Un anno fa se ne andava Sebastian Gianni

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Esattamente una settimana fa dello scorso anno, mercoledì 7 settembre 2016, si è spento l’attivista e imprenditore Sebastian Gianni.
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Ideatore di TGItaliani e del concorso Mr Gay Facebook Italia Sebastian è stato anche uno dei primi imprenditori ad aprire locali gay in Romagna. Personalità forte, di grande cultura e sensibilità, si è sempre battuto con forza per le battaglia LGBT, risultando spesso scomodo.

Una vita trascorsa per vedere riconosciuti quei diritti civili in un paese come l’Italia che li metteva sempre in secondo piano. Sebastian non si è mai fermato, nemmeno quando la malattia stava avendo la meglio su di lui.  Non ha smesso di crederci, di lottare, non tanto per lui quanto, come più volte sosteneva, per le nuove generazioni. Per quei ragazzi cui ognuno vorrebbe evitare le stesse dinamiche subite da chi li ha preceduti.

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L’assenza di Sebastian Gianni continua a sentirsi fra le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. La sua morte ha lasciato un grande vuoto, che difficilmente potrà essere colmato.
Io voglio ricordarlo così, con uno dei suoi video pubblicati sul suo canale youtube. Voglio ricordarlo nella sua irriverente ironia e sagace intelligenza.


Ciao Seba.
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Marco Predolin e il suo discorso sui gay al GFVIP. Nuovo caso di omofobia nel reality di Canale 5? VIDEO

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Il #GFVIP è iniziato da soli 4 giorni eppure già sui social ha fatto insorgere gli utenti per alcune dichiarazioni che il conduttore tv e radiofonico Marco Predolin ha fatto sui gay durante una chiacchiera notturna assieme ai fratelli Rodriguez, Simona Izzo, Lorenzo Flaherty e la modella Carla Cruz.
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Partiamo, dunque, dalle parole che ha pronunciato Predolin:
«Non capisco perché (i gay, ndb) vogliono per forza enfatizzare, esternare questo lato. Tanti gay fanno i dentisti, i medici, ma a lavoro non possono presentarsi con le calze a rete. Tu fai il serio e alla sera fai quello che vuoi... non puoi fare l'avvocato travestito. Tanti gay non hanno voglia di vivere la propria sessualità in modo plateale. Non tutti i gay vogliono fare le donne, alcuni sono normali. ... »
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Sono queste le parole che ha fatto insorgere sui social il pubblico da casa. Prima che diciate frasi del tipo “Cosa vi aspettate da un programma trash come questo?” o “Basta non guardare certi programmi”, voglio dirvi che certe dichiarazioni sono forti, se non pericolose, sia se vengono dette al Grande Fratello Vip sia che vengano dette A Che tempo che fa.  Non è il luogo a rendere o meno gravi certe frasi, ma il loro significato e il loro significante.

Ora la gente sui social invoca l’eliminazione del conduttore, ma dubito fortemente che gli autori del GFVIP prenderanno mai in considerazione tale ipotesi, non si sono mossi nemmeno l’anno scorso contro Clemente Russo, figuriamo adesso. Al massimo rifileranno al pubblico una delle solite romanzine di Alfonso Signorini e nulla più.

Tuttavia mai come in questo caso mi pongo il dubbio se si possa parlare o meno di omofobia. Il discorso di Marco Predolin è figlio dei suoi tempi e in qualche modo è un discorso che alimenta, da sempre, anche la faida, passatemi i termini, le “trilly” e gli “insospettabili” all’interno della stessa comunità LGBT. Quindi possiamo tacciare le sue dichiarazioni come discriminatorie? Davvero, non saprei.
Comunque sia, staremo a vedere come andrà a finire…
Fonte video: ElisMinn's Twitter

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Guglielmo Scilla fa coming out. Costantino Della Gherardesca: «Bravissimo Guglielmo.» VIDEO

Ben trovati!
A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani

Lo abbiamo visto ieri sera nella prima puntata della nuova edizione di Pechino Express dove, assieme ad Alice Venturi, con cui forma la coppia degli #Amici, ha vinto la prima tappa della gara. Eppure la notizia che ha fatto parlare maggiormente di Guglielmo Scilla nelle ultime ore non riguarda la sua partecipazione all’adventure game di Ra 2, bensì la decisione di pubblicare un video sul suo canale Youtube in cui fa coming out.
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Nella foto: Alice Ventura e Guglielmo Scilla
Guglielmo Scilla, in arte Willwoosh,  è uno dei più famosi youtuber italiani, che si è fatto conoscere, e apprezzare, per i suoi video divertenti, le sue parodie e le sue classifiche. Ed è proprio attraverso una classifica, quella delle 10 cose che ama e le 10 che odia, che Scilla ha ammesso di essere gay.

«Le cose che mi piacciono sono le ciliege, il sushi, i libri, il rumore della pioggia, il cazzo, Londra, l'indie, le stelle, i murales, gli indovinelli.  – dice nel video - Le cose che, invece, non mi piacciono sono il caldo, le scale, la febbre, i formaggi stagionati, la figa, Charizard, lo spam, il calcio, le ingiustizie ed i marsupi. Questo era il mio video, spero vi sia piaciuto. Ero serio, sono tornato.»

Con il suo solito modo ironico, quindi, lo  youtuber, attore, scrittore e dj di Radio Deejay, ha confessato senza giri di parole che alle ragazze preferisce i ragazzi. 
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Ovviamente sui social sono stati molti i commenti, da quelli che quasi indignati hanno scritto uno schifato “e chi se ne frega” a chi gli ha fatto i complimenti per la sua scelta. Fra quest’ultimi c’era anche il conduttore di Pechino Express,  Costantino Della Gheraldesca, che, con la sua altrettanto ironia, ha così commentato la notizia:

Nella foto: Costantino Della Gheraldesca
«Bravissimo Guglielmo. Complimenti per il tuo coming out in gran stile!!! Oltre ad essere un ragazzo intelligentissimo sei anche coraggioso e simpatico. Ti preannuncio che, contrariamente a me, troverai un uomo bellissimo e ricchissimo. E non ti accontentare di qualcosa di meno.»

IL VIDEO

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«Le unioni gay non sono un affare di stato.» Vittorio Sgarbi a favore della politica di Putin e cita Pasolini per sostenere la sua posizione.

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Dopo il video pubblicato su youtube per San Valentino e le diverse dichiarazioni sull'omosessualità rilasciate nei vari salotti televisivi e non, Vittorio Sgarbi torna ad occuparsi del tema con un pezzo pubblicato su Quotidiano.net, in cui appoggia il pensiero del premier russo, Vladimir Putin.
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«Finalmente uno statista. Putin, interrogato sulla questione delle unioni gay, afferma: “Perché il tema dell’omosessualità deve essere trattato come un problema dello Stato? Io non ho niente contro gli omosessuali, ma lo Stato dovrebbe concentrarsi sulle cose importanti. Non è compito dei governanti discutere di preferenze sessuali”» ha scritto il critico d’arte, prima di spiegare il perché condivide la politica di Puntin, citando, come spesso fa per avalorare il suo pensiero, Pierpaolo Pasolini:.«Ovviamente si obbietterà che questa visione ignora i diritti. Ma i diritti sono individuali, non di coppia. L’amore non ha bisogno di garanzie. La posizione di Putin è identica a quella di Pasolini che, richiesto da Angelo Pezzana di sostenere la causa del movimento dell’orgoglio omossessuale, rifiutò, non per nascondersi (fu il più visibile degli omosessuali), affermando: “Le questioni sessuali sono questioni private”». 


Peccato che Sgarbi, nel riportare le parole di Putin, non abbia anche spiegato in Russia vige una legge contro la “propaganda”, o che organizzare un gay pride è considerato come un atto criminale, perseguitato per cento anni. 


Peccato che non abbia detto che in Russia è vietato parlare in difesa dei diritti LGBT, o che è proibito distribuire materiale che spieghi come le relazioni omosessuali siano uguali a quelle eterosessuale. 

Peccato che non abbia detto che questa legge abbia già portato a molti arresti fra gli omosessuali e un notevole aumento dei crimini di stampo omofobo da parte di gruppi neonazisti contro adolescenti gay.
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Vittorio Sgarbi, giustamente, ha sostenuto che uno Stato ha il dovere di tutelare i diritti individuali dei cittadini, ma sono proprio quelli che in Russia sono negati alle persone LGBT. Quindi, dire che Putin abbia ragione è come sostenere che ciò che la sua politica ha causato alla comunità LGBT sia giusto.

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VIDEO - "Meglio un figlio gay o una figlia di facili costumi?" L’inchiesta provocatoria che mostra la ristrettezza mentale dei giovani italiani

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
StileLiberoè un progetto  youtube che nasce da due amici e soci, Davide Di Stefano ed Emiliano
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Attivista di Arcigay Napoli aggredito da una sentinella in piedi

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Ieri mattina a Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, si è tenuta una manifestazione delle Sentinelle Vesuviane, gruppo locale delle Sentinelle in piedi, contro il DDL Scalfarotto, con cui si vuole combattere in maniera decisiva l’omofobia.
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Nella piazza principale del paese, piazza Trivio, si è recato, per contrastare in maniera pacifica, anche un gruppo di attivisti volontari di Arcigay Napoli. L’iniziativa, però, non è piaciuta alle sentinelle, tanto ché una di loro  si è scagliata contro Fabio Ragosta, attivista che guidava la delegazione dell’associazione, quando lo ha visto parlare con dei bambini che chiedevano spiegazioni su quello che stava avvenendo in piazza.
A darne notizia è stata Arcigay Napoli,riportando anche il commento Ragosta:
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«I bambini ci chiedevano spiegazioni sul perché della manifestazione delle Sentinelle e della nostra contestazione, quando una delle Sentinelle, evidentemente infastidita dalle mie argomentazioni, ha tentato di allontanarmi. Solo l’intervento di uno degli adulti che accompagnava il gruppo di bambini ha evitato il peggio.»  ha spiegato Fabio, raccontando che fra  i manifestanti contro il DDL Scalfarotto c’era anche suo zio che, invece di difenderlo, rideva per quanto accadeva. Sul posto erano presenti anche le forze dell’ordine, che sono intervenute prendendo le generalità sia di Ragosta che dell’aggressore. L’attivista, adesso, è in attesa di avere il referto medico per poter sporgere regolare denuncia.
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