Un nuovo mondo - Ventitreesima Puntata


Locandina realizzata da Giovanni Trapani, tutti i diritti riservati



Un nuovo mondo
Nelle puntate precedenti

   Dopo essere rientrati dalle vacanze Fabrizio e Andrea hanno sostenuto il test d’ammissione all’universitร . Mentre Fabrizio รจ riuscito ad entrare nel corso di laurea, Andrea non ce l’ha fatta. La sera parlandone con Luca, questo gli propone di andare a parlare con il suo responsabile del negozio per farsi assumere come commesso. Finita la cena i due fidanzati tornano a casa, ma Fabrizio avverte che in Andrea qualcosa non va e salendo a casa si lascia andare alle lacrime avvertendo nell’aria una brutta situazione.

  “Sono salito in a casa e mettendomi sul letto, ho soffocato le lacrime per non far sentire ai miei che stavo piangendo. Avevo dentro la sensazione che qualcosa stesse cambiando e io non potevo fare nulla per evitarlo.”

Ventitreesima puntata



Andrea

   Quella mattina mi sono alzato molto presto, anche se durante tutta la notte non sono riuscito a dormire molto. Suonata la sveglia alle 6:00, sono sceso dal letto ed entrando in cucina ho messo sul fuoco la caffettiera. Ho acceso la televisione per guardare un po’ le notizie del mattino e fra una biscottata e l’altra pensavo a cosa avrei dovuto mettermi per fare buona impressione al capo di Luca, con cui avrei dovuto parlare poco tempo dopo.

   Finito di fare la colazione, ho preso il telefono e ho mandato un sms a Fabrizio, mi ero reso conto di esser stato pesante con lui. Se per me รจ stata dura mandare giร  questa brutta notizia dell’universitร , neppure per lui deve esser stato facile e in piรน a causa mia non s’รจ potuto godere come si deve la felicitร  per avercela fatta.

“Scusa per esser stato un po’ scostante ieri sera.
Mi spiace davvero tanto,
spero di non averti fatto soffrire.
Mi farรฒ perdonare questa sera.
Ti amo”

   Poco dopo averlo inviato, ricevo la sua risposta. Non c’era scritto nulla solo la faccina sorridente. Questo รจ il simbolo con cui ogni volta ci diciamo via sms che รจ tutto a posto.

   Mi infilo sotto la doccia che sono le 7:30. Sapevo che era ancora presto, ma ero in forte tensione. Quell’incontro non era solo un semplice colloquio di lavoro, ma rappresentava l’occasione di buttare la delusione alle spalle e non sentirmi un fallito di fronte a Fabrizio. Perchรฉ, anche se lui non lo avrebbe mai pensato o quanto meno non mi avrebbe mai dato modo di pensarlo, io lo avrei creduto e non avrei potuto stargli accanto serenamente.

   Quando mi stavo infilando gli slip, ho sentito squillare il mio cellulare. Era Luca.

- Ehi Andrea che fai?

- Ma niente, ho appena finito di farmi la doccia.

- Capisco! Ascolta sto passando da te. Ho comprato i cornetti. Facciamo colazione assieme. Devo parlarti.

- Ma veramente ho giร  fatto colazione.

- Non importa. Li mangerรฒ io. Sto arrivando.

- Ok.

   Finito di parlare con lui, sono entrato in camera di mia madre. Lei non era in casa. Era partita il giorno prima per il fine settimana e ancora non sapeva nulla di tutta quella storia, non ho avuto il coraggio di dirglielo per telefono.

- Apri sono io! – Mi ha detto Luca quando so alzato la cornetta del citofono.

- Sรฌ, Sali! - E dopo un po’ me lo sono trovato faccia a faccia.

- Che รจ sto viso? Stai tranquillo andrร  bene.

- Dici?

- Certo! Ma non sono qui per questo.

- Ah, no? E per cosa allora?

- Dobbiamo parlare di una cosa importante.


   Quando Luca mi ha detto quelle parole sono rimasto stupito, non capivo dove volesse arrivare, anche se col tempo ho saputo capirlo e quindi ero certo che mi avrebbe fatto una ramanzina per il mio comportamento avuto a cena la sera precedente.

- Vuoi parlare del mio comportamento di ieri sera?

- Esatto!

- Mi spiace se non sono stato come sempre, ma puoi capire il mio stato d’animo

- Non devi scusarti con me.

- Cosa?

- Sรฌ, devi chiedere scusa a Fabrizio. Sei stato scortese con lui e benchรฉ lui non abbia mostrato la sua delusione per essersi sentito dire che non lo volevi vicino a te in una cosa cosรฌ importante…

- Lo so. Su questo hai pienamente ragione, infatti poco fa, gli ho mandato un sms con le mie scuse e lui mi ha mandato il solito sorriso con cui ci diciamo che รจ tutto a posto.

- Ah perรฒ!

- Cosa?

- A che ora gliel’hai mandato il messaggio?

- Ma non so, saranno state le 6.30 piรน o meno

- E pure lui si sveglia cosรฌ presto? Capisco che debba fare delle commissioni, ma perchรฉ svegliarsi cosรฌ presto?

- Che vuoi dire?

- Che forse un semplice sms non basta questa volta. Gli hai fatto del male. Ricorda che pure per lui non รจ facile da affrontare tutto questo, eppure ce la sta mettendo tutta, ma se tu ti comporti cosรฌ, non gli rendi le cose semplici.

- Sono stato cosรฌ ingiusto con lui?

- Non posso dirlo io, questa รจ una risposta che solo tu hai. Comunque stasera quando vi vedrete ne parlerete meglio e parlagli del tuo stato d’animo, solo lui puรฒ aiutarti a superare questa delusione.

- Sรฌ hai ragione.

- Perfetto! Ora dopo aver fatto il paparino – eppure sono ancora cosรฌ giovane per avere un figlio della tua etร  – ci mangiamo ‘sti cornetti prima che si fanno freddi? E non dirmi di no! Posso pure passare sul fatto che faccio il papร  con te, ma non chiedermi pure di ingrassare.

- Ok.

- Bene!

- Grazie Luca, davvero, grazie per starmi vicino.

- Mangia dai. Vieni con me, cosรฌ ,se va bene, inizi oggi stesso a lavorare.

- Come รจ possibile?

- Ricorda, lui sarร  pure il responsabile, ma sono io quello che manda avanti la baracca.



***







- Matteo lui รจ Andrea, il ragazzo di cui ti accennavo ieri sera per telefono. Ricordi?

- E come potrei dimenticarlo, mi hai chiamato a mezzanotte e mezza per dirmelo.

- Bene! Visto che lo ricordi, hai visto che ho fatto bene a chiamarti a quell’ora?

- Certo! Comunque piacere Andrea, sono Matteo.

- Piacere mio.

- Bene in teoria dovrei farti un colloquio, ma mi sa che se Luca ti ha portato qua a quest’ora รจ per non lasciarmi altra scelta se non quella di assumerti.

- Ma dai Matteo, cosรฌ mi fai sembrare un’arpia.

- Perchรฉ non lo sei?

- Non sempre

- Dai Andrea ben salito a bordo. Lรฌ c’รจ il camerino, dove troverai una divisa, spero ce ne sia della tua misura. Piรน tardi ti faccio firmare il contratto. Comunque considerando che oggi รจ sabato, se per te non รจ un problema, vorrei che restassi anche dopo la chiusura, cosรฌ dai una mano agli altri a pulire. Ogni sabato devi sapere che qui facciamo le pulizie settimanali.

- Ma Matteo non รจ meglio se inizia a farle da settimana prossima? Il ragazzo aveva giร  degli impegni.

- Se non gli sta bene, puรฒ iniziare a lavorare lunedรฌ, anche se non so se lunedรฌ il posto sarร  ancora libero.

- Ma che stai dicendo?

- Luca davvero non รจ un problema. Matteo conta su di me, sarรฒ dei vostri.

- Bene. Allora buon lavoro. Dai cambiati e stai accanto a Luca tutto il tempo cosรฌ ti farร  da mentore. – e detto questo se ne andato.

- Ma perchรฉ hai detto sรฌ? La sera finiamo di pulire verso mezzanotte e lo sai benissimo questo.

- Per me รจ troppo importante questo lavoro

- E Fabrizio?

- Fabrizio capirร . Magari a pranzo gli manderรฒ un sms. Ci mettiamo all’opera?

- Andrea, pensa bene a quello che fai.

- Luca non ti preoccupare, so bene quello che faccio. – e dicendo questo mi sono diretto verso il camerino per cercare una divisa per me. In quel momento ero felice di aver trovato lavoro al primo colpo ed ero sicuro che Fabrizio avrebbe gioito per me.

Continua …
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Numero Zero18

***
Nel momento in cui accetterai chi sei, sarai normale

Frase pronunciata dal protagonista del film "Almost Normal"
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Racconti di vita... gay: Vincenzo

Se anche tu vuoi condivide la tua storia, mandala via e-mail a raccontidivitagay@hotmail.it e cosรฌ potrai leggerla su il mio mondo espanso e far confrontare chi legge e perchรฉ no, confrontarti tu in prima persona.  

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Vincenzo
 Ciao mi chiamo Vincenzo, e come tanti ragazzi che vivono a pieno questo mondo fatto di delusioni di ogni genere, voglio farvi conoscere alcune cose che hanno fatto parte di un percorso un po’ tormentato ma portato a buon fine....

   Nessuno รจ perfetto, ognuno รจ ciรฒ che vuole essere e non รจ un genitore che puรฒ impedirti di vivere la vita per come vuoi (o come sei), ma solo noi possiamo essere ciรฒ che vogliamo. La nostra “diversitร ” ci porta ad essere sensibili, il che a volte รจ un male a volte un bene.

   Nella mia vita, dai miei 12 fino ai 23 anni, ho avuto tante delusioni, dalla morte di mio padre fino alla confessione a mia madre sul mio essere “diverso”, alla perdita dei miei amori. ฤ– vero ognuno ha le proprie esperienze nella vita, ed io vi posso assicurare che nonostante tutte le cose brutte che mi sono capitate, solo una mi รจ rimasta impressa e riguarda il mio coming out. Quando dissi a mia madre che ero gay, le sue uniche parole per un annetto sono state "MI FAI SCHIFO". Il nostro mondo, in fondo, visto dagli occhi di un genitore รจ completamente diverso da come lo vediamo noi e molto spesso una crisi รจ tutt'altro che pura follia. Sono stato per molto tempo fuori da casa e i rapporti con mia madre erano quasi del tutto rotti. Prima della confessione era mia sorella quella che diceva "se avessi un fratello gay lo butterei dal balcone e poi mi ci butterei io” , mentre mia madre era quella che affermava che “se avessi un figlio gay l'ho accetterei", beh alla fine posso solo dirvi che tali parole si sono capovolte. Mia sorella, infatti, mi accettรฒ subito mentre mia madre no. Il vero motivo per cui non mi accettava era dovuto alla visione che lei aveva del nostro mondo. Ai suoi occhi appariva schifoso, e molto spesso anch’io ho pensato la stessa cosa, perchรฉ sotto determinati punti di vista รจ cosรฌ ed รจ inutile negarlo o far finta di niente, ma tutti noi siamo diversi ed รจ la nostra diversitร  che da un contributo al nostro mondo ed al nostro futuro. Alla fine mia madre ha capito che non tutto il male viene per nuocere e che nessuno รจ perfetto nel suo essere. Ha anche capito che non tutto questo mondo รจ da buttare, perchรฉ se ci sono io, ci saranno altri che sono uguali o simili a me. C’รจ da dire che mia madre รจ un tipo molto religioso ed un giorno, per capire la sua fissazione su determinati punti, mi sono messo a leggere un suo libro e, sfogliando pagina per pagina, ho scovato una lettera, scritta in prima persona, che racchiudeva molte parole e di cui vi riporto qualche riga:
Continua sotto...
   “Ricordi quando eri piccolo? Ricordi quando cascavi sempre a terra e ti facevi male? Beh, in quel periodo pensavo che solo io potevo tirarti su... ma mi sono sbagliata. Hai cominciato ad alzarti da solo e lรฌ ho capito che eri diverso...che nessuno mai poteva riuscire a farti del male. Non piangevi mai, non chiedevi mai ed anche se non hai chiesto mai, io sono riuscita a darti quello di qui avevi bisogno. Ho fatto anche da padre, ma mai nessuno รจ venuto da me e mi ha detto posso aiutarti? L'unico che mi aiutava eri tu con i tuoi sorrisi che riuscivano a farmi capire che l'unica cosa per cui contava andare avanti eri tu. Anche quando mi hai detto di essere diverso, non lo pensavo minimamente, ma ringrazio Dio per avermi dato te. Non pensavo potessi riempirmi la vita in questo modo, e se prima ero vuota, ora, dopo mezzo secolo, ho capito che la vita mi ha riservato la creatura piรน bella di cui avessi mai avuto bisogno.

Quando eri piccolo riuscivo a guardare solo nei tuoi occhi e dentro di me dicevo chissร  cosa starร  pensando? Adesso che riesco a guardare nella tua anima e nel tuo cuore, non mi faccio piรน questa domanda perchรฉ sono sicura che quello che pensi tu non potrร  mai essere paragonato a quello che ho io per la testa...

Nella mia vita ci sei tu ,ma nella tua vita manchi solo tu...

Ti voglio bene piccolo mio”

   Per finire voglio dirvi una cosa che spero possa esservi di aiuto:
   Solo io riuscirรฒ a sentire il vento che sfiora il mio viso mentre cammino, perchรฉ io sono “diverso”, perchรฉ io valgo, e perchรฉ mai nessuno riuscirร  ad eliminare la mia anima, il mio modo di essere. Solo io posso smontarmi e rimontarmi in un respiro, perchรฉ solo io ne sono capace.


Continua sotto...
Puoi limitarti a guardare e a sorridere perchรฉ solo questo sai fare. Solo le persone forti non sorridono mai. Non potrai mai avere le mie ali, perchรฉ questa volta non le donerรฒ piรน a nessuno, perchรฉ se voli, voli da solo per l'eternitร , perchรฉ guardando la luce che sfiora il tuo viso, non potrai mai vedere realmente chi ti trovi davanti, perchรฉ sei solo abbagliato dalla superficialitร . Puoi darmi tanto, ma io riuscirรฒ sempre a darti di piรน, perchรฉ solo io ne sono capace … e se solo pensi di potermi guarire dalle mie ferite, beh ti sbagli, perchรฉ solo io saprรฒ quando saranno guarite non tu, perchรฉ tu non sai niente di me. Solo io posso.

Superate l’erronea convinzione che qualcuno possa capirvi, solo voi vi conoscete bene ed รจ da voi che dipende la vostra vita e il vostro modo di vivere.

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Un nuovo mondo - Ventiduesima Puntata


Locandina realizzata da Giovanni Trapani, tutti i diritti riservati

N.B Vi invito a leggere il nuovo articolo dedicato a "Io: Nella gioia e nel dolore"Francesco Sansone si racconta  di Armando Fusco

Un nuovo mondo
Nelle puntate precedenti

   Fabrizio e Andrea rientrati dalle vacanze con Albero e Luca, hanno sostenuto il test per l’ammissione all’universitร  di psicologia. Dopo due settimane Fabrizio riceve una lettera in cui gli viene comunicato di essere entrato al corso di laurea. Chiama subito Andrea e insieme decidono di festeggiare la bella notizia, perรฒ quando i due si incontrano Andrea mostra al suo fidanzato una lettera. ฤ– la comunicazione dell’universitร .

- Guarda?

- ฤ– quello che penso?

- Sรฌ! Andiamo al vecchio capannone. Voglio aprirla lรฌ assieme a te.

   Arrivati al capannone, dove si sono detti “ti amo” per la prima volta, Andrea apre la busta

- Andrea? Perchรฉ non parli? Che cosa c’รจ scritto?



Ventiduesima Puntata



- Forza Andrea che aspetti? Dimmi che c’รจ scritto!

- Non ce l’ho fatta!

- Co - cosa?

- Non ce l’ho fatta.

- Ma come รจ possibile?

- “Siamo spiacenti di comunicarle che il suo testa d’ammissione non รจ stato superato con successo. Se vuole puรฒ ritentare di accedere al corso di laurea l’anno prossimo.”

- Ma non รจ possibile! Ci deve essere un errore.

- Fabrizio non c’รจ nessun errore.

- Mi spiace, non so che dire.

- Non dire nulla. Dai! Andiamo a festeggiare, non devi rovinarti la felicitร  per colpa mia.

- Ma io … veramente… non mi sembra opportuno festeggiare …

- Non dire sciocchezze. Forza, andiamo.



   Rientrato a casa verso le sei, non potevo non pensare alla brutta notizia che aveva ricevuto Andrea e anche quando eravamo assieme, nell’aria non c’era quella spensieratezza con cui si dovrebbe passare una giornata di questo tipo. Mentre facevo la doccia, non riuscivo a togliere dalla mente la sua espressione durante la lettura. I suoi occhi, prima felici, lentamente lasciarono spazio prima allo stupore e poi alla delusione. Quando poi la sera ci rincontrammo per andare a cenare assieme ad Alberto e Luca, benchรฉ facesse di tutto per non far trasparire la sua amarezza, gliela si leggeva chiaramente.

- Ciao ragazzi. Aspettate da tanto tempo?

- No Luca, tranquillo. Siamo appena arrivati - gli ha risposto Andrea apparentemente sereno. I due durante le vacanze si sono affiatati molto. Hanno molti punti caratteriali in comune e questo gli permetteva di confidassi. Se dico che Andrea in Luca ha trovato quel fratello maggiore che non ha mai avuto, non direi una stupidaggine.

- Andrea sai che non mi inganni. Che รจ successo?

- Beh veramente …

- Non ha superato il test all’universitร . – Non appena ho finito di dirlo, Andrea mi ha fulminato con lo sguardo. Era da tempo che non lo faceva e la cosa mi lasciรฒ perplesso. Alberto che si era accolto di questo, prese la situazione in mano e disse che era meglio prendere posto al tavolo. Seduti come facciamo sempre, io di fronte Alberto e Andrea di fronte Luca, siamo rimasti un attimo in silenzio.

- E che pensi di fare adesso? – Gli ha chiesto Luca

- Non lo so, penso che mi metterรฒ a cercare un lavoro.

- E sai giร  in che campo?

- Beh .. veramente … non ci avevo pensato fino a questo momento. Era una cosa che non rientrava nei miei piani.

- Lo capisco, perรฒ adesso devi andare avanti. Lo so รจ stata dura per te non avercela fatta, perรฒ non ti abbattere. Scoraggiandosi non fa bene.

- Lo so ..

- Bene! Se vuoi nel mio reparto cerchiamo un commesso, se per te va bene posso parlare io con il responsabile e giร  da lunedรฌ potresti iniziare.

- Dici sul serio?

- Certo. Tu domani verso le dieci vieni a trovarmi al negozio, porta un curriculum e andiamo a parlargli.

- Mi sembra una buona idea Luca. Avete visto ragazzi che tutto si risolve? Certo non รจ quello che avresti voluto fare, perรฒ potresti metterti i soldi da parte e avere un’indipendenza tutta tua – ha detto Alberto inserendosi nella discussione fra il suo ragazzo e il mio.

- Io speravo che Andrea si iscrivesse in un corso a numero aperto, sostenere degli esami e poi l’anno prossimo risostenere il test e una volta entrato farsi convalidare le materie.

- Non ho intenzione di studiare inutilmente materie che non mi interessano. Preferisco fare come ha detto Luca, e poi un po’ di soldi in piรน mi servirebbero.

- Ok, fai quello che meglio credi, lo sia che ti appoggio sempre.

- Lo so. Comunque ti spiace se domani vado da solo da Luca? Dovresti aspettare fuori e con questo caldo รจ meglio evitare.

- Ma veramente puรฒ entrare pure lui. Certo magari non durante la chiacchierata con il responsabile, ma puรฒ dare un’occhiata in giro nel negozio intanto.

- No รจ meglio cosรฌ, non lo pensi pure tu Fabrizio?

- Sรฌ, sรฌ. E poi domani devo andare a fare delle commissioni per l’universitร . Quindi non potrei.

- Infatti . Lui ormai deve pensare all’universitร . Dai ordiniamo?

 
   Non avrei mai pensato che Andrea dicesse di non volermi lรฌ con lui. In passato non lo avrebbe mai fatto e la cosa mi ha dispiaciuto molto, ma per non darglielo a vedere, ho inventato la storia delle commissioni. Sotto casa ci siamo fermati per salutarci e ho avuto l’impressione che volesse scappare.

- Beh, allora domani fammi sapere come รจ andata, ok?

- Tranquillo Fabri’ sarร  la prima cosa che farรฒ una volta uscito da lรฌ.

- Ok. Allora buona notte. Ah domani sera dormi da me, vero?

- Certo! Come mai sta domanda? ฤ– ovvio che dormo da te

- No, รจ tanto per essere sicuri.

- Dai scappo. Un bacio. Ti amo

- Ti amo anch’io – se ne รจ andato senza nemmeno aspettare che finissi la frase. Non sapevo che fare e tanto meno riuscivo a capire cosa stesse succedendo dentro Andrea. Sono salito in a casa e mettendomi sul letto, ho soffocato le lacrime per non far sentire ai miei che stavo piangendo. Avevo dentro la sensazione che qualcosa stesse cambiando e io non potevo fare nulla per evitarlo.



Continua …
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Markette con la K - Io: Nella gioia e nel dolore



Clicca qui per leggere il prologo


Autore: Francesco Sansone
Casa Editrice: Statale 11
Prezzo: 16,00 Euro
ISBN 978-88-6534-012-7

 



Sinossi dell’opera

   L’opera non รจ altro che la raccolta di alcune delle pagine dei diversi diari che mi hanno accompagnato dall’adolescenza fino ai primi anni dell’universitร , mantenendo vivi quei ricordi e quelle sensazioni.



   Il libro, diviso in tre parte e ognuna con un titolo introduttivo, racconta tre fasi della mia vita che, benchรฉ siano diverse tra loro, sono a loro volta legate da un filo comune: l’omosessualitร . Infatti, nella prima parte “L’inizio di una nuova amicizia”, vi troverete a leggere di un Io che non รจ proprio il piรน popolare della scuola (anzi non lo รจ affatto) e che non si piace. ฤ– grasso (e la cosa gli pesa molto), timido e non riesce a stare bene con se’ stesso e di conseguenza con gli altri che, di riflesso, non stanno bene con lui. ฤ– un periodo questo in cui cerca di ottenere l’aspetto che ha sempre sognato, ma รจ anche il periodo in cui inizia a farsi delle domande su chi รจ davvero.



   La seconda parte “Confessioni e cambiamenti” inizia con un dialogo intimista fatto di risposte date da un Io ad un altro Io che gli formula quelle domande evitate fino a quel momento. Da qui inizia una nuova vita fatta di emozioni e di sentimenti e che mai avevo provato e che non avevo mai nemmeno minimamente immaginato di provare vivere. Incontri, esperienze, uscite notturne, liti, confronti e tutto ciรฒ che fa parte della vita di un diciottenne, incluso il primo amore.



   La terza e ultima parte “Nuove strade e vecchi incontri” vede protagonista un Io ormai sicuro di se’, che sa di essere quello che รจ e che vive tranquillamente la sua vita, anche se soffre per quel primo amore un po’ tormentato.







Ne parlo perchรฉ…
   Come avete letto l’opera contiene tutto di me. Dal periodo della scuola superiore ai primi anni di universitร ; ho raccontato d’amici e nemici, d’avventure e disavventure, di gioie e di dolori, insomma, tutto ciรฒ che un ragazzo si trova ad affrontare nella dura fase della crescita. Ogni anno รจ ben diverso da quello successivo, per problemi, per sentimenti, per personalitร  e per l’identitร  che, giorno dopo giorno, regalano un Io nuovo o, semplicemente, arricchiscono quell’ Io bambino e ingenuo che batteva in me. Forse, gli ultimi due anni di vita raccontati sono quelli piรน imprevedibili, ma sicuramente non rinnego nulla della mia vita perchรฉ solo cosรฌ posso dire di stare vivendo con la V maiuscola.







Alcune note sull’autore
   Francesco Sansone nasce a Palermo, il 18 Giugno del 1983. Con “Io: Nella gioia e nel dolore” debutta nell’editoria stampata, anche se il suo nome รจ giร  abbastanza noto sul web. Infatti, oltre a collaborare per il sito di stampo giornalistico www.giornalisticamente.it, รจ l’ideatore e il curatore di tre blog



Il mio mondo espanso



   Ecco! Sono arrivato a parlare di me in terza persona.. ora credo di aver perso il senso della misura ^_^.



   Vi lascio all’articolo con cui qualcuno, che pure voi avete avuto modo di conoscere anche se in altre vesti, ha scritto per presentare il mio debutto.




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Racconti di vita... gay: Federico

 

Prefazione: Paolo Vanacore
Copertina di e con Giovanni Trapani
Casa Editrice: Tempesta editore
Prezzo: 15,00 Euro




Prologo

  Ritorna oggi dopo averla "testata" prima della pausa estiva, la rubrica "Racconti di vita... gay". Un'iniziativa che ha riscontrato un grandissimo successo (la storia di Gianni รจ stato il post piรน letto in assoluto di tutto il blog) e questo mi fa pensare che tutti cerchiamo il confronto con le diverse esperienze.  Prima di anticiparvi chi รจ il protagonista di oggi,  lasciatemi  ringraziare tutti coloro che  hanno giร  inviato la loro storia, dimostrando che come me, anche voi, credete in questa iniziativa.

   Chi scrive  il racconto di vita di oggi รจ Federico, un ragazzo di 18 anni dell'Umbria che parla di se' a 360° e di come possa essere difficile scoprirsi gay in un paese di provincia.

Racconti di vita... Gay

Locandina realizzata da Giovanni Trapani 


Federico

   Dopo alcune perplessitร , ho deciso di pubblicare la mia storia, convinto che mi avrebbe aiutato a riflettere su me stesso. Ringrazio un mio caro amico che mi ha consigliato questa rubrica e aiutato moltissimo con i suoi consigli. La mia non รจ una bella storia, anzi potrebbe definirsi quasi come il lato negativo della vita di un adolescente gay.

   Vissi (e vivo tuttora) in un paesino di 1600 anime, sperduto tra le colline umbre, in una normale famiglia, in un normale contesto sociale. La mia infanzia non mi riservรฒ eventi spiacevoli, trascorse serena tra giochi, amici e famiglia. Sin da piccolo mi resi conto di essere "diverso": mi attiravano i bambini anzichรฉ le bambine. Tuttavia, non feci caso a questo e continuai la vita di sempre, anche perchรฉ mia madre non mi spiegรฒ mai cos'era l'omosessualitร  nรฉ il suo rapporto con la societร . I problemi sopraggiunsero con la pre-adolescenza e successivamente con l'adolescenza: se prima il fatto di essere "diverso" mi era indifferente, ora lo sentivo come un fardello immane. Le amicizie poi non furono per niente d'aiuto. Infatti, con la consapevolezza della mia omosessualitร , cominciai inconsapevolmente ad atteggiarmi in modo ambiguo suscitando risa, scherno e isolamento dal mondo che mi circondava. Anche mia madre rifiutรฒ quel comportamento, tanto da impormi di cambiare. Tentai di modificarmi ma non ci riuscii e in piรน subivo, dalle stesse persone con cui trascorsi l'infanzia, odio, umiliazioni e ripudio. Anche solo uscire di casa era per me un incubo.

   Passai cosรฌ 4 anni quasi in completa solitudine, sfiorando l'anoressia e rifiutare anche la vita. Poi, dal mio lugubre pessimismo, riflettei su me stesso e sul mondo che mi circondava e pian piano trovai una soluzione: se le persone rifiutavano come ero veramente, allora dovevo celarmi dietro a una maschera impenetrabile e ignorare ogni critica e offesa. Fu cosi che cominciai a uscire e fu cosi che "ritornai" a vivere.

   Divenni un ragazzo come il contesto voleva che fossi e la mia maschera si rafforzava dall'indifferenza, dal rancore e dalla paura che provavo. Questa "persona" che creai si fuse con la persona ottimista che sono realmente, generando quella che sono oggi: un ragazzo ottimista, indifferente, apparentemente felice e pieno di paure. Conobbi le persone che mi avevano rifiutato e scoprii che erano semplicemente ignoranti e legati troppo a quegli schemi sbagliati che vengono trasmessi da padre in figlio senza capire o indagare il perchรฉ, ma imponendoli e basta. Purtroppo, la paura di conoscere porta le persone a compiere azioni tanto crudeli da rovinare la vita ad altri individui.

   Perchรฉ il raggiungimento della felicitร  e della serenitร  deve essere tanto ardua? Nono siamo forse anche noi persone fatte di carne, di sentimenti, di valori, di idee?

   Comunque, fino ad oggi, a 18 anni, la mia vita รจ stata una falsa che mi ha permesso di sopravvivere alla mostruositร  del sistema. Sono fiducioso nel futuro perchรฉ รจ l'unica mia assicurazione sulla vita (alcune persone giร  mi stanno aiutando ad emergere e scoprire me stesso e per questo sono ancor piรน ottimista). Chi sa, forse anche io un giorno sarรฒ felice con al mio fianco la persona che amo, d'altronde, non puรฒ piovere per sempre...


   Se anche tu vuoi condivide la tua storia, mandala via e-mail a raccontidivitagay@hotmail.it e cosรฌ potrai leggerla su il mio mondo espanso e far confrontare chi legge e perchรฉ no, confrontarti tu in prima persona.
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Un nuovo mondo - Ventunesima Puntata

Prologo: Bentornati
E sรฌ le vacanze sono finite del tutto ormai e quindi si torna a lavoro e non potevo che cominciare se non da dove avevo lasciato, ossia da "Un nuovo mondo". Tornano, infatti da oggi, le avventure di Fabrizio e Andrea, ma anche dei loro amici Alberto e Luca e di due nuovi personaggi di cui non vi anticipo nulla, sebbene avete giร  avuto modo di conoscere in passato, ma non aggiungo altro e vi lascio alla prima puntata di questo nuovo ciclo di "Un nuovo mondo". In conclusione vi voglio dire che da oggi un nuovo mondo avrร  una locandina tutta sua come sempre realizzata da Giovy che ringrazio fortemente. Bene! Che dire di piรน? Bentornati!!!


Un nuovo Mondo

Locandina realizzata da Giovanni Trapani, tutti i diritti riservati

 Ventunesima Puntata







Da quando siamo tornati dalle vacanze, tutti noi ci siamo ritrovati immersi negli impegni quotidiani e se per Albero e Luca gli impegni sono quelli di sempre, per me e Andrea non รจ proprio cosรฌ. Infatti aspettiamo i risultati dei test di ammissione per l’universitร . Sono passati piรน di dieci giorni da quando ci siamo seduti fra i banchi universitari per fare il test che ci potrebbe far diventare studenti di psicologia, ma ancora non ci sono notizie. Intanto continuiamo a goderci questi ultimi giorni di fine estate. Ieri sera ad esempio siamo andati a cena fuori con i nostri amici, approfittando del giorno libero di Alberto che ci ha raccontato di come รจ stata dura riprendere i ritmi del suo lavoro, mentre Luca ci ha divertiti raccontandoci una cosa buffa che gli era successo proprio ieri mattina al lavoro.



- Fabrizio vieni c’รจ posta per te.



- Cosa? – grido a mia madre non avendo capito le sue parole.



- C’รจ posta per te! – mi ripete affacciandosi alla porta della mia stanza. Mi alzo dalla sedia della scrivania e con uno scatto le strappo dalle mani quella busta. Era la risposta che aspettavo ormai da due settimane. Con una fretta inusuale, la apro e inizio a leggere quelle parole.



- Allora? Che ti dicono?



- Niente!



- Come niente?



- Spero di non deludere te e papร , ma… CE L’HO FATTA!



- Ah lo sapevo. Complimenti amore mio, sei un genio.



- Non esagerare adesso, non era poi cosรฌ difficile il test.



- Sรฌ, di’ quello che vuoi, ma per me sei un genio, il mio genio, mi ha detto stringendomi in un fortissimo abbraccio.



- Dai mamma, cosรฌ mi soffochi.



- Hai ragione, ma sono troppo felice per te.



- Grazie. Devo dirlo ad Andrea. Pensi che pure a lui sarร  arrivata la comunicazione?



- Non saprei, chiamalo e lo scoprirai.



- Sรฌ! Hai ragione, lo chiamo subito.



***



- Pronto?



- Andrea sono io



- Ehi, che c’รจ? Dalla voce sembri euforico



- Sรฌ infatti รจ cosรฌ, mi รจ arrivata la risposta del test di ammissione. Ce l’ho fatto. Sono entrato.



- Bravissimo, sono felicissimo per te amore.



- Grazie e a te รจ arrivata?



- No ancora no, ma penso che arriverร  in giornata. Dai mi vesto e ti passo a prendere e andiamo a prendere un gelato per festeggiare.



- Ma non pensi che sia meglio festeggiare quando anche tu saprai il risultato’



- Non ci pensare, quando arriverร  festeggeremo di nuovo. E poi questo fine settimana i tuoi non ci sono e potremo festeggiare ancora piรน “intensamente”.



- Se la metti cosรฌ, ti aspetto. Non tardare. A dopo.



- A dopo.



Chiusa la conversazione, mi sono chiuso in bagno per farmi una doccia cantando come un matto. Non pensavo di riuscire ad entrare in questo corso. I numeri a disposizione erano davvero pochi rispetto al numero dei ragazzi che si sono presentati. Uscito dalla doccia ho indossato una maglietta e un paio di jeans e mentre stavo per infilare le scarpe, il telefono a squillato, facendomi capire che Andrea era giร  giรน.



Aperto il portone di casa, vedo Andrea con ancora il casco infilato in testa e con la moto accesa.



- Guarda? – mi ha detto mostrandomi una busta.



- ฤ– quello che penso?



- Sรฌ!



- Allora che dice?



- Non l’ho ancora aperta.



- Dai cosa aspetti, aprila.



- No andiamo al vecchio capannone. Voglio aprirla lรฌ assieme a te.



- Ok, andiamo allora.







La strada scivolava sulle ruote senza che se ne accorgessimo e cosรฌ in meno di dieci minuti siamo arrivati in quel capannone dove io e Andrea ci siamo detti ti amo per la prima volta. Spenta la moto, ci togliamo i casci avviandoci all’interno.



- Bene, sei pronto? – domando impaziente



- No, perรฒ devo farlo.



- Giร !



- Ok – e dicendolo, ha strappato il lato della busta e ha iniziato a leggere.



- Allora? Che aspetti a dimmi cosa c’รจ scritto?



- …



- Andrea? Perchรฉ non parli? Che cosa c’รจ scritto?







Continua …

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