Uomini e donne e Stato Civile - Quando la tv riesce a rappresentare la realtร omosessuale senza luoghi comuni
Date: 12:14
A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Grafica di Giovanni Trapani
Da settembre, grazie anche alla legge sulle unioni civili,
la tv italiana ha stupito il suo pubblico dando vita a due format innovativi,
capaci di raccontare l’omosessualitร senza luoghi comuni e senza maschere. Sto
parlando di Stato Civile, il
programma di Rai3 in onda il giovedรฌ
in seconda serata (e da martedรฌ 20
dicembre alle 20:05 sempre sulla rete guidata da Daria Bignardi) e del cosiddetto “trono gay” all’interno di Uomini e Donne, il dating show
pomeridiano di Maria De Filippi in
onda su Canale5.
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Quello a cui abbiamo assistito รจ stata un vera e propria
innovazione per un paese come il nostro
dove la pubblicitร fa fatica a mostrare
non solo le coppie gay, ma anche quelle miste e quelle di origini
straniere. Un paese dove il gay deve
essere dipinto come il giullare di corte - costretto a strappare una risata al
pubblico a casa per farlo sentire migliore, superiore – e che deve incassare le
prese in giro di quelle conduttrici che si spacciano come paladine dei diritti
civili e gli insulti di quei personaggi che, per sopravvivere nel mondo
mediatico, devono sminuire ogni dramma legato alla comunitร LGBT.
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Giovedรฌ sera su Rai3 abbiamo
assistito a una sorta di meglio di del docu-reality dedicato a quelle coppie in
procinto di unirsi civilmente, rivedendo le storie piรน intense e delicate della
serie. Storie di amore che solo pochi mesi fa venivano sminuite per colpa
di uno Stato che non li considerava e li mortificava. Storie d’amore decennali
che finalmente, dopo tanto dolore, sono riuscite a trovare la gioia, la
dignitร , il riconoscimento.
Il giorno dopo, ossia venerdรฌ, abbiamo assistito alla scelta
di Claudio Sona, il primo tronista
gay di Uomini e Donne, attraverso
una puntata interamente dedicata all’evento. Lo chiamo cosรฌ con cognizione di
causa, perchรฉ รจ la prima volta in un programma pomeridiano che l’omosessualitร
viene spogliata dalla sua fisicitร , dall’aspetto sessuale che deve essere
svolto all’interno delle quattro mura domestiche, e vestita dalla sua affettivitร . Non sto
qui a considerare le critiche sui social, le accuse di Stefano Gabbana a Sona,
quello fa parte del gossip e in questo discorso ha poco valore.
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Il valore vero, invece, รจ quello di cui vi ho accennato
durante tutto questo discorso, ossia quella della rappresentazione reale, o
realistica se preferite, che questi due programmi - con linguaggi diversi e
personaggi agli antipodi - sono riusciti a dare, permettendo di far scoprire quegli
aspetti e quella normalitร , che appartiene tanto agli eterosessuali quanto agli
omosessuali, a chi non li aveva mai considerati.
Laddove non รจ riuscita una legge รจ riuscita la tv, quella
che tanto amiamo criticare per le sue mancanze, le sue carenze, le sue
omissioni. Questa volta, perรฒ, dobbiamo
darle atto di essere riuscita a dare voce a chi per anni, secoli, รจ stato
costretto a nascondersi e a rinunciare a se stesso - in nome di una normalitร
imposta da una societร etero centrica e religiosa -, senza avvertire la
necessitร di contrapporre il pensiero di preti e Adinolfi vari.
Anche se da domani, forse, tutto ritornerร come prima,
quello a cui abbiamo assistito in questi mesi รจ stato qualcosa di importante
che gli omofobi, le mamme incapaci di spiegare ai figli le sfaccettature dell’amore
e ragazzetti piรน vecchi di donne ottantenni non riusciranno a sporcare.
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