Italia e unioni gay – Facciamo il punto

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Solitamente di fronte a una questione importante che, vuoi o non vuoi, porta a riflettere su quanto sta accadendo, non mi limito a leggere o, come faccio qui sul blog, a riportare la semplice notizia perchรฉ credo che i blog debbano distaccarsi, ogni tanto, dal ruolo di 'veline' e approfondire i fatti, argomentarli. La questione dei diritti LGBT รจ una di queste e per affrontare il discorso, ho chiesto a tre personaggi di tutto rispetto come Chiara Cazzato, fondatrice della casa editrice Tempesta editore, Marco Tonti, presidente di Arcigay Alan Turing Rimini, e Marco Antonio D’Aiutolo, dottore in Filosofia Morale e scrittore, un commento sulle ultime vicende di questi giorni sul decreto Cirinnร , sull'ostracismo delle opposizioni e sulla nuova frattura all'interno del Partito Democratico per  andare al di lร  della notizia e fare il punto su come l’atteggiamento della politica verso una questione, da essa ritenuta ‘spinosa’, viene percepita da chi osserva ed รจ costretto a subire l’incapacitร  dello Stato di stare al passo con i tempi.
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Partiamo, perรฒ, dai fatti:
Ieri: Nel 2004 si parlรฒ di PACS su proposta presentata da Franco Grillini. Ci fu un gran rumore che, purtroppo, non portรฒ a nulla e si tornรฒ nell'indifferenza generale fino al  2006 quando si parlรฒ di D.I.C.O. La proposta fu tutto fumo e niente arrosto e, anche quella volta, alla fine, non si fece nulla. Col passare del tempo se n’รจ parlato spesso, ma la politica non ha concretizzato niente, infischiandosene perfino delle multe che l’Europa ci rilasciava per non esserci adeguata agli altri Paesi.
Le cose sembrano cambiare quando, l’ex sindaco di Firenze, Matteo Renzi, diventato Presidente del Consiglio, ha fatto delle unioni civili uno dei punti del suo programma. Si arriva cosรฌ al decreto di legge presentato da Monica Cirinnร .  Il ddl avrebbe dovuto essere stato approvato giร  da un anno, ma l’ostruzionismo dell’opposizione - tra questi anche il NCD di Angelino Alfano, Ministro degli Interni (che di fatto non รจ opposizione in quanto รจ parte del governo) - ha causato ancora un altro rallentamento. Dopo varie date promesse, si รจ parlato di approvare la legge prima di quest’estate, ma, come sappiamo tutti, per gli stessi motivi di cui sopra, si รจ deciso di rimandare al ritorno dalla pausa stagionale, nonostante a luglio la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo abbia condannato nuovamente l’Italia per aver violato il diritto al rispetto della vita privata e familiare di tre coppie omosessuali.

Oggi: l’Europa ci ha richiamato nuovamente attraverso il Parlamento europeo che ha chiesto all’Italia, e agli altri 8 Stati membri che ancora non hanno legiferato in merito alle unioni gay, di “considerare la possibilitร  di offrire la coabitazione, le unioni di fatto registrate e il matrimonio” alle persone dello stesso sesso. Inoltre il Parlamento europeo chiede  di sanzionare le cariche pubbliche che insultano o stigmatizzano le persone omosessuali e transessuali (praticamente se lo si facesse, il parlamento italiano si svuoterebbe). E come rispondono a tutto questo i nostri politici? Con l’ostracismo, ovviamente.  Il ddl Cirinnร , infatti, รจ rimasto impantanato alla commissione Giustizia di Palazzo Madama per colpa dei 1.301 emendamenti presentati da NCD e FI.

Dopo questo piccolo, ma doveroso, resoconto delle ‘puntate precedenti’, mi chiedo come sia possibile che lo Stato di un Paese in crisi economica preferisca pagare le multe che gli vengono assegnate invece di risolvere un problema che porterebbe benefici a molti cittadini. A quegli stessi italiani che pagano le tasse e in cambio ricevono soltanto insulti e nulla piรน.

Populismo? No, semplice costatazione.

Leggiamo i pareri di Cazzato, Tonti e D’Aiutolo per capire come quella che รจ diventata una vera e propria falsa all’italiana  viene percepita.

Chiara Cazzato: “Tutti i cittadini hanno pari dignitร  sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Proprio da qui vorrei iniziare. La nostra Costituzione parla chiaramente ma pare che, chi di dovere, non voglia ascoltare. Tale sorditร  ha portato anche il Parlamento europeo a bacchettarci perchรฉ, come sempre, il nostro Stato non si รจ dimostrato capace di tutelare tutte le famiglie. Ancora mostri si aggirano nel nostro Paese, dal Gender, che cattura i bambini approcciandoli al sesso prematuramente, alle famiglie omogenitoriali, sempre pronte a distruggere le sacre e immacolate famiglie tradizionali, composte da madre, padre e figli, preferibilmente un maschio vestito di azzurro e una femmina vestita di rosa. Tutto questo farebbe ridere se non fosse terribilmente pericoloso. Se non ci fosse l'Europa a ricordarci che siamo dei criminali. Certo, criminali, perchรฉ non rispettare e tutelare i cittadini per il proprio orientamento sessuale, rendendoli vulnerabili nella societร  e davanti alla legge รจ un crimine. E che per giustificare tutto questo si ricorra con un emendamento, firmato Giovanardi, D'Ascola, Torrisi, Bianconi, Chiavarolli, in cui si cerchi di tutelare i pedofili, equiparati a omosessuali, eterosessuali e bisessuali, consapevoli che non possa essere accettato; per non parlare di quanto poco velatamente si legga un chรฉ di provocatorio, una sfida, un'arroganza ultracattolica che negli ultimi anni ha ricominciato a montare. In tutto questo guardo il PD, Partito Dormiente, sempre spaccato, sempre in conflitto, sempre cosรฌ democristiano da non riuscire a togliersi la foglia di fico ereditata ai tempi di Adamo ed Eva, solo che la foglia intanto รจ diventata di fico d'india, e forse punge un po'.”
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Marco Tonti: “Riguardo al richiamo dell'Europa รจ chiaro che ormai รจ una questione che รจ considerata largamente caratterizzante del tipo di democrazia sociale che si vuole dare al Vecchio continente, in linea con quello delle democrazie liberali atlantiche. Ormai la questione dei diritti delle persone omo-bi-transessuali รจ diventato il punto dirimente che marca la differenza tra democrazie autoritarie e democrazie liberali, per non parlare dei totalitarismi africani, mediorientali o russi. รˆ infatti significativo che i leader autoritari usino il restringimento dei nostri diritti (o il nostro omicidio, come per il candidato alla presidenza del Ghana George Boateng) come cifra della loro concezione sociale. Dall'altro lato ci sono le democrazie liberali, che spingono verso la massima libertร  individuale ed uguaglianza non solo tra omo-transessuali ed etero ma anche tra uomo e donna. Il pensiero che sta dietro alle contestazioni alla legge sulle unioni civili o contro l'omofobia รจ infatti quello piรน tradizionalmente conservatore anche in termini di fissitร  dei ruoli tra uomo e donna: quest'ultima infatti per loro sarebbe geneticamente predestinata all'accudimento dei figli, alla pulizia della casa e al servizio del marito, il vero padrone di casa. Questa รจ la concezione di societร  che Giovanardi e Malan difendono, e che รจ stata sconfessata dall'Europa con molta chiarezza. La strada dell'Europa รจ quella delle democrazie liberali, e in quella direzione noi dobbiamo andare, con buona pace del celestiale e maschissimo Formigoni che ha rivolto all'Europa una elegante pernacchia. Gli equilibri politici sulla legge delle UC si intrecciano con quelli sulla riforma costituzionale, alla disperata ricerca di un accordo che non si trova tra la sinistra interna del PD, quella esterna (che nulla o quasi ha fatto per difendere la PDL Cirinnร ) e altri frammenti di forze parlamentari. Ancora una volta le nostre istanze e i nostri legittimi desideri di riconoscimento vengono sacrificati sull'altare del gioco politico, dell'equilibrio con il partner di governo e in definitiva non ci sarebbe da stupirsi se anche questa volta il governo cadesse prima di aver approvato una legge sulla quale siamo tremendamente in ritardo, come ha giustamente detto Renzi incarnando lo spirito giusto con cui va presa tutta la vicenda. Ha infatti chiarito che la legge sulle unioni civili non serve solo a dare dignitร  a delle persone, ma all'intero Paese. Sembra che su questo si sia molto sbilanciato, mettendo nelle mani nientemeno che del ministro della Giustizia Orlando la gestione della legge nelle Aule del parlamento. Speriamo che abbia la volontร  e l'occasione, finalmente, di arrivare fino in fondo con una legge dignitosa.”

Marco Antonio D’Aiutolo: “La mia vuol essere solo una riflessione di carattere morale. รˆ difficile poter fare una valutazione sulle questioni che ruotano intorno al ddl Cirinnร , slegandola dall’attuale e increscioso panorama politico italiano. รˆ evidente agli occhi di tutti ciรฒ che si cela dietro i ripensamenti improvvisi. A mio avviso gli esponenti del Pd e gli alleati di governo si stanno comportando con la legge sulle Unioni Civili come il corvo e la civetta al capezzale di Pinocchio.  Tuttavia, sebbene sarei molto ben disposto a definire Renzi un ciarlatano, purtroppo, almeno per l’Italia, la discussione su questa legge รจ una vexata quaestio molto piรน vecchia di lui. Ma ciรฒ che piรน mi allarma e lascia sconcertato sono le osservazioni del signor Giovanardi. Dovrei esserci abituato, ma la mia coscienza morale non mi permette di non scandalizzarmi, ancora, dinanzi a tanta insipienza. Ciรฒ che piรน di ogni altra cosa la mia ragione critica non accetta รจ la pretesa arrogante di usare il rispettabile valore del matrimonio (e della famiglia) come strumento al servizio di pregiudizi atavici e, a quanto pare, invincibili. Una cosa รจ il valore e un’altra utilizzarlo come foriero di alibi per discriminare altre forme di relazione e non concedere a queste diritti legittimi. รˆ come dire: nonostante รจ certo che innocenti moriranno, se la guerra รจ giusta, รจ dovere farla! Oppure, per far emergere meglio il paradosso: pur sapendo che dire la veritร  causerร  la morte di uno o piรน innocenti, poichรฉ รจ dovere non mentire, allora io dirรฒ sempre e comunque quella veritร  pereatmundus. Con ciรฒ non si vuole lasciar credere che dire la veritร  sia relativo alle circostanze. รˆ sempre giusto dirla, ma questo รจ un altro argomento. Ciรฒ che voglio dire รจ che un conto รจ dire la veritร , e un altro รจ usare quella veritร  a danno di un innocente. Nascondersi dietro di essa, come dietro un alibi, e farne un arma mortale. Celare dietro la dichiarata volontร  di dire la veritร , la piรน ambigua volontร  di danneggiare un altro. Per poi dire: ‘Scusa, ma dovevo dirlo! Non potevo farne a meno!’ In breve, per tornare alla questione del valore del matrimonio, sono dell’avviso che chi si erge a suo presunto difensore, in questi termini, non solo non favorisce lo sviluppo e la crescita del valore stesso. Ma lo usa proprio per escludere altri soggetti dalla legittima partecipazione allo stesso. Tradendo, in fondo, il significato per cui quel valore รจ stato formato. Ogni valore storicamente formato prevede un progresso tanto quanto progrediscono coloro che ne usufruiscono. I valori sono formazioni storiche, prodotti di azioni formative di agenti liberi e spontaneamente convenuti su un sentire comune. Per questo un valore, tanto vale quanto รจ inclusivo. Ciascuno di noi ha la responsabilitร  di difendere quel valore e di testimoniare la sua validitร  con la propria persona. Ma nessuno ha il diritto di appropriarsene escludendo da quello stesso l’‘altro’. Se ciรฒ accadesse disonorerebbe il senso del “valore” e non ne favorirebbe quella crescita che solo l’accoglienza della diversitร  puรฒ garantire. Il vero disvalore (del valore) pertanto รจ l’esclusione.”
Direi che non c’รจ molto altro da aggiungere a quanto detto dai miei ‘ospiti’, tuttavia vorrei concludere con un piccola riflessione, che sono certo รจ pensiero comune a molti di voi:
Uno Stato che non garantisce i diritti ai suoi cittadini non puรฒ essere definito tale, cosรฌ come non possono definirsi politici, uomini che operano senza considerare i bisogni dei cittadini, tutti.  La politica, come ha detto Marco Travaglio “non รจ un mestiere, รจ un servizio. Ma nel senso di servire, non di servirsi”, e cari Giovanardi, Lupi & Co, voi avete il diritto di servire gli italiani e garantire a tutti loro una vita degna e rispettosa.
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Racconti Biografici - Dal 22 al 29 settembre a Milano le persone transessuali si raccontano

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Dal 22 al 29 settembre  l'ALA Milano Onlus in parthership con l'Ufficio Casa dei Diritti  del Comune di Milano e in collaborazione con il Consiglio di Zona 4 presentano 'Racconti Biografici'.
L'evento sarร  inaugurato il 22 settembre alle 18:00 presso la Biblioteca Oglio in Via Oglio 18 a Milano. Durante l’inaugurazione saranno allestiti i “Racconti Biografici” e ci sarร  la proiezione, seguito da un dibattito, del documentario 'O sei uomo e sei donna... chiaro?' di Enrico Vanni.
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Interverranno Loredana Bigatti, Presidente del Consiglio di Zona 4, Luciana Barbarano, Presidente Commissione Politiche Sociali Consiglio di Zona 4, Vincenzo Cristiano, presidente Ass. ALA Milano Onlus, Antonia Monopoli,  responsabile Sportello Trans – ALA Milano Onlus, e Luca Rousseau, psicoterapeuta dell’Unitร  Operativa di “Via del Campo” – ALA Milano Onlus. Inoltre saranno presenti anche alcune/i delle/dei protagonisti con le loro storie.
I Racconti Biografici saranno  visitabili dal lunedรฌ al sabato dalle 9.30 alle 19.45, mentre mercoledรฌ 24 solo dalle 14 alle 19.45.
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Attacco al Pride di Gerusalemme - licenziati sei poliziotti

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Molti di voi, se non tutti, ricorderete ciรฒ che รจ accaduto lo scorso luglio durante la sfilata del Gay Pride di Gerusalemme; Yishai Schlissel, un ebreo ultra – ortodosso di 40 anni, si รจ intrufolato nella parata accoltellando sei persone, uccidendo una ragazza di soli sedici anni. Poco dopo si รจ scoperto che lo stesso Schlissel fu il responsabile di un altro attacco simile avvenuto al pride del 2005 in cui riuscรฌ a ferire sempre con un coltello  3 persone.
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A distanza di due mesi da quella giornata, arriva la notizia che sei degli agenti di polizia presenti per garantire la sicurezza delle persone scese in strada per rivendicare i propri diritti, sono stati licenziati per non aver non aver svolto con attenzione il loro lavoro.
Le indagini, iniziate dopo l’attacco, hanno dimostrato che Schlissel non ha avuto difficoltร  a irrompere alla manifestazione proprio per la scarsa attenzione dei poliziotti. Fondamentali per gli investigatori sono stati i commenti dei testimoni che hanno assistito alla strage.
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La funzionaria che si rifiutava di rilasciare le licenze alle coppie gay รจ stata scarcerata.

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Continua a tenere banco la vicenda di Kim Davis, la funzionaria del Kentucky, che dopoessersi rifiutata di rilasciare le licenze matrimoniali alle coppie gay, erastata invitata dalla Corte Suprema a svolgere il suo lavoro se non volevafinire in prigione per la violazione della legge. La donna, nonostante l’ordine, ha continuato a portare avanti il suo rifiuto in nome del suo credo religioso e la scorsa settimana รจ stata arrestata.

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Oggi, perรฒ, la donna รจ ritornata a casa. Infatti, l’ufficio presso il quale presta servizio ha assicurato al giudice che a registrare le nozze gay ci penseranno gli altri impiegati e cosรฌ la magistratura non ha trovato obiezioni e ha scarcerato la Davis, imponendole di non interferire in alcun modo per impedire ai suoi colleghi di unire in matrimonio le coppie gay che si rivolgeranno all’ufficio.

La Davis รจ diventata una sorta di paladina per tutti quegli americani, e non solo, che ancora oggi non vedono di buon occhio le unioni gay e lesbo. All’uscita dalla prigione, infatti, ad accoglierla c’era una folla di persone che, sbandierando croci e intonando le note di ‘Eye of the tiger’, le ha dimostrato il suo sostegno. Ad attenderla c’era anche il candidato presidenziale Mike Huckabee che l’ha invita a salire sul palco montato in strada, per ringraziare quanti erano lรฌ per lei.
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Andrea e Dario - genitori a metร  per colpa della legge (Video)

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Fonte: La7.it

Durante la puntata andata in onda ieri su La7 di ‘L’aria d’estate’, condotto da Andrea Pancani,  รจ stato mandato in onda il servizio, realizzato da Mariagrazia Gerina e che avete visto in apertura, in cui Andrea Rubera e Dario De Gregorio hanno parlato della loro storia e della loro famiglia arcobaleno. Un servizio che ha un’efficacia comunicativa maggiore dei tanti discorsi preelettorali che i politici ripetono, ormai, a copione e che difficilmente, poi, trasformano in dati concreti.
I due uomini nel 2009 sono andati in Canada a posarsi per poi tornarci per mettere al mondo i loro figli tramite la ‘gestazione per altri’. Cosรฌ la loro famiglia si รจ allargata prima con l’arrivo della piccola Artemisia, che adesso ha 3 anni e mezzo, e poi dei gemelli Cloe e Iacopo, di 9 mesi.  “I nostri figli ci chiamano ‘papi’ e ‘papo’ in maniera del tutto normale.” Confessano tranquillamente, dimostrando come i dubbi di chi si appella alla confusione che i bambini potrebbero riscontrare nell'essere cresciuti da una coppia dello stesso sesso, sono infondati e puramente demagogici.
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Quando la Gerina, chieda com’รจ la loro vita in Italia, i due rispondono: “A Toronto siamo un coppia sposata con tre bambini in cui entrambi siamo genitori. In Italia siamo: io il papร  di Artemisia e Dario papร  di Iacopo e Cloe, e che casualmente conviviamo  nello stesso appartamento.” Insomma difficoltร  dovute all’ostruzionismo di gente incapace di vedere che il Paese ha la necessitร  di tutele e di leggi che permettano a quei bambini di cui loro si sentono paladini gli stessi diritti di quelli nati da una coppia eterosessuale e vedere riconosciuti i loro genitori come tali ovunque e non solo in casa.
E sulle promesse di Renzi dicono: “Lo ribadiamo, il nostro obiettivo รจ ottenere il matrimonio egualitario. Detto questo, chiaramente, se la legge Cirinnร  fosse approvata cosรฌ come nelle intenzioni della relatrice, semplicemente solo con l’adozione incrociata dei nostri figli, noi saremo genitori a tutti gli effetti anche in Italia.”
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Ricky Martin parla della sua carriera e del consiglio di Madonna che gli ha salvato la vita.

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
In un’intervista al quotidiano ‘Clarin’, Ricky Martin si  รจ raccontato, facendo un bilancio della sua carriera. “Su di me non c’รจ molto da scavare. Sono un ragazzo semplice”, ha confessato alla giornalista  Marina  Zucchi.
Nella conversazione, il cantante ha parlato di un periodo buio della sua vita: “Qualche anno fa la mia vita era una contraddizione. Odiavo il successo, perรฒ, continuavo a lavorare duramente per avere il consenso dell’opinione pubblica, per riempiere i miei concerti e per vendere i miei album. Poi ho capito che dovevo lavorare su di me per arrivare a un punto di accettazione. Amo il palco. In quelle due ore, ricevo un’onda di energia dal pubblico che mi fa quasi toccare Dio.  รˆ meraviglioso. Quindi non ho fatto altro che accettare la mia vita." 
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Importante per lui fu il consiglio che gli diede Madonna durante la cerimonia dei Grammy del 1999 e che da quel giorno รจ sempre presente nella sua mente: “Ricky, il giorno in cui la fama avrร  il controllo su di te, sarai perduto… pertanto รจ meglio se siamo noi a controllarlo.”
Dopo quel periodo di crisi, il cantante portoricano  ha capito  di amare l’essere un artista e adesso, ammette, non cambierebbe la sua vita per niente al mondo.

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Queer Lion Award - Intervista esclusiva a Daniel N. Casagrande

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
รˆ in corso in questi giorni la 72^ Edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia che dal 2007 assegna anche il Queer Lion, il premio cinematografico attribuito al "Miglior Film con Tematiche Omosessuali & Queer Culture" . Nato da un’idea di Daniel N. Casagrande, presidente dell'associazione culturale CinemArte, nel corso di questi 9 anni, il premio รจ stato assegnato a film come ‘Un altro pianeta’ di Stefano Tummolini e ‘A single man’ di Tom Ford (in onda proprio in questi giorni).
A pochi giorni dalla conclusione della manifestazione, Il mio mondo espanso ha intervistato in esclusiva per voi Daniel N. Casagrande.
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Proprio in questi giorni all’interno della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, si sta svolgendo la 9^ edizione del Queer Lion Award che premia il miglior film a tematica lgbt. Daniel, quanto ci vuole per organizzare un evento importante come questo e in che base vengono selezionati i film da presentare?
La macchina organizzativa di solito si mette in moto a gennaio, con la richiesta dei patrocini ai vari enti culturali ed istituzionali e la ricerca di sponsor. Poi da Aprile in poi il ritmo lavorativo sale, quando si cominciano ad avere notizie sui possibili titoli che potrebbero essere pronti e selezionabili per Venezia, e si arriva poi all'ultimo mese e mezzo, subito dopo le conferenze stampa di presentazione dei programmi delle varie sezioni della Mostra, a lavorare alla preparazione sette giorni su sette.
I film della Mostra vengono scelti dalle commissioni selezionatrici delle varie sezioni del Festival. Noi siamo in diretto contatto con loro, e da loro riceviamo le segnalazioni su quelle che saranno le pellicole di nostro interesse.

Che valore assume questa edizione del concorso dopo le polemiche nate dalle dichiarazioni del sindaco Luigi Brugnaro?
Durante gli ultimi 5/6 anni, il premio ha ricevuto ripetutamente i patrocini di diversi enti culturali ed istituzionali; la Cittร  di Venezia รจ uno di essi. Saremmo stati molto dispiaciuti se quest'anno tale patrocinio fosse stato ritirato, ma cosรฌ non รจ stato, segno di come il premio abbia assunto nel corso degli anni una credibilitร  sempre crescente.

Presentato fuori concorso, il film 'Spotlight' ha giร  fatto discutere in molti per via della sua storia incentrata sulla ricostruzione dello scandalo pedofilia che ha coinvolto la chiesa cattolica in America. Film come questi hanno un valore importante. Soddisfatto che si stato presentato a Venezia?
Sicuramente sono soddisfatto che i selezionatori abbiano colto l'occasione di presentare a Venezia un film che, al di lร  della tematica scottante trattata, รจ oggettivamente un'opera solida e artisticamente valida, a livello dei film d'inchiesta di cui Sidney Lumet era maestro.

Presidente di Giuria, che insieme a te e a Marco Busato avrร  il compito di premiare il vincitore, รจ Alonso Duralde, programmatore presso l’Outfest di Los Angeles e storico giornalista per la rivista The Advocate, critico per TheWrap. Come sei riuscito a coinvolgerlo?
Occupandosi di cinema, nel corso degli anni รจ normale costruirsi una rete di conoscenze con le quali si entra in contatto ai vari festival cinematografici. I contatti con Alonso ci son stati forniti da un amico che per lavoro segue molti festival cinematografici in giro per il mondo, ed รจ stato immediatamente disponibilissimo ed entusiasta all'idea di guidare la giuria di quest'anno.

Il 12 settembre si concluderร  anche questa edizione. A metร  del suo svolgimento, che impressione hai? Soddisfatto dell’attenzione mediatica che il Queer Lion Award ha riscontrato?
La Mostra รจ ogni anno un contenitore di scoperte e conferme, e questa edizione non fa eccezione; magari di edizione in edizione cambiano le sezioni dalle quali provengono le sorprese maggiori, ma l'impressione รจ che il cinema goda ancora di ottima salute e sia ancora in grado di intrattenere e meravigliare. E di certo sono molto soddisfatto del livello e della varietร  delle opere che concorrono al Queer Lion di quest'anno, la cui popolaritร  รจ in costante crescita, come riscontriamo dalla quantitร  di lettere e telefonate e dai numeri di visitatori al mostro sito.
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Bellizzi: Coppia gay cacciata – Per il sindaco รจ un caso isolato, ma Arcigay Salerno precisa.

Rubrica di Francesco Sansone
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“Bellizzi รจ una cittร  aperta, civile e democratica. Rispetto e dignitร  per tutti, anche la diversitร  per noi ha valore di ricchezza. Basta stupide polemiche, una rondine non fa primavera. Esprimo la mia solidarietร  per un nostro concittadino, persona stimata da tutti.” Con questo intervento, Mimmo Volpe, sindaco di Bellizzi, cittร  della provincia di Salerno, cerca di placare le polemiche sorte per la decisione del proprietario di un bar di cacciare una coppia gay che si era scambiata un bacio accusandoli di essere offensivi per gli altri clienti. Increduli, i due ragazzi, di cui uno รจ originario di Belizzi, anche se adesso vive a Roma dove รจ responsabile di un dipartimento del Miur, hanno deciso di sporgere denuncia. 
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La notizia รจ arrivata subito alle orecchie della comunitร  LGBT e la presidentessa di Arcigay ‘Marcella di Folco’ di Salerno, Ottavia D’Anseille Voza, commentando a caldo l’episodio, ha parlato di una deriva omofoba che si sta espandendo in tutta la provincia. “La vicenda lascia basiti perchรฉ secondo quanto ci รจ stato raccontato, i due ragazzi si sarebbero scambiati effusioni leggerissime. La vicenda rischia di offuscare quanto di buono registrato in tema di tolleranza sul nostro territorio. Dal canto nostro ci attiveremo per dare massima assistenza ai due protagonisti di questa brutta faccenda’.

Raggiunta da 'Il mio mondo espanso' per un parere sulle dichiarazioni del sindaco, Ottavia D’Anseille Voza ha affermato che non si tratta di un caso isolato. “Le nostre scuole sono ancora dense di episodi di bullismo omofobo, e lo so come genitore di due liceali. Molti di queste ragazze e ragazzi sono attrezzati per metabolizzarli da sรฉ, altri, purtroppo, ne restano schiacciati, a volte fino alle conseguenze estreme. Non sono chiacchiere. รˆ la realtร . Dobbiamo contrastare  questa cultura. รˆ una azione che non prevede investimenti seri, ma principalmente volontร  politica e rispetto dei diritti sanciti dalla nostra costituzione. Proporremo al comune [di Bellizzi] l'adesione alla Rete REaDY, la rete delle amministrazioni locali impegnate, con la applicazione di buone prassi, nel contrasto contro ogni forma di Discriminazione. Rete a cui hanno aderito molti dei piรน importanti comuni d'Italia, ma nessuno ancora di Salerno e provincia. Credo che siamo l'unica provincia a detenere questo triste ‘privilegio’”.
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5 libri da leggere - Romance m/m (Video)

A cura di Francesco Sansone
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Secondo appuntamento con il nuovo ciclo di '5 libri da leggere' dedicato ai romance m/m e i titoli di cui vi parlo oggi sono:
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'Dopo Ben' 
di Con Riley - Dreamspinner Press Italia

'Text me' 
di Cristina Bruni - Alcheringa edizioni
'Amore significa... libertร '
di Andrew Grey - Dreamspinner Press Italia

'Secret funding' 
di S.M. May . Self Publishing

'Occhi di ghiaccio'
di Susan Moretto - Trisell edizioni

Guarda anche '5 libri da leggere' - libri erotici.
Per saperne di piรน sugli autori e si libri fai un salto sul blog 'Il mondo espanso dei romanzi gay'.
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La corte dei conti indaga su Gay Help Line

A cura di Francesco Snasone
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Fonte: Corriere della sera
La Corte dei conti ha aperto un’inchiesta che vede al centro del mirino Gay Help Line. Il motivo dell’indagine riguarda il mancato pagamento all’Ater dell’affitto dei locali in via Zabaglia, in cui l’associazione si รจ stabilita nel 2008,. Secondo gli uffici legali Ater,  il locale sarebbe stato modificato secondo le esigenze degli inquilini senza nemmeno a comunicarlo. Nel dettaglio gli inquilini avrebbero montato “una scala di collegamento interno fra i due piani, servizi igienici nell’interrato, tramezzature interne demolite e ricostruite, scala di sicurezza esterna, presa d’aria, canna fumaria”.Tutto questo ha spinto nel 2013 l’ex direttore Ater, Renato Panella, a ordinare ai suoi uffici legali di procedere con lo sfratto chiedendo un rimborso danni pari a 220 mila euro.
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La situazione adesso si รจ complicata. Infatti secondo una delibera dello scorso 3 giugno, i nuovi vertici dell’Ater, nominati dal Presidente della regione, Nicola Zingaretti, sono arrivati a un accordo con Fabrizio Marrazzo, presidente dell’associazione, in cui viene ritirato lo sfratto. Daniel Modigliani, firmatario della delibera, ha spiegato la sua decisione “in virtรน della rilevanza umana e sociale, di solidarietร , di riferimento ai valori costituzionali dell’intero ordinamento giuridico italiano e del rispetto del principio di democraticitร  negli obiettivi sociali da raggiungere”. Ricordiamo infatti che all’interno di quei locali, Fabrizio Marrazzo e il suo staff di volontari hanno portato avanti importanti cause di sensibilizzazione e hanno dato voce a vittime di violenze sessuali come Dino, il ragazzo aggredito dall’uomoconosciuto come ‘Svasticchella’.
Secondo Panella, perรฒ, questa scelta dei nuovi vertici potrebbe rappresentare un danno per le casse pubbliche
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