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Amalinze e Marco Sentieri ospiti di #QuelliICoprifuoco fra ricordi e nuovi progetti

 


La settimana appena trascorsa ci ha regalato due live di #QuelliInCoprifuoco, le dirette instagram de Il mio mondo espanso, all'insegna della musica rap di Amalinze e Marco Sentieri. Entrambi campani, entrambi giovani ed entrambi ed entrambi pronti a regalare al loro pubblico due nuovi progetti musicali.

Amalinze, vincitore di Giffoni Rap Call 2019,  ha raccontato la pandemia, soffermandosi sui limiti che ha imposto alla socialitร . Il suo brano "L'ultimo giorno di festa", lanciato nei primi mesi della prima fase del lockdown 2020, รจ tornato in una nuova versione in questo 2021 e racconta l'atmosfera che si crea nella sua cittร , Pagani (SA), durante la secolare festa della Madonna delle Galline e che per colpa del coronavirus da due anni non si riesce a ricreare. 


 In questa nuova edizione del brano, il giovane rapper ha duettato con Vincenzo Romano, artista che da anni porta avanti la musica della tradizione, mescolando, cosรฌ, passato e presente  (qui il videoclip del singolo girato dal film maker Alfonso Nappo).


"L'ultimo giorno di festa"รจ il brano scelto per anticipare il nuovo album "Hร bitus", in uscita il prossimo 30 aprile.


Guarda #QuelliInCoprifuoco con Amalinze

Marco Sentieri, grande protagonista della sezione Giovani a Sanremo 2019 con il brano "Billy Blu", in cui ha cantato di bullismo, di cui lui stesso da giovane รจ stato vittima, da poco ha lanciato il singolo "Non lasciamoci bullizzare dal coronavirus". Un brano con cui ha voluto da una parte evidenziare il valore del nostro Paese e dall'altra esprimere il suo sostegno al mondo dello spettacolo, settore che in questo ultimo anno ha sofferto maggiormente le limitazioni anti covid.


Il bullismo รจ un tema a cui l'artista tiene molto, tanto da diventare testimone di una campagna atta a fermarlo e che lo ha portato all'interno delle scuole.


Anche Marco Sentieri รจ al lavoro al suo nuovo progetto musicale, che presto sarร  rilasciato ovunque e che vedrร  un Marco sempre impegnato nel sociale, ma, allo stesso tempo, con voglia di regalare un po' di allegria con un brano pensato per la prossima estate.


Guarda #QuelliInCoprifuoco con Marco Sentieri

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A #QuelliInCoprifuoco Salvatore Impronta anticipa l'uscita del nuovo romanzo ambientato nella 2^ guerra mondiale

 


Nell'ultima diretta di questo ciclo di #QuelliInCoprifuoco, le live di Istangram de Il mio mondo espanso, lo scrittore Salvatore Improta ha parlato del suo romanzo "Brucia", riuscito da poco in una nuova edizione ampliata, ma sopratutto ha anticipato l'uscita del nuovo romanzo.


Il secondo romanzo, dal titolo provvisorio, scelto tramite l'interazione con i suoi fallowes su Instagram, รจ al momento in gara in un concorso letterario e dovrebbe uscite fra la fine del 2021 e l'inizio del 2022. La storia ruota su alcuni ragazzi fra i 14 e 16 anni alle prese con la seconda guerra mondiale.


Per la ricostruzione del contesto storico Salvatore si รจ servito delel testimonianze raccolte da persone che proprio durante la seconda guerra mondiale erano adolescenti.


Come avete avuto modo di imparare, anche con Salvatore Improta non sono mancati i momenti di ilaritร  e l'autore si รจ trovato a spiegarci come ha risposto ai "perchรฉ" dei figli, ma anche le sue "cose che non dici", ammettendo di essersi trovato a dover fare i conti con una figuraccia non da poco.


Se non hai avuto modo di guardare la live, รจ arrivato il momento di recuperare #QuelliInCoprifuoco con Salvatore Improta su IGTV.


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A #QuelliInCoprifuoco VIncenzo Resisto presenta il nuovo libro "Siccitร " e confessa le sue "cose che non dici"

Nella penultima live di #QuelliInCoprifuoco, lo scrittore Vincenzo Restivo ha sorpreso tutti con la sua ironia, ma soprattutto con la sua profonditร  umana e professionale.

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Pio Russo alla 5^ live di #QuelliInCoprifuoco fra annedotti e ricordi della sua carriera radiofonica

 


Grande protagonista della live di #QuelliInCoprifuoco รจ stato lo speaker e autore radiofonico campano Pio Russo, con cui, fra una battuta e l'altra, abbiamo parlato delle interviste e delle inchieste che in diversi anni di carriera ha collezionato, regalando pagine di storia alla radio.


Fra le inchieste che negli anni ha portato avanti Pio Russo, non si possono non citare quelle sul caso Vannini e sul caso Pantani, portando alla luce aspetti inediti e lasciando parlare i diretti interessati come la mamma del giovane 20 ucciso in casa della fidanzata.


La carriera di Pio, tuttavia, รจ segnata dalle sue chiacchierate con i grandi protagonsti della musica e dello spettacolo. Fra i tanti artisti che si sono raccontati al conduttore campano anche Stefano D'Orazio in una della sue ultime interviste prima della scomparsa. E poi Samuele Bersani, Mario Biondi, Marina Rei, Rita Pavone, Dodi Battaglia, Bianca Atzei,Mango, Paola Turci solo per citarne alcuni.


La live con Pio, tuttavia รจ stato un modo per analizzare i cambiamenti della radio e se essa sappia essere meritocratica con i suoi "figli" e, da profossionista qual รจ, ha tracciato un quadro lucido della situazione:


«La radio รจ fondamentamente musica, ma tu sai che la musica oggi puoi ascoltarla ovunqe. La radio deve essere unagiusta commistione fra parole e musica, ma parole interessanti», e sul fatto che la  Radio sappia o meno essere meritocratica, ha detto: «Assolutamente no. Io vedo tanti talenti che sono letteralmente sprecati, perchรฉ magari non hanno lo stesso appeal di un altro artista, oppure hanno avuto una battuta di arresto e vengono messi in pacchina e magari mai recuperati come si deve o semplicemente perchรฉ chi comanda non sa apprezzare o non capisce qual รจ il vero talento».


Le interviste realizzate da Pio Russo per Radio Punto Zero  le trovi tutte sul suo nuovo canale Youtube


Se non hai seguito la live di #QuelliInCoprifuoco con Pio Russo, la puoi recupare adesso.


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A #QuelliInCoprifuoco tv, libri e teatro con Paolo Vanacore

 


Ieri sera sono tornate le dirette instagram de Il mio mondo espanso. Ospite della 4^ live di #QuelliInCoprifuoco lo scrittore e autore teatrale Paolo Vanacore.


Non si poteva iniziare senza una riflessione sulla chiusura dei teatri a causa del coronavirus:


«Siamo in una situazione drammatica. Ristori che non sono arrivati,gente che li ha ricevuti e gente che non li ha ricevuti. Ti dร  anche un po' fastidio vedere un paese che mette in secondo piano la cultura. Calcoliamo che l'imprenditore del teatro rischia quasi in toto tutto se stesso. Ci sono teatri piccoli che non riapriranno piรน».


Tuttavia, se la situazione sanitaria dovesse migliorare, Vanacore รจ pronto a tornare in scena con uno spettacolo. Dal 22 al 26 Aprile, infatti, dovrebbe debuttare all'Off theatre di Roma "Bambola - La strada di Nicola", un monologo che si alterna con le canzoni piรน belle di Patty Pravo, diretto  e interpretato da Gianni De Feo, con le musiche originali e gli arrangiamenti di Alessandro Panatteri.


«E' uni spettaco che parla della strada che puรฒ prendere una persona. E' la storia di questo ragazzo che perde la sua famiglia e a un certo punto decide di travestirsi e per sbancare il lunario decide di prostituirsi con il nome di Bambola».


Paolo ci ha parlato anche dello spettacolo "14 wo(man)", ispirato alla storia della serial killer inglese Johanna Denney, di cui venerdรฌ 19 febbraio su Rai 5 alle 23 andrร  in onda uno speciale con interviste inedite all'interno del programma "Save the date".


Inevitabile un passaggio sui libri scritti da Paolo e soprattutto al nuovo lavoro di prossima uscita, incentrato su tre figure femminili realmente esistite e legate al mondo della fotografia, della letteratura e del teatro. Ancora una volta, quindi, Vanacora mette la sua penna per esaltare le donne:


«Amo raccontare le donne perchรฉ sono la poesia della vita. La donna รจ un'inclave di amore, perchรฉ genera la vita, ed รจ stupenda perchรฉ ha una sensibiltร  che gli uomini non hanno. Amo raccontare le donne perchรฉ sono le vere depositarie della vita, quella anche piรน difficile, estrema».


E come in ogni live di #QuelliInCoprifuoco non potevano mancare i momenti di ilaritร  e cosรฌ Paolo Vanacore si รจ trovato a scegliere una possibile protagonista di una sua ipotetica sceneggiatura  fra i volti della tv. Per scoprire cosa รจ successo, non vi resta che recuperare la diretta su IGTV.


Ecco cosa รจ successo nella live


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Un inedito Emiliano Di Meo si racconta e gioca a #QuelliInCoprifuoco

 


Ultimo appuntamento della settimana ieri di #QuelliInCoprifuoco. Protagonista della nostra live su Instagram รจ stato lo scrittore Emiliano Di Meo.


Presentato scherzosamente come "l'autore che ogni volta che apre bocca sa farsi dei nuovi amici", viste le diverse polemiche che negli anni lo hanno coinvolto per via delle sue posizioni sul genere romance mm, Emiliano Di Meo si รจ raccontato in una maniera inedita.


Partendo dal traguardo delle 20 pubblicazioni, inevitabile รจ stato il riferimento alle sue posizioni. Tuttavia, Di Meo si รจ messo in gioco, raccontando, forse per la prima volta, aspetti della sua personalitร , che l'immagine pubblica non sempre ha lasciato uscire fuori. Attraverso la rubrica "Sรฌ e no", infatti, l'autore ha svelato quali, fra le tematiche affrontate nei suoi romanzi, appartenessero anche al suo vissuto.


Interessante anche l'interazione con gli utenti collegati. Di Meo ha risposto, infatti, alle domande, anche quelle che lรฌ per lรฌ, potevano sembrare insidiose senza tirarsi indietro. Per non parlare, poi, della scelta di accettare la "sfida", da me lanciatagli, di "trasformare" il brano di un suo libro in un romance mm. 


Ecco cosa รจ successo nella live





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I Monterosso grandi protagonisti della seconda live di #QuelliInCoprifuoco

Continuano le live instagram de Il mio mondo espanso. I protagonisti di ieri a #QuelliInCoprifuoco sono stati i Monterosso, duo formato da Chiara Benedetto e Pierpaolo Monterosso, che non solo ci hanno legato tre esibizioni live dei loro ultimi successi "Radici", "Mi dispiace per te" e "Darcy e Bennet", ma si sono messi in gioco per regalare a tutti coloro che erano alla visione una serata spensierata e allegra.



I Monterosso, che attraverso le i loro brani raccontano la loro storia d'amore, hanno svelato alcuni aspetti della relazione che li unisce. Una storia nata grazie alla perseveranza di Pierpaolo:


«Per un mese l'ho chiamata ogni giorno per convincerla a uscire con me. Alla fine l'ho presa per sfinimento», ha scherzato il giovane cantautore.


Fermi a causa dello stop imposto dal coronavirus, il duo ha parlato di come manchi loro l'emozione dei live. Questa pausa, perรฒ, non ha fermato il lavoro creativo dei Monterosso, tanto che presto uscirร  un nuovo singolo.


Non sono mancati, ovviamente, i momenti di gioco che contraddistinguono le sarete di #QuelliInCoprifuoco. Chiara e Pierpaolo, infatti, sono stati chiamati a cantare in dialetto siciliano il brano di Mina e Celentano, "Acqua e sale", regalando uno spettacolo tutto da ridere. Inoltre, la coppia รจ sfidata a colpi di "Ce l'ho, mi manca". La vittoria รจ andata a Chiara, che  ha avuto, cosรฌ, la possibilitร  di scegliere la penitenza per il fidanzato.


E sulla cover del singolo "Darcy e Bennet", hanno confessato che... Se non hai ancora avuto modo di vedere la live, questo รจ il momento di farlo.


Ecco cosa รจ successo nella live

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Una strepitosa Maryana protagonista della prima di #QuelliInCoprifuoco



E' andata in onda ieri sera alle 22 la prima di  #QuelliInCoprifuoco, la serie di live su Instagram de Il mio mondo espanso. Protagonista della prima diretta รจ stata una strepitosa Maryana. La giovane cantante e conduttrice si รจ lasciata trascinare dall'atmosfera giocasa, raccontantosi a 360 gradi, con l'autoironia e la  professionalitร  che da sempre la contraddistinguono. 

Non poteva ovviamente mancare un riferimento al suo ultimo singolo, il primo cantato in italiano dopo una serie di brani in inglese, che ha segnato anche un cambiamento nella sua carriera, che coincide anche con quello del privato. Maryana, infatti, ha festeggiato con noi i primi nove mesi del suo bambino, raccontandoci anche un divertente particolare:


«Ormai do la colpa al bambino, quando arrivo tardi a un appuntamento»


La serata, perรฒ,รจ servita anche per parlaredi come spesso nel mondo dello spettacolo si tenda a non riconoscere il talendo un artista alle prime armi:

«Alcuni parlano come se ti facessero un piacere a farti esibire, pur di non pagarti come meriti».


Fra uno scherzo e l'altro, Maryana ha anche parlato dei suoi progetti futuri, situazione epidemiologica permettendo. La giovane artista, infatti, sta lavorando alla realizzazione di alcuni live che dovrebbero vederla in giro in estate.


Ecco cosa รจ successo nella live


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Ernesto Bassignano: «la necessitร  di ricordare รจ la cosa piรน importante tra quelle da insegnare ai giovani»

 


“Lettera a Maria”, il nuovo singolo di Ernesto Bassignano,  che anticipa l’uscita di “Soldati Arlecchini e Pierrot”,  potrebbe essere descritto come un commovente quadro di memoria famigliare.

Il brano, infatti, racconta di una lettera immaginaria,sintesi di tante lettere reali che il pittore Aldo Carpi, zio dell’artista,  fece pervenire alla moglie dal campo di concentramento nel quale era stato rinchiuso durante gli anni delle seconda guerra mondiale.  Non a caso “Lettera a Maria”, uscito per Ondamusic.it in collaborazione con Isola Tobia Label, รจ stato rilasciato ieri, 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria.

Bassignano racconta a Il mio mondo espanso l’importanza di questo brano e celebra con noi il traguardo del decimo album.

 

L’intervista
 

D. “Lettera a Maria” รจ una lettera immaginaria, sintesi di tante lettere reali che tuo zio, il pittore Aldo Carpi, fece pervenire a sua moglie dal campo di concentramento di Gusen. Cosa ha significato per te dare vita a questo brano?

R. Ha significato innanzitutto ricordare la famiglia Carpi, che ho tanto amato. Sento una forte linea di continuitร  con quello che era effettivamente il mio prozio, papร  del grande musicista Fiorenzo Carpi. In quella famiglia, in quei tempi cosรฌ difficili, la politica, intesa come gestione della “polis” era considerata un valore nobile, ed investiva ogni settore della vita, perchรฉ investiva le relazioni umane. Era il senso delle cose che mia madre mi ha tramandato, i valori di giustizia e libertร  che erano prioritari rispetto a tutto il resto. Sono cresciuto in quest’ambiente, e questa canzone mi ha dato la possibilitร  di sottolinearlo ancora una volta.

 

D. Rileggendo quelle lettere, cosa hai provato?

R. Ho provato una pace incredibile, e sento una straordinaria ammirazione per la serenitร  che quell’uomo sapeva mantenere. In quelle lettere c’era soltanto amore: amore per la propria donna, per la propria famiglia, per la propria gente. Non c’รจ mai neanche una parola di odio, nemmeno verso i nazisti che lo stavano brutalizzando in maniera cosรฌ feroce. Ho imparato per la prima volta cosa vuol dire non odiare. Mio zio Aldo Carpi era soprannominato “Il Santone” non solo per la sua infinita mitezza, ma anche per il suo atteggiamento di vero amore per gli altri. Nato ebreo, si convertรฌ al cattolicesimo perchรฉ riteneva di trovarvi motivi di serenitร  e di pace.

 

D. Il singolo รจ uscito in occasione della Giornata della Memoria, una data che serve a ricordare quello che l’uomo รจ stata in grado di fare ad altri uomini. Quanto รจ importante il valore della memoria?

R. Penso che la necessitร  di ricordare sia la cosa piรน importante tra quelle da insegnare ai giovani. Significa avvertire la necessitร  totale di riprendere il filo col proprio passato, non solo per non ripeterne gli errori ma anche per sapere da dove si proviene. La generazione a cui appartengo sa perfettamente cos’รจ la memoria: io ho ormai 74 anni, per me ricordare รจ un fatto naturale. Ma i giovani, sia dai genitori che dai professori non vengono sollecitati abbastanza al desiderio di sapere e di ricordare. La memoria viene menzionata solamente solo nelle grandi occasioni o nelle commemorazioni, ma nel quotidiano serve far capire loro che il senso dello studio รจ il sapere, non la competizione o il nozionismo.

 

D. La societร  odierna, visti anche gli ultimi fatti di cronaca, credi abbia “leggermente” dimenticato cosa abbia significato la Shoah?

R. Penso proprio di sรฌ: ogni giorno che passa ci occupiamo sempre piรน di cronaca e sempre meno di storia. Ricordo che quando ero al ginnasio ci portavano al cinema per farci assistere ai documentari sulla Shoah: di punto in bianco ci siamo trovati di fronte a montagne di cadaveri, a carri pieni di morti, e la visione รจ stata scioccante: quei cadaveri erano lรฌ, tangibili, presenti. Io rimasi scioccato, e da quel momento, una volta realizzato che tutto ciรฒ รจ accaduto veramente, mi sono detto:“Mai piรน permetterรฒ a qualcuno di negare la Shoah”.



D. Ancora una volta la musica diventa fautrice di messaggi. Quando รจ importante, per te, questo ruolo dell’arte?

R. Talmente importante che ci ho giocato la carriera, per questo motivo!Fin dal mio primo album, che era un disco di lotta. Quel disco giร  mi inquadrava in un contesto molto particolare: chi faceva dischi considerati “politici” non poteva certo ambire alle classifiche. Ma subito dopo, nel 1975, quando uscรฌ il mio album “Moby Dick”in RAI c’era la commissione censura, che mi censurรฒ 7 brani su 10! In quel disco parlavo di un’Italia spezzata a metร . รˆ una situazione, quella della divisione, che purtroppo esiste tuttora. In RAI non รจ contemplato che passino canzoni di lotta: in RAI si canta d’amore, e puรฒ succedere che esistano fenomeni come Luigi Tenco, che volendo unire la canzone d’amore alle tematiche sociali alla fine ci rimette la pelle.

 

D. “Lettera a Maria” รจ il primo singolo del tuo decimo album. Com’รจ cambiato l’ambiente musicale dal tuo debutto?

R. Il mio debutto era un debutto politico, come dicevamo, in un momento di vera tragedia umana, politica, esistenziale. Dai primi anni 80 il quadro รจ cambiato sostanzialmente: รจ cambiato il Festival di Sanremo, sono comparsi programmi come “Domenica In”, e il pop la musica leggera hanno ricoperto quel ruolo di disimpegno che stava diventando sempre piรน imperante. Ho visto coi miei anni passando di disco in disco, l’Italia sempre piรน divisa in due, tra Pop e Folk studio. Era molto triste, io e altri come me provammo ad inventare la “nuova canzone”, con l’intento di “legare” queste due fette di paese cosรฌ slegate tra loro. La canzone cosiddetta d’autore nasce cosรฌ. รˆ inutile citare grandi nomi che conosciamo tutti. Ci rivolgevamo a stilemi un po’ piรน francesi che anglosassoni, americani. Poi perรฒ man mano รจ arrivata la videomusic che ha ucciso la musica “suonata”: la musica รจ diventata un fatto visivo e televisivo, e c’รจ stata una caduta della canzone colta.

 

D. Cosa rimpiangi maggiormente di quel modo di fare musica e cosa invece rimproveri a quello attuale?

R. Rimpiango la mancanza del Folk studio, e di tutti i locali che in quel periodo svolgevano quella funzione. Si usciva di casa, si andava a provare lรฌ e una volta lรฌ si capiva subito se eri bravo o no, c’era un riscontro immediato. Poi, progressivamente questi luoghi sono morti, perchรฉ alla gente รจ stata tolta la voglia di uscire la sera…  Ai miei tempi c’era la musica “off”, c’era una vera alternativa alla musica fatta con intento commerciale. Poi i produttori hanno smesso di occuparsi di noi. Le riviste sono tutte morte. In pochi anni non si รจ piรน parlato della musica “adulta”, quella di Paolo Conte e di Fabrizio De Andrรฉ. Oggi รจ tutto asservito a un capitale ignorante, grandi imperi che decidono tutto. La persona che ha talento ma non ha il look giusto e non appare non puรฒ piรน avere nessuna chance.

 

D. Dieci album dicevamo. Se dovessi tracciare un bilancio di questi lavori, cosa verrebbe fuori?

R. Il bilancio รจ che sono passati 50 anni. Io faccio politica satira, musica, radio. Tutte queste cose servono per dire che non ho mai smesso di partecipare alla vita suonando, ma mi รจ rimasta la voglia di essere “gente tra la gente”, e devo dire che questo mi รจ riuscito. Gli errori piรน grossi li ho commessi io in prima persona. Mi sento un “dilettante” in tutto, pur facendo le cose bene. La veritร  รจ che io non ho mai sentito l’arte come un “sacro fuoco”:quello che facevo doveva servire alla societร . Nonostante questo, da un paio d’anni a questa parte, con una serie di produzioni “giuste”, non vengo piรน percepito come un giornalista che vuole cantare, ma finalmente, alla bella etร  di 74 anni, come un cantautore. E questo mi fa molto piacere.


Il videoclip



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"Narrรจ", il nuovo singolo dei Vorianova. Biagio Di Gesaro: «Guardare al passato significa trovare la consapevolezza di chi si รจ e di chi si รจ stati».



A qualche anno dall’ultimo lavoro discografico, i Vorianova presentano il nuovo singolo “Narrรจ”, che

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Marco Profeta: «inutile affannarsi su cosa avremmo potuto fare, facciamo e facciamolo al meglio delle nostre possibilitร .»

 


Il nuovo anno de Il mio mondo espanso si apre accogliendo nuovamente un artista di indiscussa sensibilitร  musicale. Dopo averci presentato qualche tempo fa il singolo "Sono il cattivo", Marco Profeta torna per parlarci di "Quello che so", il nuovo brano uscito a dicembre 2020.


«Quello che so… รจ che non so molto. - dice l'artista parlando del suo nuovo lavoro - Ancora non capisco appieno i meccanismi e le dinamiche di questa vita. A volte ti sorprende, la maggior parte delle volte ti delude. Ma, come dice una mia saggia Amica, รจ tutta una questione di aspettativa. Oggi sono consapevole che il tempo ha fretta di insegnarti che non torna, quindi dobbiamo vivere e viverci in tutti i nostri aspetti, buoni e meno buoni, con la volontร  e la consapevolezza che scrivendo nuove pagine, tutto trova la sua dimensione, tutto si “aggiusta”.»


L'intervista

D. “Quello che so” รจ un brano intimista che si sofferma sulla dinamiche delle vita. Dinamiche non sempre facili da capire, ma a cui nessun puรฒ sottrarsi. Tu hai provato a dare un senso a ciรฒ a cui la vita ci pone e a quale conclusione sei arrivato?

R. Credo che il senso di ciรฒ che ci accade e, piรน in generale, della vita sia del tutto imperscrutabile e difficilmente comprensibile. Forse solo quando “collezioniamo” una serie di esperienze ed abbiamo l’occasione e la forza di guardarle attraverso la lente del tempo che รจ passato ne intravediamo il senso. Ciรฒ che ho imparato sulla mia pelle รจ di non cercare il senso della nostra vita, ma darglielo, ogni minuto, ogni istante, ogni giorno.


D. Siamo tutti lรฌ a correre dietro al tempo,  senza, perรฒ, vivere quasi mai il “qui e adesso”. Quando ci fermiamo รจ poi, forse, troppo tardi e il presente รจ diventato il passato. Col senno di poi, cosa rifaresti diversamente?

R. Tutto e niente. Spesso mi guardo allo specchio e mi chiedo se avessi cominciato a pubblicare prima le mie canzoni, forse oggi avrei avuto maggiori esperienze al mio attivo, avrei condiviso con piรน persone le mie emozioni… poi mi soffermo e mi rendo conto che quelle emozioni sono venute fuori in quel preciso momento storico della mia vita proprio perchรฉ supportate da altre esperienze. Ed allora torna il concetto del “qui e ora”: inutile affannarsi su cosa avremmo potuto fare, facciamo e facciamolo al meglio delle nostre possibilitร .


D. Qual รจ il rimpianto piรน grande con cui fai continuamente i conti?

R. Non aver abbracciato quando potevo farlo.



D. Parlando del brano hai detto: «la vita a volte si sorprende, ma la maggior parte delle volte ti delude». Quando sei rimasto deluso e perchรฉ?

R. Fino a 30 anni sono stato perennemente deluso, perchรฉ riponevo in me grandi e forti aspettative che, puntualmente, venivano deluse.

Poi ho capito che di grande dobbiamo coltivare i sogni, ma non aspettarci nulla. Questo รจ il modo di poter affrontare il nostro quotidiano ed abbracciare la vita, anche nelle sue pieghe piรน dolorose.


D. “Quello che so” รจ accompagnato dal videoclip diretto da Daniele Comelli e Davide Fraraccio. Com’รจ nata la vostra collaborazione?

R. Vidi un lavoro realizzato da questi meravigliosi artisti nel 2017 e sentii nello stomaco che dovevo affidarmi a loro per la realizzazione di un videoclip, il primo della mia era “autoriale italiana”, di una canzone che si intitola “e poi arrivรฒ dicembre”, alla quale sono particolarmente legato.

L’istinto non mi ha fatto sbagliare. Lavorammo al video, alla sua scrittura ed alla sua realizzazione come se ci conoscessimo da sempre. Da allora non realizzo un videoclip se non ci sono loro… in arte ORE25.



D. Il 2020 รจ terminato da qualche giorno e in un modo o nell’altro ha segnato ciascuno di noi. Senza voler fare della retorica, รจ stato un anno difficile, pesante e odioso. Cosa ti ha lasciato questo 2020 che inevitabilmente non potrai piรน dimenticare?

R. Non amo le scansioni temporali. Mi fanno sentire un numero. Inevitabilmente perรฒ  i conti a fine anno li facciamo. Per me รจ stato un anno particolare, pieno di risorse che mai avrei creduto sia sotto il profilo lavorativo (parlo dell’avventura a TV8- Sky) e personale (ho riscoperto in me una forza ed una saggezza che usualmente non ho).

Ciรฒ che non dimenticherรฒ di negativo in questo anno appena trascorso รจ il dolore delle persone, il dolore della separazione dagli affetti, tutto ciรฒ che la pandemia ha portato in ognuno di noi.

Non voglio sembrarti un sognatore scriteriato, ma credo sia importante fare tesoro di queste brutture che inevitabilmente tutti abbiamo vissuto e usarle come “concime” per la nostra felicitร . La meritiamo.


D. Per concludere, se potessi esprimere un desiderio per questo 2021, quale sarebbe?

R. Di essere sempre intervistato da te, che sei un gran bravo professionista, ma soprattutto una persona eccellente.

D. Troppo buono, cosรฌ mi imbarazzo, perรฒ.


Il videoclip di "Quello che so"



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