“Le
cose non dette” รจ il nuovo singolo del cantautore salernitano
Carlo Manzo, pubblicato da Elle Aproduzioni. Un pezzo intimista, nato durante un blocco emotivo e creativo che il giovane artista ha attraversato all’inizio
dello scorso anno. Un lungo periodo di riflessione e di ricerca interiore, per
ritrovare se stesso e la strada che lo porterร alla persona che sarร un giorno.
Il brano รจ un dialogo che Manzo ha con se
stesso, rimproverandosi alcune cose della sua vita.
«La
canzone รจ a tutti gli effetti uno sfogo, una delle tante canzoni che “scrivo
solo per me e nessuno mai capirร ” fino in fondo, e in quanto tale era destinata
a prendere polvere assieme alle altre in un cassetto», afferma l’artista a Il mio mondo espanso. «Ciรฒ
che mi ha spinto a pubblicarla รจ il valore di testimonianza che puรฒ
trasmettere: ognuno di noi puรฒ sentirsi fragile per i motivi piรน disparati, arrivando
a dubitare delle scelte intraprese. Pubblicando
questo brano ho voluto lanciare un messaggio: “indovinate un po’, non c’รจ
niente di male ad avere un momento di fragilitร !” Fa parte della vita, e come
ogni problema della vita, si cerca di affrontarlo come meglio si puรฒ».
Per enfatizzare maggiormente il senso di intimitร del testo, “Le cose non
dette” รจ stato rilasciato in versione acustica. Chi lo ascolta, infatti, viene
coinvolto emotivamente nello sfogo dell'artista, finendo per interrogarsi
su se stesso.
«Nel
periodo in cui ho scritto il brano non mi sentivo di mettermi in gioco, di
gettare le mie idee nel calderone per verificare che potessero essere fattibili
e ho preferito proteggerle con il silenzio», continua Carlo Manzo. «Ora, perรฒ sono
pronto a tirare fuori altri bellissimi brani natidopo quel brutto periodo».
“Le
cose non dette” รจ un brano in cui emerge un disagio interiore
generato da esami non dati, relazioni troncate troppo presto e la ricerca di affermazione
professionale. Un disagio che si manifesta anche con un certo senso di colpa che, come
dice Manzo, appartiene a tutti noi, indipendentemente dall’etร .
“Lettera a Maria”,
il nuovo singolo di Ernesto Bassignano,
che anticipa l’uscita di “Soldati Arlecchini e Pierrot”, potrebbe essere descritto come un commovente
quadro di memoria famigliare.
Il brano, infatti, racconta di una lettera
immaginaria,sintesi di tante lettere reali che il pittore Aldo Carpi, zio dell’artista,fece pervenire alla moglie dal campo di
concentramento nel quale era stato rinchiuso durante gli anni delle seconda
guerra mondiale.Non a caso “Lettera a Maria”, uscito per Ondamusic.it in collaborazione con Isola Tobia Label, รจ stato rilasciato
ieri, 27 gennaio, in occasione della Giornata
della Memoria.
Bassignano
racconta a Il mio mondo espanso l’importanza
di questo brano e celebra con noi il traguardo del decimo album.
L’intervista
D. “Lettera a Maria”
รจ una lettera immaginaria, sintesi di
tante lettere reali che tuo zio, il pittore Aldo Carpi, fece pervenire a sua
moglie dal campo di concentramento di Gusen. Cosa ha significato per te dare
vita a questo brano?
R. Ha
significato innanzitutto ricordare la famiglia Carpi, che ho tanto amato. Sento
una forte linea di continuitร con quello che era effettivamente il mio prozio,
papร del grande musicista Fiorenzo Carpi. In quella famiglia, in quei tempi
cosรฌ difficili, la politica, intesa come gestione della “polis” era considerata
un valore nobile, ed investiva ogni settore della vita, perchรฉ investiva le
relazioni umane. Era il senso delle cose che mia madre mi ha tramandato, i
valori di giustizia e libertร che erano prioritari rispetto a tutto il resto.
Sono cresciuto in quest’ambiente, e questa canzone mi ha dato la possibilitร di
sottolinearlo ancora una volta.
D. Rileggendo
quelle lettere, cosa hai provato?
R. Ho
provato una pace incredibile, e sento una straordinaria ammirazione per la
serenitร che quell’uomo sapeva mantenere. In quelle lettere c’era soltanto
amore: amore per la propria donna, per la propria famiglia, per la propria
gente. Non c’รจ mai neanche una parola di odio, nemmeno verso i nazisti che lo
stavano brutalizzando in maniera cosรฌ feroce. Ho imparato per la prima volta
cosa vuol dire non odiare. Mio zio Aldo Carpi era soprannominato “Il Santone”
non solo per la sua infinita mitezza, ma anche per il suo atteggiamento di vero
amore per gli altri. Nato ebreo, si convertรฌ al cattolicesimo perchรฉ riteneva
di trovarvi motivi di serenitร e di pace.
D. Il
singolo รจ uscito in occasione della Giornata della Memoria, una data che serve
a ricordare quello che l’uomo รจ stata in grado di fare ad altri uomini. Quanto
รจ importante il valore della memoria?
R. Penso
che la necessitร di ricordare sia la cosa piรน importante tra quelle da
insegnare ai giovani. Significa avvertire la necessitร totale di riprendere il
filo col proprio passato, non solo per non ripeterne gli errori ma anche per
sapere da dove si proviene. La generazione a cui appartengo sa perfettamente
cos’รจ la memoria: io ho ormai 74 anni, per me ricordare รจ un fatto naturale. Ma
i giovani, sia dai genitori che dai professori non vengono sollecitati
abbastanza al desiderio di sapere e di ricordare. La memoria viene menzionata
solamente solo nelle grandi occasioni o nelle commemorazioni, ma nel quotidiano
serve far capire loro che il senso dello studio รจ il sapere, non la
competizione o il nozionismo.
D. La
societร odierna, visti anche gli ultimi fatti di cronaca, credi abbia
“leggermente” dimenticato cosa abbia significato la Shoah?
R. Penso
proprio di sรฌ: ogni giorno che passa ci occupiamo sempre piรน di cronaca e sempre
meno di storia. Ricordo che quando ero al ginnasio ci portavano al cinema per
farci assistere ai documentari sulla Shoah: di punto in bianco ci siamo trovati
di fronte a montagne di cadaveri, a carri pieni di morti, e la visione รจ stata
scioccante: quei cadaveri erano lรฌ, tangibili, presenti. Io rimasi scioccato, e
da quel momento, una volta realizzato che tutto ciรฒ รจ accaduto veramente, mi
sono detto:“Mai piรน permetterรฒ a qualcuno di negare la Shoah”.
D. Ancora
una volta la musica diventa fautrice di messaggi. Quando รจ importante, per te,
questo ruolo dell’arte?
R. Talmente
importante che ci ho giocato la carriera, per questo motivo!Fin dal mio primo
album, che era un disco di lotta. Quel disco giร mi inquadrava in un contesto
molto particolare: chi faceva dischi considerati “politici” non poteva certo
ambire alle classifiche. Ma subito dopo, nel 1975, quando uscรฌ il mio album “Moby
Dick”in RAI c’era la commissione censura, che mi censurรฒ 7 brani su 10! In quel
disco parlavo di un’Italia spezzata a metร . ร una situazione, quella della
divisione, che purtroppo esiste tuttora. In RAI non รจ contemplato che passino
canzoni di lotta: in RAI si canta d’amore, e puรฒ succedere che esistano
fenomeni come Luigi Tenco, che volendo unire la canzone d’amore alle tematiche
sociali alla fine ci rimette la pelle.
D. “Lettera
a Maria” รจ il primo singolo del tuo decimo album. Com’รจ cambiato l’ambiente
musicale dal tuo debutto?
R. Il mio
debutto era un debutto politico, come dicevamo, in un momento di vera tragedia umana,
politica, esistenziale. Dai primi anni 80 il quadro รจ cambiato sostanzialmente:
รจ cambiato il Festival di Sanremo, sono comparsi programmi come “Domenica In”,
e il pop la musica leggera hanno ricoperto quel ruolo di disimpegno che stava
diventando sempre piรน imperante. Ho visto coi miei anni passando di disco in
disco, l’Italia sempre piรน divisa in due, tra Pop e Folk studio. Era molto
triste, io e altri come me provammo ad inventare la “nuova canzone”, con
l’intento di “legare” queste due fette di paese cosรฌ slegate tra loro. La
canzone cosiddetta d’autore nasce cosรฌ. ร inutile citare grandi nomi che
conosciamo tutti. Ci rivolgevamo a stilemi un po’ piรน francesi che anglosassoni,
americani. Poi perรฒ man mano รจ arrivata la videomusic che ha ucciso la musica “suonata”:
la musica รจ diventata un fatto visivo e televisivo, e c’รจ stata una caduta
della canzone colta.
D. Cosa
rimpiangi maggiormente di quel modo di fare musica e cosa invece rimproveri a
quello attuale?
R. Rimpiango
la mancanza del Folk studio, e di tutti i locali che in quel periodo svolgevano
quella funzione. Si usciva di casa, si andava a provare lรฌ e una volta lรฌ si
capiva subito se eri bravo o no, c’era un riscontro immediato. Poi,
progressivamente questi luoghi sono morti, perchรฉ alla gente รจ stata tolta la
voglia di uscire la sera… Ai miei tempi
c’era la musica “off”, c’era una vera alternativa alla musica fatta con intento
commerciale. Poi i produttori hanno smesso di occuparsi di noi. Le riviste sono
tutte morte. In pochi anni non si รจ piรน parlato della musica “adulta”, quella
di Paolo Conte e di Fabrizio De Andrรฉ. Oggi รจ tutto asservito a un capitale
ignorante, grandi imperi che decidono tutto. La persona che ha talento ma non ha
il look giusto e non appare non puรฒ piรน avere nessuna chance.
D. Dieci
album dicevamo. Se dovessi tracciare un bilancio di questi lavori, cosa
verrebbe fuori?
R. Il
bilancio รจ che sono passati 50 anni. Io faccio politica satira, musica, radio. Tutte
queste cose servono per dire che non ho mai smesso di partecipare alla vita
suonando, ma mi รจ rimasta la voglia di essere “gente tra la gente”, e devo dire
che questo mi รจ riuscito. Gli errori piรน grossi li ho commessi io in prima
persona. Mi sento un “dilettante” in tutto, pur facendo le cose bene. La veritร
รจ che io non ho mai sentito l’arte come un “sacro fuoco”:quello che facevo
doveva servire alla societร . Nonostante questo, da un paio d’anni a questa
parte, con una serie di produzioni “giuste”, non vengo piรน percepito come un
giornalista che vuole cantare, ma finalmente, alla bella etร di 74 anni, come
un cantautore. E questo mi fa molto piacere.
ร una
ballad a cavallo fra pop e dance elettronica il nuovo singolo della cantautrice
indie Laura Mร dal titolo “Sei forte davvero”, scritto assieme a Lorenzo Di Lorenzo.
Un
brano che invita a guardare sempre oltre l’ostacolo e a rialzarsi dopo ogni
sconfitta. Una riflessione sulla vita, che viene vista da Laura come una sorta
di gara che ognuno disputa con se stesso.
L’intervista
D.“Sei forte davvero” in cui si incita
a non abbattersi di fronte agli ostacoli incontrati lungo il nostro percorso.
Come nasce il testo di questo brano che hai scritto assieme a Lorenzo di Lorenzo?
R.
Nel testo della canzone mi soffermo a fare delle riflessioni sulla vita,
raccontandole ai miei nipoti Matilde ed Anthony, come fosse una favola, e come
tutte le favole condivido con loro un segreto quello che รจ la chiave della mia
forza:
“Invece di aspettare che qualcuno ti porti dei
fiori, impari che c’รจ la puoi fare che sei forte davvero, che vali davvero”.
D.
Quando รจ stata l’ultima volta in cui ti sei detta: «Laura, su, non abbatterti»?
R.
Quando ho perso il lavoro a causa del primo Lockdown.
D.
Forte di questo ti chiedo, da giovane artista quale sei, come hai vissuto e
stai vivendo la condizione di stop causata dal Covid-19?
R.
Mi sono riorganizzata la vita, ho studiato molto, ho dato ampio spazio alla mia
forte creativitร , mi sonoautoprodotta
il singolo e il video di “Sei forte
davvero”, e adesso sto facendo promozione.Cercodi cogliere il bello anche nei momenti
difficili, c’รจ una frase stupenda che ho letto da qualche parte, che mi rappresenta:
“Cadendo la goccia scava la pietra non per la sua forza, ma per la sua
costanza” .
D.
Parlando del brano hai detto che la vita รจ una gara che ognuno disputa con se
stesso,per cui se si aguzza l’ingegno, rinascere รจ sempre possibile. Il
lockdown quale ingegno ti ha permesso di mettere in piedi?
R.
Non importa quanto vai piano, l’importante รจ non fermarsi.
D.
“Sei forte davvero ” รจ una ballad a cavallo fra pop e dance elettronica. Una
fusione di generi, questa, che rende il brano fresco e diretto allo stesso
tempo. Quanto ti piace sperimentare con la musica?
R. Sono un vulcano di emozioni,mi piace sperimentare cose nuove nella musica,
mantiene vivo lo stupore che provavo da bambina. E lo stupore accende le idee.
D.
Il brano รจ accompagnato dal videoclip diretto da Rita Amidei. Com’รจ nata la vostra collaborazione?
R.
La nostra collaborazione รจ nata per caso , cercavo un videomaker per il mio
primo singolo “E Correrรฒ” , l’ho
trovata su internet e quando ci siamo conosciute, mi รจ piaciuto l’entusiasmo,
la passione e la determinazione con cui ha affrontato il progetto. Naturalmente, poi, รจ stata riconfermata a pieni voti anche per il video di questo singolo.
D.
Dopo “Sei forte davvero”, cosa
dobbiamo aspettarci?
R.
Sicuramente un altro singolo, io e il cantautore Lorenzo Di Lorenzo, stiamo giร
al lavoro, ci saranno delle belle sorprese!
Il nuovo anno de Il mio mondo espanso si apre accogliendo nuovamente un artista di indiscussa sensibilitร musicale. Dopo averci presentato qualche tempo fa il singolo "Sono il cattivo", Marco Profeta torna per parlarci di "Quello che so", il nuovo brano uscito a dicembre 2020.
«Quello che so… รจ che non so molto. - dice l'artista parlando del suo nuovo lavoro - Ancora non capisco
appieno i meccanismi e le dinamiche di questa vita. A volte ti sorprende, la
maggior parte delle volte ti delude. Ma, come dice una mia saggia Amica, รจ tutta una questione di
aspettativa. Oggi sono consapevole che il tempo ha fretta di insegnarti
che non torna, quindi dobbiamo vivere e viverci in tutti i nostri aspetti,
buoni e meno buoni, con la volontร e la consapevolezza che scrivendo nuove
pagine, tutto trova la sua dimensione, tutto si “aggiusta”.»
L'intervista
D.“Quello che so” รจ un brano intimista
che si sofferma sulla dinamiche delle vita. Dinamiche non sempre facili da
capire, ma a cui nessun puรฒ sottrarsi. Tu hai provato a dare un senso a ciรฒ a
cui la vita ci pone e a quale conclusione sei arrivato?
R. Credo che il
senso di ciรฒ che ci accade e, piรน in generale, della vita sia del tutto
imperscrutabile e difficilmente comprensibile. Forse solo quando
“collezioniamo” una serie di esperienze ed abbiamo l’occasione e la forza di
guardarle attraverso la lente del tempo che รจ passato ne intravediamo il senso.
Ciรฒ che ho imparato sulla mia pelle รจ di non cercare il senso della nostra
vita, ma darglielo, ogni minuto, ogni istante, ogni giorno.
D. Siamo tutti lรฌ
a correre dietro al tempo, senza, perรฒ,
vivere quasi mai il “qui e adesso”. Quando ci fermiamo รจ poi, forse, troppo tardi
e il presente รจ diventato il passato. Col senno di poi, cosa rifaresti
diversamente?
R. Tutto e niente. Spesso mi guardo allo specchio e mi
chiedo se avessi cominciato a pubblicare prima le mie canzoni, forse oggi avrei
avuto maggiori esperienze al mio attivo, avrei condiviso con piรน persone le mie
emozioni… poi mi soffermo e mi rendo conto che quelle emozioni sono venute
fuori in quel preciso momento storico della mia vita proprio perchรฉ supportate
da altre esperienze. Ed allora torna il concetto del “qui e ora”: inutile
affannarsi su cosa avremmo potuto fare, facciamo e facciamolo al meglio delle
nostre possibilitร .
D. Qual รจ il
rimpianto piรน grande con cui fai continuamente i conti?
R. Non aver
abbracciato quando potevo farlo.
D. Parlando del
brano hai detto: «la vita a volte si sorprende, ma la maggior parte delle volte
ti delude». Quando sei rimasto deluso e perchรฉ?
R. Fino a 30 anni
sono stato perennemente deluso, perchรฉ riponevo in me grandi e forti
aspettative che, puntualmente, venivano deluse.
Poi ho capito che di grande dobbiamo coltivare i sogni, ma
non aspettarci nulla. Questo รจ il modo di poter affrontare il nostro quotidiano
ed abbracciare la vita, anche nelle sue pieghe piรน dolorose.
D. “Quello che so”
รจ accompagnato dal videoclip diretto da Daniele
Comelli e Davide Fraraccio.
Com’รจ nata la vostra collaborazione?
R. Vidi un lavoro
realizzato da questi meravigliosi artisti nel 2017 e sentii nello stomaco che
dovevo affidarmi a loro per la realizzazione di un videoclip, il primo della
mia era “autoriale italiana”, di una canzone che si intitola “e poi arrivรฒ
dicembre”, alla quale sono particolarmente legato.
L’istinto non mi ha fatto sbagliare. Lavorammo al video,
alla sua scrittura ed alla sua realizzazione come se ci conoscessimo da sempre.
Da allora non realizzo un videoclip se non ci sono loro… in arte ORE25.
D. Il 2020 รจ
terminato da qualche giorno e in un modo o nell’altro ha segnato ciascuno di
noi. Senza voler fare della retorica, รจ stato un anno difficile, pesante e
odioso. Cosa ti ha lasciato questo 2020 che inevitabilmente non potrai piรน
dimenticare?
R. Non amo le
scansioni temporali. Mi fanno sentire un numero. Inevitabilmente perรฒ i conti a fine anno li facciamo. Per me รจ
stato un anno particolare, pieno di risorse che mai avrei creduto sia sotto il
profilo lavorativo (parlo dell’avventura a TV8- Sky) e personale (ho riscoperto
in me una forza ed una saggezza che usualmente non ho).
Ciรฒ che non dimenticherรฒ di negativo in questo anno appena
trascorso รจ il dolore delle persone, il dolore della separazione dagli affetti,
tutto ciรฒ che la pandemia ha portato in ognuno di noi.
Non voglio sembrarti un sognatore scriteriato, ma credo sia
importante fare tesoro di queste brutture che inevitabilmente tutti abbiamo
vissuto e usarle come “concime” per la nostra felicitร . La meritiamo.
D. Per
concludere, se potessi esprimere un desiderio per questo 2021, quale sarebbe?
R. Di essere
sempre intervistato da te, che sei un gran bravo professionista, ma soprattutto
una persona eccellente.
Carlo Manzo, cantautore ventiquattrenne di Salerno, รจ tornato lo scorso 30 novembre con un nuovo singolo dal
titolo “Stupidi vorrei”. Il brano รจ
un vero e proprio inno contro il vorrei ma non posso e nasce dal bisogno di
scrollarsi di dosso quegli stupidi vorrei, che ci impediscono di essere
concreti e di passare direttamente all’azione.
“Stupidi vorrei” รจ prodotto in collaborazione con l’etichetta
salernitana Luma Records, fondata da
Lucio Auciello e Mario Villani, che definiscono Carlo
come un artista dalle grandi capacitร di scrittura e interpretative, a cui
aggiungo una spiccata sensibilitร , come avrete modo di leggere voi stessi nell’intervista
che segue.
L’intervista
D.
Carlo, “Stupidi vorrei” รจ un
vero e proprio inno contro il vorrei ma non posso. Una di quelle condizioni
che, vuoi o non vuoi, influenzano il nostro percorso di vita. Come nasce la
canzone.
R. La canzone nasce verso la fine di luglio,
ispirata dalla ritrovata libertร in seguito alla fine del primo lockdown. Mi
sono accorto infatti che quando ero chiuso in casa non facevo altro che
riempirmi la testa di “stupidi vorrei”,
cose che avrei tanto desiderato fare o dire ma che alla fine non ho piรน realizzato.
Questo mi ha fatto riflettere, spesso siamo noi stessi a boicottare la nostra
stessa felicitร e, per i motivi piรน disparati, ci limitiamo solo a stupidi
vorrei.
D.
Secondo te ci nascondiamo dietro al
“vorrei, ma non posso” per timore di sbagliare o perchรฉ non siamo mai davvero
consapevoli delle nostre capacitร ?
R. Credo sia un mix inconscio di tanti
fattori, sicuramente tra questi c’รจ il timore di sbagliare, di mettere a nudo
le proprie fragilitร , tante circostanze che ci impediscono di rischiare e
lanciarci oltre l’ostacolo.
Quando succede possiamo solo guardarci dentro e sperare di trovare lo slancio
necessario per fare quel passo in piรน che ci serve per crederein noi stessi.
D.
Quando รจ stata l’ultima volta in
cui hai lasciato che i dubbi ti bloccassero?
R. Durante il lockdown ho approfondito la
conoscenza di una ragazza stupenda che mi ha colpito nel profondo ma non sono
mai riuscito a dichiararmi o ad invitarla ad uscire con me.
Da questo episodio รจ nato un verso della canzone: “vorrei trovare il coraggio
di invitarti questa sera a cena/ ma mi รจ caduto in un pigiama a Marzo in
quarantena”
D.
Il brano esce in un momento storico
difficile per il mondo dello spettacolo. Live ed eventi sono sospesi e gli
artisti devono reinventarsi, anche attraverso i social, per continuare a far
veicolare la propria arte. Nel tuo caso, come hai arginato questo stop?
R. Non รจ stato affatto facile adattarsi alla
situazione attuale ma ho cercato di rendere il mio pubblico il piรน partecipe
possibile attraverso dei sondaggi sui social in cui invitavo le persone a
scoprire ogni settimana dei nuovi dettagli sul pezzo in uscita. Inoltre in questi giorni,in occasione della
pubblicazione del brano, ho intenzione di organizzare parallelamente ad una
classica diretta Instagram un incontro su Google Meet per allestire un evento decisamente
piรน partecipativo. Bisogna pur arginare le barriere in qualche
modo!
D.
Il brano arriva dopo il singolo
“La scommessa con me stesso” ma, pur essendo il capitolo successivo a questo
brano, presenta delle sonoritร differenti che abbracciano l’indie pop dal
sapore vintage. Anche questa scelta, se vuoi, รจ,giusto per usare le tue parole,
una bella scommessa con te stesso?
R. Assolutamente sรฌ, questa canzone รจ stata
una vera e propria scommessa sia da un punto di vista di arrangiamento che
della scelta stilistica del testo, caratterizzato da un’escalation quasi
demenziale man mano che prosegue mirata a sottolineare l’inconsistenza di
alcune cose che desideriamo.
Considero questobrano il capitolo successivo de “La scommessa con me stesso” perchรฉ mette in luce uno dei tanti
motivi che ci impediscono di raggiungere i nostri obiettivi e di vincere le
nostre scommesse, blaterare su ciรฒ che si vorrebbe fare senza mai passare
attivamente all’azione.
Questa soluzione di continuitร tra i due brani รจ sottolineata anche in
copertina dove sono presenti diverse analogie grafiche con quella del singolo
precedente.
D.
E, invece, in maniera generica,
qual รจ stato il patto con te stesso che hai deciso di sfidare, riuscendo a
spuntarla?
R. Sicuramente quello di riuscire a portare
avanti parallelamente gli studi universitari e quelli musicali nonostante il
notevole impiego di risorse che entrambi esigono e meritano.
ร una scommessa che si rinnova ogni mattina ma che sono sempre pronto a sfidare
e un giorno, finalmente, vincere.
D.
Lucio Auciello e Mario Villani,
fondatori della Luma Records con cui hai pubblicato i tuoi lavori, parlando di
te hanno detto che possiedi capacitร di scrittura e grande capacitร
interpretative. Sono parole che ti riempiano di orgoglio,immagino.
R. Assolutamente sรฌ, sono due figure molto
conosciute e apprezzate nel panorama salernitano e regionale per le loro
competenze, la loro opinione per me vale molto.
Il loro supporto รจ stato fondamentale nell’arrangiamento dei miei brani, รจ
certamente merito loro se le mie canzoni suonano molto meglio di come le avevo
immaginate io all’inizio.
D.
L’ambiente indie permette ad
artisti giovani come te di raccontarsi senza filtri e di arrivare al pubblico
in maniera diretta. E a proposito del pubblico, c’รจ stato una frase o un
comportamento da parte di un fan che ti ha lusingato e allo stesso tempo ti ha
lasciato pensare la tua musica era riuscita ad arrivare agli altri?
R. Questa domanda mi fa venire in mente
un’altra canzone che mi sta molto a cuore, “Leggera”.
Scrissi questo brano in seguito ad una conversazione al telefono con una mia
cara amica omosessuale che, affranta,mi raccontรฒ diversi episodi spiacevoli che
le erano capitati dopo aver fatto coming out.
Quando chiudemmo la chiamata mi accorsi di non essere riuscito a consolarla del
tutto e questo mi spinse a scrivere in una sola notte una canzone che le
ricordasse di non dar peso alle opinioni delle persone, di vivere la vita a
pieni polmoni, di sentirsi leggera.
Il giorno dopo glie la feci sentire, si commosse e mi fece notare un
particolare a cui non avevo fatto caso: la canzone in realtร era dedicata a
tutte le donne, era un invito a non lasciarsi ingabbiare nei pregiudizi, a
lottare per la propria libertร . Alla fine della telefonata scherzosamente
aggiunse “Carlรจ, se l’otto marzo non la pubblichi giuro che ti uccido!”.La pubblicai, e aveva ragione. Il mio messaggio era arrivato ad un sacco di
ragazze e di donne che mi hanno ringraziato anche di persona per aver
affrontato con i guanti un argomento cosรฌ delicato. Non c’รจ niente di piรน soddisfacente che arrivare dritti al cuore delle persone.
D.
Mai come adesso “del domani non v’รจ
certezza”, ma dato che questo 2020 sta arrivando al termine, hai giร pensato al
tuo buon proposito per l’anno nuovo?
R. Questo 2020 purtroppo ci sta lasciando con
tanto amaro in bocca e molte cose irrisolte, temo che un solo proposito non
basterร .
Sicuramente il mio buon proposito costante รจ quello di continuare a coltivare
il sogno che porto avanti da una vita, scrivere canzoni che fungano da rifugio
contro gli ostacoli della quotidianitร , che portino un sorriso e spensieratezza
a chi le ascolta.
D.
Per concludere, di “Stupidi vorrei”, cosa vorresti rimanesse in
chi lo ascolta?
R. La volontร di uscire fuori dagli schemi, di
sentirsi piรน forti di tutto nonostante tutto e di lasciarsi ogni tanto andare
ad un pizzico di sana follia.
Esce oggi il nuovo singolo di Emma Marronedal titolo 'Arriverร l'amore'.
Anticipato diciassette ore fa direttamente sul suo profilo Instagram con il testo "L'amore di una bambina per il suo sogno, l'amore che si spezza davanti agli occhi dei piรน piccoli e degli indifesi , l'amore che non si puรฒ dire, l'amore che qualcuno non vuole ancora vedere ma esiste,l'amore per se stessi che molto spesso viene meno come la fiducia e il coraggio di continuare a credere in qualcosa di vero.L'amore ha tante forme e tante vite,muore e si rigenera piรน forte di prima, l'amore dovrebbe venire prima di ogni cosa .. L'amore arriva nelle nostre vite .. L'amore guarisce .. L'amore non ferisce, non deride e non uccide nessuno... Io canto questo amore perchรฉ ci credo.. Ci metto l'anima e la faccia senza abbassare lo sguardo .. Con il cuore pulito si puรฒ andare ovunque senza avere paura ", e un'anteprima del video in cui si vedono anche due ragazzi gay strattonati in un cinema dopo essersi abbracciati,la cantante salentina continua a cantare l'amore, anche quello LGBTQ.
Il brano, che arriva dopo il successo estivo 'Occhi profondi' anticipa l'uscita del nuovo album in uscita, stando a quanto detto a Radio Italia, il prossimo 6 novembre, ed รจ stato scritto da Ermal Meta e Matteo Buzzanca per la produzione di Luca Mattioli e per la prima volta dalla stessa Emma,
Di seguito potrete leggere il testo e guardare il videoclip del brano.