Racconti di vita... gay: Federico

 

Prefazione: Paolo Vanacore
Copertina di e con Giovanni Trapani
Casa Editrice: Tempesta editore
Prezzo: 15,00 Euro




Prologo

  Ritorna oggi dopo averla "testata" prima della pausa estiva, la rubrica "Racconti di vita... gay". Un'iniziativa che ha riscontrato un grandissimo successo (la storia di Gianni รจ stato il post piรน letto in assoluto di tutto il blog) e questo mi fa pensare che tutti cerchiamo il confronto con le diverse esperienze.  Prima di anticiparvi chi รจ il protagonista di oggi,  lasciatemi  ringraziare tutti coloro che  hanno giร  inviato la loro storia, dimostrando che come me, anche voi, credete in questa iniziativa.

   Chi scrive  il racconto di vita di oggi รจ Federico, un ragazzo di 18 anni dell'Umbria che parla di se' a 360° e di come possa essere difficile scoprirsi gay in un paese di provincia.

Racconti di vita... Gay

Locandina realizzata da Giovanni Trapani 


Federico

   Dopo alcune perplessitร , ho deciso di pubblicare la mia storia, convinto che mi avrebbe aiutato a riflettere su me stesso. Ringrazio un mio caro amico che mi ha consigliato questa rubrica e aiutato moltissimo con i suoi consigli. La mia non รจ una bella storia, anzi potrebbe definirsi quasi come il lato negativo della vita di un adolescente gay.

   Vissi (e vivo tuttora) in un paesino di 1600 anime, sperduto tra le colline umbre, in una normale famiglia, in un normale contesto sociale. La mia infanzia non mi riservรฒ eventi spiacevoli, trascorse serena tra giochi, amici e famiglia. Sin da piccolo mi resi conto di essere "diverso": mi attiravano i bambini anzichรฉ le bambine. Tuttavia, non feci caso a questo e continuai la vita di sempre, anche perchรฉ mia madre non mi spiegรฒ mai cos'era l'omosessualitร  nรฉ il suo rapporto con la societร . I problemi sopraggiunsero con la pre-adolescenza e successivamente con l'adolescenza: se prima il fatto di essere "diverso" mi era indifferente, ora lo sentivo come un fardello immane. Le amicizie poi non furono per niente d'aiuto. Infatti, con la consapevolezza della mia omosessualitร , cominciai inconsapevolmente ad atteggiarmi in modo ambiguo suscitando risa, scherno e isolamento dal mondo che mi circondava. Anche mia madre rifiutรฒ quel comportamento, tanto da impormi di cambiare. Tentai di modificarmi ma non ci riuscii e in piรน subivo, dalle stesse persone con cui trascorsi l'infanzia, odio, umiliazioni e ripudio. Anche solo uscire di casa era per me un incubo.

   Passai cosรฌ 4 anni quasi in completa solitudine, sfiorando l'anoressia e rifiutare anche la vita. Poi, dal mio lugubre pessimismo, riflettei su me stesso e sul mondo che mi circondava e pian piano trovai una soluzione: se le persone rifiutavano come ero veramente, allora dovevo celarmi dietro a una maschera impenetrabile e ignorare ogni critica e offesa. Fu cosi che cominciai a uscire e fu cosi che "ritornai" a vivere.

   Divenni un ragazzo come il contesto voleva che fossi e la mia maschera si rafforzava dall'indifferenza, dal rancore e dalla paura che provavo. Questa "persona" che creai si fuse con la persona ottimista che sono realmente, generando quella che sono oggi: un ragazzo ottimista, indifferente, apparentemente felice e pieno di paure. Conobbi le persone che mi avevano rifiutato e scoprii che erano semplicemente ignoranti e legati troppo a quegli schemi sbagliati che vengono trasmessi da padre in figlio senza capire o indagare il perchรฉ, ma imponendoli e basta. Purtroppo, la paura di conoscere porta le persone a compiere azioni tanto crudeli da rovinare la vita ad altri individui.

   Perchรฉ il raggiungimento della felicitร  e della serenitร  deve essere tanto ardua? Nono siamo forse anche noi persone fatte di carne, di sentimenti, di valori, di idee?

   Comunque, fino ad oggi, a 18 anni, la mia vita รจ stata una falsa che mi ha permesso di sopravvivere alla mostruositร  del sistema. Sono fiducioso nel futuro perchรฉ รจ l'unica mia assicurazione sulla vita (alcune persone giร  mi stanno aiutando ad emergere e scoprire me stesso e per questo sono ancor piรน ottimista). Chi sa, forse anche io un giorno sarรฒ felice con al mio fianco la persona che amo, d'altronde, non puรฒ piovere per sempre...


   Se anche tu vuoi condivide la tua storia, mandala via e-mail a raccontidivitagay@hotmail.it e cosรฌ potrai leggerla su il mio mondo espanso e far confrontare chi legge e perchรฉ no, confrontarti tu in prima persona.
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Un nuovo mondo - Ventunesima Puntata

Prologo: Bentornati
E sรฌ le vacanze sono finite del tutto ormai e quindi si torna a lavoro e non potevo che cominciare se non da dove avevo lasciato, ossia da "Un nuovo mondo". Tornano, infatti da oggi, le avventure di Fabrizio e Andrea, ma anche dei loro amici Alberto e Luca e di due nuovi personaggi di cui non vi anticipo nulla, sebbene avete giร  avuto modo di conoscere in passato, ma non aggiungo altro e vi lascio alla prima puntata di questo nuovo ciclo di "Un nuovo mondo". In conclusione vi voglio dire che da oggi un nuovo mondo avrร  una locandina tutta sua come sempre realizzata da Giovy che ringrazio fortemente. Bene! Che dire di piรน? Bentornati!!!


Un nuovo Mondo

Locandina realizzata da Giovanni Trapani, tutti i diritti riservati

 Ventunesima Puntata







Da quando siamo tornati dalle vacanze, tutti noi ci siamo ritrovati immersi negli impegni quotidiani e se per Albero e Luca gli impegni sono quelli di sempre, per me e Andrea non รจ proprio cosรฌ. Infatti aspettiamo i risultati dei test di ammissione per l’universitร . Sono passati piรน di dieci giorni da quando ci siamo seduti fra i banchi universitari per fare il test che ci potrebbe far diventare studenti di psicologia, ma ancora non ci sono notizie. Intanto continuiamo a goderci questi ultimi giorni di fine estate. Ieri sera ad esempio siamo andati a cena fuori con i nostri amici, approfittando del giorno libero di Alberto che ci ha raccontato di come รจ stata dura riprendere i ritmi del suo lavoro, mentre Luca ci ha divertiti raccontandoci una cosa buffa che gli era successo proprio ieri mattina al lavoro.



- Fabrizio vieni c’รจ posta per te.



- Cosa? – grido a mia madre non avendo capito le sue parole.



- C’รจ posta per te! – mi ripete affacciandosi alla porta della mia stanza. Mi alzo dalla sedia della scrivania e con uno scatto le strappo dalle mani quella busta. Era la risposta che aspettavo ormai da due settimane. Con una fretta inusuale, la apro e inizio a leggere quelle parole.



- Allora? Che ti dicono?



- Niente!



- Come niente?



- Spero di non deludere te e papร , ma… CE L’HO FATTA!



- Ah lo sapevo. Complimenti amore mio, sei un genio.



- Non esagerare adesso, non era poi cosรฌ difficile il test.



- Sรฌ, di’ quello che vuoi, ma per me sei un genio, il mio genio, mi ha detto stringendomi in un fortissimo abbraccio.



- Dai mamma, cosรฌ mi soffochi.



- Hai ragione, ma sono troppo felice per te.



- Grazie. Devo dirlo ad Andrea. Pensi che pure a lui sarร  arrivata la comunicazione?



- Non saprei, chiamalo e lo scoprirai.



- Sรฌ! Hai ragione, lo chiamo subito.



***



- Pronto?



- Andrea sono io



- Ehi, che c’รจ? Dalla voce sembri euforico



- Sรฌ infatti รจ cosรฌ, mi รจ arrivata la risposta del test di ammissione. Ce l’ho fatto. Sono entrato.



- Bravissimo, sono felicissimo per te amore.



- Grazie e a te รจ arrivata?



- No ancora no, ma penso che arriverร  in giornata. Dai mi vesto e ti passo a prendere e andiamo a prendere un gelato per festeggiare.



- Ma non pensi che sia meglio festeggiare quando anche tu saprai il risultato’



- Non ci pensare, quando arriverร  festeggeremo di nuovo. E poi questo fine settimana i tuoi non ci sono e potremo festeggiare ancora piรน “intensamente”.



- Se la metti cosรฌ, ti aspetto. Non tardare. A dopo.



- A dopo.



Chiusa la conversazione, mi sono chiuso in bagno per farmi una doccia cantando come un matto. Non pensavo di riuscire ad entrare in questo corso. I numeri a disposizione erano davvero pochi rispetto al numero dei ragazzi che si sono presentati. Uscito dalla doccia ho indossato una maglietta e un paio di jeans e mentre stavo per infilare le scarpe, il telefono a squillato, facendomi capire che Andrea era giร  giรน.



Aperto il portone di casa, vedo Andrea con ancora il casco infilato in testa e con la moto accesa.



- Guarda? – mi ha detto mostrandomi una busta.



- ฤ– quello che penso?



- Sรฌ!



- Allora che dice?



- Non l’ho ancora aperta.



- Dai cosa aspetti, aprila.



- No andiamo al vecchio capannone. Voglio aprirla lรฌ assieme a te.



- Ok, andiamo allora.







La strada scivolava sulle ruote senza che se ne accorgessimo e cosรฌ in meno di dieci minuti siamo arrivati in quel capannone dove io e Andrea ci siamo detti ti amo per la prima volta. Spenta la moto, ci togliamo i casci avviandoci all’interno.



- Bene, sei pronto? – domando impaziente



- No, perรฒ devo farlo.



- Giร !



- Ok – e dicendolo, ha strappato il lato della busta e ha iniziato a leggere.



- Allora? Che aspetti a dimmi cosa c’รจ scritto?



- …



- Andrea? Perchรฉ non parli? Che cosa c’รจ scritto?







Continua …

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Rieccomi qui, anche se non del tutto


Eccomi qui, sono rientrato in possesso del blog, anche se le attivitร  riprenderanno mercoledรฌ 1 settembre. Prima di lasciarvi per dedicarmi ad alcuni lavori di manutenzione al blog, voglio invitarvi a leggere l'ultimo post scritto prima delle vacanze che non so perchรฉ non รจ apparso nei vostri aggiornamenti e per chi segue "Un nuovo mondo" รจ fondamentale per seguire al meglio le nuove puntate ^_^.

Per cui vi faccio questa Marketta con la K e vi auguro una buona notte.







A presto. Fra'
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Racconti d'Estate - Speciale un nuovo mondo: Vacanze arriviamo

Prologo: Buone Vacanze

E sรฌ questo รจ l'ultimo post di questa stagione, dal 1 Agosto infatti "i miei mondi" vanno in vacanza per tutto il mese e cosรฌ io potrรฒ disintossicarmi dal web che ultimamente mi ha quasi ossessionato. Prima di lasciarvi voglio riccordarvi alcune cose.

- raccontidivitagay@hotmail.it rimane sempre aperta e pronta a riceve tutte le vostre emails.

- Per quanto riguarda Il mondo espanso dei romanzi gay, vi risegnalo l'esclusiva dell'intervista a Paolo Vanacore.

Per tutte le altre novitร  vi rimando a Settembre... buone vacanze ragazzi.
A presto
Fra'




Speciale Un nuovo mondo: 
Vacanze arriviamo






- Ci vediamo alle 10:30 sotto casa tua e cosรฌ poi partiamo , ok?

- Ok Alberto. Allo squillo scendiamo.

- Prefetto! A dopo.

Detto questo e io e Andrea ci siamo messi a infilare in valigia le ultime cose che ci sarebbero servite in vacanza, direzione Spagna. Quest’anno sarร  la nostra prima vacanza da fidanzati, รจ cosรฌ strano dopo tutto quello che รจ successo nell’ultimo anno, non avevo mai pensato a queste vacanze e soprattutto all’idea di farle non piรน da amici. Con noi verranno anche Alberto e Luca, il suo fidanzato, che ci ha presentato quella sera in cui ci vedemmo. Ricordo ancora il suo imbarazzo nel cercare di dirci che era fidanzato con Luca, non perchรฉ si vergognasse di questa storia, ma semplicemente perchรฉ era per lui la prima volta che lo diceva a qualcuno. Luca รจ davvero un bravo ragazzo. Ha 29 anni e lavora come commesso in un negozio di abiti molto alla moda. ฤ– alto piรน o meno 1 e 78 e i suoi tratti sono tipicamente del sud. I capelli e gli occhi sono scuri cosรฌ come la sua carnagione, รจ davvero bello. Alberto e Luca si sono conosciuti molto tempo fa per caso. Luca era a lavoro, quando si avvicinรฒ a lui Alberto che gli chiese se in negozio ci fosse un maglioncino viola. Da lรฌ mentre cercavano il capo, i due si sono messi a parlare e cosรฌ, una parola dopo l’altra, Luca chiese ad Alberto il suo numero di telefono. Il nostro paramedico, restรฒ si sasso.

- Ti ho sconvolto? – disse Luca

- No, no...

- Allora che c’รจ? Non ti ricordi il tuo numero?

- Beh veramente…

- Senti! Facciamo una cosa – prese un post it e iniziรฒ a scrivere qualcosa – questo รจ il mio numero. Se ti va chiamami cosรฌ usciamo a bere qualcosa.


- D’accordo.

- Bene! Sono 30,00 Euro

- Cosa?

- Paghi 30,00 Euro

- Ah si, certo. Ecco.

- Fatto. Questo รจ il tuo scontrino.

- Grazie.

- Allora aspetto la tua chiamata.

- Ok… Ciao allora

- Ciao - e gli fece un sorriso.


Alberto una volta uscito dal negozio non sapeva che fare. Era la prima volta che un ragazzo fosse stato cosรฌ esplicito con lui. Tornato a casa, con il post it in mano, era dubbioso se chiamare o meno.


- E se chiamo e mi dice che stasera non puรฒ uscire? E se invece mi dicesse di sรฌ, in fondo lui mi ha dato il suo numero senza che io gli chiedessi nulla. No, magari si sarร  giร  dimenticato di me! Ma come fa a dimenticarsi se ha fatto tutto lui… Uff! Odio trovarmi in queste situazioni. Basta! Ora chiamo! E se… e se non risponde? Dovevo dargli il mio numero, cosรฌ chiamava lui. Basta! Ora chiamo e questa volta veramente! – e cosรฌ preso da una decisione che mai aveva avuto riguardo a certe cose, compose il numero.

- Pronto?

- Ehm… Luca?

- Sรฌ? Chi parla?

- Ciao, sono Alberto

- Chi?

- Alberto il ragazzo che รจ venuto oggi in negozio…

- Chi?

- Cosa? Ehm… scusa... non avrei dovuto chiamare… ciao

- No, no aspetta. So benissimo chi sei... ti prendevo solo in giro

- E perchรฉ?

- Cosรฌ, perchรฉ mi ha stupito ricevere la tua telefonata oggi stesso, non l’avrei mai detto. A prima vista mi sei sembrato un tipo che prima si fa troppe paranoie e poi alla fine, dopo almeno una settimana fa uno squillo.

- Ma chi io? Noooooooo, ma che dici. Ti ho chiamato non appena sono rientrato in casa, senza paranoie.

- Capito. Allora dimmi

- Be'… veramente… ti andrebbe di uscire con me…

- Stasera va bene per te?

- Come?

- Stasera, dico, ti va di uscire o hai giร  altri impegni?

- No, no... Nessun impegno. Fra l’altro รจ il mio giorno libero.

- Perfetto! Ci vediamo alla dieci al fast food del centro?

- Ok.

- Bene, cosรฌ mi dici pure che lavoro fai.


Quando la sera si videro, non smisero neppure un secondo di parlare. Si raccontarono molte cose, esperienze amorose passate, gli studi fatti, lavori praticati e cose simili. Alla fine della serata, perรฒ si salutarono con un bacio.


- Alberto tu mi piaci molto. Di solito non dรฒ il mio numero di telefono al primo ragazzo piacente che entra in negozio. Sei stato tu che mi hai spinto a fare questo colpo di testa.

- Be', anche tu mi piaci molto e non lo dico solo perchรฉ lo hai appena detto tu a me

- Lo so, tranquillo. Comunque proprio perchรฉ mi piaci molto non voglio fare sesso con te stasera. Preferisco fare le cose con calma e conoscerci prima bene.

- Sรฌ, capisco.

- Spero che non ti dispiaccia.

- No, ma figurati, ti confesso che sono molto sollevato dalle tue parole. Neppure io mi sentivo pronto per un incontro sessuale, questa sera.

- Lo sapevo che non mi ero sbagliato sul tuo conto.

- Cosa?

- Niente. Baciami – e cosรฌ di diedero un bacio interminabile.


Dopo quella sera i due si videro quasi tutte le sere, e poco alla volta si conobbero sempre meglio. Di certo Luca era piรน spigliato, aveva piรน esperienza in campo amoroso alle spalla, ma ad Alberto questo non dispiaceva. Anzi era felice che fosse lui a guidare il tutto. Passarono due mesi prima che si amassero in maniera carnale e tutto avvenne per caso. 
I due erano rientrati da una serata passata al cinema in cui videro un film il cui trailer li aveva colpiti. Usciti dalla sala Alberto disse a Luce se avesse voluto bere qualcosa a casa sua e quando l’altro accettรฒ, andarono.
A casa si misero a parlare e con molta semplicitร  si ritrovarono avvinghiati fra di loro e si lasciarono andare al desiderio. Il tutto avvenne a Maggio, qualche giorno prima che le strade nostre si incontrassero.


- Quando ci fu l’incidente...- ci disse Luca a cena quella sera - Alberto era davvero preoccupato.

- Davvero? – dissi io – Non lo davi a vedere quando mi consolavi

- Non potevo certo trasmetterti le mie preoccupazioni Fabrizio, dovevo solo cercare di farti stare il piรน tranquillo possibile. Comunque, Luca continua a raccontare.

- Sรฌ! Allora ti dicevo che mi chiamรฒ e quando gli dissi cosa fosse successo, mi rispose ”Ti amo, non dimenticarlo mai”. A quel punto gli chiesi spiegazioni, e lui continuรฒ dicendo “nel caso in cui dovesse succedermi qualcosa non vorrei avere il rimorso di non avertelo detto”. Gli dissi che pure io l’amavo e quella fu la prima volta in cui ce lo dicemmo. Poi mi spiegรฒ il tutto…

- Sapete ragazzi, รจ stato proprio Luca a dirmi di non lasciarvi da soli.

- Sรฌ, avevate bisogno di aiuto ed era il minimo. Comunque l’importante รจ che ora siamo tutti e quattro qua.


Dopo quella sera ci siamo visti spesso, siamo andati pure al mare tra giugno e luglio e proprio un giorno che trovavamo in spiaggia, abbiamo organizzato questa vacanza in Spagna. Finalmente le vacanze sono arrivate e tra poco meno di 10 minuti saremo in aero verso Madrid.


- Andrea hanno fatto lo squillo

- Amore sono pronto. Dai, prendi queste valige

- Ecco. Ho controllato tutto?

- Sรฌ!

- Gas, acqua, finestre รจ tutto chiuso?

- Sรฌ! Non diventare paranoico.

- Non si tratta di essere paranoici. Non vorrei che i miei tornando non trovino piรน la casa perchรฉ รจ scoppiata in aria dopo che รจ stata svuoata dai ladri.

- Oddio… sei preoccupante

- Fanculo.

***





- Forza fanciulli muoversi, muoversi – dice Luca scherzando.

- Da questo momento dobbiamo pensare solo a divertirci. Non pensiamo a quello che รจ successo, ma a quello che accadrร  – dice Andrea.

- Esatto! Pensiamo solo a divertirci – continua Alberto

- Tutto il resto lo rimandiamo a settembre. Buone vacanze.
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Racconti di vita... gay: Gianni



Prefazione: Paolo Vanacore
Copertina di e con Giovanni Trapani
Casa Editrice: Tempesta editore
Prezzo: 15,00 Euro





N.B su Il mondo espanso dei romanzi gay, troverete l'intervista in esclusiva allo scrittore Paolo Vanacore.
Mentre l'ultima storia di "racconti d'Estate" verrร  pubblicato sabato.


Locandina realizzata da Giovanni Trapani 
                          
Prologo: Anticipazioni di novitร 
Qualche tempo fa un giovane amico che si รจ trovato a leggere il mio mondo espanso, mi ha rivelato che questo blog lo ha aiutato a capire che forse non c’รจ niente di male nell’esser gay e questa rassicurazione arriva proprio in un momento in cui le sue certezze vengono messe in discussione da una sessualitร  che ha voglia di definirsi. ฤ– cosรฌ che nasce Racconti di vita… gay una rubrica che vuole dare a chiunque la possibilitร  di raccontare la propria esperienza per metterla in funzione di altri giovani e meno giovani ragazzi che si scoprono attratti da coloro che hanno lo stesso sesso e che non sanno affrontare questa realtร  che, fino a poco tempo prima, era lontana dalla quotidianitร . ฤ– da quando ho preso coscienza di quello che sono che ho portato avanti questa mia “battaglia” atta ad aiutare tutti coloro che proprio in quei momenti di incertezza non sanno come reagire o come affrontare questa situazione che รจ , forse, la piรน grande di qualsiasi altra cosa con cui ci si trova a imbattersi. Un percorso, questo, che oggi fonda un nuovo tassello proprio in Racconti di vita… gay.

Questa di oggi รจ una sorte di puntata zero, ossia un’anticipazione su una delle novitร  (a cui Giovy ha dato un volto) che da settembre ci saranno su il mio mondo espanso.

Protagonista del racconto di vita … gay di oggi รจ Gianni, un ragazzo ventinovenne di Palermo che con le sue parole ha dato vita ad una testimonianza intima che difficilmente si trova in giro.

Gianni

Ricordo il periodo della mia adolescenza, e quando questo ricordo riemerge mi viene da sorridere, perchรฉ ciรฒ che sono oggi รจ il frutto di ieri e mi spiace solo questo frutto non sia maturato prima perchรฉ consapevole di aver perso l’occasione di fare esperienze importanti che avrebbero ancora di piรน arricchito la persona che sono oggi. Ero un adolescente come tutti gli altri, l’unico “problema” stava nel fatto che mi resi sempre piรน conto che mi piacevano i ragazzi. Probabilmente in quel periodo non ho mai voluto fare i conti con questo lato di me stesso perchรฉ avevo altri parametri della mia persona con cui dover convivere e con i quali la gente usava ferirmi. I chili del mio grasso corporeo che mi trascinavo dietro, e i miei problemi visivi evidenti grazie ai “fondi di bottiglia” che dovevo portare erano giร  abbastanza per un ragazzo di 14 anni, e gli appellativi che mi attaccavano come post-it in fronte erano giร  tanti per far si che tra essi comparisse anche quello di “frocio” o “finocchio”. Devo dire tra l’altro che ero una persona non proprio sopra le righe, in quel periodo mancavo di coraggio per poter porre visibili le mie inclinazioni sessuali. Cosi tacevo i miei ardori sessuali, anche se non completamente. In realtร  non facevo molto affinchรฉ gli altri non capissero che fossi omosessuale, anche perchรฉ non mi รจ mai veramente piaciuto fingere o quanto meno nascondere ciรฒ che ero (sono).
Nella mia adolescenza, tuttavia, hanno avuto un peso non indifferente anche le persone non attinenti nรฉ alla mia cerchia di amicizie e nรฉ in quella famigliare. In quel periodo camminare tra la gente non era qualcosa di semplice. La mia obesitร , la mia poca vista e la mia omosessualitร  latente, mi facevano camminanare tra la gente con l’angoscia di chi da un momento all’altro doveva essere additato, deriso. Avevo paura che la gente potesse leggermi nell’anima, scoprendo quello che piรน mi tormentava. Perรฒ dai ventisei anni in poi qualcosa รจ cambiato. Ho imparato a usare un normale specchio per vedere la mia immagine e ho lasciato solo a me il compito di “giudicarmi”, non badando piรน agli sguardi della gente o alle loro ipotetiche risate fatte alle mie spalle. La gente, perรฒ, รจ anche una preoccupazione di mia madre. Ricordo ancora la mattina in cui, appena svegliato, mi fece sedere al tavolo della cucina per annunciarmi che aveva letto il mio diario. Ancora oggi questo ricordo mi provoca dispiacere, perchรฉ posso immaginare come si sentiva, del resto non si era mai posto il problema di come potesse essere la vita di un omosessuale, e men che meno con il mio diario poteva ritenersi soddisfatta: impaurita da quello che la gente avrebbe potuto fare o dire nei miei confronti, mi raccomandava di non farlo sapere in giro, perchรฉ la gente รจ cattiva. Ovviamente non erano queste le parole che volevo sentirmi dire, e in quel momento ero frastornato dalla notizia e anche arrabbiato per il modo in cui lo era venuto a sapere. Oggi potrei dire che almeno mi ha tolto un peso, ma non รจ proprio cosi; sembra che ignori ciรฒ che ha letto in quelle pagine, o comunque evita di affrontare ogni tipo di argomento riguardante l’omosessualitร  ancor meno se si parla della mia. Quando questo inverno le dissi che mi sentivo con un ragazzo che mi piaceva, per un attimo ho creduto si alzasse dal tavolo senza aver finito di mangiare (questo tavolo della cucina credo possa ritenerlo il simbolo del mio coming out), invece si limitรฒ solo a dirmi “stai attento!”; ancora una volta la mancanza di curiositร  mi fece decidere di troncare il discorso e non raccontare altro. Forse anche questo non ha permesso che io mi decidessi a dirlo a mio fratello. Con lui non ho mai avuto un rapporto profondo. Entrambi sappiamo che ci siamo l’uno per l’altro in caso di bisogno, ma per il resto ognuno si fa la propria vita non avendo mai instaurato alcuna sorta di amicizia. Ma proprio per il punto di riferimento che lui rappresenta per me o che io potrei rappresentare per lui mi piacerebbe che sapesse e mi rimanesse accanto. Questo รจ una delle questioni che continuo a rimandare per poter definire la mia libertร  di uomo. Che poi non รจ nemmeno tanto questo; mi sento giร  libero, e oggi mi ritengo degno di vivere qualsiasi esperienza sentimentale o meno, poichรฉ non faccio del male ad alcuno e non ledo la libertร  di nessuno. Nonostante questa consapevolezza vorrei comunque che mio fratello mi accettasse in tutte le mie sfaccettature, inclusa questa. Dopo la discussione con mia madre, la mia vita ha continuato nello stesso identico modo per un altro paio di anni, fingendo con gli altri di essere ciรฒ che non ero, eludendo le domande sul perchรฉ ancora non mi fossi trovato una ragazza o sul perchรฉ non facessi niente per provarci con qualcuna (avete presente le domande che i parenti impiccioni fanno nelle riunioni di famiglia?? ).
L’ immagine che proiettavo ai miei amici era quella di un ragazzo troppo timido e goffo per poterci provare sfacciatamente con una ragazza e che il tempo avrebbe probabilmente cambiato le cose. Facendo un salto indietro nei ricordi credo che l’ascesa alla totale accettazione di me stesso, l’ho avuta verso i ventisei anni. Mi ero innamorato di un mio amico(va a finire sempre cosi e io ho perseverato piรน volte in queste situazioni),ovviamente lui รจ eterosessuale, ma a dispetto di quello che era successo in passato, questa volta decisi di dirglielo. La nostra amicizia non fu intaccata molto e io per la prima volta mi sentii davvero libero, perchรฉ anche se non ero corrisposto, avevo trovato il coraggio per esternare i miei sentimenti comunque. E da quel momento in poi le persone a me piรน care furono messe a conoscenza che Gianni oltre a essere quello che loro sapevano era anche e semplicemente gay, ma questo non cambiava niente, anzi, finalmente con i miei amici potevo parlare anche di cose che prima mi privavo di dire, come ad esempio i miei malumori, le mie ansie, le mie infatuazioni.
In questo percorso psico-emotivo ho imparato quindi a volermi piรน bene, e questo fa davvero tanto perchรฉ non ti curi piรน della gente comune che ti puรฒ criticare o additare(sempre se lo fa veramente), perchรฉ semplicemente ti piaci. La strada da fare per completare questo percorso sicuramente รจ ancora lunga; devo ancora combattere con alcune mie paure e i miei ventinove anni non aiutano in questo perchรฉ mi rendo conto che ho perso comunque del tempo che non mi sarร  restituito, e ne perdo ancora perchรฉ per alcuni versi ancora un po’ insicuro(uno di quei “versi” รจ appunto la mia etร  rispetto l’esperienza, un cane che si morde la coda in questo contesto). Ma come in tutte le cose della vita, oltre a metterci del proprio perchรฉ queste vadano bene, non guasta mai un tocco di fortuna, e in questa vicenda la dea bendata non mi ha abbandonato; infatti la fortuna o il fato ha voluto trovassi degli amici su cui poter fare affidamento e con cui relazionarmi per continuare la mia crescita; vi sono due amici tra l’altro che come me sono gay, ma rispetto me hanno un bagaglio di esperienze sicuramente piรน ampio. Grazie al loro aiuto, al loro spronarmi, e alla loro esperienza, ho potuto muovermi goffamente nel mondo sociale che mi si parava davanti, perchรฉ sempre alla ricerca di un’anima disposta finalmente ad essere amata ma al contempo ad amarmi. La loro amicizia รจ stata molto importante perchรฉ anche grazie a loro, ho potuto fare qualche “salto nel buio” che altrimenti avrei continuato a rimandare (sempre e anche per il cane che si morde la coda). Ora so chi voglio essere e cosa sto cercando, e non mi fermerร  la paura di essere giudicato, anche perchรฉ la maggior parte delle persone che volevo mi conoscessero in tutte le mie sfumature hanno saputo il mio orientamento sessuale e per loro รจ solo un dettaglio in piรน della mia personalitร  che non toglie e non aggiunge niente a quello che per loro ero. Dopo aver capito che la mia vita vale tanto quanto quella di tutti gli altri mi sono aperto(ammetto ancora non del tutto) a nuove conoscenze riuscendo a fare le mie prime esperienze(pessime tra l’altro, ma questa รจ un’altra storia).
Il mio coming out non รจ ancora completato ma ciรฒ che fino ad ora ho ottenuto iniziandolo a farlo รจ stato quello di gettare la maschera sociale che tanto pesava sul mio volto e che mi costringeva a recitare una parte che non mi si addiceva e che frenava la ricerca di un sentimento corrisposto.


Se anche tu vuoi condivide la tua storia, mandala via e-mail a raccontidivitagay@hotmail.it e da settembre potrai leggerla su il mio mondo espanso per far confrontare chi legge con le diverse realtร  gay e perchรฉ no, confrontarti tu in prima persona.



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Numero Zero17

***

Sei diventato il mio nuovo mondo, il mondo migliore nel quale qualcuno posso aspirare a vivere


Frase che un disegnatore ha dedicato al suo fidanzato in una sera che ha reso diversa dalle altre.
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Racconti d'Estate: Reality fra le lenzuola

Ormai siamo quasi alla fine di Luglio e con esso siamo pure vicini alla fine di questa breve avventura chiamata "Racconti d'Estate". Sรฌ perchรฉ la settimana prossima pubblicherรฒ l'ultimo racconto breve che perรฒ sarร  un po' diverso da quelli a cui vi ho abituato in queste settimane (a tutti gli amanti di Un nuovo mondo consiglio di non perdervi la lettura della prossima settimana) e che segnerร  anche l'ultimo racconto fino a settembre, quando ritornerรฒ con tante novitร . Bene allora vi lascio al racconto di oggi che in un certo verso รจ l'ultimo di questo tipo. Pubblico oggi quello che doveva essere inizialmente il racconto con cui si sarebbe dovuta aprire questa etichetta e che alla fine per una serie di motivi ho posticipato, portando in esso delle modifiche a iniziare dal titolo. Come sempre spero che vi piaccia.
Buona Lettura
Francesco Sansone

Reality fra le lenzuola

 
- Ciao mi chiamo Sergio ho 23 anni – รจ cosรฌ che รจ iniziato il mio provino per cercare di entrare in quel reality. Mi trovavo davanti a quei tre autori che iniziarono a farmi domande piรน o meno valide per testare se fossi buono per la televisione, se fossi buono per quel reality show. Non so neppure io perchรฉ ci sia andato, non sono uno di quelli che ama mostrarsi e tanto meno, conoscendomi, non sarei in grado di restare chiuso in una casa per tot giorni senza uscire neppure dieci minuti. Darei di matto entro una settimana. Pero l’ho fatto, forse perchรฉ volevo fare un’ esperienza o semplicemente perchรฉ avendo letteralmente due soldi in tasca, uno le prova tutte per racimolare un po’ di denaro, e quindi mi sono presentato con tanto di numerino davanti a quei tre che mi chiedevano quale fosse il mio tallone d’Achille e il mio motto. Uscito fuori da quella stanza, che era piรน simile ad un loculo che ad altro, mi sono incamminato verso l’uscita.

- Allora come รจ andata? – mi ha chiesto un ragazzo, Flavio, che avevo conosciuto poco prima di entrare.

- Beh, non credo di essere il tipo giusto e credo che loro l’abbiamo capito.

- Mi spiace.. perรฒ non รจ detto, magari..

- No,tranquillo … vivrรฒ ugualmente, infondo non so neppure io perchรฉ ci sia venuto.

- Cazzo! Mi hanno chiamato. Ti va di aspettarmi, cosรฌ poi ci beviamo qualcosa assieme?

- Perchรฉ no?

- Ok! Sรฌ sono qui. Arrivo – disse a colui che lo aveva chiamato.





***



- Allora come รจ andata?

- Ah, lascia perdere sono tutti degli stronzi.. Non vogliono delle persone, vogliono solo dei personaggi da mettere in un calderone senza badare alle personalitร  vere ma a quelle che possono rappresentare.. e io che credevo che cercassero persone vere..

- Dai vedrai che li hai colpiti

- Dici?

- A me mi hai colpito – gli ho detto senza neppure rendermene conto. Dicendolo ho visto il suo sguardo fissarmi con una malizia.

- Bene! Allora diciamo che qualcosa oggi l’ho azzeccata?

- Che vuoi dire?

- Niente di che. Ammazza che caldo che fa oggi. Caffรจ al bar?

- Beh veramente.. non so come dirlo … non ho molti soldi, anzi diciamo che non ho nemmeno un centesimo.

- Bene. Bello e squattrinato. Beh a dire il vero neppure io ho un centesimo in tasca. Ti va di andare a casa mia? Abito a due isolati da qui. Ho del tรจ freddo in frigo e non ti costa nulla, solo due passi a piedi.

- Ok. Ci sto!

Camminandogli accanto gli ho piรน volte buttato l’occhio addosso. Era davvero bello. Alto 1,80 circa, capelli castani tagliati alla moda, occhi castani. Indossava una canottiera grigia, quelle che si trovano da “Intimissimi”, un paio di jeans un po’ larghi che gli cadevano un po’, lasciando ben vedere l’elastico degli slip verdi. Un fisico asciutto e un culo bello solido. Parlavamo del piรน e del meno. Del perchรฉ ci siamo presentati ai casting e cose simili. Anche lui mi fissava e meno celatamente di come facevo io. Nemmeno a farlo a posta eravamo vestiti piรน o meno alla stessa maniera, cambiavano solo i colori della canottiera, degli slip. Anche i colori dei capelli e degli occhi erano uguali, e benchรฉ lui fosse piรน alto di me di circa 3 centimetri, non si notava.



***





- Fai come fosse casa tua. Se vuoi ti puoi pure togliere la canottiera. Hai sudato un casino.

- Beh dai non ti preoccupare

- Vedi che ho giร  visto un petto nudo. – mi ha detto togliendosi la sua canottiera grigia – Comunque io la tolgo sento caldo. Anzi se per te non รจ un problema, togliere pure i jeans.. fa troppo caldo.

- No, figurati, sei a casa tua – ho risposto con un po’ di imbarazzo ma con un’eccitazione che stava esplodendomi dentro gli slip.

- Allora questo tรจ lo prendiamo?

- Sรฌ.

- Bene - andรฒ verso il frigo aprendolo. Prese la bottiglia della bevanda. – I bicchieri! Dove sono i bicchieri? Ah che scemo! Al solito posto. Ecco un bel bicchiere freddo freddo per te – e dicendolo me lo ha passato, sfiorando le dita della mia mano con la sue. Sedendosi fa rovesciare il bicchiere per terra. – Cazzo che imbranato, mi sono bagnato tutto. – e alzandosi vidi le sue mutande bagnate che lasciavano intravedere il suo membro eretto.

- Come posso fare per aiutarti? Se mi dici dove รจ la carta, posso…

- Sรฌ, รจ sullo sportello sopra il frigo, intanto io mi tolgo ‘ste mutande.. sono zuppe.

- Ma che fai..

- Oh scusa non volevo imbarazzarti.

- No, ma che dici? Non รจ questo il discorso รจ che..

- Cos’รจ?

- E che se continui cosรฌ, io muoio.

- Allora non morire e spogliati. – dicendolo venne verso me tutto nudo come era. Si inginocchiรฒ e prese il mio membro in bocca, facendolo suo. Lo teneva in bocca con una cura che mai prima d’ora mi era capitato di ricevere. Ogni suo movimento, mi lasciava andare ad un mugolio. Mi fissava dal basso e quello sguardo cosรฌ impertinente, me lo faceva drizzare ancora di piรน. Poi si alzรฒ e prendendomi la mano, mi trascinรฒ verso la sua camera da letto. Mi gettรฒ sul letto e posizionandosi nella parte opposta alla mia, fece modo che il suo membro mi finisse di fronte la bocca. Vedendolo lรฌ, cosรฌ rigido, non riuscรฌ a resistere e lo presi in bocca. Restammo cosรฌ per un tempo indefinito, poi mi disse “scopami” e alzandosi si posizionรฒ sopra il mio ventre e in meno di due secondi io ero il lui. Si muoveva come un indemoniato, mentre con la sua mano si masturbava. “Vengo, vengo, vengo” con questa parole ripetuta tre volte in maniera nevrotica, schizzรฒ e il suo seme si appoggiรฒ sul suo ventre e sulle mie gambe. Quando sentii il seme sulle mie gambe, vibrai e sentivo il mio seme salire su.

- Sto venendo – gli dissi con la foga tipica del momento, lui si alzรฒ e guardandomi negli occhi mi disse “Vieni”. Quelle parole furono come una formula magica. Il mio seme uscรฌ in un getto incontrollato che lo imbrattรฒ un po’ da per tutto. Dopo di che sรฌ appoggiรฒ sul mio petto dicendo. “Hai visto? Quei tre coglioni non capiscono un cazzo. Avremo fatto scintille in quel cazzo di reality io e te.”

- Giร . Pazienza per loro

- Comunque io il mio reality l’ho vinto qui nel letto.

- Sรฌ anch’io.

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Markette con la K 3 - Video




Da oggi il mondo espanso del cinema gay si arricchisce di una nuova etichetta. Cliccando su "video", di volta in volta, vedrete le schede dei film di cui ho giร  parlato e che da oggi saranno inclusi della opzione download. Naturalmente se volete potede dirmi quali film vorreste vedere prima fra quelli giร  postati. Oggi intanto vi posto la funzione download in:



Tokyo Godfathers
Altromondo
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