Racconti D'estate - Dove sono le mie mutande?

Prologo

Eccomi qua con questa nuova etichetta che ci accompagnerร  per un po'. In essa sono contenuti una serie di racconti incentrati sull'estate e su tutto ciรฒ che essa comporta: divertimento, leggerezza, sesso... e sรฌ avete capito bene. Lo sappiamo tutti in estate รจ il sesso a farla da padrona. Ora vi lascio alla lettura di questo primo racconto, sperando che vi piaccia.

P.S. Ancora non ho deciso se pubblicare un racconto a settimana oppure due, lascio a voi la decisione. Infatti vi chiedo di lasciare la vostra idea negli eventuali commenti che posterete.

N.B. Questo racconto doveva essere, secondo una mia logica, il secondo in ordine di apparizione, ma all'ultimo minuto non me la sono sentita di pubblicare per una serie di motivi che penso possiate facilmente intuire "Grande Fratello" , il racconto che doveva essere l'apripista di questo nuovo ciclo. Forse non avrร  senso per molti ma per me tanto.

Alla prossima

Francesco Sansone


Dove sono le mie mutande?


Il telefono squillava risuonando lungo tutta la stanza. Io ancora stavo dormendo dopo una notte di follia tra alcool a fiumi e balli sfrenati. Aprii gli occhi costretto dal suono del telefono.

- Pronto? – dissi ancora addormentato e rendendomi conto di avere un mal di testa che spaccava in due il mio cranio

- Ehi? Ma che fine hai fatto ieri sera?

- Chi รจ?

- Come chi sono? Sono Leo, ti ricordi? Il tuo migliore amico che hai lasciato in asso in discoteca ieri sera andandotene con quel manzo di un metro e novanta.

- Ah! Leo ciao, come va?

- Bene, ma rispondimi, che fine hai fatto.

- Ma niente di che?

- Niente di che? Che vuoi dire? Allora raccontami tutto – disse alzando il tuono della voce, incuriosito di sapere cosa avessi fatto ieri una volta arrivato a casa con quel ragazzo conosciuto mentre ballavo come un matto.

- Ma sai come vanno ‘ste cose … Come vanno ‘ste cose? Cazzo non ricordo nulla.

- Come non ricordi nulla?

- Non lo so – Saltai giรน da letto e mi vidi riflesso sullo specchio. Ero tutto nudo, pieno di graffi – Merda!

- Che succede?

- Sono pieno di graffi.

- Cosa?

- Hai capito benissimo sono tutto graffiato, ma non ricordo nulla di cosa ho fatto ieri. Ho solo presente che siamo arrivati a casa. Abbiamo preso un caffรจ e poi …

- E POI?

- E poi non ricordo un cazzo.

- Sto arrivando, mi stai preoccupando. Tu non dimentichi niente, figurati quello che fai.

- Ok! Ti aspetto.

Cercai le mutande, ma non trovandole in camera andai in cucina per vedere se erano lรฌ. Uscendo dalla camera da letto vidi i miei jeans, la camicia bianca che avevo messo ieri per far risaltare la mia abbronzatura, i calzini, ma delle mutande non c’era traccia. – Ma come รจ possibile che non ci sono? – mi chiedevo mentre mi dirigevo in bagno per buttare via la prima pipรฌ del giorno. Mi misi davanti la tazza. Con una mano tenevo il cazzo e l’altra appoggiata alla parete e con lo sguardo vedevo venir giรน il getto d’urina, quando ad un tratto mi venne in mente un flashback di ieri sera.

Ero in bagno nella stessa posizione in cui mi trovavo adesso, quando la porta si aprรฌ e spuntรฒ quel ragazzo - come si chiamava? Cazzo non ricordo neppure questo – . Entrรฒ e si avvicinรฒ lentamente a me e si mise dietro di me e levandomi la mano dal cazzo, ci mise su la sua, mentre con le labbra mi bacia il collo.

- Ho finito

- Io no.



Suonรฒ il campanello e tornai al mio presente. Da fuori la porta sentivo Leo che diceva di aprire.

- Ciao.

- Ciao? Come stai? Forza, fatti vedere – e si mise a girare intorno per controllare tutti i graffi

- Mi sento come uno di quei cavalli in vendita che viene controllato per bene dall’acquirente.

- Che coglione che sei. Io mi preoccupo e tu fai pure del sarcasmo.

- Hai visto? Sono tutto sano, puoi stare tranquillo.

- Sรฌ, sรฌ. Comunque che ci fai tutto nudo?

- Non trovo le mutande?

- Come non le trovi?

- Non lo so! Ci sono tutti gli altri indumenti per terra, ma mancano le mutande.

- Ah!

- Giร ! Comunque, vuoi un caffรจ? Non lo ancora preso. Da quando ti ho salutato ho fatto solo la pipรฌ.

- Grazie per i dettagli, ma non ci tenevo a saperlo. Vai a metterti un paio di mutande pulite, mentre metto sul fuoco la caffettiera.

Tornando in camera, mi sono stupito nel vedere lo stato in cui si trovava. Il letto era sotto la finestra, quando di solito sta a centro delle stanza. Uno dei comodini era vicino alla porta. – Cazzo come faccio a non ricordarmi quello che successo. Deve esser stato un bordello e io non ricordo. Che testa di cazzo che sono -.

- Il caffรจ รจ pronto Fede – mi gridava dalla cucina Leo

- Arrivo – a quella parola “arrivo” mi venne in mente un altro flashback.



Ero sopra il letto con il tizio sotto di me. Era disteso sul letto. Solo il culo era alzato all’altezza del mio cazzo che era in lui e che lo sbatteva. Lui gridava “arrivo, arrivo” . Con la mano si masturbava e dopo averlo detto, schizzรฒ sulle lenzuola nere di seta mentre io continuavo a scoparlo con lui che mi diceva di continuare.



- Allora dove sei? Quanto ci vuole per trovare delle mutande pulite? – Quelle parole mi riportarono di nuovo una volta al presente. Mi girai versรฒ il letto e vidi una striscia bianca che terminava in una scorta di cespuglio sulle lenzuola. Era il suo seme ormai secco.

- Aspetta due minuti – Altro flashback in testa.

Lo stavo ancora scopando, mentre il sudore bagnava i corpi di entrambi.

- Aspetta, cambiamo posizione. Mettiti a terra come se volessi fare gli esercizi per i glutei e cosรฌ  appoggiai gambe e mani per terra e mi sollevai  Lui si sedette su di me, sul mio cazzo. Iniziรฒ a muoversi come un pazzo. Il suo cazzo era di nuovo duro. Riprese a masturbarsi. Si muoveva sempre piรน velocemente. Appoggiรฒ le mani sul mio petto e alzรฒ le gambe e posรฒ i piedi sulle mie cosce. Ormai era in balia del piacere e non faceva nulla per negarlo.



- Tieni, si sta freddando. Ma stai ancora nudo? Non dirmi che non ci sono neppure le altre mutande nel cassett … O mio Dio, ma che cosa รจ successo qui?



- Non lo so.



- Giร  che chiedo a fa’ … Comunque รจ meglio che te le prendo io ‘ste mutande, altrimenti stai cosรฌ tutto il giorno. ฤ– vero che c’รจ caldo, perรฒ il tuo pistolino potrebbe prendere freddo.



- AH AH divertente.



- Certo che perรฒ qui devi aver fatto cose turche, non ho mai visto cosรฌ la tua stanza in vita mia.



- Giร . Ma non รจ assurdo che non ricordo nulla?



- E sรฌ.. io certe cose non le potrei mai scordare. – Leo si avvicinรฒ verso il comodino rimasto nella sua abituale posizione, ossia sul lato sinistro del muro per prendere le mutande – Non ci credo sul muro c’รจ l’impronta di sudore. Ma che hai fatto?



Un altro flashback.

- Vieni sbattimi al muro.

Spostรฒ il comodino e il letto, portandoli sotto la finestra. Si mise al centro della stanza. Spalle al muro. Appoggiรฒ le mani al mio collo  e si diede la spinta per alzarsi. Mi legรฒ con le gambe e in meno di niente il mio cazzo fu di nuovo suo. Continuava a masturbarsi e alla fine mi venne sul petto e pure sul collo.

- Sto venendo!



Mi liberรฒ dalle gambe. Si mise in ginocchio e alzรฒ la testa affinchรฉ potesse avere il mio orgasmo sul viso. E cosรฌ fu. Restรฒ cosรฌ, con il viso pieno di sperma. Si alzรฒ.

- Voglio bere.

- Ho due bottiglie di tequila.

- Vada per la tequila.

Andammo in cucina. Lui aveva ancora il mio seme sul viso e quando vide le mutande, si chinรฒ, le prese e si asciugรฒ. In cucina bevemmo entrambe le bottiglie.

- Sei proprio cotto

- Mi sa di sรฌ.

- Allora vado.

- Ma dai resta.

- Tranquillo. S’รจ pure fatta una certa ora.



E cosรฌ si rivestรฌ e si mise in tasca le mutande.

- Me le porto come ricordo.



- Ora ricordo tutto Leo - gridai tornando al mio presente



- Finalmente! Allora che mi dici?



- Cazzo che scopata!






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Numero Zero14 - Speciale 1.000 visite - Tutto iniziรฒ cosรฌ...

***

1.000 visite



Oggi con mia grande sorpresa vedo questo numero. Sono rimasto scioccato, ma anche, perchรจ negarlo, felice perchรฉ vuol dire che quello che faccio nei tre blog รจ gradito da tutti voi. Quindi voglio ringraziare tutti voi che mi seguite pubblicamente e anche a tutti quegli anonimi che lasciano i loro commenti. Ringrazio Giovy  che mi ha fatto entrare nella dimenzione di blogspot e che รจ stato il primo a "seguirmi" (ma infondo lui รจ di parte ^-^) e  il mio caro amico Gianni (per me P.), ma pure Majin che รจ stato il primo che, pur non conoscendomi, ha iniziato a seguirmi, ad apprezzare il mio lavoro e a dirmi di non mollare tutto, quando il pensiero mi era balenato in testa, e ancora SkraM e tutti voi altri che siete arrivati pian piano entrando cosรฌ nel mio mondo espanso e scoprendo un nuovo mondo.
Comunque non mi perdo piรน in parole e dato che tutto ha avuto inizio 1.000 visite fa, oggi voglio ripubblicare il primo post con cui tutto ha avuto inizio, perรฒ vi aspetto con le nuove storie di Racconti d'estate giร  da giovedรฌ e naturalmente con Numero Zero, anche su Il mondo espanso del cinema gay e Il mondo espanso dei romanzi gay. Ciao e grazie ancora.
FrA'






Tutto iniziรฒ cosรฌ...






Lulรบ



La notte in cui venne ritrovato il corpo di quella ragazza, quasi nessuno la conosceva.
La luna, in tutto il suo splendore, nella sua totale pienezza, osservรฒ, anche lei, la scena che avrebbe impietosito chiunque.
Sara, tanto bella quanto sfortunata, stava lรฌ, immobile, il marciapiede era il suo letto, la strada la sua casa… la chiesa all’angolo suonava l’ultimo rintocco della mezzanotte quando giovani donne, poco piรน che bambine, ragazzi e travestiti, vendevano il proprio corpo a coloro che, in macchina, si avvicinavano per appagare i propri sensi. Quella chiesa… la notte e il giorno, l’ombra e la luce, la morte e… la vita? Anche quella notte, una come tante altre, la stessa di ieri, uguale a domani: il via vai di auto, ragazzi e ragazze andavano e venivano, fuochi accessi sui cigli delle strade; perรฒ quella, ormai prossima al termine, non fu come le notti sorelle. Quella sera la luna vide l'orribile e ingiusto delitto che un pazzo, forse per provare un ulteriore momento di piacere, aveva commesso.







- Chi รจ questa povera disgraziata?, - domandรฒ il commissario ad uno dei suoi agenti, appena arrivรฒ sul posto.





- Non si sa, signore! Nessuno la conosce qui. Era nuova del giro e non aveva stretto contatti con nessuna delle altre ragazze che bazzicano solitamente su questa strada. Perรฒ mi รจ stato detto che l'unica persona con cui ha instaurato un rapporto di amicizia รจ una certa Lulรน. - rispose il poliziotto.





- E dove si trova adesso questa Lulรน? - chiese il commissario, un ragazzo di trent'anni, molto alto e affascinante.





- รˆ andata via con un cliente circa un'ora fa e ancora non รจ tornata. Chissร  come se la staranno spassando!




- Mostri un po' di rispetto agente Paoli!Si trova pur sempre davanti a un cadavere! Aspetti che torni la signorina, l'accompagni al commissariato e speriamo che ci possa dare qualche notizia su questa ragazza. - detto questo, Luca fissรฒ quella "povera disgraziata" , notรฒ le sue bellezze: capelli neri e lisci come uno scialle di seta, occhi verdi, labbra piccole e carnose. Ma guardandola non potรฉ far a meno di soffermarsi sul lungo taglio che quel delinquente le aveva inferto sul suo bel collo. - Bene! Adesso vado. Mi porti la signorina Lulรน appena puรฒ. - e salรฌ in auto.









Passarono ancora parecchi minuti prima che colei che poteva aiutarli tornasse. Adesso nel cielo non vi erano piรน nuvole. Solo la luna brillava, mettendo in risalto quel triste scenario.





- Alla prossima bello! - si sentรฌ da lontano, mentre una macchina andรฒ via velocemente, forse a causa della polizia. Una figura, dal fondo della strada, si avvicinรฒ dondolandosi sinuosamente ma, quando vide gli agenti rallentรฒ il passo. Notรฒ il lenzuolo bianco sopra l'asfalto e di colpo si fermรฒ. Restรฒ ferma lรฌ, con gli occhi spalancati, fino a quando il poliziotto si avvicinรฒ a lei.





- รˆ lei Lulรน? - le fu chiesto.



- Sรฌ! Co... cosa รจ successo?- disse tremando.



- Questa notte un pazzo ha ucciso una ragazza e mi hanno riferito che solo lei aveva stretto amicizia con la vittima.

- Sara... Sara... Sara, - ripeteva mentre riprese il cammino, lento e strascicante. Quando fu di fronte al telo, si inginocchiรฒ. Lo alzรฒ e vide quello che giร  tutti avevano osservato. Si calรฒ verso il corpo, la sollevรฒ, la strinse forte fra le sue braccia, iniziรฒ a dondolarsi e a cantare lentamente una filastrocca, tanto da sembrare un requiem.

 





Bella chi dorme sul letto di fior
mentre dormiva la cara bambina,
o Maria Giulia da dov... dove se...







Ma non riuscรฌ a terminarla, perchรฉ le lacrime, ormai, sfociarono in un pianto straziante… tutti i presenti non poterono che restare a guardare in silenzio.







- Commissario abbiamo trovato la ragazza. รˆ qui fuori che aspetta. - disse l'agente Paoli con tono provato, ricordando ancora la triste scena a cui aveva assistito poco prima.





- Bene, la faccia accomodare. Ah! Agente vada a casa e si riposi un po', ne ha bisogno!





- Sissignore.





Luca si alzรฒ per accogliere Lulรน alla porta, - Benvenuta signorina. Scusi se l'ho fatta venire qui a quest'ora tarda della notte, ma ho bisogno di lei per sapere qualche cosa di piรน sulla sua amica.



- Non si preoccupi! Innanzi tutto non sono una signorina. - e tolse la parrucca che indossava, - Sono gay, ma non una donna. Mi vesto cosรฌ solo perchรฉ al mondo ci sono tanti porci che amano i cazzi, ma non vogliono accettarlo e vanno con i travestiti e, di conseguenza, mi devo adeguare.



- Capisco! Allora come devo chiamarla signore?



- Simone!



- Bene Simone, puรฒ aiutarmi?



- Sara! E cosรฌ che si chiamava. Era sulla strada solo da un mese. Vi era finita a causa di un figlio di puttana che l'aveva illusa e poi l'ha rovinata. Le aveva promesso che l'avrebbe sposata, ma poi, di punto in bianco, l'ha venduta per una dose di droga a un tizio che se l'รจ scopata e poi l'ha lasciata sulla strada. Restรฒ sola, senza soldi e casa, gliel'aveva portata pure via, quello stronzo! Quando arrivรฒ sulla strada delle puttane e dei froci, รจ cosรฌ che la chiamate, no? Comunque quando arrivรฒ, alcune delle ragazze volevano picchiarla per non farla piรน tornare. Vedendo il suo viso spaventato - com'era bella la mia stellina - mi avvicinai e la difesi e d'allora ero il suo unico amico e lei lo era per me.



- E i suoi genitori?



- รˆ sempre stata sfortunata Sara! Aveva perso entrambi i genitori in un incidente circa un anno fa e poi conobbe il disgraziato. Beh! Il resto giร  l'ho detto.



- Dove abitava?



- Con me! A casa mia. Mi ha sempre fatto tenerezza e piรน di una volta le avevo detto di smettere e strare a casa e che avrei provveduto io a lei, ma non dava retta alle mie parole perchรฉ, diceva, che non voleva essermi di peso - ma quale peso, poi? Non ho mai avuto molti amici in vita mia. Da piccolo, perchรฉ i ragazzini come me non erano bene accetti e adesso perchรฉ gli altri gay non mi vedevano di buon occhio perchรฉ, facendo questo mestiere, sono un poco di buono. Ma mi creda, a volte, sono peggio di me! Ma non penso che questo le interessi, scusi!



- Non ti scusare Simone... posso darti del tu?



- Certo!



- Piacere Luca!



Vedendo che quel ragazzo, lontano anni luce dal suo tenore di vita, si comportรฒ in tale modo con lui, Simone si sentรฌ, forse per la prima volta nella sua esistenza, un ragazzo che non deve vergognarsi di se stesso.



- Simone... - continuรฒ Luca, - devo chiederti di portarmi a casa tua per vedere se riesco a trovare qualcosa in piรน su Sara. Che so... qualche lettera o cose simili. Ti dispiacerebbe?





- No, niente affatto. รˆ un piacere essere utile per la mia piccola stellina.



- Perfetto, andiamo!

 





***









Erano le cinque e trenta del mattino quando i due ragazzi, assieme ad altri tre agenti, arrivarono in quella casa. Di certo non era una casa simile a molte altre. Era piena di specchi, lampade e quadri che avevano come soggetto paesaggi e uomini nudi. C'era anche un autoritratto di Simone che presentava entrambe le facce del ragazzo. Una, quella di Lulรน, viva di colore, come se si volesse indicare che quel lato avesse il sopravvento rispetto all'altra faccia che era dipinta in bianco e nero e rivolta verso il basso.
Simone andรฒ in camera per cambiarsi per uscire qualche minuto dopo con gli abiti che indossava, quando non lavorava e che lui preferiva. Niente calze a rete e nessuna gonna, solo jeans, camice aderenti e infradito. Tornato da Luca, quest'ultimo vide di fronte a sรฉ un bel ragazzo alto e mascolino.



- Stai meglio cosรฌ, sai?



- Grazie - rispose il ragazzo intimidito ma, allo stesso tempo, lusingato del complimento che gli fu rivolto. - So che siete in servizio, ma vi posso preparare un cafรจ? Tranquillo non vi รจ nessuna pozione al suo interno che vi renda gay. รˆ un semplice e tradizionale caffรจ.



- Al diavolo le regole! Ne abbiamo tutti bisogno di per tirarci su. Nessuno di noi dorme da ieri notte. Accettiamo - fu la risposta di Luca che accompagnรฒ con un sorriso.


***





- Abbiamo trovato questo, Simone, - gli fu detto da Luca che teneva un diario in mano. Il ragazzo lo prese e iniziรฒ a sfogliarlo e ne lesse una pagina.







19 agosto 2004



Amico mio
Sembra proprio che la fortuna sia tornata dalla mia parte.Questa notte ho conosciuto un ragazzo, Simone, molto gentile, dolce e bello - peccato che sia gay. รˆ stato tanto affettuoso con me, mi ha difeso da alcune donne e mi ha invitato a stare a casa sua. รˆ un miracolo! รˆ il mio angelo custode. So che puรฒ essere assurdo che dopo solo due ore ci si possa affezionare ad una persona, ma รจ cosรฌ! Gli voglio giร  tanto bene.
Sara!







- Hai sentito Luca? Mi voleva bene! Era l'unica persona che provava un sentimento simile per me e me l'hanno portata via. Me l'hanno uccisa. Non รจ giusto, non lo รจ affatto!



- Purtroppo non sempre la vita ci lascia a lungo chi ci ama. Simone qui abbiamo finito. Grazie per l'aiuto. Il diario lo portiamo via noi per vedere se riusciamo a trovare qualcosa in piรน, ma ti giuro che te lo farรฒ riavere perchรฉ รจ giusto che lo tenga tu.



- Grazie!







***



Tornรฒ la luna che, anche questa notte, non si trovรฒ ad osservare la solita scena. Infatti, oltre a Sara, quella notte anche Lulรน non era presente nella strada. Simone era rimasto a casa, non se la sentiva di riprendere la sua vita notturna, come se nulla fosse successo. Restรฒ con i suoi abiti maschili seduto sul divano a guardare la televisione. Aveva visto quasi tutti i telegiornali e tutti parlavano di Sara, e ora guardava un film che non gli sembrava molto interessante. Suonรฒ il campanello e si alzรฒ. Quando aprรฌ la porta si vide davanti Luca che teneva tra le mani il diario.



- Te lo avevo promesso, no?, - disse al ragazzo che lo invitรฒ ad entrare a bere qualcosa.



- Non c'era bisogno che ti disturbarsi a portarmelo. Se mi aveste chiamato sarei venuto io stesso a prenderlo.



- Non รจ stato un disturbo, tutt'altro! Mi faceva piacere parlare con te. Ho scoperto, leggendo le ultime pagine di questo diario, che sei una persona speciale, ed รจ un peccato che la gente non lo capisca.

- Ormai, sono abituato alla solitudine e anche se per un mese avevo assaggiato il piacere della compagnia, adesso devo rassegnarmi e tornare alla mia solita vita. - Luca non disse nulla, ma quelle parole lo avevano colpito e dispiaciuto, non poteva credere che un ragazzo d'oro, pronto a dare tutto se stesso per gli altri, stesse solo, senza amici e genitori. Aveva scoperto, sempre tramite il diario, che i genitori del ragazzo lo avevano buttato, nel senso piรน stretto del termine, fuori da casa gridandogli che non volevano un figlio frocio. Da allora iniziรฒ ad arrangiarsi da solo e a lavorare in strada diventando Lulรน. รˆ cosรฌ che potรฉ comprarsi la casa e vivere dignitosamente. Tuttavia non voleva restare per sempre in quella situazione. Era laureato in lingue e aveva mandato vari curriculum, ma non aveva ricevuto risposta, ma non si รจ mai scoraggiato e aspettava il giorno in cui la sua vita sarebbe cambiata.



- Devo proprio andare, ora. Sono stanco e domani mattina devo alzarmi presto. Ci vediamo al funerale.

- Luca! - disse frettolosamente Simone, - Se ti prometto che non ti salgo addosso, dormi qui? C'รจ una stanza per gli ospiti. Ti prego non dire no. Non voglio stare solo e tu sei l'unico amico. So che tu non puoi considerarmi tale, ma per me รจ cosรฌ!



- Sono felice che mi reputi un tuo amico, perchรฉ tu per me lo sei giร  da, quando, stamattina, ho letto quelle pagine! - e si avvicinรฒ a Simone e lo abbracciรฒ. Il ragazzo restรฒ immobile, ma poi, poco a poco alzรฒ le braccia e ricambiรฒ il gesto affettuoso e scoppiรฒ a piangere per sfogare l'immenso dolore.







***





Passarono i mesi e il Natale, ormai, era prossimo. Le strade erano colme di candida neve che copriva i tetti delle case, regalando una visione fiabesca. I due ragazzi diventarono inseparabili amici e a casa di Simone il suo autoritratto fu cambiato con una gigantografia che mostrava Simone e Luca. Non c'era piรน spazio per Lulรน.
La luna guardando i due ragazzi fu felice di notare che i gusti sessuali fossero, ormai, solo dei dettagli che non impedivano a due ragazzi che amavano in modo diverso di diventare amici. Simone in quella mattina che precede la vigilia della nascita del Cristo aveva ricevuto una risposta da una compagnia aerea che gli offriva un impiego come assistente di volo dal tre di gennaio. Simone e Luca uscirono per festeggiare la bella notizia e andarono a bere qualcosa in un bar.



- Finalmente questo dรฌ รจ arrivato! - esclamรฒ Simone brillo - Potrรฒ far vedere a tutti quanto valgo, brindiamo! - I ragazzi restarono a bere per tutta la notte e quando decisero di tornare a casa, Luca dovette sorreggere l'amico che, altrimenti, sarebbe cascato come un pera cotta per terra.



A casa il commissario spogliรฒ Simone e lo mise a letto. Lo svestรฌ con delicatezza per timore di svegliarlo. Sfilรฒ il maglione e i pantaloni per mettergli il pigiama. Sembrava il fratello maggiore che accudisce, con un amore senza interessi, il fratellino. Quando finรฌ Luca, tuttavia, non si sentรฌ di lasciarlo da solo e decise di dormire, anche lui, lรฌ. Prese una coperta e si distese sul divano posto di fronte al letto e, per tutta la notte, apriva gli occhi, di tanto in tanto, per controllare il suo amico.
L'indomani mattina Simone si svegliรฒ e andando in cucina vide che i fornelli erano stati occupati da Luca che stava preparando la colazione e, quando si accorse che l'amico era in piedi sul ciglio della porta con una aria non proprio delle piรน felici, gliene offrรฌ una tazza e si accomodarono.

- Come va, amico? - domandรฒ Luca.

- Ho un mal di testa terribile

- Ti credo! Con tutto quello che ti sei scolato ieri, chiunque starebbe nelle tue stesse condizioni.

- Giร ! Non mi ci fare pensare.

- Come vuoi. Devo andare a lavoro. Ci vediamo stasera per mangiare qualcosa assieme? In fondo รจ la vigilia di Natale oggi!

- Vero! Devo uscire per comprare i regali. Ci vediamo alle nove qui.

- Perfetto. A dopo! - e Luca uscรฌ frettolosamente, mentre Simone si mise a cercare un'aspirina.

Mentre continuava a controllare, il ragazzo sentรฌ squillare il telefono e quando rispose sentรฌ la voce di un cliente.

- Lulรน, ti va di succhiarmelo?

- Mi spiace, ma ha sbagliato numero - rispose Simone sperando che quell’uomo attaccasse.

- Che cazzo dici, non fare la stronza! Voglio che mi fai un pompino subito, altrimenti te la faccio pagare, mi hai capito? Sai che non scherzo.

Simone che, pur essendo un bel ragazzo alto e fisicamente prestante, non sapeva fare a pugni e aveva paura che quel tizio potesse fagli del male e cosรฌ accettรฒ. Fissรฒ un appuntamento per le diciotto in un motel non molto lontano da casa sua e attaccรฒ la cornetta.





***




Quando Lulรน fu lรฌ, entrรฒ nella stanza dove ad attenderla c'era gia quell’uomo. Un signore di circa cinquanta anni, sposato e con due figli. Una figura ben nota nella cittร . Si avvicinรฒ e la strinse forte per un braccio.

- Perciรฒ avevo sbagliato numero, eh? - disse l'uomo arrabbiato. - Ora ti faccio vedere una cosa e vediamo se la conosci? - abbassรฒ la lampo dei pantaloni e tirรฒ fuori il suo membro in erezione, - Prendilo in bocca! - Lulรน obbedรฌ al comando, mentre il suo cuore batteva accelerato per la paura.


Finiti i "giochi", disse all'uomo che sarebbe stata l'ultima volta che si sarebbero visti, ma l'uomo reagรฌ male ed ebbe inizio una furiosa lite che si concluse con lo sparo di una pistola. Il portiere sentendolo, chiamรฒ subito la polizia che fu sul luogo in meno di un quarto d'ora. Al capo del comando c'era Luca che si avvicinรฒ al portiere per sentire ciรฒ che aveva da dire. Quando gli comunicรฒ che da quella stanza dopo lo sparo nessuno era uscito, il commissario con alcuni uomini si avviรฒ verso quella stanza. Aprendo la porta vide una ragazza che piangeva distesa sul pavimento e l'uomo, ancora nudo, seduto di fronte a lei con le braccia riverse verso il basso e lo sguardo fisso nel vuoto. I poliziotti braccarono l'uomo che non fece nulla per scappare al suo destino, mentre Luca si avvicinรฒ alla ragazza.


- Non si preoccupi signorina, l'ambulanz... - il ragazzo si fermรฒ quando riconobbe il suo amico. - Simone cosa ci fai qui?

- Mi aveva detto che mi avrebbe fatto del male se non lo avessi accontentato perรฒ, quando gli ho detto che questa era l'ultima volta che ci saremmo visti, si รจ arrabbiato; abbiamo litigato e poi ha estratto la pistola e mi ha sparato. Luca, non voglio morire! Ho vissuto sempre da solo, ma ora ho trovato un amico come te e la mia vita รจ finalmente cambiata. Non voglio morire! - disse piangendo il ragazzo all'amico, anch'egli con le lacrime agli occhi.


- Non dire stupidaggini... tu non stai per morire! Come ti viene in mente?

- Giร , io non posso morire! Non posso morire adesso, non posso...

- Bravo! L'hai capito finalmente! Sai domani sei invitato a casa dei miei per il pranzo di Natale. Sono curiosi di conoscerti, gli ho parlato cosรฌ bene del mio migliore amico, che ora non stanno piรน nella pelle! - Luca non sentรฌ alcuna risposta e quando alzรฒ gli occhi vide che lo sguardo di Simone ormai non brillava piรน. Il suo amico aveva raggiunto Sara. Luca lascio delicatamente il corpo esanime del suo Simone,si alzรฒ, si voltรฒ, si diresse verso l’uomo, lo guardรฒ con tutta la sua disperazione, la sua ira, il suo dolore. Anche l’uomo lo guardava, ma il suo sguardo era diverso, era lo guardo di uno pentito di ciรฒ che aveva compiuto. I poliziotti lo tenevano per le braccia ammanettate. Luca, non appena fu a tre centimetri dall’assassino, si fermรฒ. Alzรฒ lo sguardo, gli sputรฒ in faccia e gli scaraventรฒ un pugno sul naso che iniziรฒ a sanguinare. Uno degli agenti lo braccรฒ allontanandolo dall’uomo. Fu portato in strada e rimase in piedi, in silenzio. Con le lacrime ancora vive nei suoi occhi. Alzรฒ il viso, mentre il corpo di Simone, coperto da un telo bianco, veniva portato via. Guardรฒ la luna, come ogni sera presente, e gettรฒ un urlo disperato a cui essa ricambiรฒ poggiando un suo raggio sul cadavere di Simone, come se stesse piangendo e quel raggio fosse una lacrima che si era lasciata scappare. Quella luce avvolse Simone che lo illuminรฒ facendolo somigliare ad un angelo. Un angelo che tornava, finalmente, al padre, mentre le campane della chiesa ricordavano a tutti che un nuovo giorno, il giorno di Natale, era appena iniziato.



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Numero Zero13

Waka Waka


Non so a voi a me sta canzone non รจ piaciuta subito, ho impiegato un po' per  apprezzarla e nella versione rmx, che vi propongo, mi piace molto di piรน; e dato che purtroppo  L'Italia รจ uscita dai mondiali  consoliamoci con sta canzone che rimette il buon umore.
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Un nuovo mondo - Ventessima Puntata

Si conclude con questa ventessima puntata la seconda fase di Un nuovo mondo, che perรฒ torna a Settembre con un nuovo ciclo, che spero vi appassionerร  come questi primi due. Lasciandovi all'ultima puntata, sperando che il finale non sia troppo diverso da quello da voi desiderato, vi invito a restare con me e Il mio mondo espanso, perchรฉ per tutto il mese di luglio al posto di Un nuovo mondo, ci sarร  una nuova rubrica Racconti d'estate con storie dedicate alla stagione appena entrata.
Alla prossima
Francesco Sansone


Ventesima Puntata


- La morte รจ sempre difficile da accettare. Ci chiediamo perchรฉ Nostro Signore Iddio ci metta alla prova cosรฌ duramente, privandoci di coloro che amiamo, soprattutto se a lasciarci sono i nostri giovani. Il dolore perรฒ non vi accechi, non vi indurisca, non vi allontani da Dio, lui ha sempre un piano che dobbiamo accettare, anche quando fa male come in questo caso. –


Le parole del prete risuonavano nella chiesa come un vano sforzo per facci accettare l’inaccettabile. Sentivo quelle parole, ma non le ascoltavo. Mi urtavano, mi irritavano, mi facevano male. Massimo accanto a me piangeva come un bambino, quasi mi infastidiva, come se solo lui stesse vivendo quel dolore. Mi infastidiva ancor di piรน quando diceva “รจ colpa mia, รจ solo colpa mia”. Volevo cercare qualcosa da dire per consolarlo, ma non ci riuscivo, forse pensavo veramente anch’io che fosse colpa sua. Se lui non avesse fatto tutto quel casino quella sera, oggi non saremo qua a piangere, a disperarci, a non cercare di rassegnarci.

- Dio oggi ha accolto con se’ la nostra giovane anima tanto amata per farla sedere al suo fianco, affinchรฉ possa stargli vicino il giorno in cui tornerร  sulla terra . –


Mi domandavo, mentre fissavo il prete, se quelle cose le pensasse veramente o le diceva solo perchรฉ il rituale lo prevedeva. Finita la funzione mi incamminai reggendo Massimo che non smetteva un solo minuto di piangere e di darsi la colpa.


- Basta! Massimo, smettila. Zitto! Non ce la faccio piรน a sentirti piangere. Non รจ colpa tua. Non รจ colpa tua se non c’รจ piรน, non รจ colpa tua se รจ mort... Non devi darti colpe che non hai. Non devi pensarlo, non ti fa bene. Ora asciugati quelle lacrime e datti una sistemata. – Mentre passavo un fazzolettino al mio amico, vidi da lontano Alberto – Aspetta un attimo, torno subito.


- Dove vai?


- Torno subito – e andai verso colui che รจ stato un angelo custode in questi ultimi giorni – Ciao come va?


- Dovrei chiederlo io a te. Non deve essere facile per te trovarti qui.


- Infatti, ma non potevo non venire.


- E Massimo come sta?


- Adesso s’รจ ripreso. Ho dovuto “sgridarlo” perchรฉ continuava a dire che รจ colpa sua.


- Ma cosa gli passa per la mente?


- Non lo so, anche se…
- Anche se?


- Poco fa… mentre lo diceva … poco fa il pensiero che fosse lui il colpevole di tutto m’รจ passato per la mente per qualche istante.


- No, non devi pensarlo.


- Lo so, perรฒ…


- Nessun perรฒ, la colpa รจ solo del destino, tutto qui.


- …


- Comunque adesso devo andare, sono passato solo per vedere come stavate.


- Capisco.


- Allora ci vediamo dopo, ok?


- Ok. Io torno da Massimo prima che faccia qualche stupidaggine.


- A dopo ciao.



Tornai da Massimo al quale chiesi di andare a casa. Lui mi guardรฒ stranito, con guardo interrogatorio.


- Come fai a restare cosรฌ calmo?


- Uno di noi deve farlo, altrimenti rischieremo di impazzire.


- Ti invidio. Hai vissuto tutto questo e ti sei dimostrato forte. Io e Andrea pensavamo che certi colpi non li potresti reggere e invece ci sbagliavamo.


- Giร .



Mezz’ora dopo


Arrivato a casa, posai le chiavi sul mobile vicino alla porta. I miei erano appena rientrati e li sentivo parlare, mentre si liberavano dagli abiti che avevano indossato fino a quel momento per mettere sรน qualcosa di fresco. Non dissi nulla e andai direttamente in camera mia, chiusi la porta e mi buttai sul letto. Iniziai a piangere. Fu quella la prima volta che mi lasciai andare alle lacrime da quando รจ successo tutto. Non so quanto tempo piansi, so solo che ad un certo punto mi addormentai. 
Venni svegliato da mio padre, dicendo che era arrivato il momento di andare. Mi alzai, mi rinfrescai il viso e mi cambiai. Indossai un jeans e una maglietta verde e un paio di scarpe da tennis.


- Sei pronto? - Mi domandรฒ mio padre


- Sรฌ, andiamo.


- Come stai?


- Bene.


- Sicuro?
- …


- Ok, ammetto di aver fatto una domanda stupida. Scusami.


- E di cosa ti scusi pa’? Tranquillo – e sentendosi dire questo, mi abbracciรฒ stretto a se’. Era da tempo che non capitava un momento simile. – Papร ?


- Dimmi


- Posso piangere un po’ abbracciato a te?


- Certo che puoi, me lo chiedi pure?


- Scusa, ti sto bagnando tutta la camicia


- No preoccupati, in caso la cambierร  – disse la mamma che era spuntata dalla porta – Non pensare alla camicia, sfogati, butta fuori tutto quello che hai dentro.



Un’ora dopo


In macchina guardavo la strada scivolare fuori dal finestrino. Ero quasi ipnotizzato da quella visione.


- Fabrizio! Fabrizio il telefono- disse mia madre


- Cosa?


- Il telefono sta squillando.


- Ah! Pronto?


- Dove sei?


- Sto arrivando. Perchรฉ ci sono problemi?


- No, stai calmo. Tutto ok!


- Meno male


- Fidati.


- Ok. Allora ci vediamo tra circa dieci minuti.


***


- Ehi, finalmente sei arrivato.


- Ciao Alberto, come va?


- Tutto bene, ma…

- Ma cosa? Che succede?


- Vieni con me – dicendomi questo, mi prese per mano e mi trascinรฒ. – Guarda un po'


- Oh, finalmente sei arrivato. Ma quanto ti ci vuole per arrivare ogni volta, neanche dovessi prepararti per andare a cena fuori.


- Qua… Qua…


- Qua qua qua... cos’รจ? Mi sei diventato una papera in questi giorni?


- Che sei scemo!


- Ah adesso sono pure scemo, ti rendi conto Alberto?


- Dai lo sai... รจ burbero. In fondo tu lo sai bene Andrea, no?


- Giร , lo so bene, ed รจ per questo che lo amo.


- Io… io…


- Ah ci risiamo. Vieni qua, abbracciami e smettila di balbettare. Sรน, cosa fai fermo lรฌ? Vieni! – Non potevo credere ai miei occhi, Andrea s’era svegliato, mi parlava e aveva chiesto un mio abbraccio. – Allora, devo aspettare ancora per questo abbraccio?


- No, no, no... - e mentre lo dicevo, mi avvicinavo a lui sempre piรน, fino a quando le mie braccia non furono intorno al suo collo.


- Dai basta piangere...


- Ma io non ho pianto. - dico affondando il mio volto sulla sua spalla.


- Invece sรฌ, hai ancora gli occhi rossi e gonfi di uno che s’รจ fatto un bel pianto.


- Oggi รจ stata una giornata pesante. C’รจ stato il funerale di Giulia, Massimo non smetteva di autopunirsi psicologicamente e poi…


- E poi io ero ancora in stato vegetativo.


- Sรฌ, quando il dottore รจ venuto e ci ha detto che eri andato in coma e che non erano certi che ti saresti mai svegliato, sono morto dentro. Quella sera non fui molto gentile con te. Per cercare di comprendere Massimo, ti avevo aggredito. Non riuscivo a sopportare l’idea che l’ultima cosa che ti avevo detto era “stai zitto”.


- Ma lo avevi detto per me, per non farmi sforzare.


- Lo so, ma, in certi casi, certe frasi le rimpiangi per tutta la vita.


- Ora non ci pensare piรน, sono qua - e dicendomelo mi abbracciรฒ forte a se.





Un mese dopo


Passรฒ un mese prima che Andrea si riprendesse del tutto, giusto in tempo per la maturitร . Sostenemmo l’esame e lo superammo senza grossi problemi. Eravamo pronti per viverci la nostra prima estate da fidanzati.


- Mi spiace non poter passare l’estate con voi, ma ho deciso di andare a Londra per imparare bene l’inglese per cercare di entrare in un college lรฌ.


- Massimo, perรฒ potevi aspettare fino a settembre.


- No, non avrei molto tempo di imparare la lingua in un solo mese, lo sapete che non sono una cima.


- Dai, ma se sei un genio


- Sรฌ come no – e scoppiammo a ridere. – Adesso vado, altrimenti l’aereo parte senza di me.


- Va bene. Allora fatti forza e diventa un vero Lord inglese.


- Sรฌ, Sir Massimo


- Massimo, fai attenzione, mi raccomando.


- Andrea non temere, ho imparato la lezione e per un bel po’ me ne starรฒ alla larga dai guai


- Lo so. Vai, sรน.


- A presto. Di sicuro a Natale starรฒ qui con voi


- Ti aspetteremo come sempre.






***


La sera io e Andrea uscimmo con Alberto, che ormai a tutti gli effetti era diventato un nostro amico, anzi il nostro angelo, come lo chiamiamo ancora adesso, perรฒ qualcosa ci lasciรฒ a bocca aperta non appena lo incontrammo.


- Ragazzi, devo parlarvi di una cosa, ma non so come dirlo... sono un po’ in imbarazzo.






Continua a settembre…
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Numero Zero12





Un Numero Zero davvero speciale. una data che racchiude un evento (clicca su) e un video che vi farร  respirare un po' dell'aria che c'era quel sabato pomeriggio e delle foto che dimostrano che io c'ero.

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Numero Zero11

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"Perchรฉ festeggiare qualcosa che segna il declino del corpo e della mente?"

Frase che piรน volte ho detto a chi mi ha chiesto il perchรฉ non voglia festeggiare il mio compleanno domani
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