Un mondo di notizie - settimana dal 20 al 26 frebbraio 2011

Prologo
Nuovo settima insieme e come sempre iniziamo dalla nostra rassegna stampa di Un mondo di Notizie che oggi sarร  incentrata principalmente sulle affermazioni di Monsinor Rigon e sulle reazioni che hanno scatenato, ma anche sulla nascita del Gay Center di Roma e anche sulle ultime affermazioni del presidente del consiglio. Insomma ce n'รจ per tutti i gusti.
Prima di salutarvi, vi anticipo sin da oggi che domani per la rubrica Altri mondi, verrร  pubblicata l'interessante intervista all'associazione Stonewall di Siragusa.
Buon Lunedรฌ a tutti voi
Francesco Sansone


Settimana dal 20 al 26 Febbraio 2011

 Domenica 20 Febbraio 2011  

“I gay vanno curati. Non si nasce omosessuali. La nascita dell’omosessuale รจ rarissima, nel senso di disfunzione ormonale o fisica. Quindi, dal momento che l’omosessualitร  รจ indotta, bisogna prenderla dall’inizio, perchรฉ cosรฌ si puรฒ superare, attraverso la psicoterapia. Un’omosessualitร  incancrenita non รจ superabile, non c’รจ matrimoni che possa aiutare questa persona. ฤ– chiaro che un omosessuale non potrร  mai essere fedele alla moglie o al marito”. Con questa spiegazione filosofica – scientifica il Monsignor Paolo Rigon, vicario del tribunale ecclesiastico che ha il compito di decidere se annullare o meno un matrimoni ofra due persone, ha inaugurato l’anno giudiziale del tribunale ecclesiastico. Fra le cause sottoposte alla sua attenzione, l’ecclesiastico sostiene che i principali motivi che portano due sposi a chiedere questa pratica ci sono la pedofilia e l’omosessualitร  (il solito binomio che stenta a decadere nei molti). Queste parole perรฒ hanno fatto insorgere tutte le associazioni GLBTQ. Le associazioni Arcigay, Arcilesbica Genova e Gaylib Liguria hanno comunicato la preparazione di due esposti 2 “da presentare agli ordini dei medici e degli psicologi rispetto alle gravi affermazioni di mons. Rigon che ha espresso posizioni antiscientifiche mascherate da teorie psicologiche secondo cui l’omosessualitร  vada affrontata come una patologia e curata con la psicoterapia”.



 Lunedรฌ 21 Febbraio 2011  

Ritrovato il corpo senza vita del produttore trentenne de Le Cronache di Narnia, Perry Moore. Il corpo privo di sensi รจ stato rivenuto dal suo compagno Hunter Hill e nulla รจ servita la corsa in ospedale, dove s’รจ spento poco dopo il suo arrivo. Pare che la morte sia avvenuta per un overdose causata dal farmaco Oxycontin.
Perry inoltre รจ stato il creatore di Hero, il primo super eroe gay nella storia raccontato in un romanzo.



 Martedรฌ 22 Febbraio 2002

Nasce a Roma la struttura polifunzionale Gay Center. Fabrizio Marrazzo, portavoce e ordinatore della struttura ha cosรฌ presentato la nuova nascita: “Il Gay Center sarร  inaugurato ad aprile e sarร  la casa della comunitร  omosessuale e transessuale, uno spazio che vuole diventare punto di riferimento per tutta la cittร , radicato nel territorio. Grazie all’impegno di noi volontari e all’unione di molte associazioni, vogliamo creare una sinergia tra le iniziative e i servizi offerti, valorizzando gli aspetti specifici di ogni realtร . Siamo convinti che la collaborazione rappresenti un’occasione di crescita, per essere sempre piรน punto di riferimento per chi guarda a noi gay con fiducia e infatti siamo disponibili ad accogliere tutte le realtร  che vorranno aderire a questo progetto. Con il Gay Center la comunitร  lesbica, gay e trans vuole dare il suo contributo alla costruzione di un’Italia nuova. Ecco perchรฉ abbiamo voluto dare vita a questa nuova realtร  in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unitร  d’Italia. Non si tratta di una decisione simbolica, ma della volontร  di contribuire a costruire un futuro che ci riguarda come cittadini che vogliono uguali diritti e che danno il proprio contributo alla societร ".



 Mercoledรฌ 23 Febbraio 2011  

Era inevitabile che le parole del Mons. Rigon fossero destinate a far nascere diverse polemiche e infatti dopo la presa di posizione delle associazioni gay di cui vi ho parlato sopra, anche Vladimir Luxuria ha voluto rispondere all’ecclesiastico, con una lettera aperta:
"Care cittadine e cittadini genovesi, come dimenticare quel 27 giugno 2009, il giorno in cui la vostra cittร  ha ospitato il Genova pride di cui sono stata madrina? L’orgoglio di una cittร  che si apre ai diritti civili, all’inclusione, alla convivenza! Una manifestazione partecipata, affollata, pacifista, allegra… senza un “noi” a sfilare e “voi” a guardare, ma uno stare insieme gay, lesbiche, trans, bisex e i tanti tantissimi eterosessuali presenti: genitori, fratelli, sorelle, nipoti, nonni, amici… Quale ospedale sarebbe riuscito a contenere questa folla di malati? Quale psichiatra si sarebbe impegnato a una guarigione di massa? “L’omosessualitร  รจ un problema che va estirpato ai primi sintomi attraverso sedute di psicoterapia” ha dichiarato monsignor Paolo Rigon, Vicario Giudiziale della diocesi di Genova, a margine dell’apertura dell’anno giudiziario del tribunale ecclesiastico regionale ligure.
Un brivido mi corre lungo la schiena, perchรฉ a leggere questa dichiarazione di omosessuali come “problema da estirpare” nel contesto di un tribunale ecclesiastico fa venire alla mente il tribunale dell’Inquisizione che tanti di noi ha mandato a morte, una carneficina della quale la Chiesa non mai fatto il “mea culpa”.
Furono condannati tanti omosessuali, che i santi tribunali consideravano automaticamente colpevoli anche di stregoneria. Il reato era quello della “sodomia” un termine biblico il cui significato fu variamente elaborato durante i secoli, giungendo a farvi rientrare qualunque tipo attivitร  sessuale inadatto alla procreazione, quindi anche il coito orale, la masturbazione, il coito con animali, il rapporto lesbico ecc. Per circa 6 secoli (1200-1800) i “sodomiti” furono condannati al rogo. L'omosessualitร  era stata colpita da scomunica fin dal 390; nel 693 la chiesa stabilรฌ che gli omosessuali dovevano essere esclusi da ogni convivenza sociale, frustati ed esiliati; nel 1120 fu stabilita la condanna a morte sul rogo. I processi erano affidati all'Inquisizione e nel 1566 il Papa diede ordine che tutti gli omosessuali fossero consegnati allo Stato per essere messi a morte. Con questo non voglio certo dire che monsignor Rigon voglia ripristinare i roghi ma il principio della condanna dell’omosessualitร  resta: non piรน con la pena di morte (peraltro presente tuttora in troppi Stati, soprattutto quelli teocratici a fondamentalismo islamico) ma con l’obbligatorietร  delle sedute di psicoterapia.
L’articolo 34 della nostra Costituzione laica stabilisce: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettivitร , e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno puรฒ essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non puรฒ in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. A stabilire la definizione di “salute” ci ha pensato l’Organizzazione Mondiale della Sanitร : “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia".
A Genova come a Roma, Milano, Napoli o Palermo abbiamo manifestato la nostra gioia di vivere, la nostra unica malattia รจ l’amore, sarร  certo difficile convincere noi e la societร  piรน aperta e civile a rintanarci al buio della tristezza di segrete stanze, a obbligarci a quei sensi di colpa che ci facevano ammalare di solitudine, allo scavare nelle nostre coscienze per trovare una genesi a un disagio mentale inesistente. Per troppo tempo ci hanno voluto etichettare come “malati”, curarci, redimerci, etero-convertirci, oppure annullarci… e di sicuro molti si sono sentiti gaiamente in salute anche ben prima di quel 17 maggio 1990, giorno nel quale ci siamo svegliati tutti anche ufficialmente “guariti”: l’Assemblea Generale dell’Organizzazione Mondiale della Salute aveva depennato l’omosessualitร  dall’elenco delle malattie mentali.
Lottare per la visibilitร  lesbo-gay-trans serve a evitare quei finti matrimoni di convenienza sociale per mettere a tacere i sospetti di parenti e vicini: invece di sposarsi con una donna e rendere lei e i figli infelici e rischiare la richiesta di annullamento dalla Sacra Rota, dovremmo fare in modo che un gay possa sposarsi legalmente con un matrimonio civile come in Spagna, in Belgio, in Argentina o in Massachusetts!
Se proprio volessi augurami una cura allora mi piacerebbe che un giorno si trovi il modo di debellare la pedofilia, estirpare la violenza e le molestie sessuali, lo stalking, l’omofobia. Se non potremo farlo con una pillola o con una seduta psicanalitica, care e cari genovesi, facciamolo con le armi che abbiamo a disposizione: con una parola buona, con un sorriso, con l’indignazione contro simili frasi contro di noi e contro una nuova civiltร ".



 Giovedรฌ 24 Febbraio 2011  

Alla fine l’esposto degli Psicologi della Liguria da parte dell’arcigay di Genova e le altre associazioni e' stato presentato e negli Stases invece Obama dichiara che proibire i matrimoni alle persone dello stesso sesso รจ anticostituzionale e cosรฌ ha deciso di abolire il Doma (Defense of Marriage Act), legge che proteggeva il matrimonio fra uomo e donna impedendo ogni altro tipo di unione, perchรฉ รจ inutile e ingiusta.



 Venerdรฌ 25 Febbraio 2011  

Dato che non ho trovato nessuna notizia importante e avrei occupato lo spazio per una notizia fallocca, ho pensato per fallocca e fallocca, pubblico una notizia che mi riguarda. Il link de Il mio mondo espanso e de Il mio mondo espanso del cinema gay sono stati segnalati come offensivi su Facebook, pertanto d’ora in poi non potrรฒ piรน pubblicare le rubriche dei due blog sulla piattaforma che contiene fra i suoi gruppi “Lista contro i matrimoni gay” “Contro la manifestazione dei gay pride” “Cani da combattimento contro i gay” che continuano a restare lรฌ pur presentando oscenitร . Questa รจ l’Italia.



 Sabato 26 Febbraio 2011  

Il presidente del consiglio italiano, si รจ esibito nel suo ennesimo show al congresso dei Cristiano Riformisti scagliandosi contro scuola pubblica (che un presidente del consiglio spari a zero sull’istruzione pubblica che garantisce a tutti la possibilitร  di studiare e studiare per bene a differenza di altri, invece di tutelarla e fornire sempre piรน mezzi per sostenerla, รจ vergognoso) e contro gli omosessuali sostenendo che “finchรฉ governeremo noi, non ci saranno mai equiparazioni tra le coppie gay e la famiglia tradizionale, cosi come non saranno mai possibili le adozioni di bambini per le coppie omosessuali”.

Quindi sappiate che se in questo paese volete avere diritti, finchรฉ ci saranno loro a governare, dovete sposarvi, avere possibilmente 2 - 3 amanti da mantenere e poi come ciliegina sulla torta andare a puttane, se minorenni non importa tanto la chiesa capisce. Perchรฉ la famiglia tradizionale รจ la cosa piรน sacra da rispettare, anche se solo nella sua facciata.





I Corti -
I want your love
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Un nuovo mondo - Quarantesima Puntata



Nelle Puntate precedenti
Sono passati diversi mesi dalla sera in cui Andrea ha confessato di aver tradito Fabrizio, ma quest’ultimo non riesce a dimenticarlo, lo ama ancora. Intanto ha deciso di dedicarsi completamente al primo esame all’universitร . L’esame in questione รจ quello di Psicologia della salute, la materia insegnata da Manu che continua ad essere il principale motivo del malessere di Daniel. Una mattina in cui i due amici erano in biblioteca a studiare, durante una pausa caffรจ, incontrano Manu. Questo incontro sarร  devastante per Daniel e Fabrizio gli propone di andare a pranzo da Alberto, ma quando arrivano lร , Fabrizio incontra Andrea, il quale cerca di riallacciare i rapporti, e scappa a casa. Qui trova Carla, la sua domestica con la quale ha un rapporto madre-figlio, e passano il pomeriggio assieme. Quando arriva Simone, il figlio di Carla, per accompagnarla a casa, lei non รจ ancora pronta e Fabrizio lo fa salire e dopo una chiacchierata, Simone lo invita a passare la sera dal suo pub e dopo un po’ di titubanza, accetta. Qui Simone risulta essere un po’ pesante nell’atteggiamento, tanto da spingere Fabrizio ad andarsene, ma viene bloccato da Simone, scoppia tirando fuori tutto il suo dolore. Tornato a casa, vede sul PC un messaggio di Daniel che gli ricorda l’appuntamento per il giorno dopo. La mattina dopo i due amici si incontrano e entrando successivamente in aula, Manu fa un discorso generico verso tutti gli studenti che si sono assentati, anche se era rivolto a Daniel. Finita la lezione, i due amici vanno a prendere un caffรจ in un bar fuori l’universitร  per evitare di incontrare Manu che intanto si era allontanato con il suo amico Ale, perรฒ il destino (io) รจ beffardo e fa sรฌ che i due si incontrino. Qui nasce una discussione generata da una battuta di Ale e Manu, ma quando i ragazzi si avviano all’uscita vengono fermati da Manu che chiede a Daniel due minuti per parlare. L’insegnate si scusa con il ragazzo e gli confessa nuovamente il suo amore e di aspettare fino al dรฌ dell’esame per poter cosรฌ stare finalmente assieme, ma Daniel prende in malo modo le parole di Manu

- E tu dopo tutto quello che mi hai fatto passare mi vieni a dire solo ora che finito l’esame potremo stare assieme? Davvero vuoi continuare a prendermi in giro? Devo andare.

- Daniel…

- No, niente Daniel. Oggi mi hai dato il colpo di grazia.

- Scusami

- Zitto! Sta’ zitto!



La sera Fabrizio convince Daniel ad uscire e insieme vanno al pub di Simone e uan volta arrivati Padro corteggia Daniel,il quale sembra intenzionato a tutti i costi a dimenticare gli ultimi mesi e cos dopo esser andato via e aver lasciato Fabrizio a casa, torna al locale

- Ero seguro que tornavi

- Io no.

- Vale, andiamo casa mia? ฤ– vicina.

- Ok.

Dopo essersi perso fra le lenzuola del giovane barista, Daniel si rende conto di aver compiuto una sciocchezza.

- Che cazzo ho fatto? Manu scusami





Quarantesima Puntata



Daniel


Oggi rivedrรฒ per la prima volta Manu dopo quel giorno al bar. Sembra che sia stato ieri, eppure รจ passato cosรฌ tanto tempo. Quando ho lasciato casa di Pedro per prendere Fabrizio a casa e andare a lezione, non sapevo come avrei potuto mascherare sia al mio amico, ma anche a lui, quello che avevo fatto la notte passata a casa di quel ragazzo. Quando Fabrizio mi ha visto, s’รจ accorto subito che indossavo gli abiti della sera precedente.

- Che ti รจ successo? Come mai sei vestito come ieri sera? Non รจ da te indossare gli abiti del giorno precedente.

- Non sono tornato a casa.

- Ah no? E dove sei stato?

- Ho passato la notte con Pedro.

- Con Pedro?

- Sรฌ, ma ti prego non voglio parlarne, sono nervoso mi sento di aver tradito Manu, anche se… Oh scusami amico, non volevo esser indelicato.

- E di cosa ti scusi? E poi, data la mia esperienza in fatto di corna, non credo che tu abbia tradito qualcuno. Sei single e quindi non hai niente da rimproverarti

- Sรฌ, perรฒ…

- Niente perรฒ! Chi ha sbagliato e continua a farlo, fra te e Manu, quello non sei tu.

- Quando mi sono reso conto di quello che avevo fatto, senza rendermene conto, mi sono sentito una merda, pensa che ad alta voce, ho chiesto scusa a Manu.

- Hai sbagliato! Dovevi goderti il momento che stavi vivendo… e poi cazzo e mai possibile che ogni volta che scopi, per un motivo o per un altro, ti ritrovi a pentirtene?

- Non so come comportarmi a lezione.

- Come uno che non ha fatto niente di male a nessuno!

- Grazie Fabrizio, non saprei che fare se non ti avessi accanto. – e guardandomi mi ha sorriso dolcemente, come solo lui sa fare.

Arrivati in aula, troviamo l’assistente di Manu che ci riferisce che le ultime due lezioni saranno tenute da lui, mentre il professore sarร  con noi all’esame. Ha continuato dicendo che Manu si scusava con noi, ma purtroppo รจ a letto malato e detto questo ha iniziato la lezione.

- Che cosa avrร ?

- Non รจ un problema tuo. Si vergognerร  per quello che ha fatto fino a ieri.

- Non essere cosรฌ rigido con lui, infondo…

- Nessun “infondo”! Ormai la gente non si rende conto che con i loro comportamenti infantili e meschini, lede chi gli sta accanto e li ama.

- Oh, Fabrizio… - Lui non disse piรน nulla e girandomi ho notato due lacrime suoi occhi. Per la prima volta mi sono reso effettivamente conto di quanto stesse soffrendo per la fine della sua storia con Andrea.

Usciti dall’aula siamo andati in biblioteca a studiare restandoci fino alla sua chiusura. Anche il giorno dopo, seppur non avessimo nessuna lezione, ci siamo recati a studiare in facoltร  e cosรฌ tutti i giorni seguenti fino a ieri.

Quando questa mattina mi sono svegliato non sapevo se essere piรน nervoso per l’esame o per l’incontro che avrei avuto con Manu. Arrivato sotto casa del mio amico, ho visto quanto fosse nervoso e ho cercato di tranquillizzarlo un po’ con qualche battuta.

- Dai che hai studiato come mai nessun altro al mondo

- Ma non sono nervoso.

- Ah no? Allora cos’hai?

- Niente e che ho dormito poco stanotte.

- Non mi dire che hai studiato fino a notte fonda?

- Macchรฉ! Prima regola dello studente: “Non studiare mai la notte che precede l’esame”

- Esatto! Allora come mai hai dormito poco?

- Perchรฉ non sono riuscito a prendere sonno! Ahhhhhhhhhhhhh sono un fascio di nervi, piango! Sigh

- Tu sei matto! – sono scoppiato a ridere. Fabrizio nella sua ingenuitร  รจ cosรฌ buffo a volte.



Arrivati in facoltร  marciamo entrambi come due militari e arrivati di fronte all’aula dove si sarebbero svolti gli esami, ci rendiamo conto che l’appello era giร  iniziato. Chiediamo in giro ai nostri colleghi se avessero sentito i nostri nomi, ma nessuno ha saputo darci una risposta.

- Buongiorno signori. Ve la siete presa con comodo questa mattina vedo. – Ci dice ammonendoci Manu

- Veramente no professore. Il fatto รจ che per strada c’era traffico!

- Forse avreste dovuto muovervi da casa prima, come hanno fatto i vostri colleghi. Comunque dato che siete arrivati ad appello concluso, sarete interrogati personalmente da me per ultimi.

- Cosa? – risponde stupito Fabrizio

- Avete capito bene. Solo una volta che avrรฒ interrogato tutti i vostri colleghi, voi verrete esaminati. Perchรฉ ci sono problemi?

- No, assolutamente no, professore.

- Bene! Allora entrino Mondo e Espanso e si siedano con i miei assistenti, mentre Gigante si accomodi nella mia scrivania. – ed รจ entrato dentro senza girarsi come fa di solito per guardarmi furtivamente.

- Non capisco cosa ci trovi in quello lร ! ฤ– proprio stronzo. – Mi dice Fabrizio, non poco infastidito dall’atteggiamento di Manu.

- Forse รจ proprio questo suo modo di fare.

- Andiamo bene, andiamo. Dai ti offro un caffรจ, tanto ho l’impressione che ce ne andremo stasera da qui.

- Lo credo anch’io.


Continua…

 
 
Scandalo a Londra
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L'angolo di P - Il primo giorno di scuola

Prologo
L'ultima volta Gianni nel suo viaggio nel suo passato, ci aveva lasciato   in sospeso annunciandoci il suo prossimo ingresso alle scuole superiore. Oggi scopriremo come sarร  stato il suo ingresso in questo nuovo contesto e tutto quello che per lui ha significato.
Francesco Sansone




























Realizzazione grafica a cura di Giovanni Trapani. Tutti i diritti riservati.

Erano le sette e mezza di un giorno di settembre inoltrato quando scesi da casa per avvicinarmi al palazzo dove mi avrebbero aspettato un mio amico e suo padre per andare al primo giorno di scuola superiore. Avevo deciso l’anno prima di intraprendere la lunga strada del liceo scientifico, lunga perchรฉ dopo mi avrebbe sicuramente aspettato una scelta universitaria per specializzarmi negli studi. Che paura che sentivo in corpo in quel giorno che avrebbe sancito l’inizio di un nuovo percorso. Avrei conosciuto persone che tutt’ora sono fondamentali nella mia vita e ne avrei perse perรฒ delle altre altrettanto importanti in quel periodo. Non ricordo che studi intrapresero Tiziana e Beatrice, le loro figure sono ormai sfocate nella mia mente. Ricordo invece che fine ha fatto Alfonso. Parlammo molto l’ultimo anno delle medie su cosa potevamo fare del nostro futuro scolastico. Lui rispetto me aveva le idee piรน chiare e decise nel frequentare il liceo classico chiedendomi se volessi seguirlo in quella nuova avventura. Sapere di dover avere a che fare con il greco oltre che con il latino non mi faceva stare tranquillo cosi decisi di andare al liceo scientifico; anche li vi era il latino ma almeno non c’era il greco che lo accompagnava e mi avrebbe dato la possibilitร  di frequentare qualsiasi universitร (ah quanti buoni propositi mi spingevano in quel periodo!). Con me si accodรฒ l’altro amico del gruppetto delle medie, Fabio. Decisi a frequentare lo stesso liceo, il piรน vicino da casa nostra ci iscrivemmo insieme e cosi avevo decretato la mia nuova avventura quinquennale con un compagno di viaggio che giร  conoscevo. Fabio e suo padre mi aspettavano con la macchina accesa quella mattina. Mia madre mi salutava dal balcone di casa, pronta a lasciare andare il suo pulcino verso la vita adolescenziale. Arrivati davanti l’atrio della scuola io, Fabio e suo padre aspettammo insieme alla massa di altra gente che iniziava ad affollare il cortile che chiamassero l’appello smistando i ragazzi del primo anno nelle varie sezioni che la scuola conteneva. Iniziarono con la sezione A e il caso volle fu chiamato il mio nome ma non quello di Fabio. Quando realizzai che non sarei stato in classe con lui mi sentii franare la terra sotto i piedi. Non riuscivo a concepire che non fossi in classe con il mio amichetto delle medie, ma dovetti ugualmente andare avanti e incamminarmi con i miei nuovi compagni verso la classe che ci era stata destinata. Guardavo tutti con timore in quel lontano giorno di quindici anni fa, non conoscevo nessuno e avevo una paura incontrollata di essere giudicato da queste nuove persone. Mi sedetti vicino un ragazzo che all’apparenza sembrava anche piรน timido di me. Rispetto me era fin troppo esile, pallido in volto rispetto alla mia carnagione giร  naturalmente scura, ancor di piรน con l’abbronzatura che l’estate appena trascorsa mi aveva lasciato. Visto che il mal comune รจ mezzo gaudio, non trovammo difficoltร  a presentarci appunto perchรฉ probabilmente avvertivamo che in quella classe eravamo gli unici a sentirci fuori posto. Fabrizio, questo era il suo nome, non voleva trovarsi li, piรน che altro perchรฉ sapeva che era una delle sezioni piรน difficili dell’istituto, voleva assolutamente cambiare sezione, qualsiasi tranne che quella in cui attualmente si trovava. Ci eravamo trovati anche su questo, era strano ma gli unici che volevano scappare da quella sezione, si erano ritrovati a sedersi l’uno vicino l’altro. Le poche ore di lezione, o quanto meno di presentazione trascorsero velocemente e cosi mi ritrovai a tornare a casa con Fabio che era capitato mi disse nella sezione E(era la preferenza dichiarata nelle nostre iscrizioni). Il papร  di Fabio si interessรฒ ad informarsi se potevo essere trasferito nella sezione del figlio quando questo entrรฒ poco dopo il mio ingresso per sistemarsi nella sua classe con i suoi compagni. Il secondo giorno di scuola fu molto meno stressante. Entrato in classe, non avendo ancora conosciuto nessuno se non Fabrizio, mi accorsi che proprio quest’ultimo mancava, e sentii i miei compagni di quel momento parlare di un ragazzo che era stato chiamato per cambiare classe. In quel momento entrรฒ il professore di matematica che avevamo conosciuto il giorno prima con il bidello del piano che mi comunicavano che dovevo trasferirmi nella sezione di Fabio. A quella notizia mi sentii sollevato, finalmente il mio viaggio nel fantastico mondo delle scuole superiori iniziava come volevo io. Arrivato alla classe vidi che questi era giร  seduto accanto un ragazzo. Sinceramente all’impatto ci rimasi malissimo, speravo di dover essere io il suo compagno di classe, e la delusione che sentii si sviluppava senza sosta dentro di me, quasi sentivo che mi stessi mettendo a piangere. Mi guardai intorno per capire se c’era un posto libero e salutando la classe e il professore dell’ora mi sono diretto verso l’unica sedia libera accanto a… in quel momento focalizzai la persona con cui dovevo condividere il banco, lasciando trasparire dal mio volto un’espressione sbalordita. Fabrizio era stato trasferito nella mia stessa sezione e me lo ritrovai nuovamente come nella sezione A come compagno di banco. Almeno potevo piangere con un occhio solo, avendo al fianco un ragazzino che avevo conosciuto il giorno prima. Dietro me comunque era seduto Fabio con il suo nuovo compagno, da quel momento in poi i miei ricordi cominciano ad essere molto confusi. Le emozioni che attraversarono questi due giorni oramai sono praticamente scolpiti nella mia memoria. La tensione che sentivo nel dovermi presentare ad un nuovo mondo con le caratteristiche fisiche che ormai sapete bene era davvero alta. Sono sempre stato un codardo nel buttarmi nella mischia e conoscere gente nuova, mi sono semmai sempre presentato quasi in punta di piedi, per non disturbare o quanto meno qualora avessi disturbato per non farlo in maniera eccessiva e poter avere la possibilitร  di girarmi con cautela e tornare sui miei passi. Era per questo che l’aver scoperto che Fabio era stato destinato ad un’altra sezione mi fece tremare, con lui avevo giร  un ottimo rapporto di amicizia e saperlo al mio fianco mi dava la forza e il tempo per potermi guardare intorno senza troppa velocitร  e istintivitร .

I giorni, le settimane e i mesi passarono in quel primo anno di scuola superiore e imparai sempre piรน a conoscere Fabio, Fabrizio e parte della mia classe. Con Fabio l’amicizia andava sempre meglio, stretti in una coalizione che ci vedeva compagni di classe, amici e anche compagni di studio, ma dentro me qualcosa nei suoi confronti stava cambiando e non riuscivo piรน a capire cosa fosse a farmelo vedere in maniera diversa rispetto qualche tempo prima.

Un giorno dopo il nostro consueto pomeriggio di studio per scaricare la tensione accumulata sui libri ci ritrovammo a scherzare, come se lottassimo: eravamo nel salone di casa sua e i suoi erano usciti a fare delle compre; fu in quella occasione, fu in quello scambio di fisicitร  che capii che io avvertivo una scossa accanto a lui; in quel momento credo che stessi razionalizzando che la mia vita sentimentale non si poteva concretizzare con a fianco una ragazza, anche se la piena consapevolezza arriverร  dopo… ma questo ve lo racconterรฒ tra qualche giorno!

Gianni



Speciale telefilm
Gossip Girl
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Un nuovo mondo - Trentanovesima Puntata

Prologo
Eccoci qui, come vi avevo anticipato nei giorni scorsi, oggi torna Un nuovo mondo. Dato che l'appuntamento della settimana scorsa รจ saltato, ho pensato di pubblicare oggi la 39^ Puntata. Naturalmente รจ inutile dirvi che venerdรฌ ci sarร  il solito appuntamento di sempre.
Bene! Non mi perdo in altre parole, anche perchรฉ penso siate piรน interessati a leggere cosa succederร  fra Daniel e Manu, dopo che questo lo ha fermato chiedendogli di poter parlare, che leggere il mio prologo. ^_^
Francesco Sansone


Nelle Puntate precedenti

Sono passati diversi mesi dalla sera in cui Andrea ha confessato di aver tradito Fabrizio, ma quest’ultimo non riesce a dimenticarlo, lo ama ancora. Intanto ha deciso di dedicarsi completamente al primo esame all’universitร . L’esame in questione รจ quello di Psicologia della salute, la materia insegnata da Manu che continua ad essere il principale motivo del malessere di Daniel. Una mattina in cui i due amici erano in biblioteca a studiare, durante una pausa caffรจ, incontrano Manu. Questo incontro sarร  devastante per Daniel e Fabrizio gli propone di andare a pranzo da Alberto, ma quando arrivano lร , Fabrizio incontra Andrea, il quale cerca di riallacciare i rapporti, e scappa a casa. Qui trova Carla, la sua domestica con la quale ha un rapporto madre-figlio, e passano il pomeriggio assieme. Quando arriva Simone, il figlio di Carla, per accompagnarla a casa, lei non รจ ancora pronta e Fabrizio lo fa salire e dopo una chiacchierata, Simone lo invita a passare la sera dal suo pub e dopo un po’ di titubanza, accetta. Qui Simone risulta essere un po’ pesante nell’atteggiamento, tanto da spingere Fabrizio ad andarsene, ma viene bloccato da Simone, scoppia tirando fuori tutto il suo dolore. Tornato a casa, vede sul PC un messaggio di Daniel che gli ricorda l’appuntamento per il giorno dopo. La mattina dopo i due amici si incontrano e entrando successivamente in aula, Manu fa un discorso generico verso tutti gli studenti che si sono assentati, anche se era rivolto a Daniel. Finita la lezione, i due amici vanno a prendere un caffรจ in un bar fuori l’universitร  per evitare di incontrare Manu che intanto si era allontanato con il suo amico Ale, perรฒ il destino (io) รจ beffardo e fa sรฌ che i due si incontrino. Qui nasce una discussione generata da una battuta di Ale e Manu.

- Certo che questi studenti, ormai, non ti lasciano piรน in pace – dice all’improvviso Ale

- E giร , se potessero mi seguirebbero pure in bagno – e sono scoppiati a ridere. Io non sapevo che fare. Ero diventato rosso per la mortificazione. Non mi era mai capitato di esser trattato cosรฌ e senza motivo.

- E ci sono certi insegnati che non sanno stare al loro posto. – dice alzando la voce Fabrizio

- Come si permette?

- Mi permetto con la stessa maleducazione con cui voi due vi siete rivolti sia a me sia al mio amico. Se avete problemi a relazionarvi con gli studenti, cambiate lavoro, invece di comportarvi come ragazzini.

- Mi ricorderรฒ di lei in sede di esami.

- Mi sta minacciando? Se รจ cosรฌ, le ricordo che non รจ nella posizione giusta per avanzare delle minacce.

- Basta cosรฌ, vi prego, andiamo Fabrizio ti prego, andiamo.

Ma quando i ragazzi si avviano all’uscita vengono fermati da Manu, che si scusa e chiede a Daniel due minuti per parlare.

- Allora che devi dirmi?





 













Trentanovesima Puntata

Daniele

- Volevo chiederti ancora una volta scusa.

- E no Manu non puoi uscirtene ogni volta con ‘ste scuse. Prima mi massacri e poi vieni a chiedermi scusa? Hai sempre fatto cosรฌ, sin dalla prima volta che ci siamo incontrati la scorsa estate. Che gioco stai facendo? Spiegamelo perchรฉ, te lo giuro, io non riesco a capirlo. Cosa vuoi da me? Io… io davvero non riesco a... ti prego aiutami a capire, altrimenti impazzisco.

- Mi spiace.

- No, se devi continuare a dire mi spiace, รจ meglio che finiamo qui questa conversazione. Credimi sono contento che rimangano solo le ultime due lezioni e dopo l’esame spero di non vederti piรน. Sei quella malattia da cui avrei voluto fammi infettare, ma ho capito che sei solo un’epidemia pestifera da cui รจ meglio scappare per non soccombere.

- Ti prego aspetta prima di tirare queste conclusioni

- E cosa dovrei aspettare?

- Che finiscono gli esami

- Mi sta dicendo che dopo gli esami, noi due potremo..

- Sรฌ

- E tu dopo tutto quello che mi hai fatto passare, inclusa la battutina del tuo amico, mi vieni a dire solo ora che finito l’esame potremo stare assieme? Tu… tu non stai bene. Hai preferito fammi passare quest’agonia per non parlare chiaramente sin da subito

- ฤ– che non sapevo come dirtelo

- Non era difficile dirlo. Potevi dirmelo quella mattina in cui mi sono svegliato accanto a te, invece di fammi sentire una merda. Prima mi confessi che mi ami, poi che sono stato uno sbaglio e adesso te ne esci cosรฌ? I – io non ho parole. Sono uno stupido che ancora ti ascolto.

- Ti prego non reagire cosรฌ.

- Davvero vuoi continuare a prendermi in giro?

- Non lo sto facendo.

- A – ascolta, io devo andare. Non ce la faccio piรน. Scusami.

- Daniel…

- No, niente Daniel. Oggi mi hai dato il colpo di grazia.

- Scusami

- Zitto! Sta’ zitto! – e dicendo questo mi sono avviato verso Fabrizio e bevendo di corsa il caffรจ, siamo usciti fuori, camminando verso l’universitร .

Sconfitto piรน che mai, tornato a casa, ho preparato la borsa per la palestra e senza nemmeno mangiare, sono uscito per rifugiarmi dentro la sala attrezzi per piรน di tre ore. Ero stremato, ma alla fine avevo scaricato un sacco di stress. Vicino all’uscita ho acceso il telefono e ho ricevuto alcuni messaggi. Erano tutti di Fabrizio che aveva provato a contattarmi senza esito.

- Fabrizio mi hai chiamato? – gli ho detto quando ha risposto alla mia telefonata

- Sรฌ. Volevo sapere come stavi.

- Adesso meglio. Tre ore di sala attrezzi fanno sempre bene.

- Sรฌ, ti capisco, pure io sono appena uscito dalla palestra, anche se ci sono stato solo un’ora e mezza oggi. Comunque ti volevo chiedere se stasera ti andava di andare a bere una birra nel pub di cui ti ho parlato oggi.

- Sรฌ, volentieri.

- Allora ci vediamo sotto casa tua?

- No, รจ meglio se usciamo con l’auto, ti passo a prendere io intorno alle 22:30, che dici?

- Ok. Allora a dopo.

- Perfetto. Ciao. – E cosรฌ il tempo di rientrare a casa, farmi una doccia e cambiarmi, mi sono ritrovato di nuovo in auto e in meno di venti minuti ero di nuovo sotto casa di Fabrizio. Gli ho fatto uno squillo e aspettando che scendesse, ho messo su un cd dei Muse.

- Hysteria! Che accoglienza

- E sรฌ ogni tanto fa bene perdesi.

- Sante parole. Infatti stasera dobbiamo distruggerci.

- Ci puoi contare amico mio. Oggi pensiamo un po’ piรน a noi.

- Ben detto! – e sulle note “Cause I want it now/ I want it now” ci siamo diretti al pub. Dopo aver posteggiato, Fabrizio mi dice di seguirlo e quando arriviamo, vediamo che ci sono un sacco di persone.

- Fabrizio, sei tornato. Allora ti รจ piaciuto il mio pub

- Lo puoi gridare caro mio.

- Pedro mira! Fabrizio has vuelto.

- Oh chico, bien tornato

- Pedro – ha detto Simone mentre Fabrizio e il barrista si stavano stringendo la mano - il tuo italiano es como a mi spagnolo… hace asco! – e dicendolo i due si sono abbracciati.

- Ma dรณnde esta el ragazzo che te gusta?

- Se ne andato all’improvviso… stavamo entrando, ma รจ dovuto scappare via

- Capisco… Vale! Beviamo chicos.

- Claro, chico, claro che vengo. Fabrizio e Daniel avvicinatave. Non preoccuparti Daniel, non siamo matti, almeno non completamente. – Mi ha detto Simone.

- Figurati, non lo pensavo neppure – ho risposto mentre ci avvicinavamo. - Ma da quanto li conosci? – ho chiesto a Fabrizio, avvicinandomi il piรน possibile a lui.

- Pedro l’ho conosciuto solo ieri, anche se conosciuto non รจ proprio appropriato.

- E il tuo amigo quie es? – Ha chiesto Pedro a Fabrizio.

- Lui รจ Daniel.

- Dienรฉl.. encantodo

- Piacere mio.

- Quรฉ tomas?

- Beh, direi un 4 bianchi

- Ah sei tu il tipo del 4 bianchi – mi dice Simone

- E giร . Ormai sono famoso per questo - ho risposto sorridendo

- Daniรฉl vieni vieni – mi grida Pedro.

- Vai Dani – mi suggerisce Fabrizio – infondo siamo in piena Hysteria, no?

- Giร . – e cosรฌ mi sono avvicinato a Pedro il quale per tutta la sera mi รจ stato appiccicato addosso, facendomi capire che gli piacevo e non poco. Lui era attraente, aveva i tipici tratti spagnoli. Un viso affusolato, con un pizzetto non troppo lungo. Sulla testa aveva una bandana che coprivano i capelli castano scuri. Sul sopraciglio aveva un piercing, mentre i suoi occhi azzurri, mostravano tutta la sua dolcezza, che a differenza dei movimenti del corpo, tipici di uno che sa di piacere, non mostrano.

- Tienes novio?

- Cosa? Scusa non parlo lo spagnolo.

- Claro, claro. Escusa. Ti decia si hai un fidanzato.

- No, no. Sono solo

- Allora posso provarci.

- Cosa?

- Sรฌ, te guastaria passar conmigo la noche? – quella domanda cosรฌ improvvisa, mi ha lasciato senza parole. Non sapevo cosa dire.

- Daniel sono le 2:30, andiamo?

- Cรณmo andiamo. Daniรฉl tiene que passar la noche conmigo.

- Cosa?

- Non รจ vero. Lui me lo ha chiesto, perรฒ io non gli ho risposto.

- Allora, Daniรฉl quรฉ fai?

- Pedro, ti ringrazio, ma devo andare adesso. Grazie comunque.

- Come quieres chico, perรฒ se cambi idea, yo estoy aqui.

- Bene! Andiamo Fabrizio. – In macchina con il mio amico non smettevamo di ridere per la serata. Era da tempo che non stavamo cosรฌ insieme.

- Hai capito il nostro Pedro, non appena ti ha visto, non ti ha mollato piรน.

- E giร  e poi quando mi ha chiesto di fare sesso, ti giuro che non sapevo che rispondere, anche se…

- Anche se?

- Non lo so… Niente รจ meglio se non ci penso piรน.

- Io sono arrivato. Dani ci vediamo domani alle 12:00 per la nostra penultima lezione di psicologia della natura.

- Finalmente. – e rispondendogli cosรฌ, ci siamo salutati. Rimasto solo in macchina, ripensavo a tutto quello che era successo e quando sul cd รจ ripartita la canzone dei Muse, non so cosa mi sia preso, ho fatto marcia indietro e in cinque minuti ero al pub. Pedro stava per salire sulla sua moto, quando mi ha visto.

- Ero seguro que tornavi

- Io no.

- Vale, andiamo casa mia? ฤ– vicina.

- Ok.

Arrivati a casa sua ci siamo spogliati in meno di niente e buttandoci sul letto, abbiamo dato sfogo alla nostra voglia. Quando il tutto finรฌ, Pedro si addormentรฒ e io senza rendermene conto ho detto “Che cazzo ho fatto? Manu scusami”

Continua…



Intervallo - Sanremo:
La playlist gay - Prima Parte
dalle origini al 1990

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Numero Zero33 - Un epilogo naturale


Prologo
Come sapete tutti, settimana scorsa ho dovuto abbandonare il blog per gravi motivi famigliari. Nella puntata di oggi di Numero Zero voglio raccontarvi cosa sia successo in quei tre giorni, perchรฉ mi piace avere questo filo diretto con tutti voi, anche perchรฉ voi lo avete con me. Prima di lasciarvi ci tengo ancora una volta a ringraziare Awkawd, Russel, (In)consapevole e S-kraM per i loro commenti, sappiate che mi hanno toccato molto.
Adesso vi lascio e voglio ricordarvi ancora una volta che domani verrร  pubblicata la puntata che settimana scorsa รจ saltata di Un nuovo mondo.
A presto
Francesco Sansone








Un epilogo naturale

Nell’articolo di oggi sono presenti nomi di fantasia, gli stessi usati nel mio libro per parlare dei personaggi presenti anche in questo articolo.


Chi ha letto il mio libro sa quali siano i rapporti con i parenti di mio padre, per chi non lo avesse letto per dirla in breve non sono proprio belli, anzi sono inesistenti. Perchรฉ questa precisazione? Perchรฉ la motivazione che mi ha impedito di curare i blog la settimana scorsa riguarda proprio loro.

Era martedรฌ mattina. In casa c’eravamo solo io, Giovy e mio fratello, che era tornato in cittร  per poter passare il compleanno con la figlia che compie gli anni proprio il giorno di San Valentino. I miei genitori, invece, erano usciti per sbrigare delle commissioni. Io ero al PC per fare la mia quotidiana rassegna stampa fra siti, blog e con le cuffie alla testa ascoltavo qualche canzone di Fabrizio De Andrรฉ per riprendermi dal sono in maniera molto soft. Non appena termina la riproduzione dell’ultima canzone inserita nella playlist, sento squillare il cellulare di mio fratello. Non ho badato molto al suo suono e ho continuato il mio leggere quotidiano. Mi sento chiamare e girandomi, vedo mio fratello di fronte, quasi imbambolato, incredulo. “ฤ– morta la nonna”, dice con un tono che fa trasparire tutta il suo dispiacere. Sentendo quelle frasi,mi sono girato verso il PC e guardando lo schermo ho detto “capisco.” Mio fratello non si aspettava quella risposta e lo ho avvertito. Ho distorto lo sguardo dallo schermo, per tornare ad osservare lui

- Non riesco a dispiacermi per questa notizia. Lo so non รจ una bella frase da dire, ma รจ cosรฌ.

- Lo so, io invece…

- Lo so! Tu hai avuto un rapporto diverso con lei. Con te รจ stata nonna, con me e le nostre sorelle non lo รจ stata.

- Sรฌ. Sai ieri volevo passarla a trovare.

- Capisco, ma adesso non ti puoi sentire in colpa se non sei andato a trovarla, non c’รจ motivo. Infondo ieri era il suo compleanno e neppure siamo stati chiamati per festeggiarla. Pertanto gli hai fatto un favore non andandoci, avresti potuto rovinarle la festa. Comunque chi te lo ha detto?

- Gianna, nostra cugina, pensava fossi a Rimini e mi ha chiamato per dirmelo aggiungendo che stava venendo qui per dare la notizia a papร . Le ho detto che ero qui e che loro erano usciti e che quindi non avrebbe avuto senso venire e che glielo avrei detto io.

- Giร , papร  – dicendo quella frase, mi si รจ stretto il cuore. So quanto lui fosse legato a lei e anche se non รจ proprio stata una madre degna di questo nome, una madre, comunque essa sia, รจ pur sempre una madre. In quel momento ho iniziato a sentirmi oppresso perchรฉ sapevo il colpo al cuore che avrebbe subito papร  e piรน pensavo a questo piรน aumentava la mia rabbia. – Ma cazzo! Fino alla fine si sono fatti schifare. Come fu per su padre, anche per sua madre lo chiamano solo adesso che รจ morta. Sono sconcertato. (solo dopo ho saputo che sarebbe morta di punto in bianco la mattina e che non c'era nessuna avvisaglia che facesse pensare al suo trapasso, perรฒ sta di fatto che mio padre รจ stato l'ultimo a cui  รจ arrivata la notizia)

- Hai ragione. Che ci puoi fare, sono quelli di sempre. Ora come glielo dico? – quelle frase era piena del disagio che provava oltre che per il dolore che pian piano in lui diveniva concreto.

- Tranquillo, glielo dico io.

- Sei sicuro?

- Sรฌ, tranquillo.

- Io devo scendere.

- Sรฌ, fai bene. Vatti a prendere un caffรจ al bar e vai a compare le sigarette. Ci penso io qui. – e cosรฌ รจ andato via. Io ho accesso una sigaretta anche per cercare di pensare alla maniera meno dolorosa per dire a mio padre che la madre non c’era piรน, come se ci fossero parole meno brutte per comunicare questo concerto. Giร  da se’ la parola morte non รจ bella, ma non ci sono sinonimi buoni per sostituirlo. Mentre stavo in balcone e fumano la sigaretta, ho iniziato a fare un viaggio lungo la memoria per cercare di trovare qualche ricordo, anche solo uno, che mi facesse apparire la madre di mio padre come nonna e non come semplicemente la madre di mio padre. Un viaggio questo che รจ durato a fasi alterne per due giorni, ma che non ha portato neppure ad un dolce ricordo insieme. Il suono dell’auto dei miei che mi indica che sono arrivati, mi distoglie da quel viaggio mentale. Gli vado incontro per aiutarli con le buste.

- Non c’era bisogno sono solo due buste.

- Non ti preoccupare papร .

- Allora vado a prendere il pane.

- No aspetta! Sali un minuto in casa.

- Perchรฉ?

- Ti devo dire una cosa.

- Che succede?

- Niente mamma, dai salite. – E cosรฌ insieme saliamo le scale. In me l’angoscia, per quello che a breve avrei fatto, aumentava gradino per gradino. Chiudo la porta e ci dirigiamo in cucina.

- Papร  mi dispiace.

- Che รจ successo?

- Tua madre รจ morta. – I suoi occhi si sono spalancati, mostrando perfettamente che il colpo era arrivato dritto dentro e poi il silenzio e poi ancora gesto spontaneo di andare verso la porta.

- Aspetta che torna Davide.

- Che รจ successo? – ha chiesto mia madre che intanto era di lร .

- ฤ– morta mia madre. – le ha risposto mio padre.

- Ah... Forza vai.

- Tu non ci devi venire?

- No, assolutamente no. Tua madre me ne ha fatte tante fino alla fine. – Dovete sapere che oltre hai fatti raccontati nel libro, gli episodi che in questi anni ci hanno legato ai parenti di mio padre non sono terminati, anzi sono sempre stati peggiori. Umiliazioni, pettegolezzi, carognate (giusto per usare degli eufemismi), e molto altro ancora che non sto qui a dirvi, giusto perchรฉ mi vergognerei a rivelare certe azioni e dovere dire poi che sono miei parenti. Tornado ai fatti di quel giorno, dopo aver detto la veritร  a mio padre รจ rientrato mio fratello.

- Lo sa giร .

- Ok. Forza andiamo.

- Andate – ha ripetuto la mamma

- Perchรฉ tu non ci vieni? – ha chiesto Davide

- No. Non me la sento.

- Ma lo devi fare per papร 

- Io il mio dovere con tuo padre l’ho fatto quando sono morti suo padre (5 mesi prima che morisse mio nonno materno di cui ho parlato nel libro) e sua zia per ripagarlo per quello che ha fatto con mio padre ( lo ha assistito come neppure i fratelli di mia madre hanno fatto). Con lei non posso. Voi mi bruciate troppo e non posso andare da lei e poi non posso scordarmi tutto quello che ho dovuto subire.

- Dai andate –  sono intervenuto io

- Ok. Andiamo.

Giovy per delicatezza non รจ intervenuto durante la discussione, ma poi parlando con mia madre ha detto la sua e riputava giusto che lei andasse, ma mia madre non ha voluto. Io non la condanno, anzi la capisco bene. Giovy dice che di fronte alla morte siamo tutti uguali, io dico che l’ultimo saluto uno nella vita se lo debba meritare e poi in vita voleva solo suo figlio e suo nipote Davide e pertanto credo sia giusto che da morta al suo capezzale abbia loro. Io, mia madre e le mie sorelle (che sono a Rimini adesso) non siamo mai stati ben accetti. Prepariamo il pranzo. Dentro di me non sento dolore, solo dispiacere per mio padre. Dopo aver sistemato tutto, rimango con Giovy a guardare la tv. Non mi va di fare nulla nรฉ tanto meno stare al pc e poi anche volendo non avrei avuto modo di farlo, perchรฉ avrei dovuto pensare a tutto io per ciรฒ che concerneva la casa. Dovete sapere che per ora, in attesa della partenza che ormai sta ritardando, anche troppo, per motivi che non vi sto a dire, ma che sono pure causa di nervosismo e stress, passo le mie giornate a cucinare e a sistemare, almeno trascorro il tempo cosรฌ, altrimenti impazzerei considerando che non sono mai rimasto in casa giornate intere. In piรน quel giorno ho dovuto fare tutte quelle mansioni che di solito sono di mio padre. Tuttavia tornavo a vagare nella mente per cercar, come dicevo prima, un dolce ricordo con lei, ma piรน andavo indietro e piรน mi rendevo conto che non ne avevo e anche adesso che vi scrivo non ne ho.

Per farla in breve passa un altro giorno e arriva il giorno del funerale, neanche in questa occasione mia madre รจ voluta andare. Io invece sono andato perchรฉ mio padre, che come ho avuto modo di dire in passato, pur non dicendo nulla, con i suoi occhi ha detto tutto quello che non riesce a dire con le parole.

- Sei pronto? – mi ha domandato mio fratello

- Voi andate. - Non mi va di andare a casa sua e ritrovarmi accerchiato da tutti loro, in particolare quei cugini che sfortunatamente sono stati i miei primi punti di rifermento nella realtร  omosessuale e che hanno segnato quel periodo. – Vi raggiungo direttamente in chiesa. – E cosรฌ preparatomi con calma, ho salutato mia madre e Giovy, che era a letto dato che la notte precedente non aveva chiuso occhio, e vado. Arrivato, cerco mio fratello e mio padre e quando noto Davide, mi avvicino a lui.

- Dov’รจ papร ?

- Lรฌ – mi sono girato e l’ho visto.

Avete presente l’immagine di un bambino triste che si racchiude in se’, tira su le spalle e infila le mani nelle tasche del cappotto, cercando di far sembrare che tutto รจ a posto? Beh questa รจ l’immagine che dava mio padre. Gli vado incontro e lo abbraccio, mentre avverto di sopra gli sguardi di qualcuno, apro gli occhi ed รจ uno dei suoi fratelli, uno di quelli che mia madre si รจ messo sotto i piedi durante un litigio. Dovete sapere che mia madre ha sempre e dico sempre lottato con le unghia e con i denti per difenderci e non si รจ mai spaventata se di fronte a lei ci fosse un uomo o una donna, purtroppo mio padre non ha mai saputo prendere posizione in questo e devo anche dire che durante ogni tipo di discussione, ha sempre preso le loro parti pur quando erano loro in torto e di questo mia madre se ne รจ sempre rammaricata e in piรน questo รจ stato motivo di liti fra i miei per un bel po’ di domeniche quando ero piccolo. Tornando a quel giorno, libero mio padre dall’abbraccio e insieme (mio padre al centro e noi due ai suoi lati) entriamo in chiesa e quando questo zio cerca di avvicinarsi per esser salutarmi, ho tirato dritto (con gli anni ho imparato ad eliminare dalla mia vista, persone che non mi aggradano). Ci sediamo in una panca, dietro a tutti quei parenti in lacrime. Vi confesso che guardandoli in me รจ nato una sorta di rammarico. Vedere come loro, i miei cugini, piangessero perchรฉ di fatto per loro รจ stata nonna, mi ha rattristato un po’. Non dico che li invidiassi, ma รจ solo che non riesco a capire perchรฉ la mia famiglia non รจ mai stata accettata da loro, ma questo pensiero รจ svanito presto, quando mio fratello dice che andava fuori per controllare l’auto che era messa un po’ fuori mano. Dopo cinque minuti si avvina quello “storpio” (lo chiamo cosรฌ perchรฉ in questo momento non ricordo il nome con cui l’ho chiamato nel libro, ma ricordo solo che lo nomino cosรฌ in un passaggio) di mio cugino che si siede accanto a mio padre solo perchรฉ mi ha notato, perรฒ aspetta solo quando arriva la di lui madre dicendo “Francesco sei tu? Mi sembravi Davide”, al che lui si alza e viene a braccia aperte a salutarmi, ma io con una spinta lo allontano dicendogli “Evitami, evitami”. Da lรฌ in poi sono rimasto accanto a mio padre sotto braccio, per dimostrare a tutti loro che erano lรฌ e guardavano con la coda dell’occhio che ero lรฌ per lui, per mio padre, e non per la defunta.

Tornato a casa, sono andato a letto, quel giorno รจ stato pesante. Avevo mal di testa che credo sia stato generato da tutta quella ipocrisia e falsitร  che ho vissuto in quelle due ore, provate a immaginare tutto questo per 27 anni e capirete un po’ di cose. Una cosa รจ certa perรฒ che questo episodio ha portato ad un epilogo naturale di questa storia. Se prima con la sua presenza non eravamo una famiglia, adesso che la madre di mio padre non c’รจ piรน, siamo completamente estranei e vi confesso che non provo nessun rimpianto, perchรฉ non รจ il sangue che fa la parentela.





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