Italia e unioni gay – Facciamo il punto
Date: 11:24
A cura di
Francesco Sansone
Grafica di
Giovanni Trapani
Solitamente di
fronte a una questione importante che, vuoi o non vuoi, porta a riflettere su
quanto sta accadendo, non mi limito a leggere o, come faccio qui sul blog, a
riportare la semplice notizia perchรฉ credo che i blog debbano distaccarsi, ogni
tanto, dal ruolo di 'veline' e approfondire i fatti, argomentarli. La questione dei
diritti LGBT รจ una di queste e per affrontare il discorso, ho chiesto a tre personaggi di tutto rispetto come
Chiara Cazzato, fondatrice della casa editrice Tempesta editore, Marco Tonti, presidente di Arcigay Alan Turing Rimini, e Marco Antonio D’Aiutolo, dottore in
Filosofia Morale e scrittore, un commento sulle ultime vicende di questi giorni
sul decreto Cirinnร , sull'ostracismo delle opposizioni e sulla nuova frattura
all'interno del Partito Democratico per
andare al di lร della notizia e fare il punto su come l’atteggiamento
della politica verso una questione, da essa ritenuta ‘spinosa’, viene
percepita da chi osserva ed รจ costretto a subire l’incapacitร dello Stato di
stare al passo con i tempi.
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Partiamo,
perรฒ, dai fatti:
Ieri: Nel 2004 si parlรฒ di PACS su proposta presentata da Franco Grillini. Ci fu un gran rumore che, purtroppo, non portรฒ a nulla e si tornรฒ nell'indifferenza generale fino al 2006 quando si parlรฒ di D.I.C.O.
La proposta fu tutto fumo e niente arrosto e, anche quella volta, alla fine, non si fece nulla. Col
passare del tempo se n’รจ parlato spesso, ma la politica non ha concretizzato niente,
infischiandosene perfino delle multe che l’Europa ci rilasciava per non
esserci adeguata agli altri Paesi.
Le cose
sembrano cambiare quando, l’ex sindaco di Firenze, Matteo Renzi, diventato
Presidente del Consiglio, ha fatto delle unioni civili uno dei punti del suo programma. Si arriva cosรฌ al decreto di legge presentato da Monica Cirinnร . Il ddl avrebbe dovuto essere stato approvato giร
da un anno, ma l’ostruzionismo dell’opposizione - tra questi anche il NCD di
Angelino Alfano, Ministro degli Interni (che di fatto non รจ opposizione in quanto รจ parte del governo) - ha causato ancora un altro rallentamento. Dopo varie
date promesse, si รจ parlato di approvare la legge prima di quest’estate, ma,
come sappiamo tutti, per gli stessi motivi di cui sopra, si รจ deciso di
rimandare al ritorno dalla pausa stagionale, nonostante a luglio la Corte europea dei diritti umani di
Strasburgo abbia condannato nuovamente l’Italia per aver violato il diritto al
rispetto della vita privata e familiare di tre coppie omosessuali.
Oggi:
l’Europa ci ha richiamato nuovamente attraverso il Parlamento europeo che ha
chiesto all’Italia, e agli altri 8 Stati membri che ancora non hanno legiferato
in merito alle unioni gay, di “considerare la possibilitร di offrire la
coabitazione, le unioni di fatto registrate e il matrimonio” alle persone dello
stesso sesso. Inoltre il Parlamento europeo chiede di sanzionare le cariche pubbliche che
insultano o stigmatizzano le persone omosessuali e transessuali (praticamente
se lo si facesse, il parlamento italiano si svuoterebbe). E come rispondono a
tutto questo i nostri politici? Con l’ostracismo, ovviamente. Il ddl Cirinnร , infatti, รจ rimasto
impantanato alla commissione Giustizia di Palazzo Madama per colpa dei 1.301
emendamenti presentati da NCD e FI.
Dopo questo
piccolo, ma doveroso, resoconto delle ‘puntate precedenti’, mi chiedo come sia
possibile che lo Stato di un Paese in crisi economica preferisca pagare le
multe che gli vengono assegnate invece di risolvere un problema che porterebbe
benefici a molti cittadini. A quegli stessi italiani che pagano le tasse e in
cambio ricevono soltanto insulti e nulla piรน.
Populismo?
No, semplice costatazione.
Leggiamo i
pareri di Cazzato, Tonti e D’Aiutolo per capire come quella che รจ diventata una
vera e propria falsa all’italiana viene
percepita.
Chiara Cazzato: “Tutti i cittadini hanno pari dignitร sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Proprio da qui vorrei iniziare. La nostra Costituzione parla chiaramente ma pare che, chi di dovere, non voglia ascoltare. Tale sorditร ha portato anche il Parlamento europeo a bacchettarci perchรฉ, come sempre, il nostro Stato non si รจ dimostrato capace di tutelare tutte le famiglie. Ancora mostri si aggirano nel nostro Paese, dal Gender, che cattura i bambini approcciandoli al sesso prematuramente, alle famiglie omogenitoriali, sempre pronte a distruggere le sacre e immacolate famiglie tradizionali, composte da madre, padre e figli, preferibilmente un maschio vestito di azzurro e una femmina vestita di rosa. Tutto questo farebbe ridere se non fosse terribilmente pericoloso. Se non ci fosse l'Europa a ricordarci che siamo dei criminali. Certo, criminali, perchรฉ non rispettare e tutelare i cittadini per il proprio orientamento sessuale, rendendoli vulnerabili nella societร e davanti alla legge รจ un crimine. E che per giustificare tutto questo si ricorra con un emendamento, firmato Giovanardi, D'Ascola, Torrisi, Bianconi, Chiavarolli, in cui si cerchi di tutelare i pedofili, equiparati a omosessuali, eterosessuali e bisessuali, consapevoli che non possa essere accettato; per non parlare di quanto poco velatamente si legga un chรฉ di provocatorio, una sfida, un'arroganza ultracattolica che negli ultimi anni ha ricominciato a montare. In tutto questo guardo il PD, Partito Dormiente, sempre spaccato, sempre in conflitto, sempre cosรฌ democristiano da non riuscire a togliersi la foglia di fico ereditata ai tempi di Adamo ed Eva, solo che la foglia intanto รจ diventata di fico d'india, e forse punge un po'.”
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Marco Tonti: “Riguardo al richiamo dell'Europa รจ chiaro che ormai รจ una questione che รจ considerata largamente caratterizzante del tipo di democrazia sociale che si vuole dare al Vecchio continente, in linea con quello delle democrazie liberali atlantiche. Ormai la questione dei diritti delle persone omo-bi-transessuali รจ diventato il punto dirimente che marca la differenza tra democrazie autoritarie e democrazie liberali, per non parlare dei totalitarismi africani, mediorientali o russi. ร infatti significativo che i leader autoritari usino il restringimento dei nostri diritti (o il nostro omicidio, come per il candidato alla presidenza del Ghana George Boateng) come cifra della loro concezione sociale. Dall'altro lato ci sono le democrazie liberali, che spingono verso la massima libertร individuale ed uguaglianza non solo tra omo-transessuali ed etero ma anche tra uomo e donna. Il pensiero che sta dietro alle contestazioni alla legge sulle unioni civili o contro l'omofobia รจ infatti quello piรน tradizionalmente conservatore anche in termini di fissitร dei ruoli tra uomo e donna: quest'ultima infatti per loro sarebbe geneticamente predestinata all'accudimento dei figli, alla pulizia della casa e al servizio del marito, il vero padrone di casa. Questa รจ la concezione di societร che Giovanardi e Malan difendono, e che รจ stata sconfessata dall'Europa con molta chiarezza. La strada dell'Europa รจ quella delle democrazie liberali, e in quella direzione noi dobbiamo andare, con buona pace del celestiale e maschissimo Formigoni che ha rivolto all'Europa una elegante pernacchia. Gli equilibri politici sulla legge delle UC si intrecciano con quelli sulla riforma costituzionale, alla disperata ricerca di un accordo che non si trova tra la sinistra interna del PD, quella esterna (che nulla o quasi ha fatto per difendere la PDL Cirinnร ) e altri frammenti di forze parlamentari. Ancora una volta le nostre istanze e i nostri legittimi desideri di riconoscimento vengono sacrificati sull'altare del gioco politico, dell'equilibrio con il partner di governo e in definitiva non ci sarebbe da stupirsi se anche questa volta il governo cadesse prima di aver approvato una legge sulla quale siamo tremendamente in ritardo, come ha giustamente detto Renzi incarnando lo spirito giusto con cui va presa tutta la vicenda. Ha infatti chiarito che la legge sulle unioni civili non serve solo a dare dignitร a delle persone, ma all'intero Paese. Sembra che su questo si sia molto sbilanciato, mettendo nelle mani nientemeno che del ministro della Giustizia Orlando la gestione della legge nelle Aule del parlamento. Speriamo che abbia la volontร e l'occasione, finalmente, di arrivare fino in fondo con una legge dignitosa.”
Marco Antonio D’Aiutolo: “La mia vuol essere solo una riflessione di carattere morale. ร difficile poter fare una valutazione sulle questioni che ruotano intorno al ddl Cirinnร , slegandola dall’attuale e increscioso panorama politico italiano. ร evidente agli occhi di tutti ciรฒ che si cela dietro i ripensamenti improvvisi. A mio avviso gli esponenti del Pd e gli alleati di governo si stanno comportando con la legge sulle Unioni Civili come il corvo e la civetta al capezzale di Pinocchio. Tuttavia, sebbene sarei molto ben disposto a definire Renzi un ciarlatano, purtroppo, almeno per l’Italia, la discussione su questa legge รจ una vexata quaestio molto piรน vecchia di lui. Ma ciรฒ che piรน mi allarma e lascia sconcertato sono le osservazioni del signor Giovanardi. Dovrei esserci abituato, ma la mia coscienza morale non mi permette di non scandalizzarmi, ancora, dinanzi a tanta insipienza. Ciรฒ che piรน di ogni altra cosa la mia ragione critica non accetta รจ la pretesa arrogante di usare il rispettabile valore del matrimonio (e della famiglia) come strumento al servizio di pregiudizi atavici e, a quanto pare, invincibili. Una cosa รจ il valore e un’altra utilizzarlo come foriero di alibi per discriminare altre forme di relazione e non concedere a queste diritti legittimi. ร come dire: nonostante รจ certo che innocenti moriranno, se la guerra รจ giusta, รจ dovere farla! Oppure, per far emergere meglio il paradosso: pur sapendo che dire la veritร causerร la morte di uno o piรน innocenti, poichรฉ รจ dovere non mentire, allora io dirรฒ sempre e comunque quella veritร pereatmundus. Con ciรฒ non si vuole lasciar credere che dire la veritร sia relativo alle circostanze. ร sempre giusto dirla, ma questo รจ un altro argomento. Ciรฒ che voglio dire รจ che un conto รจ dire la veritร , e un altro รจ usare quella veritร a danno di un innocente. Nascondersi dietro di essa, come dietro un alibi, e farne un arma mortale. Celare dietro la dichiarata volontร di dire la veritร , la piรน ambigua volontร di danneggiare un altro. Per poi dire: ‘Scusa, ma dovevo dirlo! Non potevo farne a meno!’ In breve, per tornare alla questione del valore del matrimonio, sono dell’avviso che chi si erge a suo presunto difensore, in questi termini, non solo non favorisce lo sviluppo e la crescita del valore stesso. Ma lo usa proprio per escludere altri soggetti dalla legittima partecipazione allo stesso. Tradendo, in fondo, il significato per cui quel valore รจ stato formato. Ogni valore storicamente formato prevede un progresso tanto quanto progrediscono coloro che ne usufruiscono. I valori sono formazioni storiche, prodotti di azioni formative di agenti liberi e spontaneamente convenuti su un sentire comune. Per questo un valore, tanto vale quanto รจ inclusivo. Ciascuno di noi ha la responsabilitร di difendere quel valore e di testimoniare la sua validitร con la propria persona. Ma nessuno ha il diritto di appropriarsene escludendo da quello stesso l’‘altro’. Se ciรฒ accadesse disonorerebbe il senso del “valore” e non ne favorirebbe quella crescita che solo l’accoglienza della diversitร puรฒ garantire. Il vero disvalore (del valore) pertanto รจ l’esclusione.”
Direi che non c’รจ molto altro da aggiungere a quanto detto dai
miei ‘ospiti’, tuttavia vorrei concludere con un piccola riflessione, che sono
certo รจ pensiero comune a molti di voi:
Uno Stato che non garantisce i diritti ai suoi cittadini non
puรฒ essere definito tale, cosรฌ come non possono definirsi politici, uomini che
operano senza considerare i bisogni dei cittadini, tutti. La politica, come ha detto Marco Travaglio
“non รจ un mestiere, รจ un servizio. Ma nel senso di servire, non di servirsi”, e
cari Giovanardi, Lupi & Co, voi avete il diritto di servire gli italiani e garantire a tutti loro una vita degna e rispettosa.






