Un nuovo mondo - Diciottesima e Dicianovesima Puntata

Diciottesima Puntata




- Resta qui un attimo – mi disse il giovane paramedico. Mi accomodai su un seggiolino, con le mani incrociate e con la testa fissa ad osservale. Non sapevo nulla di quello che stava succedendo dentro la camera di primo soccorso in cui era stato fatto entrare Andrea. Alzai il capo cercando di incrociare il volto di quel ragazzo, ma non lo trovai da nessuna parte. Dopo qualche minuto vidi arrivare di corsa Anna.



- Dov’รจ? Come sta?


- Anna, n … non lo so. ฤ– lรฌ dentro – e indicai la stanza – da un po’ e ancora nessuno mi ha detto nulla.


- Ok ci penso io. Tu stai qua e stai calmo, vedrai che si risolverร  tutto.


- Veramente…


- Sto tornando, non ti muovere. – Mi stupiva il modo di parlarmi di Anna, non dico che non fosse mai stata premurosa nei miei riguardi, anzi รจ stata sempre gentile e affettuosa, ma non mi aveva mai parlato cosรฌ, come se fossi il ragazzo di Andrea. Mentre stavo ancora aspettando, suonรฒ il telefono.


- Pronto?


- Fabri’ dove siete? Sono a casa tua.


- In ospedale.


- Perchรฉ? Ci sono novitร  su Giulia?


- No!


- Allora, cosa รจ successo?


- And … Andrea ha avuto un incidente. ฤ– grave.


- Sto arrivando.


- Fai come vuoi


- Cosa?


- Niente. A dopo. – Non so perchรฉ risposi cosรฌ a Massimo, so che non era stata colpa sua, ma dentro di me non facevo altro che ripetermi che se non fosse stato per lui, io non starei qui ad aspettare di avere notizie su Andrea.


- Stanno facendo tutti gli accertamenti. Ora lo stanno portando a fare una tac e..


- E?


- Poi si vedrร .


- Ma cosa ti hanno detto?


- Fabrizio, devi essere forte.


- Forte? E perchรฉ? รˆ solo caduto, mi parlava fino a poco fa e stava bene. Non puรฒ essere cosรฌ grave come dicono. No! Non รจ come dicono loro – e dicendo questo, mi alzai e andai fuori nell’atrio dell’ospedale.



Accesi una sigaretta e fissavo il vuoto.



- Ah, Eccoti! Sei qui.


- …


- Ehi, mi senti?


- Cosa? Ah scusa, sei tu. – mi girai e vidi il paramedico – Scusa ero sovrappensiero. Ho appena saputo che Andrea sta messo male piรน di quanto pensassi.


- Lo hai saputo, eh? Ero venuto a cercarti per dirti come stava il tuo amico.


- Andrea non รจ mio amico.


- Scusa pensavo che..


- No! รˆ il mio fidanzato.


- Capito. Dai stai tranquillo. – mi disse appoggiandomi il braccio sulla spalla- Vedrai che tutto andrร  meglio.


- Me lo dici solo per consolarmi o perchรฉ pensi che sia la veritร ?


- …


- Come pensavo. Ti ringrazio per quello che hai fatto.


- Ho fatto solo il mio lavoro.


- Non รจ vero. L’avevi capito che Andrea non era solamente un mio amico.


- In effetti รจ vero.


- Quindi ti ringrazio per avermi fatto salire sull’ambulanza.


- Ho fatto quello che vorrei facessero a me se mi trovassi nella tua situazione.


- Fabrizio, sei qui. Finalmente! Ti stavo cercando. Anna mi ha detto che sei scappato.


- Eccomi, Massimo. Lui รจ un mio amico… credo – dissi girandomi verso il paramedico mentre Massimo si avvicinava.


- Come?


- Niente, lascia stare.


- Come stai? Mi spiace tanto, se solo…


- Non continuare!


- Ma… io...


- Scusami, non volevo essere scortese, รจ che non sono in me.


- Stai tranquillo.


- Comunque torniamo da Anna. Ti ringrazio ancora una volta per tutto quello che hai fatto. - dico girandomi verso il giovane paramedico.


- Di nulla. Comunque mi chiamo Alberto. – disse allungandomi la mano.


- Come avrai capito io mi chiamo Fabrizio. Piacere.


- Piacere mio. Adesso devo andare in ambulanza. Magari ci si vede dopo.


- Chissร . Ciao.



Rientrato all’interno, Anna vedendomi mi fece segno di raggiungerla.


- Siediti qui. Dobbiamo solo aspettare. Ha chiamato tua madre mentre eri fuori. Stanno arrivando. Hanno detto che perderanno ancora un’oretta.


- Signora? – questa parola ci fece girare di botto. – Mi spiace ...


- No! Non continui a dire altro. Non dica niente. Vada via, vada via ho detto. Via!





Continua …





 
 
 
Diciannovesima puntata





Qualche ora prima
Andrea





Quando arrivai sul luogo descritto da Massimo, non potevo credere ai miei occhi. Le due macchine erano frantumate e attorno a loro c’erano vigili del fuoco, medici e poliziotti.


- Cosa รจ successo? – domandai a un ragazzo che si trovava lรฌ.


- Un incidente. Stavano facendo una corsa e alla fine si sono schiantati.


- Ci sono feriti.
- Feriti?! Ci sono pure morti.


- Davvero?


- Sรฌ su cinque ragazzi sono morti in quattro. Tra loro c’รจ pure una ragazza.


- Cazzo, Giulia


- Cosa?


- Niente … dicevo che รจ terribile.


- Giร , pensa ai quei poveri genitori quando riceveranno questa notizia.


- Giร . Mi scusi – e dicendolo mi avvicinai per cercare di vedere qualcosa in piรน. A pochi centimetri, vidi il corpo senza vita di Giulia e del suo amico, ma anche quello degli altri due ragazzi. Di volta in volta venivano rinchiusi nei sacchi neri e portati sulle ambulanze.


- Che notte di merda. Quattro ragazzi su cinque morti, spero che almeno per stanotte non avvengano altri incidenti. – sentii dire da un giovane paramedico che stava trascinando una barella.


- Che ci vuoi fare Alberto, ‘sti ragazzi non si rendono conto che giocano con la vita.


- Mi scusi? – chiesi a quel giovane


- Sรฌ, mi dica?


- Sono morti tutti? – chiesi facendo finta di non sapere nulla.


- No, solo uno si รจ salvato.


- Quindi erano solo cinque?


- Sรฌ


- E nessun altro?


- Per fortuna no. La polizia ha chiuso il caso. Non c’รจ altro da scoprire dicono.


- Ah! Capisco. Beh, grazie


- E di che?


- Buonasera


- Buonasera.


Non appena salutato quel ragazzo, sentii suonare il telefono


- Andrea come รจ la situazione lรฌ?


- Fabri’ qui รจ un inferno. Ci sono auto della polizia e ambulanze.


- Cosa?


- Hai capito bene.


- Oddio e Giulia come sta? Sta bene almeno lei?


- Veramente sia Giulia che il suo amico non ce l’hanno fatta. Hanno appena portato via le loro salme.


- Mio dio, รจ terribile e adesso come… cosa...


- Stai tranquillo Fabrizio! Non dire nulla a Massimo per il momento, io sto tornando a casa.


- Ok non dirรฒ nulla per il momento. Ciao Andrea ti prego torna presto.


- D’accordo. A dopo.



Andai di corsa sullo scuter per tornare a casa. Fabrizio non sa stare tranquillo in queste circostanze. Si fa prendere dal panico, ha bisogno che qualcuno lo tranquillizzi e gli dia coraggio. Mentre stavo per mettere in moto sentii squillare di nuovo il telefono.


- Massimo รจ uscito come un pazzo. Sa tutto. Dobbiamo fermalo. Io sto scendendo di casa.


- Ok, io intanto vedo se riesco a beccarlo in strada. – iniziai a camminare, nella speranza di trovarlo e finalmente lo vidi. Aumentai la velocitร  per raggiungerlo, ma ad un tratto una donna spuntรฒ sulla strada.






Qualche istante prima


Massimo





- Stai tranquillo Fabrizio! Non dire nulla a Massimo per il momento, io sto tornando a casa.


- Ok non dirรฒ nulla per il momento. Ciao Andrea ti prego torna presto.


- Massimo! Da quanto sei qui che ascolti?


- Fabrizio dimmi che cosa non devi dirmi adesso. Dimmelo!


- Giulia e Dario purtroppo…


- No. Non รจ possibile. Devo andare lรฌ, devo andare subito. - Quando mi trovai fuori dal portone non sapevo dove andare e cominciai a correre come un pazzo, non mi fermai neppure per prendere fiato se non dopo molto tempo. Finalmente mi fermai davanti ad una fontana. Mi bagnai la faccia nell’acqua e mi buttai per terra. Respiravo forte. Ero tutto sudato e la stanchezza e la disperazione avevano preso il sopravvento. Restai molto tempo lรฌ, fino a quando non pensai a Fabrizio e allo spavento che gli avevo causato.


- Sono stato davvero un cretino. Fabrizio adesso sarร  preoccupato e spaventato. Forse รจ meglio che torni a casa sua – mi dissi e cosรฌ alzandomi mi incamminai. Arrivato al portone suonai piรน volte, ma nessuno aprรฌ, pensavo che fossero per strada a cercarmi e cosรฌ lo chiamai


- Pronto?


- Fabri’ dove siete? Sono a casa tua.


- In ospedale.


- Perchรฉ ci sono novitร  su Giulia?


- No


- Allora cosa รจ successo?


- And … Andrea ha avuto un incidente. ฤ– grave.


- Sto arrivando.


- Fai come vuoi


- Cosa?


- Niente. A dopo. – Quel suo “fai come vuoi”, mi lasciรฒ perplesso, non avevo mai sentito Fabrizio parlarmi in quella maniera, con quel tono. Ho avvertito tutto il suo dolore e la sua rabbia. Corsi come un matto fino all’ospedale e quando vidi Anna le feci un cenno con la mano.


- Massimo, tu qui?


- Sรฌ, spero non le spiaccia.


- No che dici, mi spiace solo che ci rivediamo in questo contesto.


- Giร , ma cosa รจ successo?


- Andrea ha avuto un incidente con la moto e ha perso i sensi. Di piรน non so, ancora nessuno mi ha detto nulla.


- E Fabrizio?


- ฤ– uscito fuori, era sconvolto. Lo ha trovato lui per strada.


- Oddio. Ti spiace se vado..


- No, anzi, sarei piรน serena sapendo che ci sei tu – finito di dire quelle parole, sentimmo il telefono di Fabrizio suonare – Sono i suoi genitori, tu vai da lui cosรฌ posso rispondere


- Ok. – Camminai poco prima di vederlo.


- Fabrizio, sei qui. Finalmente, ti stavo cercando. Anna mi ha detto che sei scappato.


- Eccomi, Massimo.


- Come stai? Mi spiace tanto, se solo…


- Non continuare!


- Ma … io ..


- Scusami, non volevo essere scortese รจ che non sono in me.


- Stai tranquillo.


- Comunque torniamo da Anna.






L’arrivo in ospedale
Alberto


- Giovane, bianco, ha avuto un incidente in moto, non da segnali di vita. Ha perso molto sangue.


- Dai vieni. Entra con me.


- Grazie.


- Resta qui un attimo


Dicendo queste parole, lasciai il ragazzo in sala d’attesa per sapere qualcosa in piรน.


- Allora come sta?
- Ancora non sappiamo molto, tra poco gli faremo la tac e cosรฌ potremo capire perchรฉ non risponde. Sicuramente ha avuto un’emorragia interna, ma non possiamo dire altro.


- Ti ringrazio vado a comunicarlo al suo amico qua fuori. ฤ– sconvolto.


Andai verso lui ma non feci in tempo a raggiungerlo che lo vidi scappare.


- Oddio glielo hanno detto prima di me. Non ci voleva. - E lo seguii - Ah! Eccoti, sei qui – gli dissi una volta trovato


- …


- Ehi, mi senti?


- Cosa? Ah scusa, sei tu. Scusa ero sovrappensiero. Ho appena saputo che Andrea sta messo male piรน di quanto pensassi.


- Lo hai saputo, eh? Ero venuto a cercarti per dirti come stava il tuo amico.


- Andrea non รจ mio amico.


- Scusa pensavo che...


- No! รˆ il mio fidanzato.


- Capito. Dai stai tranquillo.


- Me lo dici solo per consolarmi o perchรฉ pensi che sia la veritร ?
- …


- Come pensavo. Ti ringrazio per quello che hai fatto.


- Ho fatto solo il mio lavoro.


- Non รจ vero. L’avevi capito che Andrea non era solamente un mio amico.


- In effetti รจ vero.


- Quindi ti ringrazio per avermi fatto salire sull’ambulanza.
- Ho fatto quello che vorrei facessero a me se mi trovassi nella tua situazione. - Mi lasciรฒ di stucco come quel giovane non ebbe difficoltร  a dire a un semi sconosciuto che il ragazzo di cui era preoccupato fosse il suo fidanzato. Ha avuto quella non curanza di cui io non sarรฒ mai capace. Era disperato, ma lottava con tutto se stesso per non lasciarsi impazzire. Io non so se ce l’avrei fatta. Stavo per dirgli che avevo visto il suo fidanzato e che gli avevo parlato prima che avesse l’incidente, quando arrivรฒ un ragazzo chiamandolo.


- Lui รจ un mio amico… credo


- Come?


- Niente lascia stare. – Mi stupรฌ ancora una volta. Per la prima volta in quella serata aveva manifestato la sua rabbia, anche se poi, chiedendo scusa al suo amico per il tono assunto, cercรฒ di far rientrare tutto dentro.


- Ti ringrazio ancora una volta per tutto quello che hai fatto.


- Di nulla. Comunque mi chiamo Alberto. – gli dissi allungando la mano.


- Come avrai capito io mi chiamo Fabrizio. Piacere.


- Piacere mio. Adesso devo andare in ambulanza. Magari ci si vede dopo.


- Chissร . Ciao. – e raggiunsi l’ambulanza.


- Quel ragazzo era l’amico di quello che abbiamo caricato prima? – mi disse il mio collega


- Sรฌ, perchรฉ? Cosa sai?


- Ah amico mio, certe serate non vorrei viverle.


- Giร ! Non lo dire a me.



Adesso


Fabrizio





- Signora? – questa parola ci fece girare di botto. – Mi spiace ...



- No! Non continui a dire altro. Non dica niente. Vada via, vada via ho detto. Via!





Continua …
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Numero Zero10

***
La paura di invecchiare รจ maggiore a quella di morire

Frase che ho sentito da qualche parte in un qualche luogo qualche tempo fa.
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Un nuovo mondo - Sedicesima e Diciassettesima Puntata

Sedicesima Puntata

- Cosa รจ successo?? – Chiese Andrea preoccupato

- La macchina dell’amico di Giulia ha sbandato e s’รจ scontrata con quella degli altri. C’รจ stato un grande botto e poi non ricordo nulla. Quando mi sono ripreso, Giulia e Dario erano ricoperti di sangue. Li ho chiamati, ma non mi hanno risposto. Preso dalla paura sono scappato lasciandoli lรฌ e mentre correvo ho pensato a voi e sono venuto qui nella speranza di trovarvi dentro.

- ฤ– successo sul tratto di autostrada in costruzione? – domandรฒ Andrea

- Sรฌ, perchรฉ?

- Vado a vedere cosa รจ successo, cosรฌ almeno ci tranquillizziamo un po’.

- Andrea non credi sia meglio lasciar perdere? – gli dissi io

- No, รจ meglio se vada. – e dicendolo mi appoggiรฒ la mano sul viso. – Adesso vado e tu, Massimo, fatti una doccia e cambiati quei vestiti. A dopo. – e la porta si chiuse. Restai seduto accanto a Massimo senza sapere che dire.

- State assieme vero? – mi domandรฒ di punto in bianco.

- Sรฌ.

- Lo sapevo. L’ho sempre saputo che tra voi c’era qualcosa di piรน di una semplice amicizia.

- Davvero?

- Sรฌ. Ma la conferma l’ho avuto quella sera in cui litigammo.

- Allora รจ per questo che ti sei allontanato?

- No che cazzo dici! Mi conosci e sai che non sono un bigotto. Mi sono allontanato perchรฉ mi sono sentito tradito da voi … i miei piรน cari amici. Dopo aver risposto al mio sms, sei sparito senza nemmeno mandarmi il solito messaggio del mattino dicendomi di vederci al solito bar tutti assieme per fare colazione. A scuola vedendovi avevo capito che finalmente vi eravate trovati, perรฒ escludendo me … รจ per questo che quella mattina feci quella smorfia e tirai dritto.

- Ma perchรฉ non me lo hai detto quanto ti ho avvicinato per cercare di chiarire?

- Perchรฉ mi bruciava ancora e quindi ho risposto in quella maniera e ho lasciato pure la squadra. Ma mi siete mancati e poi con gli amici di Giulia non vado cosรฌ d’accordo come ti dissi quella mattina, anzi, se devo dirla tutta, non mi vanno a genio. Se non fosse per Giulia non li tratterei nemmeno.

- Mi dispiace ti sia sentito messo da parte, non era nelle mie intenzioni credimi e che …

- Non c’รจ bisogno che mi spieghi. ฤ– normale che, quando si scoprono certi sentimenti, ci sia bisogno di stare da soli per capire bene quello che significhano. Sono stato solo un moccioso che ha pestato i piedi perchรฉ geloso.

- Ma dai che dici... Sรน, non pensiamoci piรน. Tra poco Andrea sarร  qua e sapremo cosa รจ successo. Vai a farti la doccia e ringrazia il cielo che i miei non ci sono, altrimenti sai che casini? – e gli ho appoggiato il braccio sulla spalla. Con questo gesto Massimo scoppiรฒ a piangere come un bambino. - Che sono queste lacrime? I maschietti non piangono! Sรน, sรน asciuga quelle lacrime.

- La smetti di prendermi per il culo? Miiii!

- Non ti prendo per il culo.

- Sรฌ, sรฌ. – e asciugandosi le lacrime con l’avambraccio mi guardรฒ come un bimbo impaurito.

- Vedrai che tutto si sistema. Entra in bagno che adesso ti porto l’accappatoio e i vestiti puliti.

- Grazie.

Dopo avergli passato il tutto, tornai in soggiorno e presi il telefono per chiamare Andrea.

- Andrea come รจ la situazione lรฌ?

- Fabri’ qui รจ un inferno. Ci sono auto della polizia e ambulanze.

- Cosa?

- Hai capito bene.

- Oddio e Giulia come sta? Sta bene almeno lei?

- Veramente sia Giulia che il suo amico non ce l’hanno fatta. Hanno appena portato via le loro salme.

- Mio dio, รจ terribile e adesso come… cosa...

- Stai tranquillo Fabrizio! Non dire nulla a Massimo per il momento, io sto tornando a casa.

- Ok non dirรฒ nulla per il momento. Ciao Andrea ti prego torna presto.

- D’accordo. A dopo. – e chiudemmo la conversazione.

- Cosa non devi dirmi per ora?

- Massimo! Da quanto sei qui che ascolti?

- Fabrizio, dimmi che cosa non devi dirmi adesso. Dimmelo!

- Giulia e Dario purtroppo …

- No. Non รจ possibile. Devo andare lรฌ, devo andare subito – e scappรฒ via.

- Massimo dove vai aspetta. – presi il telefono e chiamai Andrea.

- Massimo รจ uscito come un pazzo. Sa tutto. Dobbiamo fermalo. Io sto scendendo di casa.

- Ok io intanto vedo se riesco a beccarlo in strada.


In strada cominciai a correre ma non lo vedevo piรน. Correvo a destra e a manca, fino a quando non sentii una frenata e il grido di una donna. La paura mi invase e non riuscรฌ a muovermi. Presi di nuovo il telefono e chiamai Andrea, ma questa volta non rispose.

- Andrea, Andrea,
Andreaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa.


Continua...

Diciassettesima Puntata
Restai lรฌ fermo a lungo, fino a quando non vidi correre la gente verso l’angolo da cui era provenuto l’urlo e il rumore dello scontro. Camminai lentamente. Dentro sentivo una strana sensazione. Un vuoto. Sรฌ, era questo che sentivo, un vuoto, come se una parte di me fosse volata via. Eppure non avevo visto nulla, e tanto meno sapevo quello che c’era dietro l’angolo. Continuai a camminare lentamente e quando finalmente arrivai, non riuscii a vedere nulla. La gente s’era chiusa a riccio intorno allo spettacolo che di punto in bianco s’era palesato su quella strada. Facendomi spazio, riuscii a superare tutte quelle persone. Davanti ai miei occhi vidi uno scuter a terra, una pozza di sangue e un ragazzo riverso a terra. Mi avvicinai lentamente, forse ancora piรน lentamente di prima. Mi calai. Caddi in ginocchio. Silenzio.

- Chiamate un ambulanza presto subito! Non vedete che รจ grave. Vi prego chiamatela, vi prego. Andrea ti prego resisti. Ti prego. Forza.

- Non gridare in questo modo, non sono sordo.

- Sei sveglio? Come stai? Che ti sei fatto?

- Ma niente, stai tranquillo. Ho fatto solo una caduta stupida. La signora come sta? – mi girai per cercarla. Era seduta per terra con la mano alzata per ricevere un bicchiere d’acqua che un passante le stava dando.

- Sta bene! ฤ– seduta lรฌ che parla con un tizio

- Meno male. ฤ– spuntata all’improvviso e ho fatto tutto il possibile per evitarla e sono caduto.

- Va bene! Ora non sforzarti, non parlare.

- Sรฌ, รจ meglio se rimanga in silenzio. Mi fa male la gola se parlo.

Il suono della sirena arrivรฒ sparata e la gente a poco a poco si spostava per lasciare spazio ai paramedici.

- Che notte di merda. Giร  quattro sono morti, speriamo che questo se la cavi. – disse uno dei paramedici.

- La pregherei di non dire queste cose. Lui ce la farร .

- Oh scusi non sapevo fosse un parente. Mi scusi per quello che ho detto.

- Non si preoccupi delle scuse e pensi a fare il suo lavoro, per favore.

- Certo.

In pochi minuti lo presero e lo misero sulla brandina.

- Andrea vedrai che andrร  tutto bene.

- …

- Andrea? Andrea? Rispondimi Andrea. Perchรฉ non parli piรน?

- Si calmi andrร  tutto bene. – mi disse lo stesso paramedico di prima.

- Perchรฉ non parla piรน? Fino a poco fa parlava tranquillamente. Ha solo detto che gli faceva male la gola.

- Non si preoccupi, faremo del nostro meglio. – Restai di nuovo fermo. Guardavo Andrea che veniva messo sull’ambulanza.

- Viene con noi?

- Cosa?

- Viene con noi?

- Sรฌ, certo.

- Sarร  meglio che chiami pure la madre del ragazzo.

- Perchรฉ รจ grave?

- ฤ– meglio che chiami la madre.

- Ok. – Presi il telefono e feci il numero.

- Pronto?

- Anna, sono Fabrizio.

- Fabrizio? Ma che ora รจ? Cosa รจ successo?

- Andrea ha avuto un incidente. Sono con lui sull’ambulanza. Lo stiamo portando in ospedale.

- Arrivo subito. Tu, stai tranquillo. Non avere paura.

- Dovrei essere io a dirtelo.

- A tra poco.

- A tra poco. – Chiusi la chiamata e chiamai subito i miei.

- Fabrizio che succede?

- Ciao papร . Ti prego tornate. Sto andando all’ospedale.

- All’ospedale, perchรฉ?

- Ti prego tornate. Andrea… Andrea… Vi prego fate presto.

- Ok. Ora stai calmo. Io e la mamma arriviamo quanto prima.

- Ok. Ciao, fate presto.

- Cosa รจ successo? – Sentii dire, quando le porte dell’ambulanza di aprirono.

- Giovane, bianco, ha avuto un incidente in moto, non da segnali di vita. Ha perso molto sangue. – tutto avveniva molto velocemente sotto i miei occhi. La barella con sopra Andrea era giร  sulla strada che correva verso l’entrata dell’ospedale.

- Dai vieni. Entra con me. – mi disse il paramedico porgendomi la mano. Lo fissai. Era un ragazzo sulla trentina. Occhi azzurri e capelli neri. Un bel viso, dolce a tratti.

- Grazie.


Continua …
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Un nuovo mondo - Quattodicesima e Quindicesima Puntata

Oggi svelo il motivo del perchรฉ Massimo sia andato a casa dagli amici. Chi avrร  indovinato?
Alla prossima
Francesco Sansone

Quattordicesima Puntata

Fui io il primo a svegliarmi. Aprendo gli occhi, vidi il braccio di Andrea che mi stringeva. Lo spostai delicatamente e facendomi forza con un braccio, mi sollevai. Avevo ancora addosso i vestiti con cui ero uscito. Decisi di farmi la doccia e cosรฌ andai in camera a prendere un paio di slip e l’accappatoio. Sotto la doccia, mi feci coccolare dal getto di acqua calda che scendeva lungo il mio corpo. Appoggiai le mani sulle mattonelle del muro e chinando il capo, feci sbattere le gocce d’acqua contro il collo. Tenevo gli occhi chiusi e con la mente iniziai a vagare nei pensieri, quando sentii una mano appoggiarsi sul mio fianco.

- Che c’รจ? – Mi domandรฒ Andrea.

- Scusa ti ho svegliato? Non volevo.

- Tranquillo. Allora che succede?

- Niente, mi stavo rilassando. Avevo bisogno di una doccia calda.

Andrea si appoggiรฒ al lavandino fissandomi. Capiva che c’era qualcosa che non andava e sapeva che questo qualcosa era dovuto a Massimo.

- Ci stai ancora pensando?

- Be’... Non riesco a fare come te e dimenticare tutto quello che c’รจ stato tra noi.

- Hai ragione, ma vedi che io non ho dimenticato nulla. Anche io sono preoccupato per Massimo. Il giro che adesso frequenta non mi piace e lui alla fine ne uscirร  male.

- Allora perchรฉ non facciamo qualcosa per farglielo capire?

- E cosa potremmo fare? Lui non vuole sentirci, ormai รจ completamente plagiato da Giulia e dalla sua compagnia e qualsiasi cosa noi diciamo non avrebbe alcun effetto.

- Sรฌ perรฒ…

- Vedrai, prima o poi, capirร  da se’ con chi ha veramente a che fare. Intanto, fino ad allora, noi non possiamo fare niente.

Restai in silenzio sotto la doccia. Avvertivo uno stato di angoscia che mi comprimeva il petto e non mi faceva rassegnare a perdere il mio amico.

- Ti conviene uscire dall’acqua, altrimenti potresti prendere freddo. – Mi disse Andrea, riportandomi al presente.

- Sรฌ forse hai ragione. – Chiusi l’acqua e presi l’accappatoio. – Tu non te la fai?

- Prima ti preparo la cena e poi la faccio.

- No, dai! Cucino io. Tu lavati e poi non mi puoi viziare sempre.

- Ok Fabrizio, mi lavo e tu cucini, perรฒ mi raccomando, cucina qualcosa di buono. – Mi disse dandomi un bacio sulla bocca.


Quando entrai in cucina, aprii il frigorifero per vedere cosa ci fosse e benchรฉ fosse pieno di ogni sorta di cibo, mi venne voglia di pizza e cosรฌ, dopo aver chiesto ad Andrea se ne volesse pure lui, chiamai la pizzeria e ordinai una capricciosa per me e una diavola per Andrea.

- Hai giร  chiamato? Che ti hanno detto? Quando arrivano le pizze?

- Tra circa venti minuti. – Guardai Andrea che indossava solo gli slip – Come sei sexy con quegli slip…

- Ci stai provando per caso?

- Chi io? Ma scherzi?

- Peccato, allora vado a vestirmi.

- Dove vai? Vieni qui – e lo tirai a me e stringendolo lo baciai.


Stavamo on qiella posizione quando suonรฒ il citofono.

- Chi sarร ? – Domandai

- Forse il ragazzo delle pizze.

- Ma avevano detto venti minuti e ne sono passati sรฌ e no cinque. - Andai e rispondere

- Chi รจ?

- Fabrizio ti prego aprimi sono Massimo. Ti prego apri, apri. – Senza dire nulla aprii.

- Chi รจ? – Mi chiese Andrea

- Massimo!

- Massimo?

Suonรฒ il campanello della porta e aprendola vidi Massimo con il viso rosso, il corpo tremante e la maglietta sporca di sangue.

- Vi prego aiutatemi. Sono nella merda.



Continua …

Quindicesima Puntata


- Oddio Massimo che cazzo รจ successo?

- Aiutami Fabrizio, aiutami.

- Sรฌ, certo, ma dimmi cosa รจ successo. Cos’รจ quel sangue? Cosa hai fatto?

- Sono nella merda!

- Sรฌ abbiamo capito. Ma adesso siediti e raccontaci tutto altrimenti non possiamo fare nulla. – disse Andrea secco.

Massimo si accomodรฒ sulla sedia in cucina. Andrea gli stava di fronte e io ero vicino al frigo che versavo dell'acqua in un bicchiere. Quando glielo passai, Massimo buttรฒ giรน l’acqua in un colpo solo.

- Un altro po’ per favore

- Certo – e versai ancora dell’acqua nel bicchiere

- Grazie.

- Allora, ora vuoi dirci cosa รจ successo? Di chi รจ quel sangue? Cosa hai fatto? – gli chiese ancora Andrea

- Il sangue? C’era un casino di sangue. Giulia…

- Giulia cosa? Che le รจ successo?

- Abbiamo avuto un incidente.

- Come? E dov’รจ adesso?

- Non lo so!

- Come non lo sai?

- Non lo so! Non lo so! – e restammo tutti in silenzio, fino a quando Massimo non riprese a parlare. – Stavamo facendo una corsa in auto contro altri ragazzi, chi vinceva si portava a casa un bel po’ di soldi..

- Ma che cazzo ti prende? Da quando ti comporti cosรฌ? - lo accusรฒ Andrea – Ci hai evitato, ti sei avvicinato a Giulia e ai suoi amici, ti metti a fare delle grandi cazzate e ora che sei nella merda, vieni qua e pretendi il nostro aiuto?

- Non aggredirlo cosรฌ – dissi ad Andrea

- No Fabrizio, Andrea ha ragione, non sarei mai dovuto venire qua – e alzandosi si diresse verso la porta – Ho fatto male a venire, dimenticatevi di quello che รจ successo, ciao – e cosรฌ, dicendo questo, si chiuse la porta alle spalle.

- C’era bisogno di fare cosรฌ? Era venuto qui perchรฉ aveva bisogno di aiuto e tu lo cacci? Che cazzo ti prende? A volte non ti riconosco Andrea. – e andai in camera a mettere su qualcosa

- Dove stai andando adesso, Fabrizio?

- A cercarlo!

- Vengo con te.

- Non c’รจ bisogno, hai giร  fatto tanto oggi.


Quando uscii dal portone, vidi Massimo seduto per terra appoggiato ad un’automobile parcheggiata di fronte al portone.

- Meno male sei qui, sali su cosรฌ parliamo e ci racconti cosa รจ successo.

- No. Andrea mi ha fatto capire che non sono il benvenuto e forse ha ragione.

- Ma questa รจ casa mia e decido io chi รจ ben accetto e chi no, quindi, forza, saliamo.

- No, ti prego. Siediti qui con me, voglio stare qui.

- Ascolta, sta per venire il ragazzo della pizzeria e non รจ un bene che lui ti veda cosรฌ, quindi dai vieni su. – Quando finii di dire queste parole, il portone di casa si aprรฌ e uscรฌ Andrea. Io lo fissai e lui restรฒ immobile, poi avvicinandosi si abbassรฒ, sollevรฒ Massimo e dicendogli: "Dai andiamo a casa" salimmo tutti assieme. Per la prima volta dopo tanto tempo eravamo di nuovo assieme e benchรฉ nessuno di noi lo disse espressamente, eravamo tutti felici di questo.

***

- Giulia mi ha chiamato nel pomeriggio dicendomi che avremmo dovuto fare una cosa che ci avrebbe fatto guadagnare un po’ di soldi e quando lei mi parlรฒ di si trattava di una corsa in auto, io inizialmente mi tirai indietro, ma lei mi disse che se non fossi andato tra noi sarebbe finita perchรฉ non sapeva che farsene di un cacasotto,  e cosรฌ ho accettato. Andai a prenderla a casa alle nove e da lรฌ andammo da Dario, il suo amico. Lรฌ con lui c’erano anche i ragazzi con cui ci saremmo dovuti sfidare e, dopo le presentazioni, ci mettemmo tutti in moto verso l’autostrada. La sfida l’avremmo dovuta fare sul nuovo tratto in costruzione, chi arrivava prima, fermandosi in tempo alla fine dell’asfalto, avrebbe vinto. Io ero in macchina con Giulia e Dario, mentre gli altri tre, una ragazza e due ragazzi, erano nell’altra auto. Dopo i preparativi, ci mettemmo in moto e quando entrambi eravammo in dirittura d’arrivo, รจ successo l’imprevedibile.

Continua …
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Numero Zero9

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Se questi sono gli etero, i gay chi sono?

Frase che ho detto a Giovy dopo che un tizio, che aspettava che la ragazza uscisse dal camerino di un negozio,  lo aveva fissato tutto il tempo con sguardo da civetta.
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