Un nuovo mondo - Settima Puntata

AVVISO:
Da settimana prossima a grande richiesta, cambia la "programmazione" di pubblicazione. Pubblicherรฒ due puntate a settimana, nei giorni  di Lunedรฌ e Giovedรฌ. Prima di lasciarvi alla lettura, mi scuso se pubblico questa puntata con quasi un'ora di ritardo. Buona lettura
Francesco Sansone

Settima Puntata

Finita la cena sia io che i miei genitori, ci mettemmo all’opera per rassettare la stanza, quando, ad un certo punto, suonรฒ il citofono. Mia madre chiese chi potesse essere a quell’ora e mio padre, senza rispondere alla sua domanda, si indirizzรฒ verso il citofono. Poco dopo rientrรฒ dicendo che c’erano visite e ancor prima che potessimo dire chi fosse, spuntรฒ dalla porta Andrea.


- Ciao Andrea, ma che ci fai qui a quest’ora? ฤ– successo qualcosa per caso? – chiese mia madre che stupita, tanto quanto me di vederlo lรฌ, si avvicinรฒ a lui.


- No, tutto a posto, tranquilla! Sono qui per parlare con Fabrizio.- rispose il mio amico con gli occhi bassi.


- Be’ dimmi, che c’รจ? – dissi cercando di nascondere una felicitร  che non riuscivo a spiegarmi o che fosse non volevo capire.


- Ti va se andiamo a prendere qualcosa da bere fuori? Possiamo? – Disse rivolgendosi ai miei che erano silenti accanto a lui.


I miei guardandosi negli occhi e facendosi un cenno con lo sguardo, ci dissero di sรฌ, ma sottolineando di non rientrare troppo tardi. I miei non ci hanno mai posto dei limiti d’orario durante i fine settimana, ma quando c’รจ la scuola vogliono che rientri non piรน tardi delle undici e trenta. Cosรฌ, presi il cappotto. Fuori nel pianerottolo, in attesa che arrivasse l’ascensore, non dicemmo nulla. Fissavamo entrambi il pavimento. Quando sentimmo il rumore delle porte aprirsi, entrammo e Andrea spinse il tasto 0 e guardammo le porte chiudersi.


- Come va? – Mi chiese


- Va!


- Sei ancora arrabbiato?


- Tu che dici?


- Non lo so. Non te lo avrei chiesto se lo sapessi, no?


- Giร .


- Allora… come va?


- Non lo so!


- Che significa?


- Significa che non lo so. - Si aprirono le porte dell’ascensore e ci incamminammo verso il cancello d’entrata.



Andrea salรฌ sullo scuter, lo accese e mi disse di salire. Lo feci. Il vento quella sera era freddo, benchรฉ fosse ormai primavera, le sere ancora erano abbastanza fredde. Dal posto posteriore del mezzo, guardavo i palazzi che ci lasciavamo alle spalle, mentre mi chiedevo cosa avrei potuto dirgli e come glielo avrei potuto dire. Anche Andrea non diceva niente. Mi disse solo dove volessi andare, quando ci fermammo ad un semaforo e rispondendogli che non ne avevo idea, lasciai decidere a lui la meta, in fondo era lui che era voluto uscire. Quando fummo di fronte ad un vecchio casolare nella zona montuosa della cittร , si fermรฒ.


- Dove siamo? – gli domandai non sapendo bene dove fossimo.


- Seguimi. – Iniziammo a camminare.


Aprรฌ la porta di quel capannone ed entrammo. Andrea si muoveva come se conoscesse bene quel luogo, aveva la sicurezza di uno che ci veniva spesso. Restai stupito perchรฉ pensai che in tutti questi anni non mi aveva mai parlato di quel luogo.


- ฤ– il mio rifugio. Ci vengo raramente ormai, ma quando ero piccolo ci venivo spessissimo.


- Perchรฉ non ci vieni piรน spesso?


- Perchรฉ preferisco passare il mio tempo con te. Quando ero piccolo, non avendo amici, ci venivo con la mia bicicletta quasi ogni giorno. Qui dentro mi sentivo libero di pensare, leggere e masturbarmi.


- Davvero?


- Sรฌ, fu qui che mi feci la prima sega. La sera prima avevo visto in tv il film “Le etร  di Lulรน” e vidi che la protagonista diceva a una trans di giocare con il suo pene ed รจ cosรฌ che vidi per la prima volta la masturbazione. Il giorno successivo, dopo aver dormito poco o niente, venni qui. Volevo fare quella stessa cosa che avevo visto fare nel film, e cosรฌ misi le mani sotto le mutande e a poco a poco cominciai a fare su e giรน, fino a quando quella “schiuma” bianca, calda e appiccicosa, non mi imbrattรฒ la mano. Continuai a farlo qua da solo fino al giorno in venni a passare il primo fine settimana a casa tua. Come ogni giorno volevo farlo e anche quello volta a casa tua volevo rifarlo e volevo farlo con te. Cosรฌ ti feci quella domanda e poi … be’ sai come รจ finita. Ero contento di averlo fatto con te. Come ti dissi quella sera con te potrei fare tutto, ma la cosa che non ti dissi รจ il perchรฉ.


- Vuoi dimmelo ora?


- Prima di questo voglio dirti perchรฉ non ti ho mai detto della esistenza di questo posto. Il giorno dopo esserci segati, capii che l’unico posto in cui potevo sentirmi sereno era un qualsiasi posto in cui ci fossi tu. Sapendo che non ci saresti mai venuto qui, dato che, una volta, parlando, mi hai detto che mai e poi mai avresti messo piede in un posto pieno di polvere e insetti, decisi di non metterci piรน piede e venire da te in un qualsiasi momento di difficoltร . Cosรฌ col passare del tempo smisi completamente di venire qua. Solo oggi pomeriggio, finiti gli allenamenti, sono arrivato qua senza neppure accorgemene. Mi sono steso su quella panca e iniziai a pensare a tutto ciรฒ che รจ successo e ho capito che quello che mi hai urlato รจ la veritร  e questo mi ha fatto male.


- Perchรฉ?


- Perchรฉ tu sei l’unico che mi ha sempre capito anche senza chiedermi nulla. Non pensavo che potessi sentirti come una pedina fra le mie mani, credevo ti divertissi con me, che fossi felice con me proprio come io mi sentivo, e mi sento, felice con te.


Restai in silenzio calando lo sguardo. Andrea si sedette su una vecchia panca e alzando lo sguardo mi fece cenno di sedermi accanto a lui. Restammo in silenzio ancora cinque minuti e poi Andrea, che forse si aspettava che dicessi qualcosa dopo le parole che mi avevano riempito di gioia il cuore, vedendo che rimanevo in sielenzio, riprese a parlare.


- Comunque credo sia arrivato il momento di dirti perchรฉ mi sono comportato in questa maniera con te in questi ultimi giorni.


- Lo credo pure io.


Continua …


(Prossima puntata Lunedรฌ)

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Markette con la K

So che non รจ bello fare un uso personale dei propri mezzi per consigliarvi di visitare un blog in cui indirettamente c'รจ pure il mio zampino e che mi riguarda e non poco, ma dato che i blog sono i miei me lo permetto eheh. Piccoli attimi di vita a due, visti da un giovane artista che per me รจ il piรน bravo del mondo (anche se sono di parte รจ la veritร ). Se siete curiosi di sapere di cosa si tratta basta  Cliccare qui.
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Un nuovo mondo - Sesta Puntata

Il giorno dopo, prima di arrivare agli allenamenti, mi sentivo strano e pensai se non fosse meglio saltarli. Dopo averci pensato su un bel po' di tempo, mi dissi che non avrebbe avuto senso evitare Andrea e Massimo dopo tutto quello che era successo nello scorso fine settimana, e cosรฌ mi incamminai verso la palestra. Quando arrivai, c’erano tutti i miei compagni di squadra, inclusi i miei due amici. Andrea e Massimo si davano le spalle, era evidente che ancora non si erano rappacificati. Andai verso loro e li salutai. Massimo mi fissava e non sapeva se rispondermi o meno, ma alla fine cedette all’affetto e ricambio il mio saluto, mentre Andrea mi disse “finalmente sei arrivato, sei in ritardo”

- Piantala di rimproverare tutti per tutto. Tranquillizzati un po’ – gli gridรฒ Massimo, lasciando tutti gli altri compagni in silenzio. Andrea si avvicinรฒ a lui.
- Non sono cose che ti riguardano – e restรฒ a fissarlo. Erano entrambi ad un centimetro fra loro, pronti a scattare in un litigio furioso che non potei fare a meno di intervenire

- Piantalela tutti e due. Giuro che non vi capisco piรน. Tu che te ne vai per scopare e tu che... –  mi zittii non potevo gridare quello che era successo.
- Io cosa? – Mi chiese Andrea.
- Tu che pretendi di fare le cose quando e come dici tu senza dare agli altri la possibilitร  di dire la propria o quanto meno di pretendere spiegazioni. Sapete, se siete diventati cosรฌ egoisti, io non ci sto a stare tra di voi. Avevo due amici accanto, adesso ho due semi- sconosciuti che a stento capisco. Se volete continuare cosรฌ, fate pure, io perรฒ ne tiro fuori. Non voglio essere il vostro giocatolo usa e getta! – e con queste parole posai il mio sguardo arrabbiato su Andrea. I miei amici restarono in silenzio con il capo calato. – Non avete niente da dire? Be’, se รจ cosรฌ io me ne vado! Avrei fatto bene a non venire oggi. – Presi la mia borsa e me ne andai, tra le voci dei miei compagni che mi chiedevano di restare.

La sera a casa, vidi i miei (ancora non avevo avuto modo di incontrarli perchรฉ rientrarono dal loro viaggio solo in tarda nottata e io giร  dormivo), mi chiesero come fosse andato il fine settimana e con un secco “Non mi va di parlarne” li liquidai e mi chiusi in camera. Mi sedetti alla scrivania a navigare qua e lร  su internet. Mio padre entrรฒ chiedendomi se stessi bene e se fosse successo qualcosa durante la loro assenza. Non avevo voglia di parlare e cosรฌ dissi solo che ero un po’ dispiaciuto perchรฉ Andrea e Massimo avevano discusso cercando di far finire la chiacchierata lรฌ.

- Vedrai faranno pace.. sono troppo amici per litigare seriamente. Vedrai giร  domani tutto sarร  come prima. Dai, ora vado ad aiutare tua madre ad apparecchiare la tavola, tra poco si cena, ok?

- Sรฌ.

Si alzรฒ e mentre si dirigeva verso la porta lo chiamai

- Che c’รจ?

- Grazie. Avevo bisogno di queste parole. Mi siete mancati in questi giorni

- Anche tu Fabrizio - E schiacciandomi l’occhio uscรฌ. Restai in camera e sentii la suoneria del telefono. Era un messaggio di Massimo.

Mi spiace per quello che รจ successo in questi giorni. Giuro che non sto cambiando. Sono sempre lo stesso. Lo stesso Massimo su cui puoi contare sempre. Ci vediamo domani.

Decisi di rispondergli, anche perchรฉ lo sfogo piรน che per lui, lo avevo avuto per Andrea.

Lo so. Oggi รจ andata cosรฌ. Un po’ di malumori a volte aiutano a ritrovarsi, no?. A domani

Sentii mia madre chiamarmi dalla sala da pranzo dicendomi che era pronto a tavola. Alzandomi, pensavo al fatto che Andrea non s’era fatto sentire e questo mi dispiaceva. In fondo pure lui sapeva che quella sfuriata era rivolta a lui e iniziai a pensare che forse non gli importava piรน nulla di me. Pensai a quello che gli dissi di mattina, al fatto che non volevo piรน essere il suo giocattolo e, pensandoci bene, mi resi conto solo in quel momento che sin dal primo giorno รจ sempre stato lui a decidere cosa fare senza chiedermi se lo volessi veramente pure io.

Mi sedetti a tavola e mentre mangiavo il pollo preparato da Carla nel pomeriggio, non alzai lo sguardo dal piatto. Ero troppo immerso nel ricordo degli ultimi avvenimenti. Mia madre posรฒ una mano sulla mia riportandomi al presente. Alzai lo sguardo e la vidi che mi faceva un sorriso che ricambiai a malapena e poi girai lo sguardo verso la tv che mostrava Franco e Giovanna baciarsi sulla terrazza del palazzo di Posillipo.

Finita la cena sia io che i miei genitori, ci mettemmo all’opera per rassettare la stanza, quando, ad un certo punto, suonรฒ il citofono.


Continua …
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Un nuovo mondo - Quinta puntata

Quando aprii gli occhi, non avrei mai immaginato di vedere Andrea nudo di fronte a me che sussurrava di svegliarmi. Rimasi fermo a fissarlo mentre lui mi diceva che era giunta l’ora di alzarsi.


- Che ci fai nudo? – Gli chiesi ancora addormentato


- Aspettavo che ti svegliassi- e mentre lo diceva mi fissava sentendo premere sul mio bacino il suo membro eretto.


- Sรฌ? E perchรฉ cosa dobbiamo fare?? ฤ– domenica oggi.


- Appunto รจ domenica- e dicendo questo, sollevรฒ le lenzuola e con delicatezza mi tolse gli slip. Restammo in silenzio a fissarci. Il cuore mi batteva forte, ero eccitato, ero contento, ero semplicemente meravigliato. Il mio migliore amico e io eravamo su di un letto tutti nudi, pronti a fare un’esperienza che mai avrei immaginato. Sentii nascere in me qualcosa nel petto, un bruciore fra le costole che mi faceva vibrare. ฤ– forse questa la felicitร ? – Io ti… - mi disse di nuovo quel “io ti..” interrotto. Ho avuto l’impressione che volesse dirmi “ti amo”, ma forse aveva paura di farlo. Si stese su di me, mi baciava con furore, sentii i suoi capelli strusciare contro la mia fronte e non riescivo a capire bene quello che sta avvenendo.


- Girati! – mi disse e io non mi feci ripetere due volte quell’invito. Sentii la sua lingua sul mio ano salire e scendere sentendo salire un fremito che mi fece affondare la testa sul cuscino. Ad un certo punto sentii la punta del suo pene farsi spazio dentro di me. Mi irrigidii, ma mi sussurrรฒ di stare calmo mentre continuava a inserire il suo pene. Alla fine ci riuscรฌ. Il movimento di Andrea si faceva sempre piรน veloce, mentre la mia testa affondava sempre di piรน sul cuscino e il mio pene si faceva sempre piรน duro e caldo. Mi girรฒ e mettendosi le mie gambe sulle spalle inserรฌ di nuovo il suo pene in me. Mi diceva di non chiudere gli occhi e di guardarlo e cosรฌ feci. Lui mi fissava, ma non come al solito, ma con passione. Uscรฌ il pene e dopo due colpi con la mano mi venne sul corpo. Il suo seme era caldo tanto da farmi avere un brivido. Il mio pene era ancora duro. Allungai la mano per iniziare a masturbarmi, ma lui la scostรฒ e facendosi spazio si posizionรฒ all’altezza del pene e dopo essersi bagnato la mano e essersela passata sull’ano, si appoggiรฒ sul mio pene e dopo alcuni movimenti fui in lui. Era lui che si muoveva su e giรน e quando gli dissi che stavo per venire, lui non si spostรฒ dicendomi “Vieni in me”. Non appena lo disse, il mio seme uscรฌ in un schizzo veloce. Dopo di che si lasciรฒ andare su di me e mi disse “Buona domenica”.


Restammo cosรฌ un bel po’. Non ci dicemmo nulla. Lui si addormentรฒ, mentre io restai sveglio a pensare a quei due giorni e, senza quasi accorgemene, gli dissi “ti amo”.


Lo svegliai verso l’una, dicendogli se volesse mangiare. Lui senza dire nulla si alzรฒ, andรฒ in cucina tutto nudo e cominciรฒ a cucinare.


- Dai non ti preoccupare, cucino, io.


- Da quando cucini tu?


- Be', pensavo che fossi stanco


- No!


Ci mettemmo a tavola guardando senza convinzione la signora della domenica bislacca. Io lo fissavo ma lui non diceva nulla. Finito di mangiare mi disse “vado a farmi la doccia”. Io restai in cucina a rassettare. Mentre lavavo i piatti lo vidi spuntare vestito e con il giubbotto addosso e mi disse


- Io vado, ci vediamo domani


- Ma dove vai?


- A casa!


- Ma come?


- Come, come?


- Sรฌ, cioรจ.. da quando ti sei svegliato non hai detto nulla e ora te ne vai?


- Cosa dovevo dire? Dai vado... ci vediamo domani agli allenamenti.


- Andrea non puoi andartene. Dobbiamo parlare di quello che รจ successo


- E cosa รจ successo?


- Come cosa?
- Dia vado e non ci pensare. Abbiamo solo giocato. A domani – e cosรฌ dicendo uscรฌ, lasciandomi in asso e non sapendo cosa dire o pensare.


Il giorno dopo prima di arrivare agli allenamenti, mi sentivo strano e cosรฌ …


Continua …

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Un nuovo mondo - Quarta Puntata

Come dicevo i miei genitori quel fine settimana erano fuori casa, erano andati a trovare dei loro amici di gioventรน in Puglia dove questi, qualche anno fa, si trasferirono per lavoro. Partirono il venerdรฌ pomeriggio, cosรฌ Andrea e Massimo, vennero direttamente quella sera stessa a casa. Mangiammo un po’ di pizza e poi ci buttammo sul divano a guardare un film in tv. Ultimamente Massimo s’era un po’ allontano a causa di una tipa con cui scopava e da cui andava appena poteva. Con Andrea la situazione era diversa. Lui era sempre lo stesso, non รจ mai cambiato, era sempre con me e faceva tutto solo con me.


Ad un certo punto, mentre stavamo a guardare la tv, sentimmo il telefono di Massimo che squillรฒ. Era un sms.


“Ho voglia di te.. Vieni” con queste parole, Giulia la ragazza con cui Massimo scopava, disse al mio amico che voleva farsi fottere. Massimo cosรฌ decise di andare, anche se Andrea se ne risentรฌ.


- Ma ti sembra normale che mentre siamo qua, tu prenda e te ne vada?


- E non farla tanta lunga Andre’.. e che cazzo ormai non siamo piรน tredicenni.. se capita di scopare, io vado.


- E mandi a fanculo i tuoi amici


- Non si tratta di questo.. che cazzo dici.. a volte non ti capisco, secondo te dovremmo stare sempre insieme? Cercate di trovarvi una figa e scopate... io inizio a stancarmi di questo trio… sembriamo dei froci. Ve lo ripeto trovatevi una figa e scopate! – dicendo questo, Massimo uscรฌ da casa.


- Chi la vuole una ragazza. – sussurrรฒ Andrea e poi mi guardรฒ – Che c’รจ? Ti stai stancando pure tu di questi nostri incontri?


- No... ma che dici?? Lo sai che mi piace molto stare con te e Massimo - Con queste parole finรฌ il mio silenzio. Durante il loro battibecco non dissi nulla, anche perchรฉ fu strano per me vedere i miei amici litigare, non era successo mai. Ma quello che mi colpรฌ di piรน fu il “Sembriamo dei froci” detto da Massimo mentre si allontanรฒ


- Giร , ma mi sa che a Massimo non gli piace piรน. Vuoi trovarti pure tu la figa? – mi chiese Andrea fissandomi con il suo solito sguardo secco.


- Beh… veramente… non ho mai pensato di trovarmi una ragazza.
- Lo so! Ecco perchรฉ sei il mio migliore amico – Detto questo, si avvicinรฒ a me e mi sussurrรฒ – Io e te per sempre insieme. Mai nessuno potrร  distruggere il nostro legame.


Io lo guardai con gli occhi sgranati, mi sentivo lusingato da quelle parole e da come Andrea me le disse.


- Vuoi qualcosa da bere? – gli chiesi mentre lui era ancora di fronte a me.


- Perรฒ forse Massimo ha ragione, dovremo scopare. – Quando disse quelle parole, sentii il mio pene diventare duro. Mi aveva chiesto di scopare con lui in quel momento o parlava in maniera generale? Non riuscivo a capire e cosรฌ gli chiesi di spiegarmi cosa volesse dire e lui mi rispose:


- Dovremo scopare. Hai capito bene. In fondo siamo due bei ragazzi di 17 anni con gli ormoni in subbuglio e non possiamo continuare a farci le seghe. Quindi dobbiamo provvedere. – Detto questo si allontanรฒ, prese il telecomando e puntรฒ lo sguardo verso il televisore. Io intanto, ancora in piena erezione, dissi che sarei andato a prendere un po’ d’acqua, ma mentre mi stavo sollevando, sentii afferrarmi la mano. Mi girai e vidi Andrea fissarmi mentre mi teneva la mano.


- Dobbiamo provvedere – disse e si alzรฒ. Si avvicinรฒ a me e mi sussurrรฒ – finalmente siamo di nuovo solo noi due come la prima volta che venni qui – e avvicinandosi alla bocca, appoggiรฒ le sue labbra alle mie e mi baciรฒ. Io restai immobile, non sapevo che cosa fare, non ero contrariato, anzi ero al punto di venirmi nei pantaloni. Poi Andrea aprรฌ gli occhi, mi fissรฒ e vedendomi intontito, si distaccรฒ.


- Che c’รจ? Non ti va? – Io non dissi nulla, mi avvicinai di nuovo alla sua bocca e iniziai a baciarlo e ad abbracciarlo. Dopo ci buttammo sul divano e Andrea iniziรฒ a sbottonarmi i pantaloni e la sua testa fu fra le mie gambe, mentre con una mano si toccava. Venimmo insieme, dopo di che  lui si sdraiรฒ su di me e rimanemmo cosรฌ, con gli occhi chiusi, in silenzio, mentre uno stato di serenitร  invadeva il mio corpo. Sentirlo su di me mi faceva far star bene, ero felice. Questo momento perรฒ fu interrotto quando suonรฒ il citofono. Un po’ preoccupato, andai a vedere chi fosse, mentre Andrea si riabbottonava i jeans. Era Massimo.


- Aprite sono tornato in pace e con me porto le birre. – Quando entrรฒ disse – Ragazzi vi voglio chiedere scusa, non volevo dirvi quelle cose che ho detto prima. Pace?


- Che c’รจ? La scopata ti ha fatto ragionare? – Gli disse freddamente Andrea.


- Dai ho capito di aver sbagliato nell’usare quel tono e nel dirvi froci. – Ecco di nuovo quella parola che fa eco nella stanza, nella stessa stanza in cui io e Andrea ci eravamo avvicinati.


- Ascolta! Che tu mi dica frocio, poco mi importa. No ti prendo in considerazione. Uno che per una scopata si scorda dei suoi amici, non puรฒ essere preso in considerazione.


- Cazzo e piantala con sta storia. Vabbรฉ io me ne vado tanto stasera non ha senso restare qua. Sua maestร  s’รจ sentito mancare di rispetto. Vai a fatti fottere, stronzo.


- Di certo non aspetterรฒ che mi fotta tu, coglione.


- Cazzo! Fabrizio e tu non dici nulla?


- Dai ragazzi piantalela – dissi, ma Andrea mi fulminรฒ e anche Massimo se ne accorse.


- Ecco come al solito ti fai plagiare da lui. Forse รจ giunto il momento di lasciarvi e farvi tornare di nuovo un duo, in fondo siete stati costretti a diventarmi amici.


- Ma non dire questo, dai Massimo – dissi timidamente


- Hai visto che lo hai capito finalmente? – disse seccamente Andrea


- Adesso basta! Andrea e Massimo, la volete finire? Che cazzo vi sta prendendo?


- Dillo a lui – disse Massimo


- Io non ho niente. Ho detto solo che trovo vergognoso che tu te ne vada di punto in bianco. Tutto qua


- Ok! Adesso possiamo tornare tranquilli.


- Comunque io ho dimenticato tutto e poi non voglio rovinarmi la serata. Dopo una scopata come quella di stasera, non ho voglia di discutere. Andrea, davvero, scopa!


- E basta con sta scopata! – scoppiai io. - Abbiamo capito che hai scopato, ma se tu ne parli non รจ detto che lo faccia solo tu.


- Vabbรฉ ho capito, me ne vado. Ci sentiamo


- Ciao! - dicemmo in contemporanea io e Andrea. 
Restando un po’ stordito, Massimo dandoci degli stronzi se ne andรฒ. Io fissai Andrea che mi disse:


- Vedrai gli passerร . Comunque vado a letto buona notte. – e si alzรฒ lasciandomi in salotto. Quando andai in camera pure io, lui aveva gli occhi chiusi e pensando che stesse dormendo, mi assalรฌ una sorta di dispiacere per il non poter parlare come avrei voluto di quello che era successo. Mi misi a letto e mi chiamรฒ, mi girai per ascoltarlo.


- So di esser stato un po’ duro con lui, ma non posso permettere che ti si usi per fare i propri comodi.


- Cosa?


- Sรฌ, lui dicendo ai suoi che veniva qua, s’รจ risparmiato di trovarsi una scusa per giustificare la sua uscita a tarda ora.


- Dai, perรฒ..

- Niente dai! Solo io posso usarti e solo tu puoi usarmi. Io ti … - e si zittรฌ


- Io ti …? – gli chiesi


- Buona notte Fabrizio


- Buona notte - e mi strinse a se’.


L’indomani mattina, quando mi svegliai vidi qualcosa che non avrei mai immaginato.


Continua…

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Un nuovo mondo - Terza Puntata

Tornando ai miei genitori, devo dire il vero che con loro il rapporto รจ sempre stato stupendo. Essendo figlio unico, sono sempre stato al centro delle loro attenzioni e io non ho un rapporto migliore con l’uno rispetto all’altra. Per me tutti e due sono allo stesso livello. Ricordo quando portai a casa per la prima volta Andrea. Erano passati solo tre mesi dall’inizio della scuola e io non facevo altro che parlare ai miei di lui e cosรฌ mi dissero che se avessi voluto, avrei potuto invitarlo a passare un week end a casa. Non persi tempo e lo invitai subito.


Il Sabato entrambi i miei genitori non lavoravano e quindi quando Andrea arrivรฒ, tutti e due lo accolsero alla porta. Erano eccitati che il loro unico figlio, ormai adolescente, si stesse facendo un amico. Andrea suonรฒ il citofono e dopo cinque minuti fu fuori la porta. Io aprii la porta e lui entrรฒ. Mio padre gli disse “come va campione?” e Andrea guardandolo con il suo sguardo secco che mi รจ sempre piaciuto, gli rispose “bene coach, lei?”. Mio padre rimase piacevolmente sorpreso dalla sua risposta e gli appoggiรฒ un braccio sulla spalla dicendogli di accomodarsi. Mia madre, invece, dopo averlo salutato, gli offrรฌ la qualsiasi, succo, torta e altro ancora. Passammo buona parte del pomeriggio tutti e 4 assieme e poi, quando i miei genitori uscirono per andare a prendere le pizze per la cena, restammo soli.


- Scusa se ti sono sembrati un po’ troppo assillanti. Sei il primo amico che porto in casa e sono eccitati.


- Se fossi stato la tua prima fidanzata, come avrebbero fatto? – e scoppiรฒ a ridere – Comunque non mi ha dato fastidio che siano stati con noi. Sono giovanissimi e caspita che fisici che hanno.


- E sรฌ… palestra.


- Ascolta.. ti spiacerebbe se venissi con te in palestra? Ho voglia di fare un po’ di sport.


- Ma ovvio che non mi dispiace. Se vuoi lunedรฌ andiamo assieme e cosรฌ ti iscrivi.


- Ok.


- Ah, lo sai che a scuola ci sono le selezioni per formare la squadra di palla volo?


- Sรฌ!


- Ti va se proviamo ad entrare? Se non sbaglio mi hai detto che anche tu alle medie ci giocavi.


- Ok!






Poco dopo rientrarono i miei genitori con la pizza e ci sedemmo a mangiare e alla fine della cena, i miei ci lasciarono liberi di andare in camera a fare quello che volevamo. In camera ci sedemmo davanti al pc a guardare un po’ di cose, e ad un certo punto Andrea mi disse:



- Ti sei mai fatto una sega?



- Cosa? - Dissi con un tono sorpreso per la domanda per me insolita



- Hai mai giocato con il tuo uccello??



- Beh … veramente …



- Oh Fabrizio non farla lunga sรฌ o no? – Mi disse un po’ scocciato per il mio titubare.



- Sรฌ!



- E ci voleva tanto per rispondere … Io ho voglia di segarmi .. quando i tuoi se ne vanno a letto ci seghiamo assieme?



Non sapevo che rispondere cosรฌ su due piedi, ma alla fine avevo pensato che in fondo fra amici queste cose sono normali e cosรฌ dissi sรฌ. Quando i miei vennero a darci la buona notte, dopo che mia madre uscรฌ, mio padre strizzandoci l’occhio ci disse, mi raccomando non accecatevi con certi film, e sorridendo uscรฌ. Io divenni rosso, ma Andrea disse: “Tuo padre รจ tosto”. Dopo di che chiusi la porta a chiave e sedendoci l’uno accanto all’altro iniziammo a farci una sega, senza guardare alcun film, io avevo gli occhi chiusi e sentivo il mio amico che respirava sempre piรน forte. Quando riaprii gli occhi vidi lo sperma uscire dal pene di Andrea e quella visione mi fece venire. Andrea dopo mi disse: “sei l’unico con cui potrei fare tutto, tu sei il mio migliore amico e non voglio perderti”, anch’io pensavo le stesse cose che mi aveva appena detto Andrea e rispondendogli piรน o meno la stessa cosa, ci ripulimmo e ci mettemmo a letto. Durante il sonno sentii le sue braccia abbracciarmi e cosรฌ passammo tutta la notte.



La mattina seguente, quando ci svegliammo, facemmo colazione e dopo di che i miei genitori ci dissero che ci avrebbero portato a pranzo fuori. Sul viso di Andrea vidi per la prima volta, e anche l’ultima da quando lo conosco, un emozione nello sguardo.



Questi fine settimana si sono ripetuti anche quando รจ entrato nella nostra vita Massimo. I miei amici sono diventati per i miei genitori dei figli e ogni volta che stavano da noi, loro erano felici di vedere circolare per casa tanti ragazzini. Purtroppo dopo me non sono piรน riusciti ad avere dei figli, anche se loro ne avrebbero voluti avere almeno altri due.



L’ultima volta che questo tipo di week end s’รจ ripetuto fu due settimane fa e i miei non erano a casa e fu qui che tutto il mio nuovo mondo iniziรฒ a palesarsi ai miei occhi.



Continua …
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Un nuovo mondo - Seconda Puntata


A casa il rapporto con i miei รจ sempre stato ottimo. Loro sono due tipici genitori italiani medio – borghese, mio padre impiegato e mia madre รจ stata casalinga fino all’avvento dell’euro. Da quel giorno ha dovuto iniziare a lavorare part time, per risollevare le sorti delle finanze di casa cadute vertiginosamente a causa del caro vita. Mia madre ha 42 anni, anche se ne dimostra almeno 5 di meno, รจ una donna molto affascinante, ama curarsi, insomma le piace esser figa e farsi notare per strada. Ha due occhi verdi che, da quando ha deciso di colorarsi i capelli di rosso rame, le risaltano, ancora di piรน, il viso. Anche lei si allena. In casa siamo sempre stati ossessionati dalla palestra, posto che ci permette di evadere dalla routine e che ci permette di rilassarci e non pensare alle mille cose che ci aspettano fuori. Mio padre รจ stato colui che ci ha iniziato allo sport, lui frequentava i centri fitness sin dall’adolescenza e ha sempre curato il suo corpo e ancora adesso รจ vanitoso, a volte mi fa ridere quando lo vedo davanti allo specchio del bagno che si passa tutte le sue creme e si vanta dei suoi pettorali. Pure lui ha 42 anni e si piace molto e non lo nasconde. Una volta, quando avevo 15 anni, mia madre era fuori cittร  e io e mio padre restammo da soli in casa. In quei giorni, cosรฌ come sempre, ci incontravamo solo la sera, verso le 9,30, l’ora in cui piรน o meno tutti rientriamo dalle nostre palestre (andiamo tutti in centri diversi, quando bisogna staccare, bisogna farlo bene, no?). Dopo aver mangiato il cibo preparato nel pomeriggio da Carla, la donna delle pulizie, ed esserci fatti la doccia, ci siamo seduti sul divano a guardare un film. Dopo un po’ andai in camera perchรฉ dovevo studiare e lo lasciai da solo, seduto ancora nudo coperto dal suo accappatoio. Dopo qualche ora, avendo sete, andai in cucina e pensando che lui stesse giร  dormendo, non accesi nessuna luce. Lui perรฒ non stava dormendo. Vidi una luce accesa nella sua stanza e la porta socchiusa. La cosa era strana perchรฉ in casa mia quella porta รจ sempre aperta, cosรฌ pensando che potesse sentirsi male, mi avvicinai in silenzio, sbirciai dalla fessura della porta e lo vidi in piedi davanti allo specchio della camera. Era tutto nudo e con una mano si accarezza il pettorale e con l’altra si sta masturbando, mentre sulla tv, che si rifletteva sullo specchio, due ragazze si stavano leccando la figa e lui le guardava con i suoi occhi azzurri arrapati. Restai immobile per un po’ a guardarlo. Un po’ scioccato e un po’ eccitato. Prima di allora non avevo mai visto mio padre come un uomo con istinti sessuali, e vederlo masturbarsi me lo fece vedere sotto un'altra luce. Tornai in camera facendo piano e con il cuore che mi batteva. Non sapevo il perchรฉ, so solo che ebbi una gran voglia di fare la stessa cosa che avevo visto fare a mio padre. Chiusi la porta, mi spogliai e mi stesi sul letto e cominciai a toccarmi il petto e a farmi una sega.


La mattina dopo lo raccontai ad Andrea e a Massimo i quali non si misero a ridere come avrebbero fatto tutti gli altri, anzi.


- Beh si stava divertendo, meglio cosรฌ che supplire all’assenza di tua madre tradendola, no? – Mi disse Andrea


- Beh questo sรฌ, ma infatti non sono stupito, anzi …
- Anzi cosa? – continuรฒ Andrea fissandomi negli occhi


- Vedendolo che si masturbava, mi sono chiuso in camera e l’ho fatto anch’io.


- Tale padre, tale figlio – dice ironicamente Massimo – Cazzo, mi hai fatto venire voglia di smanettarmelo.


- Facciamolo! Dopo la scuola casa tua รจ libera, no? – Mi chiese Andrea – e dato che per ora sei l’unico con casa libera nel pomeriggio, possiamo segarci quanto vogliamo e in piรน potremo vedere i video su youporn, tranquillamente.


- Io ci sto, ho una gran voglia.. Sรฌ, sรฌ sรฌ – eccitato diceva Massimo


- Veramente.. non saprei … – dissi, ma Andrea mi fissรฒ con il suo sguardo e alla fine cedetti.


Finita la scuola, io montai sullo scuter di Andrea e Massimo sul suo e andammo a casa mia. Carla quel giorno era Libera, quindi non c’era neanche il pensiero di doverlo fare prima che venisse. Arrivati a casa, mangiammo qualcosa che preparรฒ Andrea - รจ sempre stato un bravo cuoco - e dopo di che, ci collegammo su youporn. Vedemmo, seduti l’uno accanto all’altro e nel seguente modo Andrea - io - Massimo, diversi video, ma iniziammo a toccarci solo quando ne vedemmo uno in cui tre ragazzi si facevano una ragazza. Senza dire nulla, praticamente insieme, ci calammo i jeans e iniziammo a masturbarci, fino a quando non venimmo. Il primo fu Massimo e poi nello stesso minuto, pochi secondi dopo che Massimo finรฌ di contorcersi, io e Andrea. In oltre uno schizzo di Andrea mi finรฌ sulla mano, lui mi guardรฒ, io lo guardai, ma non ci dicemmo nulla, solo un sorriso con gli occhi.


Mi sono sempre piaciuti questi nostri momenti, li abbiamo fatti praticamente fino a due settimane fa, adesso perรฒ non riuscirei piรน a stare in mezzo a Massimo e ad Andrea come se nulla fosse successo.


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Un mondo nuovo – Prima puntata

Prologo



Sono un ragazzo di 26 anni che da sempre ha avuto un sogno, vivere per l’arte e cosรฌ sin da piccolo ho cercato di realizzarlo e mi sono buttato prima sulla danza (puรฒ sembrare un clichรฉ, ma รจ la veritร ), poi appese le scarpe al chiodo, ho provato la recitazione, ma anche questa esperienza s’รจ conclusa troppo in fretta e anche in questo caso non per scelta, ma per impossibilitร  economiche, e cosรฌ mi sono buttato verso quella forma d’arte che, infondo, mi รจ sempre appartenuta. La scrittura. Sin da piccolo mi divertivo a scrivere brevi racconti, ricordo che uno dei primi risale ai miei otto anni e si chiamava “Il segreto di Josephin” che, se lo rileggo adesso lo trovo una boiata ma di quelle boiate che piรน non si puรฒ, ma che all’epoca trovavo il mio capolavoro. Col tempo, e anche grazie ai tanti libri che ho letto, la mia scrittura s’รจ perfezionata (non credo di essere ancora bravo, anche perchรฉ se dovessi crederlo, non avrei piรน la voglia di sperimentare), tanto che il sogno di vedere il mio libro su uno scaffale non รจ molto lontano dal realizzarsi, ma questo รจ un altro discorso.





Tuttavia in attesa di quel dรฌ, ho deciso di non smettere di dedicarmi all’arte e lo faccio curando questi tre blog, uno sui romanzi gay, uno sul cinema gay e uno, questo, dedicato alle mie creazioni, per lo piรน gay (infondo se non scrivo su cose che so, di cosa potrei scrivere?). Anche se il tempo per dedicarmi alla mia passione รจ poco a causa delle numerose cose che faccio durante il giorno, preferisco rinunciare alle ore di sonno e alimentarmi di parole. Anche quando nei giorni o nei momenti che dovrebbero essere di relax, preferisco occuparli, facendo tutto (preferisco stancarmi che annoiarmi) e cosรฌ dopo aver riflettuto, ho deciso di dare vita a questo racconto a puntate. Un racconto che non so come finirร  e tanto meno come si svolgerร , sarร  l’ispirazione del momento a deciderlo, un po’ come una soap dove c’รจ una traccia, ma non una trama. Pertanto ecco qui la prima puntata di questo racconto. Buona lettura e alla prossima puntata.
Francesco Sansone





Un mondo nuovo
Prima puntata


A volte non mi rendo conto di come sia arrivato a vivere certe sensazioni, fino a ieri ero un bambino che pensava solo a giocare, che non aveva molti amici e che non faceva altro che soddisfarsi dell’affetto dei propri cari. Adesso sono un diciassettenne a cui manca qualcosa. Guardandomi in giro, perรฒ mi rendo conto di non essere un ragazzo come gli altri, non mi interessano quegli svaghi di cui i miei coetanei vanno pazzi. Non sono nemmeno mai stato fidanzato con una ragazza. Non perchรฉ sia brutto, sono un ragazzo alto 1,78, fisico asciutto ben messo, occhi e capelli castani, uno di quei ragazzi che camminando per strada si fanno guardare, ma non sono mai stato fidanzato. Forse non ne ho mai sentito la necessitร , o forse perchรฉ in me sento che manca un qualcosa che non so bene definire. Per caritร , non dico che non abbia voglia di scopare, perchรฉ non รจ la veritร  e la seghe che mi sparo al giorno ne sono una dimostrazione, perรฒ non so il perchรฉ, ma non ho mai creduto di poter avere al mio fianco una ragazza con cui dividere certe cose, e cosรฌ mi sono dedicato allo sport. Sin da quando ero un tredicenne, faccio parte della squadra di pallavolo della scuola, anche se non credo di voler trasformare questa mia passiane in una carriera professionista, e vado in palestra. Mi sento benissimo quando gioco con i miei compagni, anche se poi finiti gli allenamenti il mio mondo รจ del tutto diverso dal loro. Come dicevo i loro svaghi non mi entusiasmano, i loro discorsi mi annoiano. Sentirli parlare di sesso con la tipa della 5^ A piuttosto che con quella della 5^ F, mi infastidiscono e mi annoiano, e quindi mi infilo sotto la doccia e mi sbrigo per andar via e tornare alla mia realtร . I miei migliori amici, anche loro componenti della squadra, sono Andrea e Massimo. Penso di andare d’accordo con loro proprio perchรฉ sono come me, insofferenti a certi discorsi. Andrea รจ il mio mio compagno di banco sin dal primo anno. Ci siamo conosciuti per caso il primo giorno di scuola, prima di scoprire che saremmo stati nella stessa classe. Io mi sentivo un po’ spaesato, come tutti del resto, e non sapevo come muovermi intorno. Mentre mi guardavo a destra e a manca, mi sono scontrato con lui.


- Scusa, non mi sono accorto di te – gli dissi con il viso rosso


- Pure tu al primo giorno? – mi chiese come se quello che avessi detto non lo avesse minimamente sentito o quanto meno ascoltato.


- Sรฌ. Pure tu?


- Vieni con me. In due รจ piรน facile trovare risposte – e dicendomi questo lo seguii senza sapere dove stavo andando.


Ci avvicinammo al palco in cui il preside stava salendo, aspettando che facesse il suo discorso e leggesse il nome di ognuno di noi e le rispettive classi in cui eravamo destinati.



- Comunque Andrea


- Cosa? – gli chiesi


- Mi chiamo Andrea.


- Ah! Piacere, io sono Fabrizio


- Adesso- disse il preside - vado a leggere i componenti della 1^ G. Andrea Arancio..


- Ecco io sono qua .. – disse Andrea – Qual รจ il tuo cognome?


- Bianchi.


- … Fabrizio Bianchi, Samuele Bolle…


- Stai con me. Bene, ci sediamo assieme... non voglio conoscere altra gente per oggi, tu basti e avanzi – Disse Andrea quando sentรฌ il mio nome.



Quel ragazzino cosรฌ schivo, con i capelli neri, occhi azzurri e fisicamente simile a me, mi fece simpatia, e inoltre neppure io avevo voglia di conoscere altra gente quel giorno e se non fosse stato per quello scontro, neppure avrei cercato di conoscere lui. Massimo invece lo conoscemmo solo al secondo anno. Fu bocciato l’anno precedente per le troppe assenze e quindi fu inserito nella nostra classe. Rispetto a me e ad Andrea, lui fisicamente era diverso, forse anche perchรฉ aveva un anno in piรน, ma sta di fatto che aveva un fisico piรน massiccio, non grasso, ma piuttosto palestrato, occhi verdi e capelli ricci castani. Quando io e Andrea entrammo in classe il primo giorno del secondo anno, lo vedemmo giร  seduto in un angolo. In classe i banchi, a differenza dell’anno passato, erano disposti a file di tre. Quindi considerando che lui si sedette nell’ultima fila di sinistra, noi ci sedemmo accanto a lui, anche perchรฉ non volevamo perdere la prospettiva che quei posti ci avevano riservato l’anno recedente.


- Non รจ colpa nostra se i banchi sono a tre, ma dato che รจ cosรฌ, noi da qui non ci spostiamo, perchรฉ questa di solito รจ la nostra zona, quindi sei e siamo costretti a starci vicino. Comunque Andrea.



- Fabrizio
- Massimo.


- Bene.


- Bene.


- Bene.



Quei “Bene” conclusero il rito di conoscenza e da quel giorno siamo sempre stati amici, schivando tutti gli altri compagni della classe, e convincemmo Massimo a far parte della squadra. 


Noi tre sempre e comunque pronti a difendere l’altro. Ultimamente perรฒ, non so perchรฉ, forse a causa di questa sensazione che ho dentro, non riesco a parlare con loro come un tempo e anche, devo dirlo, sto guardando uno dei mei amici in una maniera diversa che nemmeno io so spiegare.


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Giorgio e Guido

Premessa dell'autore
Ritorno a scrivere oggi dopo un po' di tempo e lo faccio raccontando una storia ispirata dalle vicende di un mio carissimo amico, a cui dedico questo racconto.
Il racconto che puรฒ sembrare incompleto, in realtร  non รจ cosรฌ. Esso vuole solo raccontare un incontro che ancora non รจ finito e pertanto non mi sento di essere io a mettergli la parola fine.
Buona lettura
Francesco Sansone





ฤ– arrivato il giorno del primo incontro. Giorgio รจ emozionato, finalmente vedrร  di presenza quel ragazzo che da piรน di tre mesi lo accompagna nella sua vita tramite msn e messaggini telefonici in cui un “buondรฌ” rende davvero ottimo quella mattina e il restante tempo del giorno.
Giorgio ha conosciuto Guido in una di quelle chat per incontri, in cui fu iscritto da due amici che non riuscivano piรน a sopportare la stato di inerzia del loro amico. Giorgio, infatti, non รจ mai stato attratto da quei siti un po’ per timidezza e un po’ per paura di fare cattivi incontri e anche perchรฉ non si sentiva pronto a vivere veramente quella “vita gay” a cui appartiene. Sapendo questa sua posizione gli amici decisero di iscriverlo in secreto e, una volta fatto il fattaccio, gli hanno comunicato la notizia. A questo punto Giorgio, una volta trovatosi dentro, ha deciso di fare un giro nella sua pagina e vedendo che molti ragazzi gli avevano lasciato diversi messaggi decise di leggere quelle parole. Di tutte le frasi letti, ci fu un messaggio di un ragazzo, Guido appunto, che lo colpรฌ piรน di tutto e rispose al suo “Ciao come va?”



Giorgio scrive:
Ciao tutto bene, e tu??



La risposta di Guido fu immediata.



Guido scrive:
Tutto bene grazie. Ti trovo molto interessante hai sms?



Leggendo la velocitร  del ragazzo nel chiedere l’indirizzo di messanger, Giorgio non sapeva se chiudere la conversazione o dargli ciรฒ che aveva chiesto. Ci pensรฒ e ripenso a luno e alla fine decise di lasciarsi andare e dato che ormai stava ballando, doveva continuarle a farlo e cosรฌ scrisse l’indirizzo. Dopo poco sul suo pc apparve una finestrina in cui c’era scritto:
Guido vorrebbe che tu lo accettassi fra i tuoi amici



Giorgio clicca ok e vede spuntare un icona color arancio che lampeggia. ฤ– Guido.



Ciao sei Giorgio?
Sรฌ, sono io e tu sei Guido?
Sรฌ, piacere di conoscerti. Beh il piacere รจ mio.. Allora che si dice?? Che mi dici di bello??
Beh… veramente… niente di bello..
Come niente di bello.. stai parlando con me, ti sembra nulla
No… non volevo dire questo.. scusa non volevo offenderti
No tranquillo Giorgio … sto scherzando.. Allora che hai fatto di bello oggi… ma innanzi tutto che fai nella vita.. io studio all’universรฌtร .. frequento economia…
Allora anch’io vado all’uni.. ma frequento pure un corso regionale e quindi durante il giorno faccio tante di quelle cose che alla fine della giornata sono davvero ko
E cosรฌ iniziarono a parlare per tutta la serata fino alle tre. Il giorno dopo Guido mandรฒ un sms a Giorgio per augurargli il buon giorno, messaggio come vi dicevo prima che รจ diventato un’abitudine. I due sono in ottima sintonia, parlano e si divertono tanto. Voi vi chiederete ma se sono cosรฌ in feeling, perchรฉ hanno aspettato tre mesi per incontrarsi? Il motivo di quest’attesa non รจ dovuto alla loro poca voglia di vedersi, bensรฌ agli imprevisti. Infatti ogni volta che i due fissavano un appuntamento succedeva un qualcosa che faceva rinviare questo incontro. Ma questa volta nessun impedimento o imprevisto avrebbe rovinato i loro piani, nรฉ amici sofferenti, nรฉ prof, nรฉ lezioni nรฉ nient’altro, oggi solo lui e lui prima di tutto.
Ci vediamo domani alle 16 a piazza x per prendere un caffรจ non tardare, io non tarderรฒ 
Questo fu il messaggio con cui Guido ricordรฒ la sera prima a Giorgio il loro appuntamento, ma il ragazzo per nulla al mondo avrebbe potuto dimenticare quella data, quell’ora, quel luogo, lo aspettava da tempo, da tutta una vita forse. Venne il “domani” la mattinata passรฒ lentamente, troppo forse per i due ragazzi. Dopo pranzo ognuno nelle proprie case inizia a prepararsi. Mentre Giorgio fa diversi abbinamenti d’abito davanti all’armadio, Guido รจ in lotta con i suoi capelli che non sa come pettinare. Lottano con se stessi, vogliono entrambi rendersi perfettamente presentabili, per non deludersi. Sono le 3:15 quando Guido scrive un messaggino A Giorgio per dirgli che stava scendendo da casa. Letto il messaggio Giorgio risposte che sarebbe sceso pure lui da lรฌ a poco.
Ore 16:00
Piazza X
Eccoti!! Finalmente ci si vede..come va?
Guido.. tutto bene.. un po’ imbarazzato, ma felice di vederti
Imbarazzato perchรฉ? Sei uno schianto non c’รจ bisogno di esserlo.. anzi dovrei esserlo io!
Ah guarda non credo proprio, sei una meraviglia.. ma comunque credo che se andiamo avanti a farci i complimenti non ne usciamo piรน.
Lo credo pure io. Bene!! Caffรจ?
Sรฌ.. hai idea di dove andare?
Conosco un bar troppo carino qui vicino, se vuoi possiamo andare lรฌ?
Per me non ci sono problemi
Ok, perรฒ no essere cosรฌ impettito, sciogliti un po’ sei con me infondo, no?
Giร  hai ragione.. ci proverรฒ…
Non devi provarci, fallo io non scappo.. non sono mica scemo! – dice sussurrando Guido avvicinandosi a Giorgio che lo guarda negli occhi e diventa rosso.



I due ragazzi si dirigono verso il bar e fra le gaffe di Giorgio e i pasticci di Guido il pomeriggio scivola velocemente.



Guido io dovrei andare, ma…
Ma?
Ma vorrei restare.. sono stato davvero bene con te e francamente non so quando capiterร  di incontrarci.
Forse poco fa non mi hai capito bene, io non scappo e soprattutto non ti faccio scappare.
Che vuoi dire?
Che non devi porti farti la domanda su quando ci incontreremo di nuovo, perchรฉ la risposta รจ una sola: Domani e poi il giorno dopo e il giorno dopo ancora. Io voglio stare con te, chiaro?
Beh.. veramente ..io..
Non dire niente altro che sรฌ
Sรฌ
Bene ti va di restare con me tutta la sera?
Sรฌ



E cosรฌ i due ragazzi sono restati insieme quella sera, cosรฌ come la sera dopo e quella dopo ancora. Insomma ora stanno assieme da tre mesi che se aggiunti ai tre mesi precedenti sono sei.
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Un amore impossibile

Premessa dell'autore
Felice 2010 cari amici, con il nuovo anno, ritornano i racconti. Oggi iniziamo con una storia, scritta sempre qualche anno fa, che parla di un amore. Non di un amore dei nostri giorni, ma di un amore vissuto in anni in cui non si pensava che due donne potessero amarsi se non come amiche o sorelle. Augurandovi ancora tanti auguri di un felice anno nuovo pieno di tutto, pure di lettura, vi saluto. Buona Lettura
Francesco Sansone







Come ogni mattina alle sette ero lรฌ, sull'autobus, e come ogni mattina c'era quella donna piccina. Ricordo ancora la prima volta che la vidi. Quel giorno faceva molto freddo e non c'era neppure il sole a dare un po' di tepore al mattino, ma solo una fitta pioggia che batteva su ogni cosa. Ero seduto su un seggiolino perso nei miei pensieri con una canzone che proveniva dal mio lettore cd che alimentava il mio isolamento dal mondo esterno, ma ad un tratto un qualcosa, uno sguardo per esser precisi, mi riportรฒ al mondo esterno. Era lo sguardo di quella donna piccina. mi fermai a guardare quei occhi che suscitarono in me un misto di emozioni che non riuscii a capire. Continuai ad osservarli, erano azzurri, ma non accesi, erano di un azzurro ombreggiato da una specie di velo che ne opprimevano la lucentezza. Ecco mi sentii oppresso. .
Quella mattina , dopo molto tempo, le accennai un saluto e lei lo ricambiรฒ. Dopo di che si alzรฒ e venne accanto a me, dicendomi se poteva accomodarsi e con un sorriso e, calando il capo, le dissi di sรฌ.
- Come va? - mi chiese un po' intimorita.
-Beh, un po' assonnato- e accennai un risolino.
- E sรฌ! E' dura svegliarsi ogni mattina- e chinรฒ il capo.
- E sรฌ... poi soprattutto in questo periodo- risposi
- Perchรฉ , che succede?- mi chiese con lo stesso timore di prima.
- Nulla!- risposi - solo che per ora non รจ un bel periodo
- Hai litigato con il tuo amore?
Non risposi, chinai solo il capo.. in realtร  non era quello il motivo, avevo solo avuto una discussione con un amico, ma non ebbi tempo di rispondere che lei riprese a parlare.
- Lo so cosa vuol dire stare male per amore. Io ogni giorno rimpiango il mio amore.. Devi sapere che molti anni fa le cose non erano come adesso e non sempre si poteva amare chi si amava, ma credimi certi amori non finiscono mai.
- Quindi alla fine l'ha sposato? - chiesi
Scoppio a ridere e poi disse:
-No piccino mio, non era possibile.. ti racconto bene. Io avevo circa diciassette anni, la tua etร  piรน o meno, io non andavo a scuola, all'epoca studiare non era per tutti, soprattutto per figli di due poveri contadini di campagna.. comunque ti dicevo, avevo diciassette anni e giร  lavoravo in un negozio di stoffe. Assieme a me lavorava solo un'altra ragazza e poi c'era il titolare che stava lรฌ a controllarci. Era molto simpatico e pure bello. Era sposato ed era papร  di due bei bambini che ogni pomeriggio, tornando da scuola, venivano al negozio. Mi ero davvero affezionata a quei due angioletti e loro s'erano affezionati a me. Poi la sera, alla chiusura, il titolare accompagnava me e la mia collega alla fermata del pullman e aspettava che salissimo sul mezzo per andar via.
La mia collega viveva nel mio stesso paese e quindi la mattina e la sera facevamo la strada assieme Ci conoscevamo sin da piccole, ma mai mi fermai ad approfondire la sua conoscenza, non perchรฉ fosse una cattiva ragazza, ma perchรฉ vedevo in lei una certa spavalderia che a me mancava... aveva voglia di viversi la sua vita cosรฌ come era. Comunque tornando al mio racconto, ti dicevo che facevamo sempre la strada assieme. Una mattina, mentre aspettavamo il pullman, si avvicinรฒ a me e mi sussurrรฒ un qualcosa che non riuscii a sentire.
- Cosa? - le chiesi.
- Ti amo - mi disse guardandomi fissa negli occhi speranzosi di ricevere una risposta, ma non dissi nulla.
Arrivรฒ il pullman, salimmo, ci sedemmo come sempre vicine, ma in silenzio. Non parlammo neppure a lavoro. Alla sera, dopo che salii sul pullman e il titolare era andato via, lei mi disse:
- Che hai? E' da un giorno che non mi parli. Ti sei offesa per quello che ho detto stamattina? Dimenticalo! Cancella dai tuoi ricordi quella parola, non riesco a non sentire la tua voce. Amo pure quella, come tutto di te.
Arrivammo alla nostra fermata, scendemmo e iniziammo a camminare. Era buio fitto e soprattutto in montagna il buio notturno รจ piรน fitto che in cittร . Ad un certo punto, mi afferrรฒ per un braccio e mi baciรฒ e io non feci nulla per allontanarla, anzi l'abbracciai a me. Era riuscita a far cadere il mio muro di difesa che sempre avevo innalzato contro lei, perchรฉ sin da piccolina lei non nascondere la sua natura. Restammo per molto tempo avvinghiate prima di tornare a casa. Da quella sera iniziรฒ il nostro difficile amore.
Come ti dicevo a quei tempi non era facile come ora. Tre mesi dopo mio padre rientrรฒ in casa con un ragazzo, Mauro, dicendomi "ti presento tuo marito" e dopo pochi giorni ci sposammo. Lei non accettรฒ mai la notizia e mi accuso di esser una vigliacca, e aveva ragione, non ebbi il coraggio di ribellarmi al volere di mio padre. Dopo qualche giorno la trovarono morta nel suo letto e accanto a lei, nel comodino, c'era un biglietto con sopra scritto "Ti amo troppo per non averti mia, ti aspetto per continuarci ad amare". Capisci caro? Per colpa mia s'era uccisa e io da vigliacca non seppi neppure raggiungerla, ma ogni mattina, da quel giorno, svegliarsi รจ un tormento. Ecco! Ora sai la mia storia. Da oggi non dovrai piรน cercare di capire cosa sia quel velo che ombreggia i miei occhi.
Non ebbi il tempo di dirle nulla che mi salutรฒ e scese dall'autobus. Da quel giorno non la vidi piรน. Seppi di lei solo qualche giorno dopo sull'autobus, nelle voci di due donne che parlando dicevano che avevano trovato il suo corpo esanime nel letto e accanto a se', nel comodino, un biglietto con scritto "Spero tu mi ama ancora, io sto arrivando".
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