Racconti di vita... gay: S-kraM



Prefazione: Paolo Vanacore
Copertina di e con Giovanni Trapani
Casa Editrice: Tempesta editore
Prezzo: 15,00 Euro



Se anche tu vuoi condivide la tua storia, mandala via e-mail a raccontidivitagay@hotmail.it e cosรฌ potrai leggerla su il mio mondo espanso e far confrontare chi legge e perchรฉ no, confrontarti tu in prima persona


Prologo
Ritorna oggi, dopo tre settimane di pausa, la rubrica che ripropre le vette piรน alte in fatto di gradimento. Devo ringraziare S-kraM che ha deciso di raccontare la sua storia, facendo un riassunto di ciรฒ che aveva pubblciato nel suo blog, per metterla a disposizione di tutti voi. Quindi non mi perdo piรน in parole e vi lascio al racconto di vita di SkraM.

Francesco Sansone

Racconti di vita... gay

Locandina realizzata da Giovanni Trapani.Tutti i diritti riservati
S-kraM


   Fin da bambino son sempre stato una persona timida e introversa, diventavo solare e ciarliero solo se entravo molto in confidenza altrimenti ponevo un muro fra me e il prossimo. Crescendo la mia timidezza รจ diventata sempre piรน grande e difficilmente facevo gruppo o legavo con gli altri, specie con i ragazzi.

Non ho mai capito il perchรฉ, ma non mi interessavano molto le cose che piacevano a loro (calcio, motori, etc.). Con l'andare del tempo le cose non migliorarono anzi, in un certo senso, peggiorarono perchรฉ ai soliti argomenti si aggiunse anche il discorso ragazze.


Non ho mai pensato che ci fosse qualcosa che non andasse nella mia sessualitร , ma, forse, era perchรฉ non avevo ancora affrontato veramente la cosa. Per tutte le scuole medie non ho mai pensato al discorso sesso nรฉ ho mai manifestato attrazione per nessuno. Solo verso il terzo anno delle scuole superiori รจ cominciato a cambiare qualcosa. In quel periodo ebbi infatti la mia prima vera cotta la quale cominciรฒ a destare in me alcuni dubbi sulla mia tendenza sessuale ma, pur di rifiutare quell'idea di me che stava cominciando ad affiorare, diedi vita breve a questo pseudo innamoramento tanto piรน che in quel periodo ero vittima delle prese in giro di alcuni ragazzi di altre classi e non volevo certo fornire loro altri motivi per convalidare le loro opinioni sul mio conto... opinioni che andavano sugli appellativi di frocio e ricchione.


Mi negai quell'innamoramento e cercai di pensare ad altro, cosa che mi riuscรฌ solo in parte. Se da un lato quella cotta passรฒ "velocemente" il mio malessere interiore cresceva di giorno in giorno ma non tanto perchรฉ mi sentissi diverso quanto perchรฉ mi facevano sentire diverso nonostante io non facessi nulla... non sapevo nemmeno certe terminologie cosa volessero significare talmente il discorso sesso mi era alieno. A 18 anni mi innamorai sul serio e in me riaffiorรฒ il dubbio sulla mia "natura". Lui era un ragazzo piรน piccolo di un anno e mezzo, moro con gli occhi scuri e il fisico atletico. Pensavo spessissimo a lui, ma mi tormentavo per tutto questo e, seppur con un po’ di amarezza, fui felice quando presi il diploma perchรฉ mi permise di tornare nuovamente ad essere sereno, e a non pensare a niente... Niente รจ una parola che mi ha seguito per molto tempo... a lungo infatti ho condotto una vita totalmente apatica, fatta di lavoro e casa.. niente amici, niente amori, niente sesso. NIENTE.

Un estate, perรฒ, qualcosa cambiรฒ. Durante una vacanza estiva con un collega di lavoro, conobbi un suo amico che, casualitร , divenne uno dei miei migliori amici. Tramite questa new entry nella mia vita ebbi modo di conoscere un altro ragazzo il quale divenne il mio secondo migliore amico; grazie a queste due nuove amicizie finalmente cominciai ad uscire la sera e nei weekend, ad andare in giro a bere in qualche pub e cosi via. Loro erano i miei primi e veri amici.

In particolare proprio tramite il secondo (non di importanza) migliore amico presero il via tutta una serie di eventi che mi han portato oggi ad essere quello che sono.

Una sera infatti, tramite questo mio amico, ebbi modo di conoscere un ragazzo con il quale cominciai ad uscire sempre piรน frequentemente anche senza gli altri e per il quale cominciarono ad assalirmi un sacco di dubbi. Vuoi per la mia ingenuitร , vuoi per alcuni suoi sms un po’ sibillini. Per farla breve una sera, preso il coraggio a 4 mani, gli chiesi cosa pensasse di me e imbarazzato dal sentirmi dare del gay gli dissi che in veritร  nemmeno io sapevo cosa fossi, ero totalmente ingenuo e inesperto sulla questione sesso e non sapevo cosa essere... se carne o pesce... Lui mi rassicurรฒ dicendomi di guardarmi bene dentro e cercare di capirmi veramente senza avere paura e cosi mi aprii totalmente a lui perchรฉ cominciavo a capire che verso di lui nutrivo un sentimento diverso da quello dell'amicizia tanto che memore di quei famosi sms un po’ ambigui, gli chiesi se lui fosse gay e la risposta fu affermativa.

Sorpreso ma allo stesso tempo "sollevato" rimasi ad ascoltarlo parlare e poco prima di lasciarci, mentre stavo per scendere dalla macchina mi prese per un braccio, mi tiro a se’ e mi baciรฒ. Fu un bacio lungo, intenso e meraviglioso, io mi lasciai andare totalmente, sentivo il suo alito fresco, le sue labbra morbide e la sua lingua che mi cercava in modo passionale. Finalmente a 26 anni avevo dato il mio primo vero bacio.

Mentre mi incamminavo verso casa mi sentivo in estasi e avrei voluto saltare dalla gioia e mai avrei immaginato che il mio tormento interiore stava solo iniziando.

Questo ragazzo infatti, mentre stavo per avvolgermi tra le braccia di Morfeo, mi mando un sms nel quale mi diceva che non voleva illudermi nรฉ farmi male, ma mi aveva baciato solo per farmi sbloccare e che non c'era nulla che non andasse in me ma che per me provava solo amicizia. Inutile dire che piansi e mi tormentai tutta la notte.

 
I giorni passavano ma non mi davo pace, non potevo essermi immaginato tutto... Dovevo chiarire, gli chiesi di vederci e parlammo a lungo. Disse che non mi amava, che provava affetto ma volto verso l'amicizia e non voleva ferirmi. Io allora gli dissi che mi andava bene anche l'amicizia, ma era solo una stupida bugia a me stesso. Per un certo periodo continuammo a frequentarci e a uscire noi 2 soli comportandoci normalmente, soffrivo, ma non glielo facevo capire fino a che qualcosa non rovesciรฒ nuovamente il rapporto... una sera infatti mi ribaciรฒ. Avevo atteso tanto quel momento e avido e desideroso delle sue labbra mi abbandonai totalmente in un lunghissimo bacio che sembrava non avesse fine; sentivo le sue mani accarezzarmi ovunque fornendomi una moltitudine di sensazioni che non avevo mai provato e alle quali mi abbandonai come se ne fossi ubriaco fermandoci prima di compiere il grande passo che non avevo mai fatto con nessuno, uomo o donna che fosse.

Il mio rapporto con lui รจ sempre stato molto tormentato, alternavamo uscite che si concludevano con lunghi e appassionati baci a settimane in cui ci si sentiva solo via sms.

Tramite lui scoprii il mondo delle chat anche perchรฉ era ora che cominciassi a guardarmi intorno e cercare quello che lui non voleva darmi. Una sera, perรฒ, intimorito per un incontro che stavo organizzando tramite un sito di incontri, mi convinse ad annullarlo e ad uscire con lui e finimmo in un motel. La motivazione fu che se proprio ero deciso a fare sesso con qualcuno, forse, visto che era la mia prima volta, era meglio con lui dato che, secondo lui, ero ancora troppo ingenuo e potevo ritrovarmi in situazioni spiacevoli praticando il mondo delle chat.

Non fu una prima volta completa per ovvi motivi, ma mi diede modo di sentirmi per la prima volta sereno con me stesso e di capire tantissime cose. Lo amavo ma non potevo rincorrere una persona che non mi voleva e che, forse, aveva piรน problemi esistenziali di quanti giร  non ne avessi io e cosi cominciai a usare le chat per capire come funzionassero le cose nell'ambiente gay e, una sera in cui ero un po’ giรน, conobbi quello che oggi รจ il mio ragazzo da quasi 3 anni, Stefano.

Stefano e' stata la prima persona con cui ho fatto sesso in maniera completa e grazie a lui ho potuto capire quello che mi piaceva e non piaceva fare, ma, soprattutto, ha fatto chiarezza una volta per tutte su quali fossero le mie "tendenze". Inoltre la relazione con lui ha dato modo a mio padre di capire che in me stava cambiando qualcosa, un qualcosa che mio padre si augurava non fosse ciรฒ che pensava, ma a cui, alla fine, ha dovuto farsene una ragione. Non ho mai fatto dichiarazioni esplicite, ma ci sono stati diversi discorsi fra me e mio padre che lo hanno portato a capire e, di conseguenza, informare mia madre. Con loro ho un buon rapporto, ma, inizialmente, mio padre non era molto contento, specie quando passavo la notte fuori e ogni volta che mi sentiva parlare al telefono si avvicinava quasi per voler sentire se stessi parlando con un uomo o una donna incolpando le amicizie, le frequentazioni etc etc.

 
Un po’ per trovare un mio spazio, una mia intimitร  piรน privata e un po’ per fargli capire che non ero piรน un bambino decisi di andare a vivere da solo e cosi da febbraio del 2010 ho un appartamentino in affitto dove posso invitare amici a cena oltre che ovviamente il mio amore e sentirmi libero di agire come meglio credo.

L'appartamento e' vicino a casa dei miei e infatti durante la settimana sono sempre a pranzo da loro. Anzi mio padre mi ha seguito e aiutato in tante cose e ormai non si infastidisce se parlo di Stefano e, nonostante tutto qualche discussione iniziale a parte, non mi ha mai trattato diversamente e questo e' una cosa importante. Mamma, invece, avrei voluto avesse ancora la luciditร  di quando mi sono scoperto gay per poter condividere molto di piรน ma, purtroppo, 2 anni fa si e' ammalata di Alzaimer, anche se solo quest'ultimo anno i medici ce lo hanno diagnosticato come tale, intendiamoci e' ancora in grado di ragionare anche se non puรฒ piรน restare da sola e ogni tanto si dimentica delle cose, perรฒ non so... forse sbaglio, forse dovrei coinvolgerla di piรน prima che sia troppo tardi.

Cmq sia, oggi ho 29 anni, sono quello che sono e non mi vergogno. Sono felice anche se spesso guardandomi indietro mi accorgo di quanto tempo abbia buttato via incominciando a vivere davvero solo a 26 anni.


Bene, questa e' la mia storia.. un po’ sfoltita a dire la veritร  visto che e' un riassunto delle 6 puntate che ho scritto nel mio blog sotto l'etichetta SkraM Story :D

Read More

Racconti Brevi - Colpi (Cibarsi dell'infanzia)

Prologo
Ci sono storie che colpiscono anche i piรน cinici, ci sono storie che servono per conoscere, ci sono storie che non devono piรน ripetersi. 

Francesco Sansone



Racconti Brevi



Colpi (Cibarsi dell'infanzia)


Quante parole sono abituato a sentire durante le mie giornate, il mio lavoro da consulente, me le impone. Di solito la gente viene da me perchรฉ vuole un aiuto, un suggerimento, una soluzione ai loro problemi e io, senza modestia, riesco sempre a trovare la parola giusta per soddisfare tutti i miei bisognosi clienti. Di parole ne sento tante, perรฒ ci sono giorni, come quello di oggi, in cui le parole entrano in me, spezzandomi il cuore. Ok voi direte, ecco il solito gay sensibile che si commuove alla prima storiella che gli viene detta, mi spiace per voi, ma io non sono uno di quelli che piange se la bella o il bello di turno muoiono in una fiction. Non sono uno sensibile, o quanto meno non nell’eccezione che ormai gli etero amano fare per disegnare un omosessuale anzi, a volte a dirittura penso che il mio cinismo mi porterร  ad una vecchiaia in solitudine, ma questo รจ un altro discorso…




Dicevo che le parole che questa mattina mi sono ritrovato ad ascoltare mio malgrado, hanno lasciato il segno in me.



Come ogni mattina ero nel mio bell’ufficio che sembra piรน un porto di mare dato il numero di persone che vi entrano durante la settimana. Io ero seduto nella mai poltrone in pelle nera con doppia imbottitura che ho acquistato il mese scorso per festeggiare la promozione ricevuta dal capo, dopo anni in cui ho quasi venduto l’anima al diavolo per ottenere quello che ho oggi. Quindi ero seduto sula mia poltrona con me mani appoggiate sulla tastiera sulla cui battevo i tasti per completare una pratica e ogni tanto lanciavo uno sguardo allo specchio per vedere se il mio aspetto fosse perfetto, indossavo il mio nuovo abito in velluto nero, con una camicia nera e la cravatta viola, e poi mi sono concentrato sul viso, prima di arrivare in ufficio sono passato dal mio parrucchiere e ho cambiato completamente look. Ho tagliato i capelli neri, facendo un taglio a spazzola e ho deciso di modellare la barba. Con questo nuovo aspetto anche gli occhi verdi risaltavano sul viso. Ero perfetto. Stavo fissandomi ancora allo specchio, che ho sentito la voce del primo cliente del giorno e lasciando tutto quello che stavo facendo, mi sono alzato e mostrando il sorriso piรน ruffiano che riesco a sfoderare, l’ho accolto e l’ho invitato ad accomodarsi. Ha iniziato a parlare. “Che palle” pensava tra me e me, mentre quell’uomo mi parlava dei suoi problemi, che per me erano solo delle inutili questioni sbrigabili in tre secondi. A volte la gente credo che preferisca complicarsi la vita, giusto solo per non annoiarsi. Dopo quest’uomo, altre 10 persone hanno riscaldato con i loro culi, piรน o meno grossi, la poltroncina rosso mogano disposta di fronte alla mia scrivani. Mentre uno parlava pensavo proprio che era arrivato il momento di cambiare le due poltrone che di solito ricevono i culi delle persone. “Oggi รจ propria una rottura!” continuavo a ripetermi quando sentivo le paranoie di quelle persone. “Un altro cliente cosรฌ e oggi mi ricoverano” ho detto sempre tra me e me, mentre il decimo cliente parlava. Questi รจ rimasto interdetto quando sรฌ รจ reso conto che sul mio viso era spuntato un sorriso. Infatti mi era scappato di sorridere su una mia considerazione, ma sono stato abile ad riparare il tutto, giustificando quella smorfia sorridente sul mio viso dicendo all’uomo che era dovuto al fatto che ero riuscito a trovare subito la soluzione al suo dilemma e iniziai a spiegargli quale fosse la strategia che avremo seguito per ottenere ragione.



“Basta! Ho bisogno di un caffรจ!” mi sono detto quando ho salutato quest’ultimo cliente e cosรฌ, mi sono chiuso la porta alle spalle, mentre un “Mi scusi”, รจ arrivato alle mie spalle.



- Sono in pausa. Torno fra 5 minuti - ho detto girandomi, ma quando mi sono trovato di fronte quello sguardo, mi sono zittito. Era un ragazzo di circa 30 anni, vestito di sano punto, seppure nel suo viso ci fossero i segni di stanchezza evidenziati da due cerchi sotto gli occhi che toglievano luce a quei occhi castano chiaro con sfumature sul verde. Un bel giovane, e io me ne intendo di bei ragazzi, di solito non me ne faccio scappare neppure io tanto che i miei amici mi chiamano “l’asso piglia tutto”.



- Mi scusi, non pensavo che…



- Se ha un bisogno urgente, rimando la pausa.



- No, no. Faccia con comodo – Il tono con cui lo disse, mi ha lasciato ancora una volta spiazzato. Pacato ed educato, difficile da trovare nelle persone quando vedono che “il signore se la prende comoda”.



- ฤ– sicuro?



- Sรฌ! Vada non voglio farle perdere altro tempo, altrimenti tutti gli altri poi mi accusano di farle perdere altro tempo – mi ha risposto con un sorriso di circostanza, seppur sincero, ma che non รจ riuscito a modificare la sua espressione sofferente, addolorata, triste. Parlava, ma si vedeva che la sua mente fosse altrove.



- D’accordo faccio in fretta – e detto questo, sono andato dal mio collega chiedendogli se volesse fare una pausa e alla sua risposta affermativa, ci siamo diretti al bar. Per strada ho acceso una sigaretta. Il mio collega era piรน esasperato di me. Erano passate solo tre ore dall’inizio della giornata lavorativa, e giร  era esaurito, anche a causa di una vecchia che lo ha tormentato con una pratica che si poteva risolvere in tre minuti, ma che colpa della cliente, il mio collega si portava avanti da circa un mese. Tuttavia, benchรฉ il mio amico mi parlasse e la sigaretta mi inebriava con il suo sapore, non riuscivo a distogliere il pensiero dal mio prossimo cliente. Bevuto in fretta il mio caffรจ e fumata in un lampo la seconda sigaretta, sono tornato in ufficio.



- Mi scusi per averla fatta aspettare.



- Non si preoccupi, sono stati 5 minuti contati.



- Prego, si accomodi.



- Grazie – entrati in ufficio, gli ho fatto gesto di accomodarsi sulla poltroncina rosso mogano e quando pure io fui seduto, gli ho chiesto di espormi il suo problema. A differenza degli altri clienti avuti durante la mattina, e forse anche di tutti gli altri in generale, mi sono apprestato ad ascoltarlo senza supponenza nรฉ arroganza.



- Mi dica cosa posso fare per lei?



- Sin da piccolo non ho avuto una vita facile, anzi ho sempre vissuto una vita senza luce, una vita sotto voce per paura di dare un motivo per punirmi.



- Chi la puniva?



- Pensi che a volte per distogliere i sospetti che fosse lui a farmi tutti quei lividi, davanti ai miei amici, ma anche di fronte la insegnati, facevo cose spericolate, procurandomi altri segni in modo da far credere che tutti i graffi che sul mio corpo erano presenti, fossero dovuti dalla mia irruenza, dal mio essere spregiudicato.



- Quali segni?



- Ancora adesso fingo di dimenticare tutta la mia vita. Sรฌ, tutta la mia vita. Solo oggi dopo 24 anni ho trovato il coraggio per parlare, per dire tutto, per gridare, per non soffocare piรน nulla, vivere un raggio di sole, di vivere un giorno senza paura di essere vittima di lui?



- Si spieghi meglio, non riesco ad aiutarla se non mi spiega bene tutto quanto – a quelle mie parole, sul suo viso, sembrรฒ essersi spaccato qualcosa. Una sorta di maschera che racchiudeva tutta una vita tracciata dalla ricerca continua di un rifugio dove far vivere le speranze.



- Avevo sette anni quando, una notte, mio padre venne da me dicendomi che avrebbe dovuto punirmi. Eravamo solo io e lui in casa, mia madre era a lavoro. Era l’unica che lavorava in famiglia prestando servizio presso una ricca famiglia. Lui รจ sempre stato un lavativo. Non ha mai saputo tenersi un lavoro per piรน di un mese e tutti i soldi guadagnati li spendeva in vino la sera al bar oppure giocando a carte con gli amici, altri lavativi come lui.



- Quel pomeriggio, io ero in camera mia che studiavo, avevo si e no undici anni, da poco mi erano spuntati i peli pubici e non sapevo neppure cosa fosse masturbarsi, anche se in quel pomeriggio venni a conoscenza di cosa puรฒ fare un pene oltre ad urinare. Si avvicinรฒ a me dicendomi che mi doveva punire perchรฉ i suoi amici mi avevano visto che giocavo troppo intimamente con un mio amico. Cosa voleva dire troppo intimamente poi non riesco ancora a capirlo, dato che fino a quell’istante la malizia non faceva parte della mia vita. Ero un ragazzino, anzi ero ancora un bambino. Si avvicinรฒ. Mi abbassรฒ i pantaloni, lasciandomi solo con le mutande. Mi mise a cavalcioni sulle sue gambe. Colpi forte con la mano. Una volta. Due volte. Tre volte. Lo faceva mentre diceva “queste cose non si fanno”, inutile dirle che io gridavo dicendogli che non era vero nulla. Quattro colpi. Cinque colpi. Sei colpi. Continuava gridando “se ti vedo io, giuro che ti ammazzo” e io che lo supplicavo di lasciarmi perchรฉ non era vero nulla. Smise di colpire. Mi alzรฒ. Si alzรฒ. Mi stringeva per un braccio. “Se proprio vuoi fare queste porcate, falle con me”, si abbassรฒ i pantaloni. Gli slip. Tirรฒ fuori il suo membro in piena erezione. Non volevo. Cercavo di sfuggire alla sua presa, ma senza riuscirci. Mi fece abbassare e con un gesto villano violรฒ la mai bocca innocente. Non era contento tuttavia e decise che dovevo ancora essere punito. Mi gettรฒ sul letto. Mi strappo le mutande e ancora una volta con un gesto villano violรฒ il mio corpo puro.



- In quel momento smisi di essere un bambino e divenni... non so come definirmi. So solo che quelle punizioni ripresero il giorno dopo e non si sono mai concluse. Ogni motivo piรน o meno valido, piรน o meno vero, era buono per cibarsi della mia innocenza, della mia paura, della mia vergogna. Ho passato tanti anni in trappola.



- Ma mai nessuno s’รจ accorto di nulla?



- Non permettevo che esso avvenisse. Sarebbe stato peggio. Pensi che abusava di me anche solo se aveva il sospetto che avessi detto qualcosa a qualcuno.



- Come riusciva a pensare questo?



- Non lo so! Forse perchรฉ quando era bevuto era piรน volubile che mai.



- E come mai s’รจ deciso di parlarne solo ora?



- Perchรฉ credo che voglia fare le stesse cose con il mio nipotino. La prego mi aiuti.



Quelle parole mi spezzarono il cuore. Ora capivo cosa c’era dietro quel viso. Un dolore, una paura, una rabbia, una tristezza, ma soprattutto la voglia di evitare che una nuova vita innocente fosse perduta. Da quel momento mi sono messo all’attivo per cercare di bloccare quel mostro. Basta poco per fermare un mostro, una semplice denuncia ai carabinieri o alla polizia, anche solo se sia il sospetto. Solo cosรฌ si possono bloccare porci che addirittura si riuniscono insieme nella giornata mondiale dell’orgoglio pedofilo. In questi casi anche i piรน cinici come me possono mettere da parte il loro mondo per garantire un mondo sano ai bambini.
Read More

L'Angolo di P - Un caffรจ con panna

Prologo

La scorsa volta Gianni, dopo averci raccontato le sue emozioni legate al primo bacio, ci ha lasciato in sospeso con un finale che diceva cosรฌ: "chiacchieravano tranquilli non sapendo che vicino loro un’auto divampava di passione…"
E' arrivato il momento di scoprire cosa รจ successo subito dopo e quindi vi lascio alla seconda parte che sin dal titolo lascia pensare e non poco...

Francesco Sansone


La rubrica a cura di Gianni










Locandina realizzata da Giovanni Trapani.Tutti i diritti riservati


Un caffรจ con Panna

   Avete presente quando avviene il primo incontro con una persona? Solitamente dopo una chiacchierata in chat si decide di incontrare la persona che sta dall’altra parte del monitor, e nella maggior parte dei casi si esordisce con la classica domanda: “ti va di vederci per un caffรจ?”. Immagino sia capitato a molti di voi, poi alla fine ben poco importa se ci si prende un caffรจ, un thรฉ, un alcolico o semplicemente un cazzo, sta di fatto che ho capito nelle mie poche esperienze vissute che รจ basilare specificare se con il caffรจ si puรฒ o meno ordinare anche della panna. Il caffรจ con panna รจ diventata la classica espressione da sostituire per definire un altro tipo di incontro. In realtร  oltre al caffรจ o quel che caspita volete, se si accompagna la panna non puรฒ che voler dire che vi ritroverete avvinghiati dalla persona in questione e con la persona in questione in un flirt piรน o meno spinto dopo aver consumato bevanda e parole. Il mio primo incontro non prevedeva caffรจ, in compenso perรฒ la panna c’รจ stata e come la scorsa settimana ve ne lascio testimonianza riportando parti di quelle pagine scritte dopo l’occasione. Il soggetto che mi sta di fianco รจ sempre Fede, e nella stessa serata in cui ho dato il mio primo bacio, ho baciato anche altro! Vi lascio alle pagine del mio diario cari amici, e quindi alla fase finale del mio incontro con Fede…

… La passione: sensazione umana di estasi pura. Elettricitร  che scorre in corpo e che risveglia gli istinti piรน carnali. Questa รจ stata complice della serata in macchina con Fede, o forse si trattava piรน della voglia di scoprirmi capace finalmente di aprirmi alla carnalitร , di poter assaporare anche io una parte del sesso che disconoscevo e che bramavo di conoscere.[…] Un braccio attorno a me per non farmi scappare, la mano opposta invece accarezzava la mia coscia e poi il membro ormai senza piรน controllo. Mi lodava la durezza e nel frattempo baciava focosamente. Tornai un attimo alla realtร  chiedendomi se forse anche io avrei dovuto giocare con le mie mani, scovando il suo membro e testare quanto fosse eccitato all’idea di baciarmi.[…] Cosi iniziai a far scorrere la mia mano sul suo petto poi giรน sulla coscia e poi ancora un po’ su fino al membro. Se fossi stato pura luce probabilmente in quel momento avrei aumentato la mia luminositร  fino ad accecare chi poneva il suo sguardo su di me. Il suo membro era fortemente contento di avere trovato la mia anima, e forse ancora di piรน di aver incontrato la mia mano. Attraverso i pantaloni sentii pulsare il cuore di quell’organo e percepii quanto desiderasse uscire all’aria aperta per gridare la sua virilitร . Giocai ancora un po’ e giocรฒ anche lui in quel misto di sfregamento e carezze. Poi mi staccai nuovamente colto dal raziocinio e posai le mie spalle sul sedile allontanandomi da lui. I nostri respiri erano particolarmente forti ma il mio pensiero si concretizzava nel bloccare quella situazione. Lo guardai con un sorriso malizioso e gli dissi che era veramente il caso di fermarci li per quella sera. L’insistenza di Fede si fece nuovamente spazio tra le mie parole dicendomi che non lo potevo lasciare cosi, che il suo cazzo era duro e doveva sfogarsi in qualche modo. E dicendo ciรฒ si aprรฌ la lampo lasciando uscire il membro eretto e giovanile. Al vedere quel pene liscio e che si ergeva di fronte a me, capii che se avessi avuto qualche minimo dubbio sulla mia omosessualitร , il momento lo avrebbe fatto sparire in un baleno. Alla vista della virilitร  di Fede il mio membro iniziรฒ a irrigidirsi ancora di piรน e il mio istinto mi spingeva verso quella protuberanza sinonimo di piacere estatico. Comunque ero spiazzato, era pur sempre la prima volta che mi trovavo in una situazione simile, e non sapevo cosa fare. Nuovamente lui si avvicinรฒ a me, nuovamente cercรฒ le mie labbra e nuovamente le trovรฒ senza trovare troppa resistenza. La situazione era cambiata, la carnalitร  era arrivata a livelli piรน alti. Lui aveva i pantaloni aperti e il pene fuori che bramava nuovamente di essere accarezzato. Le sue mani oltre a cercare il mio membro e coccolarlo andavano verso il mio sedere tastando la sua durezza e la sua rotonditร . Io a quel punto cercai il suo membro nudo e la mia mano si scottรฒ al tocco di quell’organo incandescente. Basta! Non poteva continuare cosi, mi sarei bruciato il programma che il mio cervello si era prefissato per quell’incontro. Cosi decidemmo di fare un giro per raffreddare la temperatura corporea di entrambi e quella dell’interno di quella macchina che aveva raggiunto un calore piacevole ma travolgente. Fu cosi che avviatosi per fare un giro si fermo in prossimitร  di una zona piรน buia, celata all’occhio indiscreto di esseri umani. Capii quindi arrivati lรฌ che lui voleva continuare a conoscermi a livello sessuale. Lo guardai come per rimproverarlo, ma sia lui che io capimmo che il mio non era un rimprovero serio. Continuammo a pomiciare, lui nuovamente con il pene di fuori e in questo frangente, forse perchรฉ piรน nascosti rispetto a prima, il mio istinto carnale finalmente prese il sopravvento su tutto. Finalmente la ragione non ebbe piรน libertร  di gridare il suo punto di vista, ero cosi inebriato da quell’esperienza che le catene inibitorie si spezzarono definitivamente lasciando uscire l’animale sessuale che c’รจ in me. La sensazione di libertร  che si avverte in queste situazione รจ indescrivibile. Ci si sente leggeri, poichรฉ le zavorre della ragione non ti imprigionano al terreno e si riesce con i sensi a librarsi in cielo, un cielo immaginario, fatto di mille colori. […]Trovai con le labbra il termine della sua pancia e subito dopo mi impadronii del suo pene, con la bocca. Dal respiro intenso che sentivo provenire da lui capii che era la cosa che piรน si aspettava, ma sinceramente la cosa mi interessava poco. Nell’istante stesso in cui la mia bocca incontro quel membro turgido avvertii una grande fame dentro di me. Avevo fame di lui, avevo fame del suo organo virile. Fu cosi che avvenne il sesso orale con Fede, e mentre io mi sfamavo del suo sesso, lui continuava ad accarezzarmi la testa, il sedere, il mio membro pulsante e ansimava di tanto in tanto. […]Nessun rimorso solo un enorme piacere di aver assaporato quel gusto virile. Dopo poco venimmo. Ricercai le sue labbra, questa volta fui io a prendere l’iniziativa e lui si fece trovare. Ancora qualche bacio dolcissimo per poi ricomporci e tornare al punto in cui tutto ebbe inizio. Io tremavo come una foglia e i suoi abbracci protettivi e dolci mi davano il calore giusto per far cessare quel tremore. […] Terminรฒ cosi il mio appuntamento al buio; al buio per l’ora, per la persona e per il posto in cui questo si consumรฒ ma fu un appuntamento luminoso, perchรฉ schiarรฌ tante delle fobie che affollavano la mia mente. Ci lasciammo con un bacio piacevole, e con la voglia di scoprirci giorno per giorno, almeno questa era la sensazione che mi diede. Lui era al settimo cielo, si vedeva al di lร  dell’orgasmo provato, proprio per avermi conosciuto(nda: per l’ennesima volta stenderei un velo pietoso); forse nel suo intimo pensava di aver trovato una persona affine, un’ anima con cui scambiare sogni, discorsi, e tantissime effusioni. Forse era cosi, forse non lo era… Mentre camminavo verso il portone di Francesco e Giovanni barcollavo, ancora brillo da quel turbinio di alcool carnale. O quantomeno in quella serata il mio caffรจ con panna lo avevo consumato….

E questo era stato l’epilogo del mio primo appuntamento, del caffรจ con panna che avevo ordinato e consumato avidamente. E poi dicono che la panna faccia ingrassare…

Alla prossima

Gianni

Read More

Un nuovo mondo - Trentaduesima Puntata

Prologo
Si riparte oggi dopo un blocco non voluto, ma causato dallo schermo del pc che mi ha salutato ieri mattina, distruggendomil'intera domenica, e che mi ha impedito di poter pubblicare i 101esimi post  de Il mio mondo espanso e de Il mondo espanso del cinema gay. Non pensiamoci piรน adesso, l'importante รจ che sono tornato e giusto in tempo per pubblicare la terz'ultima puntata di questa stagione. Buona lettura.
Francesco Sansone

Nelle puntate precedenti

Fabrizio viene ammesso all’universitร  mentre Andrea accetta la proposta di Luca di fare un colloquio presso il negozio in cui lavora, riuscendo a ottenere il lavoro dopo aver parlato con Matteo, il responsabile del negozio.

Fabrizio riceve la visita inaspettata di Daniel, suo ex compagno di squadra, che gli propone di andare a seguire le lezioni assieme e che gli rivela che in estate ha aver avuto il primo rapporto sessuale con un ragazzo di cui ha perso le tracce e a cui non riesce a non pensare. Anche Fabrizio gli racconta tutta la sua veritร  le sue recenti preoccupazioni nate dal comportamento del suo fidanzato.

Durante il primo giorno di lezione, Fabrizio tenta di chiamare Andrea, ma non ci riesce. In aula incontra un ragazzo che si rivela essere il suo insegnate e quando anche Daniel ritorna in classe riconosce nel professore Manu, il ragazzo conosciuto quella sera d’estate che lo tratta male. Il ragazzo infastidito da alcune sua parole, alla fine della lezione gli rivela di essere innamorato di lui e di non capire il suo atteggiamento. In realtร  anche Manuele รจ innamorato di Daniel, ma essendo il suo insegnate non vuole cedere ai suoi sentimenti.

Intanto Fabrizio ha ricevuto un sms da Andrea in cui gli comunica che neppure quel giorno si sarebbero visti e decide di chiamare Alberto per parlare. Questi lo invita a cena e alle 20:30 lo raggiunge. Dopo pochi minuti arriva pure Luca, ma questi a causa di una telefonata, รจ costretto ad uscire immediatamente, lasciando Fabrizio a sfogarsi con Alberto. Luca incontra Andrea che gli confessa di aver scopato con Matteo e ora รจ disperato perchรฉ sa che questo potrebbe porre fine alla sua storia con Fabrizio.

Tornato a casa Fabrizio manda un sms al suo fidanzato al quale Andrea risponde con una telefonata, suggeritagli da Luca e insieme fissano un appuntamento per la sera dopo a cena. La mattina dopo lo comunica a Daniel il quale gioisce per l’amico.

- Peccato perรฒ, non mi fraintendere.. e che stasera volevo dirti di venire a ballare con me



Cosรฌ Daniel va a ballare da solo. Arrivato in discoteca non riesce beccare i suoi amici e decide di andare a bere qualcosa al bar. Qui รจ raggiunto da Manu che ubriaco gli confessa di amarlo e lo convince ad andare a casa sua, dove si ameranno per tutta la notte. Il risveglio perรฒ non sarร  dolce epr Daniel il quale verrร  cacciato a malo modo da Manuele.

- Ma quale amore. Neppure ti avrรฒ riconosciuto. Ascolta ora vestiti e vattene. Credimi รจ meglio cosรฌ. Cerca di non dire niente a nessuno e soprattutto dimenticami.

- Non posso dimenticarti cosรฌ come so che tu non mi hai mai dimenticato

- So, so.. ma cosa vuoi sapere tu? Sei ancora un ragazzetto a cui la bocca puzza ancora di latte, che ha scoperto il piacere di prenderselo in culo da un giorno e mi vieni a dire che sai cosa provo. Ti prego, non umiliarti cosรฌ. Ti sei vestito? Ok ti saluto. Addio.

Daniel inizia a camminare senza meta in auto, mentre Manu, rimasto solo spera che il ragazzo di cui รจ innamorato possa perdonarlo un giorno.

- Dio ti prego fai che non mi odi piรน di quanto non mi odio io. Tu lo sai perchรฉ l’ho fatto, ma se รจ cosรฌ perchรฉ mi sento bruciare il petto? Che cosa ho fatto? Cosa? Daniel ti amo, perdonami


Un nuovo mondo


Locandina realizzata da Giovanni Trapani. Tutti i diritti riservati.

Trentaduesima Puntata


Alberto

Dopo che Luca mi ha raccontato di Andrea e del suo tradimento, mi sono sentito schiacciare. Pensavo a Fabrizio e pensavo che questa notizia lo avrebbe distrutto e benchรฉ lui sia piรน forte di quanto gli altri possano pensare, sono sicuro che questa volta il suo nuovo mondo gli si sbriciolerร  sotto i piedi. Finalmente il turno di lavoro era finito, avevo contato ogni singolo secondo aspettando che passasse il tempo, non vedevo l’ora di tornare a casa, di parlare con Luca, di chiudermi in casa e pensare che la cosa non fosse avvenuta. Ma aperta la porta ho dovuto prendere coscienza della realtร .

- Andrea e tu che ci fai qua?

- Ciao amore – mi ha detto Luca mettendosi davanti a me e sussurrandomi di star calmo – Andrea dopo che ti ho salutato, mi ha chiamato chiedendomi se poteva venire qui.

- Sรฌ, non mi sentivo di restare solo in casa

- E come mai?

- Non lo so.

- Comunque se non ti sentivi bene, hai fatto la cosa giusta. Avete giร  fatto colazione?

- No amore ti stavamo aspettando.

- Bene, allora andiamo. Su Andrea, vieni.

- Sรฌ, grazie – come era strano vedere Andrea in quello stato sottomesso. Diciamo che questo aspetto non gli รจ mai appartenuto e quasi non lo riconosco. A tavola abbiamo scambiato solo poche parole, perรฒ una cosa dovevo chiederla ad Andrea.

- Perchรฉ?

- Cosa?

- Andrea, perchรฉ?

- Non lo so.

- Non puoi tradire il tuo ragazzo e poi dire non lo so

- Alberto, dai…

- No, Luca ha ragione

- Non voglio attaccarti, voglio solo capire il perchรฉ sei andato a fatti sbattere dal tuo capo, quando il tuo ragazzo era preoccupato per te, e veniva a piangere sulle mie braccia perchรฉ pensava che stessi male.

- Io lo amo, lo amo davvero, non avevo mai pensato che gli avrei mai potuto fare questa carognata, perรฒ รจ successo e io non so neanche il perchรฉ. Quando mi sono reso conto di quello che stavo facendo, era giร  troppo tardi.

- Comunque Alberto basta cosรฌ, noi dobbiamo andare. Devo fare una chiacchierata con il capo.

- No Luca ti prego, non voglio che ti metta nei guai per me

- Tranquillo, chi rischia qualcosa qui, non sono di certo io. Andiamo. Ciao amore, dormi bene. – Quando sono usciti di casa, sento squillare il telefono. Era Fabrizio.

- Ciao Alberto spero che non fossi giร  a letto

- No, tranquillo stavo facendo ancora colazione e poi lo sai tu puoi chiamare quando vuoi

- Grazie, sei sempre molto buono con me

- Non esagerare adesso, ad ogni modo , dimmi tutto, che succede?

- No, niente ti volevo solo dire che ieri sera sono riuscito a parlare con Andrea, finalmente stasera ci vedremo.

- …

- Alberto ci sei?

- Sรฌ, certo. Scusa รจ che sono molto stanco.

- Oh, hai ragione. Io sto qui a raccontarti sciocchezze e tu invece stai morendo di sonno.

- Fabrizio sappi che tu puoi chiamarmi quando vuoi senza mai porti il dubbio che disturbi o meno, ok?

- Sรฌ, ma perchรฉ me lo ripeti?

- Ah te lo giร  detto? Scusa, sono proprio cotto. Comunque ricordalo.

- Ok. Scappo tra poco viene Daniel a prendermi per andare all’universitร .

- Ok, buona giornata

- Grazie e a te invece un buon riposo

- Gentilissimo.

- Ciao

- Ciao



Luca

Arrivato in negozio ho detto ad Andrea di andarsi a cambiare e ho chiamato Matteo.

- Dimmi?

- Vieni con me nel tuo ufficio

- Perchรฉ?

- Vieni!

- Ok, ok… andiamo.



Entrati nella stanza, l’ho spinto al muro e lo bloccato con il braccio appoggiato sul collo

- Io ti conosco e so che merda sei

- Che cosa ti prende?

- Sapevi che Andrea era fidanzato, te lo avevo detto sabato stesso, perchรฉ so quanto puoi essere viscido, ma speravo che avvisandoti non saresti stato lo schifoso che sei, ma mi sbagliato. Ora invece non posso piรน permettermi di sbagliare. Tu toccalo ancora, fargli dei soprusi o qualsiasi altra cosa che io ti gonfio e poi mando una bella e mail alla direzione generale. Sai che tu sei il responsabile, ma chi fa tutto qui sono io e chi รจ considerato alla sede centrale sono sempre io. Quindi fai solo un gesto sbagliato che io accetto quella proposta di responsabile che ho sempre rifiutato, perchรฉ so quanto ci tieni, e una volta assunta la direzione la prima cosa che farรฒ sarร  quella di licenziarti e mandare una e mail a tutti i negozi affinchรฉ tu non possa trovare lavoro da nessuna parte. Sono stato chiaro?

- S – sรฌ

- Bene. Ora possiamo tornare da lร  e ricorda, solo un gesto sbagliato e sei finito. E per la cronaca, non รจ una minaccia, ma solo un consiglio.

- Andrea tu oggi stai alla cassa con Luca e non ti muovere da lรฌ. – gli ha ordinato Matteo

- Ok.

- Io ti ho aiutato, ora spetta a te aiutarti.

- Grazie.

- Non lo dire nemmeno per scherzo. Sei il mio fratellino, no?

- Sรฌ – e nel suo viso รจ tornato per un attimo quell’aria forte di sempre.

Continua …

Read More
Per problemi tecnici l'appuntamento di oggi รจ saltato. Chiedo scusa per l'inconveniente, ma giร  da mezzanotte, Il mio mondo espanso tornerร  operativo.

Un grazie a Claudio e al suo
Plug 'N' Play
Read More

Numero Zero28 - Tappabuchi 3

Prologo

Oggi per il blog รจ un giorno importante, perchรฉ viene pubblicato il suo 100° post. Un numero che mai e poi mai avrei pensato di raggiungere, ma sta di fatto che adesso รจ una realtร . Avrei preferito celebrare questo risultato con un racconto di vita... gay, ma ahime non รจ cosรฌ  ricorro nuovamente a Numero Zero. Vi ricordo l'indirizzo e - mail su cui inviare la vostra storia e vi saluto e vi ringrazio per tutto.

Se anche tu vuoi condivide la tua storia, mandala via e-mail a raccontidivitagay@hotmail.it e cosรฌ potrai leggerla su il mio mondo espanso e far confrontare chi legge e perchรฉ no, confrontarti tu in prima persona.


Numero Zero



“Il fatto che degli adolescenti si suicidino รจ estremamente inquietante, ma sentire che questi adolescenti si tolgono la vita in quanto vittime del bullismo a scuola รจ davvero incomprensibile. Il fatto che stiamo torturando i nostri adolescenti in quanto gay, รจ davvero incomprensibile. รˆ come quando si linciavano i neri o come Hitler che stermina gli ebrei”
Madonna


***

Questa canzone รจ per i gay italiani:
sarร  una serata di grande orgoglio
Quando andrete a casa, stasera,
andateci amando di piรน voi stessi.
 Questa sera รจ dedicata a rifiutare tutto quello
 che vi ha fatti sentire diversi, esclusi,
non parte del gruppo o non abbastanza carini.

Lady Gaga



***

“Alcune delle persone piรน preziose della mia vita sono gay. Gente che portano magici e splendidi doni e miglioramenti alla tua vita. Un giorno, capirai di volere i gay nella tua vita, avrai bisogno di queste persone e non vorrai avere il peso del bullismo, vivo, nella tua coscienza”

Jim Carrey



***
“รˆ molto meglio essere felici”

Nicki Vendola


***

“Voi uomini continuate a dire che รจ meglio stare con le donne che essere gay. Ci avete provato? Ma le donne mica lo dicono. Hai mai sentito dire ad una donna appassionata di maschi di non essere lesbica?! Mai, non lo diciamo mai. Anzi a volte ci piacerebbe essere lesbica”.

Luciana Littizzetto
Read More

Racconti Brevi - Lettera a un amico

Prologo

Arrivano puntuali i Racconti brevi del Giovedรฌ, e benchรฉ  mi ero ripromesso di scrivere la storia di oggi nel fine settimana, non ci sono riuscito (quanto avrei voluto pensarci quest'estate a questa rubrica, cosรฌ da scrivere i racconti prima, cosรฌ come ho fatto con le puntate di Un Nuovo mondo) e quindi mi sono ritrovato a scriverla poche ore fa, spero che il risultato sia ottimo (giuro che l' ho riletto e mi auguro di averlo fatto con attenzione, giusto per evitarmi le vostre "strigliate" che perรฒ, confesso,  mi fanno un immenso piacere, perchรฉ indice del interesse per il blog). Ma basta con le chiacchere e vi lascio alla lettura.
Francesco Sansone
Racconti Brevi


Lettera a un amico

Ciao caro amico, come va?
   Ho un forte bisogno di parlare, di raccontare ciรฒ che ormai, mi uccide. Ti starai chiedendo cosa voglia dire o quanto meno a cosa mi riferisca, dato che ti ho sempre lasciato credere che tutto andasse bene, che tutto andasse per come doveva andare, ma fingevo, ho finto fino ad oggi. Benchรฉ in questi due mesi, durante le nostre giornate assieme fingo di essere sereno, col calare della notte, non riesco piรน a fingere e cado, mi lascio cadere nel ricordo. Tu lo sai, ho amato e pure tanto. Ho vissuto una lunga e magica storia d’amore, in cui ho scoperto cosa significa amare. Con lui ho imparato che amare รจ qualcosa che bisogna coltivare in due, e dove l’altro manca o non arriva in qualcosa, c’era l’altro che completa o arriva a fare quel qualcosa. In questi anni ho scoperto la meraviglia del svegliarsi appoggiando lo sguardo sull’altro, accarezzarlo e sussurrare al suo orecchio “ti amo”. Giocare assieme, sbrigare le faccende assieme e anche, perchรฉ no? Ho scoperto anche il piacere di litigare per fare subito dopo l’amore e con esso rappacificarsi e, non meno importante, ho scoperto la bellezza di crescere assieme a chi si ama. Tuttavia dopo tutti questi anni sto scoprendo cosa si intende quando si dice di avvertire un vuoto dentro e una stretta al cuore che lo stringe lasciando rallentare i battiti sempre piรน. Sto imparando cosa significa vagare per le strade e girarsi al suono del nome di chi non c’รจ piรน, speranzosi di rivedere quel viso che si osservava al risveglio, e rimanere delusi quando ci si rende conto che era solo un nome e non il suo e riprendere a camminare richiudendosi nel cappotto e andare avanti con lo sguardo lucido che si giustifica dando la colpa al vento. Tornare a casa e sentire il silenzio. Non sentire l’olio che frigge sulla padella in cucina perchรฉ non c’รจ piรน nessuno che cucina per te. Mangiare da solo e lasciare rigorosamente il piatto intero, per sedersi sul divano e fissare la tv, ricordando che prima la si guardava stretti alle sue braccia. Andare a letto. Spogliarsi. Alzare le coperte. Stendersi. Stirare il braccio e rendersi ancora una volta che l’altro lato del letto รจ vuoto, cosรฌ come รจ stata vuota tutta la giornata. Cercare di chiudere gli occhi per dormire. Pensarlo mentre gli occhi si riempiono di lacrime e giustificarle, una volta ancora, dando la colpa alla venticello che entra dalla finestra aperta. Addormentarmi avvilito dopo ore ed ore trascorse insonne e finalmente sognarlo. Nel mondo dei sogni lo rivedo di nuovo accanto a me che riempie le mie giornate, che mi augura il buondรฌ, che esce con me, che mi chiama per avere un’idea su cosa preparare per cena. E ancora, tornare a casa insieme e raccontarci le reciproche giornate lavorative, mandando giรน i manicaretti preparati con amore. Andare sul divano e, abbracciarti, guardare un film noleggiato per la serata. Baciarci, coccolarci e poi… e poi andare a letto e fonderci in un corpo unico. Sono felice!

La felicitร , perรฒ, svanisce quando la sveglia suona e apro gli occhi. Non c’รจ piรน! Non c’รจ nessuno nell’altro lato del letto a cui sussurrare ti amo e gli occhi si spengono e tornano a inumidirsi, e inizio a mentire dando la colpa di queste prime lacrime del nuovo dรฌ alla luce del sole che prepotente illumina la stanza.

Caro amico scusami se mi lascio andare in queste righe, ma non riesco piรน a dire che sto bene, quando non c’รจ nulla che vada bene. Non riesco piรน a sforzarmi di sorride, quando invece vorrei solo piangere. Non riesco piรน a vedere l’azzurro quando intorno a me รจ tutto nero...

Scusami, amico caro, se ti ho mentito ogni volta che mi chiedevi se tutto andava bene, ma preferivo dirti una menzogna perchรฉ credevo che dire a voce alta che dentro di me c’era un male cosรฌ forte, avrebbe reso tutto cosรฌ vero, quando io, invece, speravo di vivere un brutto incubo. Ora, sfortunatamente, devo rassegnarmi al fatto che รจ tutto vero, che lui รจ scivolato via, che รจ andato via, lasciandomi qui, sul divano, ad ascoltare la solita canzone jazz, che, ormai, รจ diventata la mia messa in requiem.

Con infinito amore

Il tuo vecchio amic…
Read More

Cerca nel blog

Powered by Blogger.

Etichette/Tag

© Copyright Il mio mondo espanso