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Approvazione delle unioni civili. Le emozioni e le riflessioni degli scrittori, dei giornalisti e politici italiani

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
“Ero alla Coop del mio quartiere,, mentre alla Camera erano alle prese con la votazione finale. Ho seguito l'iter parlamentare, ma non me la sono sentita di assistere anche a quest'ultimo atto. Per tutto questo tempo ho, infatti, cercato di mantenere una certa distanza tra la mia vita e le loro discussioni. A un certo punto ho cominciato a ricevere un sacco di messaggi dagli amici, e ho, cosรฌ, capito che ce l'avevamo fatta. Sono rimasto per un po' come sospeso in aria: da una parte ero certamente felice – 20 anni di mio impegno civile trovavano finalmente un esito positivo, seppur non ottimale; dall'altra parte mi รจ montata una sorta di stanchezza, di frustrazione, anche di collera, per tutti gli sforzi che abbiamo dovuto sostenere, e per tutte le brutte cose che abbiamo dovuto sentire, al fine di arrivare a questo risultato. Sono rimasto a metร . Alla fine ho cristallizzato questo pensiero: “Come insegnano 50 anni di movimento di liberazione, ricordare sempre che sia la rabbia sia la gioia, se vissute in pienezza da parte delle minoranze, sono ugualmente rivoluzionarie.” Guardo ora al futuro. A Francesco con cui posso finalmente unirmi civilmente anche in Italia (siamo giร  sposati in Canada). Agli anni che mi aspettano – che, come ho imparato sulla mia pelle di recente, potranno essere anche di malattia e di bisogno. E ho maggior fiducia in questo Paese.” Mi racconta il sociologo Raffaele Lelleri, attualmente alle prese con l’indagine ConHIVere, quando gli chiedo come ha appreso la notizia che ci informava che, finalmente, anche in Italia abbiamo una legge che riconosce le unioni civili.”
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Una legge che per molti non รจ ottimale, ma che per tanti altri รจ vista come un passo in avanti. Un passo importante per una societร  come la nostra in cui, al solo pensiero di riconoscere le unioni fra persone dello stesso sesso, si ipotizzano teorie fantasiose, frutto di un’omofobia interiorizzata, che ponderazioni sensate.

“Sono felice che sia stato fatto un passo avanti affinchรฉ l’Italia non debba essere considerata, rispetto a tanti altri paesi, un luogo dove i doveri sono per tutti, ma non lo stesso si possa dire dei diritti. Certo non bisogna adagiarsi, e ci sono ancora molte faccende per cui discutere e se necessario lottare. Siamo lontani dalla necessaria consapevolezza, nei cittadini tutti ma ancora di piรน nelle istituzioni, che le persone debbano essere considerate in quanto tali, e non per le loro preferenze sessuali o per qualcosa che nulla ha a che fare con la pura dignitร  umana. Nessuno si รจ mai sognato nemmeno lontanamente di fare un interrogatorio a chi si sposa o a chi decide di fare un figlio, sondandone le capacitร  o le reali intenzioni, per dare poi il benestare alla relativa attuazione. E questo sebbene sia chiaro quanto ciรฒ a volte sarebbe (stato) auspicabile se non necessario. Si dร  per scontato che il libero arbitrio possa anzi debba essere messo in discussione solo nel momento in cui dร  segni di poter danneggiare o limitare il benessere e la libertร  altrui. Ecco, ciรฒ purtroppo non accade affatto nel nostro paese. Troppo spesso chi non รจ allineato a pochi, superficiali, discutibili principi (assolutamente estranei alla nostra Costituzione) viene automaticamente messo sotto la lente d’ingrandimento, costretto alle imposizioni di giudizi altrui, famigeratamente insindacabili. Sembra quasi che di queste persone si metta in dubbio l’intelligenza, o ci si senta autorizzati a valutarne l’umanitร , la personalitร . Ecco, non รจ cosรฌ. Forse vi giunge nuovo, ma ogni singolo individuo, nel bene e nel male, puรฒ decidere della propria vita, e un paese democratico deve garantire a tutti, indistintamente, questo potere. Nella misura in cui non si vada a danneggiare o a limitare la libertร  e il benessere altrui, ciรฒ deve essere valido per tutti. O meglio, mi auguro che lo sarร , sempre di piรน.” Mi dice, invece, lo scrittore Roberto Fustini.

Ha ragione nel dire che non bisogna adagiarsi su questa legge, perchรฉ la strada per un riconoscimento pieno รจ ancora lunga e piena di insidie. Non a caso due secondi dopo l’approvazione alla camera, le destre, tutte, hanno invocato al referendum abrogativo, costruendo un comitato al fine di realizzarlo in tempi brevi, con l’intento di rimandare al mittente, a Matteo Renzi, una legge che va contro la loro visione della vita, nonostante abbiano gay fra gli amici piรน carissimi.

“L'Italia, fanalino di coda in Europa, ha approvato a colpi di maggioranza bulgara , la legge sulle unioni civili. รˆ evidente che il nostro paese รจ carente in tema di diritti.  Questo รจ dimostrato dal fatto che alcuni conservatori vogliano abrogarla con un referendum. Questo dimostra quanto questo paese sia arretrato culturalmente. Un paese di vecchi politici che non sanno guardare al futuro e non sanno nemmeno avere tesoro di quanto accaduto nel passato. Ricordo solo la legge sul divorzio quanto fu contestata e osteggiata, specie nella quotidianitร , additando sulla pubblica via uomini e donne che commisero il peccato di sciogliere ciรฒ che dio aveva unito. Oggi รจ la stessa classe politica che si ispira al centro destra e pluridivorziata, attacca la legge sulle unioni. La storia darร  ragione ai sostenitori dei diritti, di quei diritti ora non piรน negati, ma resi patrimonio di tutti. Guardiamo agli altri paesi europei, non per imitarli o copiarli, ma per generare quel qualcosa in piรน che ci possa rendere unici, generatori di una umanitร  che sia figlia degli ideali che ci ispirarono al pensiero, prima, e la materializzazione, poi ,dell'Europa unita. Oggi si scrive una pagina nuova nel grande libro della Costituzione, compito nostro รจ di migliorare la legge sino al matrimonio egualitario. La prima battaglia l'abbiamo vinta, ora avanti tutti per vincere la guerra.” Mi racconta, invece, lo scrittore e giornalista Sergio Rozzi.

Giร , l’Italia รจ veramente fanalino di coda in questioni di diritti, basti pensare alla legge contro l’omofobia che รจ stata accantonata e  che ancora nessuno ha intenzione di riprendere in mano, nonostante le aggressioni siano in aumento settimana dopo settimana.
Non c’รจ la voglia di andare avanti, di un cambiamento che renda all’Italia quella dignitร  e maestositร  che fino a cento anni fa aveva. Ora la si continua a umiliare  plasmando un modello, quello fascista, che ha fatto piรน male che bene, ma che sia la politica sia le persone comuni continua a guardare con nostalgia, forse, non capendone il danno reale che ha recato al Paese.

“Quel che penso della legge sulle unioni civili รจ il pensiero di tanti.  Si tratta di una legge fortemente discriminatoria.  Ed รจ proprio quella che ci meritiamo. L'Italia รจ un paese ancora troppo retrogrado, bigotto, ignorante per essere in grado di varare una legge "giusta" su certi argomenti, a dimostrarlo bastano tutti quei politici - troppi anche loro - che rappresentano quella parte di paese. Detto ciรฒ, resta comunque un passo importante nella conquista per l'uguaglianza e perciรฒ รจ una battaglia vinta. Ma la guerra ancora no...” Afferma lo sceneggiatore della web serie ‘Lista dinozze”, Francesco Calella.

Ora , dunque, bisogna guardare al presente e al futuro, e benchรฉ questa legge sulle unioni civili non รจ quella che ci si aspettava, รจ un qualcosa a cui bisogna guardare con fiducia, come a un incentivo. Un modo per sperare che le cose cambino davvero, senza aspettare altri trent’anni.

“Sono felice. Mi sento alleggerito. E credo di parlare a nome di tutti quelli che, come me, non hanno mai smesso di crederci. รˆ il primo passo verso la civilizzazione e verso la consapevolezza che l’Italia stia finalmente uscendo da quella foschia medievale che tanto non ci permetteva di vivere come si deve. รˆ il primo passo, ripeto, non il traguardo - per quello c’รจ bisogno di alte lotte e per quelle lotte, si รจ sempre pronti a mettersi in discussione.”  Mi dice lo scrittore e attivista Vincenzo Restivo, e anche il suo collega Christian G. Moretti รจ dello stesso avviso: “Undici maggio 2016, una data da annotare, da ricordare, da scolpire nella mente di ogni italiano, una data in cui si รจ deciso di dire basta all’attesa, al sopruso del tempo e alla discriminazione di tradizioni anacroniste. Una data in cui, dopo tanti anni all’estero, mi sono sentito con il cuore in Italia. Seduto sulla mia poltrona, sorseggiando il mio tรจ verde e con le mie due cagnoline, Pixie e Coco, sulle ginocchia, ho seguito la discussione del voto finale. A volte mi sono arrabbiato, altre mi sono commosso, altre mi sono fermato a riflettere. รˆ vero, รจ una legge mutila, una legge che non rivendica il 100% che tutti vorremmo e che non sancisce un traguardo ma un punto d’inizio; ma รจ proprio questo quello che importa, in Italia, dopo trent’anni, abbiamo finalmente un punto da dove cominciare, una base su cui ergere le battaglie future, un’ancora alla quale aggrapparci e non รจ poco. รˆ vero, si poteva fare molto di piรน, molto meglio ma non festeggiare significherebbe unirsi a tutti coloro che si sono astenuti dal votare o che hanno votato contro questa legge e, io, proprio non me la sento di dargliela vinta a chi tira in ballo, in maniera deplorevole, la filosofia per giustificare le sue tendenze radicalmente omofobe. Ora perรฒ abbiamo un pilastro sotto di noi, non vi รจ piรน il vuoto, e questo pilastro non potrร  togliercelo piรน nessuno. L’Italia ha vendicato tutti coloro che nei secoli non hanno mai avuto questa possibilitร , tutti quei suoi figli che sono nati, cresciuti e morti nella menzogna e nella minoranza, i cieli italiani si sono riempiti di urla di gioia, di grida di liberazione che, da secoli, erano sepolti nel fango e nella pece nera di un peccato che ci รจ stato affibbiato senza se e senza ma. Queste urla sono piรน forti della discriminazione e dell’offesa. Abbiamo, dunque, il dovere di festeggiare questa vittoria, glielo dobbiamo a tutti i nostri fratelli e sorelle che non hanno potuto vivere questo momento; non farlo significherebbe dare uno schiaffo alle loro vite.”
“รˆ un po’ difficile definire come mi sono sentito io dinanzi a questa notizia, e anche come ci siamo sentiti entrambi, io e il mio compagno, proprio per la portata di un evento del genere. Direi di sicuro frastornato e incredulo, per quanto mi riguarda, per il semplice motivo che dopo tanti anni di lotte e speranze disattese, avere un riscontro tangibile ha fatto sicuramente un effetto strano.
Una vittoria, un pizzico di gioia da commisurare comunque a quanto ancora manca per un pieno riconoscimento delle nostre coppie e delle famiglie esistenti. Un primo pensiero infatti รจ comunque andato ai bambini che, ancora oggi, sono stati lesi del diritto di avere due genitori ufficialmente riconosciuti come tali, e come sarebbe dovuto essere.
Poi sรฌ, gioia e voglia di fare un po’ di festa, ma in intimitร : questa legge, per me e per chi amo, รจ un primo passo verso un viaggio che deve per forza condurre al riconoscimento pieno di quello che siamo. Due uomini che si amano e che hanno il diritto non solo di sentirsi famiglia, ma di esserlo agli effetti della legge.” Mi dice, invece, lo scrittore Francesco Mastinu, comprendendone l’incredulitร  avuta lo scorso 11 maggio.
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Quando aspetti per tanto tempo una bella notizia, una volta che arriva ha nรฉ sapore nรฉ odore, e ti ci vuole del tempo per assaporarne l’importanza. Ma adesso quella notizia รจ un dato di fatto, almeno per ora, e quindi ora รจ tempo di festeggiare. Si, lo dobbiamo fare, รจ giusto, anche se dentro rimane una certa amarezza per tutto quello fatto e detto dalla politica.

“Finalmente anche in Italia abbiamo fatto un passo avanti nei diritti civili, passo che comunque ci fa essere sempre il fanalino di coda tra i paesi piรน progrediti. Ecco perchรฉ, quella che su carta รจ una bella notizia, non mi fa gioire come vorrei. Perchรฉ? Perchรฉ le coppie omosessuali adesso sono marchiate come tali... esisteranno coppie gay e coppie etero. Per me non รจ giusto. 
E a tutti quei bambin* di famiglie arcobaleno che rimangono tutt'oggi senza diritti? Nessuno ci pensa?
Ma, un passo รจ comunque stato fatto, accontentiamoci, gioiamo e continuiamo a lottare per i nostri diritti puntando al matrimonio egualitario. Continuiamo a lottare, e a giugno scendiamo in strada partecipando ai vari gaypride.” Mi dice il consigliere comunale Flavio Tani e con le sue parole la voglia di lottare si accende e quest’anno scendere in piazza per dimostrare che non ci siamo accontentati รจ piรน importante che mai. 
Accantoniamo le scuse e andiamo a dire alla politica che il suo compito non รจ finito, ma รจ solo all’inizio. Lo dobbiamo a noi, a chi ci ha preceduto e a chi verrร  dopo di noi.
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#รจimportanteperchรฉ - Scrittori, editori, giornalisti e attivisti spiegano perchรฉ il 23 gennaio รจ fondamentale andare in piazza

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Come, ormai, tutti sapete il 23 gennaio la comunitร  LGBT scenderร  nelle piazze italiane per manifestare affinchรฉ il Senato capisca il perchรฉ รจ importante votare a favore del DDL Cirinnร  durante la seduta del prossimo 28 gennaio (qui tutte la lista di tutte le cittร ).
Ma perchรฉ รจ importante scendere in piazza in questa occasione? Il mio mondo espanso ha chiesto ad alcuni scrittori, giornalisti, editori e attivisti di dire perchรฉ, secondo loro, non si puรฒ mancare a questo appuntamento che, in un modo o nell’altro, entrerร  nella storia della comunitร  LGBT italiana, ma anche del nostro Paese.
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Se anche voi volete dire il vostro #รจimportanteperchรฉ, non vi resta che commentare. Chissร  che qualche senatore ancora indeciso non legga le vostre parole รจ si decida di votare sรฌ al Senato.

Christian G. Moretti, scrittore
“Approvare il DDL Cirinnร  non significa solo approvare una legge, ma abbracciare il primo passo di un obbligo morale nei confronti della societร  in maniera ufficiale. Una nazione basata sull'uguaglianza non puรฒ selezionare a chi quest'ultima spetti e a chi no. Una nazione che ha sconfitto il Fascismo non puรฒ dimenticare quali obblighi ha nei confronti dei suoi cittadini, chiunque essi siano, e verso la libertร  che non dev'essere accordata da qualcuno con pesi e misure differenti; essa รจ insita in ogni individuo e ognuno ha il dovere e il diritto di viverla. Il DDL Cirinnร  non รจ un traguardo, ma solo un tassello importante e necessario per uscire dalle catene del passato. Il traguardo รจ il matrimonio ugualitario, ma non si puรฒ arrivare a esso se non si effettua una dichiarazione aperta di libertร , di lealtร  nei confronti di quella parte di cittadini che tutti i mesi pagano le loro tasse e che hanno meno diritti degli altri. Ogni singolo italiano ha il dovere morale di combattere per l'uguaglianza di tutti. Approvare il DDL Cirinnร  non significa solo permettere alle coppie omosessuali di essere riconosciute; รจ una grossa opportunitร  di cambiamento per l'Italia, un primo passo verso una rivoluzione culturale. Approvare il DDL significherร  sancire l'esistenza delle persone omosessuali in Italia, col tempo si perderanno i pregiudizi e l'ignoranza e si potrร  arrivare all'uguaglianza totale. Questo processo sarร  inesorabile una volta innescato. Questa volta dobbiamo farcela davvero Italia, questa volta รจ il momento giusto.”

Chiara Cazzato, editore
“รˆ importante perchรฉ non si puรฒ ancora far finta che esistano solo famiglie formate da moglie, marito e figli, possibilmente femmina vestita in rosa e maschio vestito in azzurro; perchรฉ non possiamo essere sempre ricattati da chi usa la religione per imporre le proprie regole, quando poi dovrebbe badar bene a quello che ha in casa propria, e qui ci starebbe bene la storia della pagliuzza e della trave; perchรฉ siamo sempre gli ultimi nella tutela dei diritti civili, che si tratti, come in questo caso, di famiglia o che si parli di autodeterminazione; perchรฉ uno Stato che voglia chiamarsi civile non deve decidere chi deve stare con chi, ma deve dare gli strumenti di tutela per la famiglia e per i minori che da questa nasceranno e dovrebbe essere al di sopra di qualsiasi giudizio morale e religioso.”

Paolo Vanacore, regista e scrittore
“รˆ importante perchรฉ una legge seppur non perfetta รจ pur sempre un inizio. Che c'รจ? Non sappiamo piรน lottare? Dal giorno dopo si ricomincia. Piรน determinati di prima e con un primo successo tra le mani. Pretendevamo in questo nostro malnato paese di ottenere tutto e subito? Cerchiamo di essere realisti e di non perderci in una polemica tipicamente italiana che non ha motivo in questo caso specifico di nascere. Non bisogna farne una questione politica, di appartenenza o schieramento pro o contro il governo Renzi, questa legge รจ e deve essere trasversale, va sostenuta da chiunque la presenti. Inoltre Monica Cirinnร , che conosco personalmente da circa 15 anni, รจ una persona seria, onesta, leale, e io credo nel suo lavoro piรน che nel suo partito di appartenenza.”

Matteo Manzi, film maker e ideatore del progetto ‘Fratello Maggiore’
“รˆ importante perchรฉ per l'Europa sono sposato, ma nell'unico Stato in cui a me e mio marito interessa vivere il nostro matrimonio non รจ riconosciuto.. รˆ importante perchรฉ ci sono innumerevoli famiglie che vivono nella piรน completa assenza giuridica, senza la benchรฉ minima tutela. รˆ importante perchรฉ io voglio per tutti i ragazzi e le ragazze, i bambini e le bambine di oggi, un futuro in cui possano immaginare di potersi costruire una famiglia indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, perchรฉ esso non possa essere una discriminante tra il vivere o il vivere a metร .”

Roberto Fustini, scrittore
“Sinceramente quando sento parlare di queste cose, negli ultimi tempi, non riesco a evitare che prevalga in me un certo cinismo. Vedo come va il mondo fuori dall’Italia, almeno una generosa fetta di mondo per cosรฌ dire civilizzato, e vedo quali siano i trascorsi piรน o meno recenti degli altri paesi, la loro situazione attuale e la direzione intrapresa. Vedo come i diversi governi modellano alcune loro politiche e riescano a rispondere in una maniera piรน consona alla societร  che cambia. E a quel punto non posso che sentire una grande frustrazione per quanto il mio Paese sia da certi punti di vista cosรฌ indietro rispetto a tutti loro. Le faticosissime lotte per ottenere finanche il minimo accettabile risultano quasi ridicole di fronte alla modernitร  guadagnata altrove. Le scarse possibilitร  che si prefigurano, fra l’altro, mi deprimono a tal punto da farmi desiderare di ignorare qualsiasi iniziativa, destinata probabilmente a fallire. รˆ proprio per combattere sensazioni come questa, forse, che bisogna muoversi, e decidere di fare qualcosa per costringere chi ci governa - piรน che le persone intorno a noi, che per la maggior parte sono giร  ben pronte a certi cambiamenti - a guardare la realtร  con disincanto, e a fare qualcosa di sensato per permettere a tutti di vivere serenamente la propria esistenza, senza sentirsi cittadino di serie B nel proprio Paese.”

Andrea de la Guarra, scrittore
“รˆ importante un sรฌ per dare la possibilitร  di scelta a un personale no. Senza la possibilitร  del libero arbitrio viene interdetta l’evoluzione del genere umano.”
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Francesca Masante, scrittrice
“รˆ la prima volta che in Italia si prospetta concretamente la possibilitร  di una legge che tuteli le unioni civili, gay ed etero. Siamo drammaticamente in ritardo. Io sono giร  tutelata. Sono etero, sposata e con figli. Ma il 23 scenderรฒ` in piazza nella mia cittร  per manifestare per i diritti di tutti. Mi sembra giusto e necessario che chi ha una coscienza civile metta il naso fuori dal suo comodo orticello. Sarebbe bello e auspicabile che tutti, gay ed etero uniti, si preoccupassero di intervenire. In una societร  civile e democratica sostenere i diritti di qualcuno significa lottare per i diritti di tutti.”

Sergio Rozzi, scrittore, giornalista e conduttore radiofonico
“Esserci alle manifestazioni del prossimo 23 gennaio significa mostrare una faccia ancora sconosciuta a questo paese, primo tra i fondatori di questa Europa ma ultimo, e pregiudicato, in tema di diritti sociali. Esserci il 23 significa marcare il punto di partenza (dico partenza e non arrivo) di una legge che riconosca pari dignitร  costituzionale alle coppie dello stesso sesso. Da qui si parte abbozzando le regole che via via, grazie alla magistratura in forza della Costituzione, andranno riscritte consolidando quella dottrina giurisprudenziale fatta di sentenze e di richiami da parte della corte costituzionale in favore del matrimonio egualitario. รˆ questo il futuro, e basta. Come paese fondatore della Comunitร  Europea non possiamo sottrarci alla continuitร  giuridica nata e forgiata nelle coscienze dei nostri padri fondatori, durante la dittatura fascista. Essi pensavano al futuro della loro nazione, alla pace ed alla giustizia come elemento fondamentale nella convivenza civile. Lo scontro in atto nel presunto partito di maggioranza, mostra il pressapochismo di taluni parlamentari. Negli altri paesi europei pensano che l'Italia non abbia i matrimoni gay solo perchรฉ noi abbiamo lo Stato della Cittร  del vaticano. Nulla di piรน falso. รˆ solo un finto alibi. Esserci il 23 gennaio significa cambiare aria, aprendo le finestre per ventilare la mente di una classe politica che odora di incenso misto al tanfo della muffa che ha assorbito durante le obbligate frequentazioni adolescenziali nelle sagrestie. Noi non ci scandalizziamo dei loro family day, anzi, se fossero coerenti, ci porterebbero anche la loro prima moglie e magari pure la seconda, con relativi figli nati da una moltitudine di unioni e non famiglie matrimoniali. Loro, i politici sedicenti "cattolici" andranno da soli giusto per continuare la loro campagna elettorale (triste no?). Noi ci saremo il 23 gennaio, saremo noi stessi come sempre, sempre uguali e piรน determinati nell'esigere diritti di uguaglianza e dignitร 

Simona Geo, poetessa e fotografa
“Trovo sia fondamentale un sรฌ al DDL Cirinnร , per garantire diritti e doveri sia nelle coppie dello stesso sesso che da coppie formate dalla convivenza tra uomo e donna. Convivenza fra due persone a prescindere dall'orientamento sessuale, che sono legate da vincoli affettivi ed economici al di lร  del matrimonio, quello che รจ fondamentale, a parere mio, รจ la tutela dei diritti e dei doveri reciproci dal punto di vista giuridico."

Flavio Tani, consigliere comunale
"รˆ importante perchรฉ รจ un primo passo, un barlume di civiltร  per la nostra Italia. La lotta per i diritti LGBT รจ ancora lunga ma vedo tante persone che sono stanche e che hanno voglia di scendere in tutte le piazze. Finalmente c'รจ la reale possibilitร  che le coppie dello stesso sesso vengono legalmente riconosciute e non dobbiamo permettere agli omofobi ed al clero di limitare l'amore. Io sabato sarรฒ in piazza e porterรฒ con me amici, anche etero, ed i miei genitori e mi auguro che tutti cerchiamo di portare piรน persone possibile. รˆ il momento di aggiungere un pezzo importante alla storia della nostra nazione."
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#ugualidiritti - Il commento di Sergio Rozzi

Rubrica: Francesco Sansone
Grafica: Giovanni Trapanni
Come vi avevo comunicato lo scorso lunedรฌ, lo scorso sabato 17 gennaio, si รจ tenuta a Milano, attualmente al centro delle cronache per i convegni sulle terapie riparative all’interno delle iniziative dell’ Expo, la contromanifestazione “L’unica malattia รจ l’omofobia” per protestare contro il convegno “Difendere la famiglia per difendere la comunitร ”che si รจ tenuto, nelle stesse ore, a Palazzo Lombardia e che i รจ concluso con un intervento del presidente delle regione, Roberto Maroni (Lega Nord).  Un corteo formato da quasi 2000 persone, che hanno assunto il nome di sentinelli – come risposta alle sentinelle in piedi – che hanno sfilato dalle 14 alle 16 per le strade del capoluogo lombardo, partendo da Piazza Cittร  della Lombardia.


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Selfie, politica e diritti gay

Rubrica: Francesco Sansone
Grafica: Giovanni Trapani
Tutto ha inizio da una foto, un autoscatto, o selfie se preferite, che รจ circolata in rete dopo che i diretti interessati l’hanno postata sul web. I protagonisti in questione sono Vladimir Luxuria, Silvio Berlusconi e Francesca Pascale. Non ci sarebbe nulla di male se i primi due non fossero una della attiviste per i diritti civili ed ex deputata di Rifondazione comunista e l’ex presidente del consiglio e fondatore di Forza Italia diventato poi il Popolo delle libertร  ritornato Forza Italia da poco, ossia il maggior partito di centro destra che da vent’anni calca la scena politica italiana.

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Altri Mondi - Matrimoni gay: Intervista a Sergio Rozzi

Cosa significa per due gay essere sposati in un Paese come il nostro che non prevede questo tipo di unioni? A quanti diritti mancati e a quanta mancanza di tutela sono costretti due coniugi omosessuali? Su questi interrogativi si basa l’intervista di oggi che vede protagonista Sergio Rozzi, autore  e conduttore radiofonico, scrittore e giornalista. Un’intervista intensa che se da un lato mostra la bellezza dei sentimenti, dell’amore, dall’altro mostra l’incapacitร  dell’Italia di riconoscere quei diritti fondamentali che dovrebbero appartenere a ogni individuo a prescindere dalla razza, dal sesso e dalla religione.
 
Nella foto: Sergio Rozzi con suo marito Mauro
Sergio, partiamo dall’inizio e quindi la prima domanda รจ: Come vi siete conosciuti?
Beh allora partiamo veramente dall’inizio, in un lontano 1° maggio del 1986. Ci ha presentato un amico comune, durante la manifestazione sindacale dedicata alla festa dei lavoratori.
 
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Omofobia: La legge che non piace a nessuno. Il parere di Sergio Rozzi e Antonello Sannino.

E anche per quest'anno le vacanze sono finite e Il mio mondo espanso รจ tornato per tenervi compagnia per un'altra stagione. Con una grafica tutta nuova a opera di Giovanni Trapani - che ringrazio ancora una volta per il lavoro svolto -, il blog continuerร  il lavoro che negli anni lo hanno contraddistinto, portando in evidenza storie, personaggi e notizie del mondo lgbtq.
Prima di lasciarvi all'appuntamento di oggi, permettetemi di dire due parole a colui che, in maniera anonima, durante tutta l'estate mi ha offeso e augurato ogni sorta di male. Sappi che non mi faccio di certo fermare dalle parole di uno che non ha nemmeno il coraggio di firmarsi. Quindi se vorrai continuare, fallo pure, ma sappi che queste sono le ultime parole che ti dedicherรฒ e soprattutto sappi che tutti i tuoi commenti faranno la fine dei precedenti: verranno cancellati. Quindi, non sprecare il tuo tempo...
Bene, penso di aver detto tutto e quindi non mi resta che darvi il bentornato.
Francesco Sansone

Omofobia: La legge che non piace a nessuno.
   Il parare di Sergio Rozzi e Antonello Sannino.
   Come sapete tutti, lo scorso giovedรฌ รจ stata approvata alla camera, per la prima volta nella storia del nostro Paese,  una legge contro l’omofobia. Dopo tanti anni e tanti rinvii,  il parlamento ha capito che era giunto il momento di fermare l’omofobia e ha votato in favore del testo base della legge proposta dall’On. Antonio Leone e l’On. Ivan Scalfarotto per punire coloro che, spinti dall’odio, usano violenza contro gli omosessuali. Quindi finalmente possiamo dire che siamo diventati un Paese civile, moderno e europeo non solo da un punto di vista economico. Eppure qualcosa in questa legge non ha convinto la comunitร  lgbtq. Per la precisione quello che non convince รจ il passaggio in cui si legge che i partiti, i sindacati, le chiese e le strutture sanitarie hanno il diritto di esprimere opinioni omofobe.
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Post elezioni: E adesso cosa sarร  della comunitร  LGBTQ? I commenti di Francesco Zanardi e Sergio Rozzi


Sappiamo tutti come รจ conclusa l’ultima l'ultima tornata elettorale, quindi evitiamo di stare lรฌ a chiederci come sia possibile che il 30% degli italiani abbia votato ancora una volta Silvio Berlusconi e il suo PD o di chiederci come mai Pierluigi Bersani e il suo PD, seppur vincendo con lo 0,5%, abbia perso ancora una volta. Evitiamo anche di star lรฌ a dire che il PD ha sbagliato a mantenere al suo interno personaggi, come a esempio Rosy Bindi, che con la loro visione della vita cattolica e tradizionale fanno sรฌ che il Partito Democratico sembri tutto tranne che un partito di sinistra o che il PDL ha fatto ancora una volta quelle stesse promesse che rifila da vent’anni, oppure che l’italiano ha la memoria storica piรน corta di quella di un pesce rosso. Quello su cui noi omosessuali, transessuali e bisessuali dobbiamo concentrarci รจ il seguente punto: 

Con questo esito elettorale, dei nostri diritti che ne sarร ? 

E non venite a dirmi che nel Paese ci sono altre prioritร  di maggiore urgenza, perchรฉ ognuno ha le proprie urgenze e tutte sono importanti seppur c'รจ chi dice il contrario. Se per alcuni la prioritร  รจ riavere indietro i soldi versati per pagare l’IMU, per me che non ho una casa di proprietร , quello che mi preme รจ avere riconosciuti finalmente i miei diritti civili.
Dopo il salto



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