Un Nuovo Mondo - La nuova stagione. 59^ Puntata


Prologo
Non vi anticipo nulla oggi sulla puntata che seguirร  di Un Nuovo Mondo, in questo spazio voglio solamente comunicarvi che lunedรฌ salterร  Un mondo di notizie (e questa volta non per volontร  non dipese da me), per lasciare spazio all' intervista esclusiva a Francesco Zanardi che ci parlerร  del suo pellegrinaggio per la libertร  intrapreso in questi giorni, ma anche di pedofilia e chiesa.  
Vi consiglio di non perdeverla se volete sapere cosa davvero sta succedendo su questo fronte.
Io intanto vi auguro buon fine settimana 
Francesco Sansone




59 ^ Puntata


Alberto
Non appena metto piede fuori dall’aero e rivedo la mia vecchia cittร , per un instante immagino che tutto sia tornato indietro nel tempo, ma รจ una sensazione che dura giusto un attimo. Mi incammino verso l’interno dell’aeroporto per recuperare la mia valigia. Sono l’unico a non correre. Tutti intorno a me vanno di fretta, come degli operai in corsa per timbrare il cartellino prima che l’orologio segni le 8:30. Io, invece, me la prendo con comodo, benchรฉ sia felice di rivedere i miei, non riesco ad aumentare il passo, forse perchรฉ varcare la soglia della porta mi farebbe ancora di piรน rendere conto del perchรฉ io sia qui. Ritiro il bagaglio e mi sforzo di fare quello che ultimamente mi spaventa: vivere.
-          Alberto, siamo qui – รจ la voce di mio fratello Felix. Lui รจ il piรน grande. In famiglia siamo in tutto quattro inclusi i miei genitori. Felix ha 5 anni piรน di me, ed รจ simile a me nei tratti. Cinque anni fa s’รจ sposato con Simona, una ragazza che a me non va proprio a genio e con la quale non s’รจ istaurato quel rapporto che due cognati dovrebbero avere. Non dico sia cattiva, ma alcuni suoi comportamenti, urtano il mio carattere, soprattutto da quando รจ diventata mamma.
-          Ciao ragazzi, come va?
-          Benissimo. E tu?
-          Secondo te?
-          Dai dammi la valigia. Andiamo a casa ci aspettano – di certo non mi aspettavo una parola di conforto da mia fratello, il quale non ha mai del tutto accettato la mia omosessualitร . Ricordo ancora quando gliel’ho detto . Io avevo 18 anni e lui 23 e benchรฉ da bambini fossimo molto uniti, con l’ingresso alle medie, i nostri rapporti si sono raffreddati, fino a spegnersi del tutto quando lui iniziรฒ le superiori. Lui decise di abbandonare gli studi dopo la maturitร  e iniziรฒ a lavorare nel grande magazzino in cui adesso รจ vice responsabile e dove esercita lo stesso potere che cercava di imporre anche in casa. Proprio per questo suo carattere avevo timore di confessargli il mio essere gay. Decisi cosรฌ di dirlo prima ai miei e poi, solo  distanza di mesi, di confessarlo a lui. Avrei pure fatto volentieri a meno, ma mia madre insistette e cosรฌ, una sera, tornato da lavoro, mentre eravamo in camera nostra, gli dissi tutto d’un fiato la veritร . La sua reazione fu esagerata. Cominciรฒ ad inveire e a maledire me e tutti i froci del mondo che secondo lui mi avevano contagiato. Fu solo l’intervento di mio padre che lo fece calmare. Da quel giorno non mi parlรฒ piรน per un mese, ma poi mi disse che cercava di capire le mie scelte, anche se non riusciva a capire come potesse piacermi farmi inculare.
-          Come stanno mamma e papร ? – dico per interrompere quel silenzio che alberga in auto
-          Sempre allo stesso modo, forse un po’ piรน insofferenti.
-          E la piccola? Che mi dite di lei?
-          Adesso รจ a casa con i tuoi, ma per favore Alberto, di fronte a lei cerca di non stare con quella faccia da funerale. – mi dice infastidita mia cognata.
-          Vorrei vedere te, se morisse tuo marito che faccia avresti.
-          Allora quanto rimani – ancora una volta mio fratello cambia discorso.
-          Non lo so. – e torno a fissare l’orizzonte scorrente dal finestrino
-          Siamo arrivati.
-          Alberto, figlio mio
-          Mamma – scendo dall’auto e mi ritrovo le sue braccia lungo il collo.
-          Sono addolorata per Luca. Perchรฉ non ci hai chiamato, saremmo venuti per stare accanto a te durante qui momenti difficili.
-          Lo so mamma, ma ho preferito non farti stare piรน male di quanto tu non lo stia giร . E papร  dov’รจ?
-          Alberto
-          Papร .
-          Vieni qua, fatti abbracciare. Figlio mio devi cercare d’esser forte.
-          Sรฌ papร , ci sto provando.
-          Zio Alberto, finalmente sei arrivato.
-          Piccolina, vieni qua. Fatti abbracciare. Mamma mia quanto sei fatto grande.
-          Anna, forza vieni qua, fai respirare lo zio
-          Ma non รจ un problema.
-          Preferisco che non si lasci andare a queste esternazioni
-          Come?
-          Sรฌ, non mi piace quando diventa cosรฌ  rumorosa.
-          Come vuoi tu – e mi giro verso mia madre che come risposta mi fa un cenno del capo come a dirmi di ignorarla.
-          Dai andiamo a tavola che รจ pronto.

***

-          Come va? Sei stanco? – mi domanda mia madre entrando in camera mia
-          Un po’.
-          Prova a stenderti un pochino e cerca di chiudere occhio.
-          Non ci riesco mamma. Non dormo come si deve da circa 3 mesi. Ogni volta che chiudo occhio, vedo il volto grigio e spento che Luca aveva all’obitorio.
-          Piccino mio. Appoggia la testa sulle mie gambe.
-          Mamma non sono piรน un bambino
-          Non fatti pregare. Metti la testa qui – e per enfatizzare la richiesta ha dato due schiaffetti alle sue cosce. - Ecco, cosรฌ. Ti ricordi quando ti cantavo la ninna nanna e ti addormentavi subito?
-          E come potrei dimenticarmelo.
-          Proviamo se funziona anche in questo caso?
-          Sรฌ, avrei bisogno di dormire mamma – e senza rendermene conto, iniziano a scendere due lacrime.

Dormi, dormi bel bambino
Dormi, dormi che non sei sol
Dormi, dormi bel bambino
Dormi, dormi che la mamma รจ qui.
Sogni belli aspettan te
Nienti incubi per te
Dormi, dormi bel bambino
Dormi, dormi che non sei sol

E sulle note di questa ninna nanna fanciullesca e appoggiato sulle gambe di mia madre, inizio a dormire come non facevo da tempo.

Continua…
Rubrica a cura di Francesco Sansone
Grafica a cura di Giovanni Trapani
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I racconti Brevi di Gianni - Aria nuova


 Aria Nuova

Portandosi una mano dietro la nuca Stefano si grattava distrattamente la cute fissando intensamente il trolley che giaceva aperto e mezzo pieno sul letto. Si stava chiedendo cosa mettere dentro quella valigia cosi piccola per ovviare a tutte le avventurose occasioni che gli sarebbero capitate. Pose lo sguardo sull’armadio aperto con in bella vista tutti i capi in suo possesso, quando dovette forzatamente interrompere quel flusso di pensieri perchรฉ il telefono di casa stava squillando.
-          Pronto?
-          Io?? Piuttosto tu Fano, sono sicuro che hai la valigia aperta ancora mezza sistemata e in preda al panico su cosa portare e cosa lasciare…o sbaglio?
-          Ah ah ah quanto sei spiritoso Ric, piuttosto tu a che punto sei?
-          Io sono pronto ti ho telefonato per dirti che il tempo dei pensieri รจ finito, ti vengo a prendere tra circa mezz’ora quindi vedi di prendere i primi stracci che trovi e infilali in quella valigia e chiudila una volta per tutte
-          Cazzo! E giร  cosi tardi? Va bene, va bene ora chiudi che mi stai facendo perdere tempo prezioso!
Detto questo i due amici si salutarono pur sapendo di vedersi poco dopo. Riccardo e Stefano si conoscevano fin dalle superiori, pur non vivendo nella stessa classe, tramite le gite di scuole e amici in comune si erano conosciuti e avevano stretto una forte amicizia. La loro complicitร  aumentรฒ ulteriormente quando prima Stefano e subito dopo Riccardo si confessarono di essere omosessuali con la frequente paura di poter perdere un amico. Si ritrovarono quindi insieme alla scoperta della propria sessualitร  dandosi sempre spalla nelle nuove esperienze che facevano. Da quando Stefano si era lasciato con Antonio, un suo collega di lavoro, e Riccardo attraversava un periodo di crisi con Elio, ragazzo con cui stava da giร  cinque anni, i loro progetti si erano nuovamente fusi. Volevano passare piรน tempo insieme e Riccardo con la scusa che il suo  amico era giรน aveva trovato la scusa perfetta per uscire da quel rapporto soffocante che si costringeva a vivere con Elio perchรฉ gli dispiaceva buttare al vento cinque anni della loro vita insieme. Un paio di giorni fuori cittร  avrebbe dato possibilitร   a Stefano di respirare aria nuova e troncare con il passato, buttandosi su nuove avventure pepate, e a Riccardo avrebbero dato la possibilitร  di pensare seriamente alla sua storia e deciderne la sopravvivenza o la definitiva estinzione.
Dopo due ore di viaggio in aereo, e tanti ripensamenti di Stefano sulle cose messe in valigia, i due ragazzi arrivarono nella capitale italiana con tanta voglia di scoprire le bellezze del posto, e non si potevano certo definire cultori dell’arte.
Con i mezzi riuscirono ad arrivare in albergo, una splendida palazzina del fino secolo, uno qualunque, con una hall in stile Luigi XIV o XVI, tanto la versatilitร  รจ stata sempre apprezzata, davvero ben decorata. Stefano quando si vide questo bel quadro antico si girรฒ verso Riccardo e gli disse:
-          Dove cazzo mi hai portato nel regno di lady Oscar?
-          Ingrato che non sei altro, mi hai chiesto tu di trovare un alloggio carino ma economico, non ci potevamo permettere altro. E poi sei stato tu che mi hai confessato di sognare di indossare gli abiti della regina di Francia? Intanto abituati con la mobilia almeno…io vado a prendere la chiave piccolo Delfino, sguazza pure su quel quadro della Senna se ti va!
Saliti in camera Stefano ebbe di nuovo da ridire:
-          Riccardo?? Ti sei accorto che รจ una stanza doppia…CON LETTO MATRIMONIALE!
-          Stefano? Te lo ricordi che hai uno stipendio da commesso? Cosa vuoi che ti dica, era un’offerta, e comunque stai tranquillo se riesci a trovare qualcuno da farti durante la notte, sarรฒ lieto di lasciarti la camera e passare la notte al bar dell’albergo!
-          Si ma se non trovo nessuno dovrรฒ dormire con te?
-          No, scherzi? C’รจ un bellissimo tappeto, morbido, puoi usare quello nel caso in cui non trovi nessuno che ti faccia compagnia, quindi amico mio… cerca di darti una mossa!!
Detto questo Riccardo iniziรฒ a disfare le valigie e canticchiare.
Stefano lo guardava sorridente; Riccardo aveva sempre la risposta pronta e sapeva sempre come tirarlo su di morale, era il fratello che non aveva mai avuto. Decise quindi di seguire il suo esempio e disfare anche lui le sue valigie, dannandosi ad alta voce per non aver portato questo o quel capo piuttosto che quelli messi in valigia distrattamente.
Avendo disfatto le valigie e preparatisi per la sera, decisero di scendere al ristorante per mangiare qualcosa e poi catapultarsi nella movida notturna romana per vedere cosa offriva.
Erano le tre del mattino quando tornarono dal loro primo tour, abbastanza alticci entrarono in camera barcollando e ridacchiando di questa o quella sventura capitata quella sera:
-          Ric dai non ridere che fai ridere anche me e devo correre al bagno!
-          Ma scusa che ci posso fare io! Mi hai fatto troppo ridere quando hai detto a quel tipo, di strizzarsi dal suo sudore per risparmiare sul prossimo cocktail! Ahahah!
-          Ma smettila stronzo, tu avresti dovuto aiutarmi, si strusciava su di me e non capivo se lo faceva per rimorchiarmi  o per asciugarsi
-          Lo hai trattato davvero male! Comunque principino, al bagno ci vado prima io!
-          Va bene! Ma sbrigati che ho la vescica piena
Dopo che Riccardo era uscito dal bagno entrava di corsa Stefano che aveva la vescica al limite della sua capienza, dopo mezz’ora che non usciva perรฒ Riccardo iniziava a preoccuparsi. Si avvicinรฒ al bagno e sentรฌ dei piccoli singhiozzi, flebili nel loro suono.
Decise allora di aprire piano la porta per vedere cosa stesse succedendo; quando capi’ che Stefano era accucciato a terra che piangeva silenziosamente. L’amico si avvicino giusto per farsi sentire inginocchiandosi vicino a lui tanto da fargli capire che lui era li vicino. Stefano aveva apprezzato il gesto tanto da avvinghiarsi al suo amico e iniziare a piangere piรน forte per scaricare la tensione accumulata. Riccardo lo aiutรฒ ad alzarsi e se lo portรฒ nel letto con lui si accucciarono nel grande lettone l’uno di fronte all’altro e quando Stefano iniziรฒ a calmarsi decise di parlare con il suo fraterno amico:
-          L’ho chiamato! Volevo sentirlo, sono stato proprio stupido! Mi ha risposto in maniera gelida da far raggelare anche il mio cuore. Ric non posso dimenticarlo!
-          Lo so! Non puoi adesso, รจ difficile, ma perchรฉ ti sei voluto fare altro male?
-          Perchรฉ non l’ho dimenticato! Lo voglio ancora con me, lo voglio ancora mio!
-          Lo capisco! Ci sono io con te! Se vuoi piangere sono qui, se vuoi parlare sono qui, se vuoi…
Riccardo si accorse che il suo amico stava dormendo, probabilmente esausto dalla serata e dalle emozioni che si erano scatenate in lui. Si accorse anche che la sua mano era stretta a quella di Stefano, questa cosa lo fece sorridere, e si sentiva triste per il suo pluriennale amico, non era bello vederlo soffrire, non voleva vederlo soffrire cosi. Si addormentรฒ anche Riccardo poco dopo senza lasciare la mano dell’amico in difficoltร .
La mattina dopo Riccardo si risvegliรฒ con un grande mal di testa, e al risveglio si trovรฒ solo in quel grande letto, tanto che per un attimo pensรฒ che quello che era successo qualche ora prima fosse in realtร  un sogno. Si alzรฒ dal letto e si affacciรฒ al balcone che dava sulla strada della cittร , quando sentรฌ la porta della camera aprirsi rientrรฒ la testa per vedere l’amico giร  vestito per la giornata che si presentava davanti.
-          Dormiglione ti sei svegliato finalmente!
-          Giร ! Ma perchรฉ scusa che ore sono?
-          Sono le undici, dai sbrigati che la cittร  ci aspetta
-          Vedo che sei di buon umore oggi! Ottimo, mi vado a lavare allora!
-          Perchรฉ non dovrei? Bah, comunque ti ho preso un cornetto ed un caffรจ, vedi di essere veloce, ho voglia di girare oggi e fare spese pazze!
-          Con quali soldi?
-          Beh con quelli che ho e con quelli che mi presterai!
E risero di cuore dopo quella richiesta di aiuto finanziario. La giornata trascorse piacevolmente attraverso strade, vicoli, e monumenti romani. E la sera i due ragazzi erano ancora piรน svegli della mattina pronti a fare di nuovo le ore piccole nei locali romani.
Ritornati nuovamente nelle prime ore della mattina perรฒ erano in tre in quella occasione. Stefano aveva rimorchiato un ragazzo moro tonico e disponibilissimo ad essere abbordato da un forestiero. Riccardo doveva far fede alla promessa fatta all’inizio della vacanza, quindi decise di accucciarsi nella hall con una rivista in mano pronto a passare il resto della notte in una scomoda poltrona. Dopo due ore perรฒ intravide con gli occhi colmi di sonno che il tipo della discoteca stava andando via. Incrociarono lo sguardo e il moro gli disse solamente:
-          Se non voleva trombare poteva dirmelo prima, tre ore di moine per non concludere niente!
Prima di uscire perรฒ si fermรฒ, e tornรฒ indietro rivolgendogli di nuovo la parola:
-          Anche tu sei un bel ragazzo, ti andrebbe di…? Possiamo andare nella tua stanza, ci divertiamo un po’?
-          La mia stanza รจ quella in cui sei stato fino a cinque minuti fa!
-          Ah…! Ma che รจ il tuo ragazzo? Siete una coppia strana fattelo dire! Comunque il tuo ragazzo stava piangendo! Fossi in te non sarei cosi aperto
-          Ma vai a farti fottere altrove, e fatti i cazzi tuoi! E ti sia ben chiaro che non รจ il mio ragazzo
Detto questo Riccardo si precipitรฒ verso l’ascensore per raggiungere l’amico che sapeva in lacrime. Si fece aprire la porta dopo un paio di volte che bussava delicatamente per non svegliare il resto dell’albergo.
Stefano si era ricomposto, e Riccardo vedendolo di nuovo sereno si fece prendere dall’ira:
-          Ma che cazzo credevi di fare scopandoti quell’ idiota? Credi si possa dimenticare cosi una persona?
-          No io non ci ho capito niente!
-          A maggior ragione, scusami se te lo dico ma sei un po’ testa di cazzo! Quello tra l’altro ha pensato che stessimo insieme e chissร  cos’altro!
A queste parole Stefano si mise a ridere a crepapelle. L’idea di lui con Riccardo non la poteva visualizzare in mente senza sentirsi travolto dalle risate.
-          Io… e te insieme?? Ahahah, ma per piacere! Dovevo capirlo che era toccato nel cervello quello li! Te lo immagini? Che ridere amico mio! Dai andiamo a letto!
Che ridere pensava Riccardo. “se me lo immagino” pensava dopo. Se lo immaginava davvero? Era dalla sera prima che si sentiva diverso nei confronti di Stefano, piรน vicino, piรน intimo e non lo guardava piรน con gli occhi di un amico. Stava maturando nella sua mente e nel suo cuore qualcosa che avrebbe cambiato per sempre il loro assetto relazionale? Stava per affrontare l’argomento con Stefano anche per farsi chiarezza parlandone con lui quando Stefano gli diede la certezza che non era il caso di mettere sul tavolo certi pensieri:
-          Sai Ric, Antonio mi ha chiamato! Vuole riprovare a stare con me, non pensava mi avrebbe piรน sentito e ieri si รจ sentito morire quando gli รจ comparso il mio numero sul cellulare.
-          E tu ci vuoi tornare?
-          Scherzi Ric! Io lo amo ancora tantissimo, non vedo l’ora che domani torniamo, mi verrร  a prendere lui!
-          Ah ottimo…cosi non devo infilarmi in cittร  per venirti a lasciare
E dicendo ciรฒ si lasciรฒ cadere nel letto esausto. Come non si era accorto che in lui stava nascendo un sentimento per il suo migliore amico. Sapeva che Antonio lo avrebbe fatto soffrire ancora, ma sapeva anche che Stefano non lo amava come probabilmente lo amava lui.
Arrivati all’aeroporto della loro cittร , agli arrivi c’era Antonio che aspettava con un sorriso la sua metร  che tornava da quella fuga dal dolore. Elio era invece in un angolo che aspettava il suo amore che tornasse da quel periodo di relax. Stefano e Riccardo si salutarono con un abbraccio quando uscirono dalla porta della zona sbarco, e Riccardo salutรฒ con la mano Antonio, il suo rivale inaspettato. Si girรฒ intorno con lo sguardo cercando il viso di colui che stava ancora con lui. Trovรฒ lo sguardo di Elio che aspettava quell’incrocio di sguardi, e si avvicinรฒ verso il suo fidanzato. Elio lo abbracciรฒ affettuosamente e gli disse:
-          Non potevo aspettarti a casa? Sei venuto con la tua macchina dovremmo comunque tornare separatamente
-          No Elio, era il caso ci fermassimo qui a cena, devo parlarti
Un’ora dopo a Riccardo squillava il cellulare:
-          Eih fratello! Ho intravisto Elio agli arrivi! Glielo hai detto tu di raggiungerti?
-          Si gliel’ho detto io, volevo vederlo!
-          Il periodo di crisi รจ passato!
-          Si possiamo dire cosi! E tu e Antonio? Come รจ stato rivederlo?
-          Beh amico mio, che te lo dico a fare, abbiamo fatto scintille! Ci sentiamo domani! Grazie mille Ric di tutto! Ti voglio bene!
-          Anche io Fano! Buona notte!
Chiuso il telefono si diresse all’uscita dell’ aereoporto con in mano un trolley, e forse anche il cuore. In lontananza vedeva Elio dirigersi verso la sua macchina con la testa china, forse stava piangendo, forse stava solo pensando. รˆ vero il periodo di crisi era finito, ma perchรฉ con la sua fine era finita anche una storia, del resto nel cuore di Riccardo ora c’era un’ altra persona, anche se sapeva che sarebbe rimasta solo un’idea nel suo cuore.

Rubrica a cura di Gianni
Grafica a cura di Giovanni Trapani
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Altri Mondi: Il ritorno di Shortbus


Prologo
Settimana prossima, per l'esattezza il Mercoledรฌ 12 Ottobre, ritornerร  la trasmissione radiofonica di Davide Puppa e Sergio Rozzi, Shortbus - gli altri incontri radiofonici e per l'occasione ho ricontattato le due menti del programma e ho chiesto loro di anticiparci qualche novitร  sulla nuova stagione. Ecco quello che mi รจ stato risposto.  
Facendo i miei in bocca al lupo per il debutto di Mercoledรฌ prossimo, alle 20:00 su Radio Onda D'Urto, a Davide e Sergio, vi saluto e vi do appuntamento a domani
Francesco Sansone


 Il ritorno di Shortbus - 
Intervista a Davide Puppa e Sergio Rozzi

L’ultima volta che ci siamo sentiti era Maggio e il programma stava per andare in vacanza dopo una stagione radiofonica di successo. Adesso le vacanze stanno per finire e Shortbus – gli altri incontri radiofonici torna Mercoledรฌ prossimo, 12 ottobre. Quali sono le novitร  che attendono i vostri ascoltatori in questa nuova edizione?

Beh la prima novitร  รจ che ci siamo ancora e dopo l’ottima riuscita della seconda stagione ve ne รจ una terza. Quest’anno saremo affiancati da un voce femminile, quella di Marialuisa, giร  conduttrice per radio onda d’urto del programma Penelope Farm. Oltre alla voce di Marialuisa avremo il suo supporto sia durante la trasmissione sia  nella parte organizzativa della terza stagione.
Altra novitร  sarร  l’attivazione di un numero telefonico per gli sms che i nostri ascoltatori potranno usare per inviare consigli, idee, saluti.

Quale sarร  la vostra mission di quest’anno?
Beh la mission rimane sempre la stessa, parlare, informare, contro informare dal grandissimo mondo lgbt.

Come ormai anche i lettori de Il mio mondo espanso sanno, ogni settimana durante la diretta  invitate un ospite a parlare del suo lavoro atto a migliorare la condizione della comunitร  LGBTQ nel nostro paese. Chi sarร  il primo ospite di quest’anno?
Come prima puntata incontreremo il mondo gay della capitale. Sono successe molte cose a Roma che riguardano il mondo lgbt, ecco con loro cercheremo di capire gli avvenimenti degli ultimi mesi.


L’ultima volta che vi ho chiesto chi vorreste intervistare, Davide ha risposto Franco Grillini e Sergio, invece, Stefano Rodotร .  Durante l’estate avete cambiato idea oppure?
Non credo. Io rimango sempre di quel parere e spero che in questa terza stagione (con un po’ di impegno certo) l’intervista avvenga.


Durante la vostra assenza nel nostro paese รจ stata respinta ancora una volta la legge antiomofobia. Come avete appreso la notizia? Ve lo aspettavate, oppure speravate,  con il clima generato dalle elezioni di Milano e Napoli, che le cose potessero evolversi anche in parlamento?
Non stupiamoci se questa maggioranza parlamentare abbia sostituito impegni politici importanti per il paese (lavoro, sviluppo, giovani, stato sociale, diritti e cittadinanza) al motto del Sommo “serva Italia di dolore ostello nave senza nocchiere in gran tempesta non donna di provincia ma bordello”.E  non perchรฉ siano divenuti  dotti o colti, semplicemente sono cosรฌ, una grande armata Brancaleone allo sbaraglio. Napoli e Milano insegnano, specie a quei scalcinati presunti leader di sinistra (per conto la destra ha un Padrone) che l’elettorato attivo si รจ rotto degli schemi e delle logiche partitiche. Mi auguro, metaforicamente s’intende, che il re nudo e crudo possa essere cacciato sullo stile hotel Raphael, fatto eclatante che ha decretato la morte della prima repubblica.


Tuttavia pur non andando in onda, Shortbus non ha smesso di lavorare, infatti nella vostra pagina Facebook, continuavate a diffondere notizie e a commentarle con i vostri amici. Di tutte quelle postate, quale vi ha scosso di piรน e perchรฉ?
La pagina di Facebook รจ stata una positiva esperienza, la trasmissione ha continuato ad informare grazie al contributo di molti di voi. Anche tu Francesco non hai mai fatto mancare  i tuoi commenti, la tua visione delle cose. Purtroppo le notizie che mi hanno scosso sono le aggressioni fisiche e quelle verbali. Tutte sempre indirizzate al mondo lgbt. E poi le cazzate dette da politici di discussa moralitร ,  che pensano di dare “buoni” consigli perchรฉ non possono piรน dare il cattivo esempio.


Come si sa l’inizio di una nuova stagione in qualche modo รจ paragonabile all’inizio un nuovo di un nuovo corso di vita, pertanto vi chiedo, cosa vi augurate per il nuovo anno?
Quello di evolverci e di crescere insieme alla platea dei radioascoltatori che grazie alle nuove tecnologie possono interagire anche sul web o attraverso gli sms.

F.S.

Rubrica a cura Francesco Sansone
Grafica a cura di Giovanni Trapani
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Marte Inverso - 12^ Puntata

Prologo
Dopo lo stop causato dal mio pc che ha voluto riposarsi per un giorno intero,  parte la settimana de Il mio mondo espanso
Francesco Sansone


12^ Puntata
Qualche ora prima

Stefano


Da quando mi sono trasferito nel nuovo appartamento e aver conosciuto il mio nuovo vicino di casa, Cristian, ho davvero iniziato una nuova vita. Con Cristian รจ nato un ottimo feeling, ci vediamo quasi ogni sera per parlare e rilassarci dopo una giornata di lavoro e qualche volta ci esce anche del buono e sano sesso, tuttavia non credo possa nascere qualcosa fra di noi. Preferisco mantenere il rapporto cosรฌ com’รจ, e poi ho l’impressione che lui voglia la stessa cosa.

Ero ancora a lavoro quando mi chiama per propormi di andare ad ascoltare un gruppo in un pub aperto da poco e dato che mi piace un sacco sentire musica dal vivo, accetto senza indugi. Alle 21 arrivo a casa e prima di entrare nel mio appartamento, passo dal mio vicino.

-          Sei arrivato? – mi dice aprendo la porta

-          Sรฌ. Ti volevo avvisare e dirti che il tempo di una doccia e sarรฒ pronto

-          Allora ti aspetto. Magari beviamo qualcosa prima di uscire, che ne dici?

-          Ottima idea. A tra poco allora

-          Ci vediamo

E cosรฌ infilo la chiave nella toppa e velocemente, mi sfilo gli abiti e mi butto nella doccia.  Mezz’ora dopo sono pronto. Ho indossato un paio di jeans e una camicia nera aderente e aperta fino all’altezza dei pettorali. Prendo le chiavi e chiudendomi la porta alle spalle, suono nuovamente al campanello di Cristian che mi apre giร  vestito. Anche lui ha scelto un abbigliamento semplice: jenas e maglietta bianca a V scollata che risalta l’abbronzatura che s’รจ preso in questi mesi d’estate

-          Vedo che l’abbronzatura ancora persiste

-          E ci credo. L’ultima volta che siamo andati al mare รจ stata lo scorso week end

-          Davvero? Oddio oggi sono proprio cotto. Non mi ricordavo

-          Dai vieni a bere. Birra o vino bianco?

-          Data la serata calda, un bel vino bianco frizzantino รจ ciรฒ che ci vuole.

-          E vino sia

Ci sediamo in saloto e parliamo del piรน e del meno, fino a quando non gli chiedo di parlarmi del posto in cui andremo

-          Il Marte Inverso รจ un pub che ha aperto pochi mesi fa, ma รจ riuscito ad affermarsi diventando uno dei posti piรน cool del momento e oggi, per mantenere il consenso conquistato, ha deciso di inaugurare la serata live

-          Devono essere proprio dei geni del marketing i proprietari

-          A quanto ne so, รจ solo uno il proprietario. Un ragazzo piรน o meno della nostra etร 

-          ‘Sti cazzi! Alla nostra etร  ha deciso di buttarsi in questa maniera? Be’, se รจ cosรฌ sono contento che gli stiano andando bene gli affari. Largo ai giovani almeno in queste cose, dato che in altri ambienti siamo dei reietti da tenere alla larga

-          Polemico?

-          Chi io? Non piรน del solito

-          Che รจ successo al lavoro oggi?

-          Non riesco a nasconderti nulla, vero?

-          Diciamo che essendo simili, so quando ti turba una cosa

-          Allora te lo dico. In questi giorni in ufficio c’era aria di promozione e secondo le voci di corridoio io ero uno dei candidati.

-          Davvero e perchรฉ non me lo hai detto prima?

-          Per scaramanzia, credo. Comunque oggi hanno deciso, ma il prescelto non sono stato io

-          Mi dispiace

-          No, non farlo. Ci saranno altre occasioni…. Mi auguro. Bene, che ne dici di finire il vino e uscire, voglio proprio svagarmi

-          Tutto d’un fiato

-          Sรฌ.

-          3, 2, 1 Giรน! – e il vino finisce nelle nostre gole come acqua fresca che esce dalla sorgente  (ammazza che paragone che ho usato per dire che ce lo siamo scolati) -  Stefano, andiamo

-          Io sono giร  uscito – dico camminando verso la porta d’ingresso



***


Arrivati notiamo che c’รจ una gran confusione e questo mi piace. Di solito in queste occasioni ci esce sempre qualcosa. Anche Cristian sembra euforico per la cosa. Entriamo e dopo aver fatto un giro con gli occhi per vedere chi ci sia di interessante, vedo da lontano una persona del mio passato, vedo Simone. Non so che mi prende, sono euforico e confus allo stesso tempo. Non avrei mai immaginato di rivederlo e per lo piรน questa sera. Dico a Cristian di seguirmi e lo raggiungo.

-          Scusatemi

-          Sรฌ, mi dica?

-          Simone sei tu?

-          Sรฌ, perchรฉ?

-          Non ti ricordi di me?

-          Veramente…

-          Sono Stefano. Ne รจ passato di tempo, ma tu non sei cambiato affatto

-          Perchรฉ sei venuto?

-          Come?

-          Non parlo del perchรฉ sei venuto al pub, ma perchรฉ sei venuto da me?

-          Ti ho visto e… e poi a parte Cristian, il mio nuovo vicino di casa, non conosco nessuno e vedendo un volto amico, mi รจ sembrato carino venirti a salutare. Ma che sbadato non ho fatto le presentazioni. Simone lui รจ Cristian, Cristian, Simone

-          Piacere. Lui invece รจ Ale, il mio compagno.

-          Ah, perciรฒ sei fidanzato adesso. In effetti come potrebbe essere diversamente, sei sempre cosรฌ bello

-          Penso che tu stia mancando di rispetto al mio fidanzato con queste parole

-          Scusami, non volevo essere irriverente e che Simone รจ stato il mio primo batticuore e non l’ho mai dimenticato, ma peso che ti abbia parlato di me dato che sono stato il primo con cui ha fatto sesso.

-          Certo che mi ha raccontato di te e anche di come ti sei comportato con lui. Pertanto dato che questa sera per Simone รจ un evento, ti prego di andare via, non vorrai rovinargli ancora una volta una cosa bella.

-          Non รจ mia intenzione, credimi. Allora vado e scusate il disturbo. Vieni Cristian, andiamo non siamo graditi

-          No, aspettate – interviene Simone – non c’รจ bisogno che andiate via. Tra poco inizia il concerto

-          Mi spieghi perchรฉ gli hai detto di rimanere?

-          Io, veramente…

-          Lascia perdere, dato che lo vuoi qui, la mia presenza รจ inutile. Buona serata

-          Ale aspetta – e se ne vanno via. Mi giro e guardo la faccia di Cristian che รจ ammonitiva nei miei confronti

-          Perchรฉ mi guardi cosรฌ? – gli domando

-          Ma ti sembra il modo di comportarti? Non ti ho mai visto comportarti cosรฌ meschinamente in questi mesi. Chi sei tu? Quello che ho imparato a conoscere o quello di stasera?

-          Non so che mi sia preso

-          Ricordo ancora cosa mi hai detto questa estate sul tuo primo amore, perรฒ adesso lui sta con quel ragazzo e tu non puoi intrometterti in questa maniera.

-          Dici che dovrei scusarmi con loro?

-          Penso proprio di sรฌ. Tranquillo, ti accompagno io, non ti ci mando solo.

-          Grazie Cristian sei un amico

-          Coraggio, andiamo da loro – e cosรฌ usciamo dal pub e li vediamo di fronte alla strada

-          Volevo chiedervi scusa. Non volevo fare lo stronzo poco fa. Non so cosa mi sia presto. Averti rivisto Simone, mi ha riportato a quel periodo e mi sono emozionato e dato che ci siamo rivisti, ti volevo chiedere perdono per come mi comportai all’epoca. Non volevo farti stare male, ma ancora non avevo capito bene chi fossi. Quando quella volta mi hai palesato i tuoi sentimenti, ho preso coscienza d’esser gay, ma non riuscivo ad accettarlo ed รจ per questo che scappai pur sapendo del male che ti avrei procurato, perรฒ sappi che pure io non sono stato bene in quel periodo.

-          Non devi dirmi tutto questo

-          Invece devo, perchรฉ รจ grazie a te se ho capito chi ero evitandomi anni di oblio, perรฒ ho dovuto allontanarmi da te per capirlo. Quindi scusami se mi sono comportato cosรฌ.

-          Facciamo una cosa, non pensiamo piรน, ti va?

-          Se รจ quello che vuoi, va bene. Ale chiedo scusa pure a te per prima, davvero non sono uno sfascia famiglia. Non mi metterei mai in mezzo a due persone che si amano, perchรฉ so cosa si prova e non potrei mai che per qualcuno per colpa mia viva quello che ho vissuto io. – Per fortuna anche Ale accetta le mie scuse e ci invita a ripartire con il piede giusto, offrendoci da bere. Mentre torniamo indietro, guardo Cristian e vedo soddisfazione sul suo viso

-          Come mai quella faccia lรฌ?

-          Sono orgoglioso di te

-          Per quello che ho detto di te, ossia che รจ grazie a te che sono venuto fuori dal trauma post rottura?

-          No, non per quello, ma per come non ti sei vergognato di chiedere scusa per il tuo comportamento. Non รจ da tutti farlo

-          Se non fosse stato per te, non lo avrei mai fatto, e lo sai

-          Puรฒ darsi…  - mi dice mettendomi un braccio dietro sulla spalla

Rimesso piede nel pub, Simone chiede al barman di preparare i drink e sia io che Cristian lo fissiamo con attenzione e ci guardiamo negli occhi capendo che entrambi abbiamo le stesse intenzioni.  Credo ci aspetterร  una bella nottata.

-          Pedro – dico per attirare la sua attenzione – Appena hai finito di lavorare, hai impegni?
Continua…
Rubrica a cura di Francesco Sansone
Grafica a cura di Giovanni Trapani

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