimo dopo tutto quello che era successo nello scorso fine settimana, e cosรฌ mi incamminai verso la palestra. Quando arrivai, c’erano tutti i miei compagni di squadra, inclusi i miei due amici. Andrea e Massimo si davano le spalle, era evidente che ancora non si erano rappacificati. Andai verso loro e li salutai. Massimo mi fissava e non sapeva se rispondermi o meno, ma alla fine cedette all’affetto e ricambio il mio saluto, mentre Andrea mi disse “finalmente sei arrivato, sei in ritardo”

- Piantala di rimproverare tutti per tutto. Tranquillizzati un po’ – gli gridรฒ Massimo, lasciando tutti gli altri compagni in silenzio. Andrea si avvicinรฒ a lui.
- Non sono cose che ti riguardano – e restรฒ a fissarlo. Erano entrambi ad un centimetro fra loro, pronti a scattare in un litigio furioso che non potei fare a meno di intervenire

- Piantalela tutti e due. Giuro che non vi capisco piรน. Tu che te ne vai per scopare e tu che... –  mi zittii non potevo gridare quello che era successo.
- Io cosa? – Mi chiese Andrea.
- Tu che pretendi di fare le cose quando e come dici tu senza dare agli altri la possibilitร  di dire la propria o quanto meno di pretendere spiegazioni. Sapete, se siete diventati cosรฌ egoisti, io non ci sto a stare tra di voi. Avevo due amici accanto, adesso ho due semi- sconosciuti che a stento capisco. Se volete continuare cosรฌ, fate pure, io perรฒ ne tiro fuori. Non voglio essere il vostro giocatolo usa e getta! – e con queste parole posai il mio sguardo arrabbiato su Andrea. I miei amici restarono in silenzio con il capo calato. – Non avete niente da dire? Be’, se รจ cosรฌ io me ne vado! Avrei fatto bene a non venire oggi. – Presi la mia borsa e me ne andai, tra le voci dei miei compagni che mi chiedevano di restare.

La sera a casa, vidi i miei (ancora non avevo avuto modo di incontrarli perchรฉ rientrarono dal loro viaggio solo in tarda nottata e io giร  dormivo), mi chiesero come fosse andato il fine settimana e con un secco “Non mi va di parlarne” li liquidai e mi chiusi in camera. Mi sedetti alla scrivania a navigare qua e lร  su internet. Mio padre entrรฒ chiedendomi se stessi bene e se fosse successo qualcosa durante la loro assenza. Non avevo voglia di parlare e cosรฌ dissi solo che ero un po’ dispiaciuto perchรฉ Andrea e Massimo avevano discusso cercando di far finire la chiacchierata lรฌ.

- Vedrai faranno pace.. sono troppo amici per litigare seriamente. Vedrai giร  domani tutto sarร  come prima. Dai, ora vado ad aiutare tua madre ad apparecchiare la tavola, tra poco si cena, ok?

- Sรฌ.

Si alzรฒ e mentre si dirigeva verso la porta lo chiamai

- Che c’รจ?

- Grazie. Avevo bisogno di queste parole. Mi siete mancati in questi giorni

- Anche tu Fabrizio - E schiacciandomi l’occhio uscรฌ. Restai in camera e sentii la suoneria del telefono. Era un messaggio di Massimo.

Mi spiace per quello che รจ successo in questi giorni. Giuro che non sto cambiando. Sono sempre lo stesso. Lo stesso Massimo su cui puoi contare sempre. Ci vediamo domani.

Decisi di rispondergli, anche perchรฉ lo sfogo piรน che per lui, lo avevo avuto per Andrea.

Lo so. Oggi รจ andata cosรฌ. Un po’ di malumori a volte aiutano a ritrovarsi, no?. A domani

Sentii mia madre chiamarmi dalla sala da pranzo dicendomi che era pronto a tavola. Alzandomi, pensavo al fatto che Andrea non s’era fatto sentire e questo mi dispiaceva. In fondo pure lui sapeva che quella sfuriata era rivolta a lui e iniziai a pensare che forse non gli importava piรน nulla di me. Pensai a quello che gli dissi di mattina, al fatto che non volevo piรน essere il suo giocattolo e, pensandoci bene, mi resi conto solo in quel momento che sin dal primo giorno รจ sempre stato lui a decidere cosa fare senza chiedermi se lo volessi veramente pure io.

Mi sedetti a tavola e mentre mangiavo il pollo preparato da Carla nel pomeriggio, non alzai lo sguardo dal piatto. Ero troppo immerso nel ricordo degli ultimi avvenimenti. Mia madre posรฒ una mano sulla mia riportandomi al presente. Alzai lo sguardo e la vidi che mi faceva un sorriso che ricambiai a malapena e poi girai lo sguardo verso la tv che mostrava Franco e Giovanna baciarsi sulla terrazza del palazzo di Posillipo.

Finita la cena sia io che i miei genitori, ci mettemmo all’opera per rassettare la stanza, quando, ad un certo punto, suonรฒ il citofono.


Continua …
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Un nuovo mondo - Quinta puntata

Quando aprii gli occhi, non avrei mai immaginato di vedere Andrea nudo di fronte a me che sussurrava di svegliarmi. Rimasi fermo a fissarlo mentre lui mi diceva che era giunta l’ora di alzarsi.


- Che ci fai nudo? – Gli chiesi ancora addormentato


- Aspettavo che ti svegliassi- e mentre lo diceva mi fissava sentendo premere sul mio bacino il suo membro eretto.


- Sรฌ? E perchรฉ cosa dobbiamo fare?? ฤ– domenica oggi.


- Appunto รจ domenica- e dicendo questo, sollevรฒ le lenzuola e con delicatezza mi tolse gli slip. Restammo in silenzio a fissarci. Il cuore mi batteva forte, ero eccitato, ero contento, ero semplicemente meravigliato. Il mio migliore amico e io eravamo su di un letto tutti nudi, pronti a fare un’esperienza che mai avrei immaginato. Sentii nascere in me qualcosa nel petto, un bruciore fra le costole che mi faceva vibrare. ฤ– forse questa la felicitร ? – Io ti… - mi disse di nuovo quel “io ti..” interrotto. Ho avuto l’impressione che volesse dirmi “ti amo”, ma forse aveva paura di farlo. Si stese su di me, mi baciava con furore, sentii i suoi capelli strusciare contro la mia fronte e non riescivo a capire bene quello che sta avvenendo.


- Girati! – mi disse e io non mi feci ripetere due volte quell’invito. Sentii la sua lingua sul mio ano salire e scendere sentendo salire un fremito che mi fece affondare la testa sul cuscino. Ad un certo punto sentii la punta del suo pene farsi spazio dentro di me. Mi irrigidii, ma mi sussurrรฒ di stare calmo mentre continuava a inserire il suo pene. Alla fine ci riuscรฌ. Il movimento di Andrea si faceva sempre piรน veloce, mentre la mia testa affondava sempre di piรน sul cuscino e il mio pene si faceva sempre piรน duro e caldo. Mi girรฒ e mettendosi le mie gambe sulle spalle inserรฌ di nuovo il suo pene in me. Mi diceva di non chiudere gli occhi e di guardarlo e cosรฌ feci. Lui mi fissava, ma non come al solito, ma con passione. Uscรฌ il pene e dopo due colpi con la mano mi venne sul corpo. Il suo seme era caldo tanto da farmi avere un brivido. Il mio pene era ancora duro. Allungai la mano per iniziare a masturbarmi, ma lui la scostรฒ e facendosi spazio si posizionรฒ all’altezza del pene e dopo essersi bagnato la mano e essersela passata sull’ano, si appoggiรฒ sul mio pene e dopo alcuni movimenti fui in lui. Era lui che si muoveva su e giรน e quando gli dissi che stavo per venire, lui non si spostรฒ dicendomi “Vieni in me”. Non appena lo disse, il mio seme uscรฌ in un schizzo veloce. Dopo di che si lasciรฒ andare su di me e mi disse “Buona domenica”.


Restammo cosรฌ un bel po’. Non ci dicemmo nulla. Lui si addormentรฒ, mentre io restai sveglio a pensare a quei due giorni e, senza quasi accorgemene, gli dissi “ti amo”.


Lo svegliai verso l’una, dicendogli se volesse mangiare. Lui senza dire nulla si alzรฒ, andรฒ in cucina tutto nudo e cominciรฒ a cucinare.


- Dai non ti preoccupare, cucino, io.


- Da quando cucini tu?


- Be', pensavo che fossi stanco


- No!


Ci mettemmo a tavola guardando senza convinzione la signora della domenica bislacca. Io lo fissavo ma lui non diceva nulla. Finito di mangiare mi disse “vado a farmi la doccia”. Io restai in cucina a rassettare. Mentre lavavo i piatti lo vidi spuntare vestito e con il giubbotto addosso e mi disse


- Io vado, ci vediamo domani


- Ma dove vai?


- A casa!


- Ma come?


- Come, come?


- Sรฌ, cioรจ.. da quando ti sei svegliato non hai detto nulla e ora te ne vai?


- Cosa dovevo dire? Dai vado... ci vediamo domani agli allenamenti.


- Andrea non puoi andartene. Dobbiamo parlare di quello che รจ successo


- E cosa รจ successo?


- Come cosa?
- Dia vado e non ci pensare. Abbiamo solo giocato. A domani – e cosรฌ dicendo uscรฌ, lasciandomi in asso e non sapendo cosa dire o pensare.


Il giorno dopo prima di arrivare agli allenamenti, mi sentivo strano e cosรฌ …


Continua …

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Un nuovo mondo - Quarta Puntata

Come dicevo i miei genitori quel fine settimana erano fuori casa, erano andati a trovare dei loro amici di gioventรน in Puglia dove questi, qualche anno fa, si trasferirono per lavoro. Partirono il venerdรฌ pomeriggio, cosรฌ Andrea e Massimo, vennero direttamente quella sera stessa a casa. Mangiammo un po’ di pizza e poi ci buttammo sul divano a guardare un film in tv. Ultimamente Massimo s’era un po’ allontano a causa di una tipa con cui scopava e da cui andava appena poteva. Con Andrea la situazione era diversa. Lui era sempre lo stesso, non รจ mai cambiato, era sempre con me e faceva tutto solo con me.


Ad un certo punto, mentre stavamo a guardare la tv, sentimmo il telefono di Massimo che squillรฒ. Era un sms.


“Ho voglia di te.. Vieni” con queste parole, Giulia la ragazza con cui Massimo scopava, disse al mio amico che voleva farsi fottere. Massimo cosรฌ decise di andare, anche se Andrea se ne risentรฌ.


- Ma ti sembra normale che mentre siamo qua, tu prenda e te ne vada?


- E non farla tanta lunga Andre’.. e che cazzo ormai non siamo piรน tredicenni.. se capita di scopare, io vado.


- E mandi a fanculo i tuoi amici


- Non si tratta di questo.. che cazzo dici.. a volte non ti capisco, secondo te dovremmo stare sempre insieme? Cercate di trovarvi una figa e scopate... io inizio a stancarmi di questo trio… sembriamo dei froci. Ve lo ripeto trovatevi una figa e scopate! – dicendo questo, Massimo uscรฌ da casa.


- Chi la vuole una ragazza. – sussurrรฒ Andrea e poi mi guardรฒ – Che c’รจ? Ti stai stancando pure tu di questi nostri incontri?


- No... ma che dici?? Lo sai che mi piace molto stare con te e Massimo - Con queste parole finรฌ il mio silenzio. Durante il loro battibecco non dissi nulla, anche perchรฉ fu strano per me vedere i miei amici litigare, non era successo mai. Ma quello che mi colpรฌ di piรน fu il “Sembriamo dei froci” detto da Massimo mentre si allontanรฒ


- Giร , ma mi sa che a Massimo non gli piace piรน. Vuoi trovarti pure tu la figa? – mi chiese Andrea fissandomi con il suo solito sguardo secco.


- Beh… veramente… non ho mai pensato di trovarmi una ragazza.
- Lo so! Ecco perchรฉ sei il mio migliore amico – Detto questo, si avvicinรฒ a me e mi sussurrรฒ – Io e te per sempre insieme. Mai nessuno potrร  distruggere il nostro legame.


Io lo guardai con gli occhi sgranati, mi sentivo lusingato da quelle parole e da come Andrea me le disse.


- Vuoi qualcosa da bere? – gli chiesi mentre lui era ancora di fronte a me.


- Perรฒ forse Massimo ha ragione, dovremo scopare. – Quando disse quelle parole, sentii il mio pene diventare duro. Mi aveva chiesto di scopare con lui in quel momento o parlava in maniera generale? Non riuscivo a capire e cosรฌ gli chiesi di spiegarmi cosa volesse dire e lui mi rispose:


- Dovremo scopare. Hai capito bene. In fondo siamo due bei ragazzi di 17 anni con gli ormoni in subbuglio e non possiamo continuare a farci le seghe. Quindi dobbiamo provvedere. – Detto questo si allontanรฒ, prese il telecomando e puntรฒ lo sguardo verso il televisore. Io intanto, ancora in piena erezione, dissi che sarei andato a prendere un po’ d’acqua, ma mentre mi stavo sollevando, sentii afferrarmi la mano. Mi girai e vidi Andrea fissarmi mentre mi teneva la mano.


- Dobbiamo provvedere – disse e si alzรฒ. Si avvicinรฒ a me e mi sussurrรฒ – finalmente siamo di nuovo solo noi due come la prima volta che venni qui – e avvicinandosi alla bocca, appoggiรฒ le sue labbra alle mie e mi baciรฒ. Io restai immobile, non sapevo che cosa fare, non ero contrariato, anzi ero al punto di venirmi nei pantaloni. Poi Andrea aprรฌ gli occhi, mi fissรฒ e vedendomi intontito, si distaccรฒ.


- Che c’รจ? Non ti va? – Io non dissi nulla, mi avvicinai di nuovo alla sua bocca e iniziai a baciarlo e ad abbracciarlo. Dopo ci buttammo sul divano e Andrea iniziรฒ a sbottonarmi i pantaloni e la sua testa fu fra le mie gambe, mentre con una mano si toccava. Venimmo insieme, dopo di che  lui si sdraiรฒ su di me e rimanemmo cosรฌ, con gli occhi chiusi, in silenzio, mentre uno stato di serenitร  invadeva il mio corpo. Sentirlo su di me mi faceva far star bene, ero felice. Questo momento perรฒ fu interrotto quando suonรฒ il citofono. Un po’ preoccupato, andai a vedere chi fosse, mentre Andrea si riabbottonava i jeans. Era Massimo.


- Aprite sono tornato in pace e con me porto le birre. – Quando entrรฒ disse – Ragazzi vi voglio chiedere scusa, non volevo dirvi quelle cose che ho detto prima. Pace?


- Che c’รจ? La scopata ti ha fatto ragionare? – Gli disse freddamente Andrea.


- Dai ho capito di aver sbagliato nell’usare quel tono e nel dirvi froci. – Ecco di nuovo quella parola che fa eco nella stanza, nella stessa stanza in cui io e Andrea ci eravamo avvicinati.


- Ascolta! Che tu mi dica frocio, poco mi importa. No ti prendo in considerazione. Uno che per una scopata si scorda dei suoi amici, non puรฒ essere preso in considerazione.


- Cazzo e piantala con sta storia. Vabbรฉ io me ne vado tanto stasera non ha senso restare qua. Sua maestร  s’รจ sentito mancare di rispetto. Vai a fatti fottere, stronzo.


- Di certo non aspetterรฒ che mi fotta tu, coglione.


- Cazzo! Fabrizio e tu non dici nulla?


- Dai ragazzi piantalela – dissi, ma Andrea mi fulminรฒ e anche Massimo se ne accorse.


- Ecco come al solito ti fai plagiare da lui. Forse รจ giunto il momento di lasciarvi e farvi tornare di nuovo un duo, in fondo siete stati costretti a diventarmi amici.


- Ma non dire questo, dai Massimo – dissi timidamente


- Hai visto che lo hai capito finalmente? – disse seccamente Andrea


- Adesso basta! Andrea e Massimo, la volete finire? Che cazzo vi sta prendendo?


- Dillo a lui – disse Massimo


- Io non ho niente. Ho detto solo che trovo vergognoso che tu te ne vada di punto in bianco. Tutto qua


- Ok! Adesso possiamo tornare tranquilli.


- Comunque io ho dimenticato tutto e poi non voglio rovinarmi la serata. Dopo una scopata come quella di stasera, non ho voglia di discutere. Andrea, davvero, scopa!


- E basta con sta scopata! – scoppiai io. - Abbiamo capito che hai scopato, ma se tu ne parli non รจ detto che lo faccia solo tu.


- Vabbรฉ ho capito, me ne vado. Ci sentiamo


- Ciao! - dicemmo in contemporanea io e Andrea. 
Restando un po’ stordito, Massimo dandoci degli stronzi se ne andรฒ. Io fissai Andrea che mi disse:


- Vedrai gli passerร . Comunque vado a letto buona notte. – e si alzรฒ lasciandomi in salotto. Quando andai in camera pure io, lui aveva gli occhi chiusi e pensando che stesse dormendo, mi assalรฌ una sorta di dispiacere per il non poter parlare come avrei voluto di quello che era successo. Mi misi a letto e mi chiamรฒ, mi girai per ascoltarlo.


- So di esser stato un po’ duro con lui, ma non posso permettere che ti si usi per fare i propri comodi.


- Cosa?


- Sรฌ, lui dicendo ai suoi che veniva qua, s’รจ risparmiato di trovarsi una scusa per giustificare la sua uscita a tarda ora.


- Dai, perรฒ..

- Niente dai! Solo io posso usarti e solo tu puoi usarmi. Io ti … - e si zittรฌ


- Io ti …? – gli chiesi


- Buona notte Fabrizio


- Buona notte - e mi strinse a se’.


L’indomani mattina, quando mi svegliai vidi qualcosa che non avrei mai immaginato.


Continua…

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