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Carlo Manzo: «“Le cose non dette” è a tutti gli effetti uno sfogo».

 


 

“Le cose non dette”  è il nuovo singolo del cantautore salernitano Carlo Manzo, pubblicato da Elle A produzioni. Un pezzo intimista, nato durante un blocco emotivo e creativo che il giovane artista ha attraversato all’inizio dello scorso anno. Un lungo periodo di riflessione e di ricerca interiore, per ritrovare se stesso e la strada che lo porterà alla persona che sarà un giorno.

 


Il brano è un dialogo che Manzo ha con se stesso, rimproverandosi alcune cose della sua vita.



«La canzone è a tutti gli effetti uno sfogo, una delle tante canzoni che “scrivo solo per me e nessuno mai capirà” fino in fondo, e in quanto tale era destinata a prendere polvere assieme alle altre in un cassetto», afferma l’artista a Il mio mondo espanso. «Ciò che mi ha spinto a pubblicarla è il valore di testimonianza che può trasmettere: ognuno di noi può sentirsi fragile per i motivi più disparati, arrivando  a dubitare delle scelte intraprese. Pubblicando questo brano ho voluto lanciare un messaggio: “indovinate un po’, non c’è niente di male ad avere un momento di fragilità!” Fa parte della vita, e come ogni problema della vita, si cerca di affrontarlo come meglio si può».

 

Per enfatizzare maggiormente il senso di intimità del testo, “Le cose non dette” è stato rilasciato in versione acustica. Chi lo ascolta, infatti, viene coinvolto emotivamente nello sfogo dell'artista, finendo per interrogarsi su se stesso.


«Nel periodo in cui ho scritto il brano non mi sentivo di mettermi in gioco, di gettare le mie idee nel calderone per verificare che potessero essere fattibili e ho preferito proteggerle con il silenzio», continua Carlo Manzo. «Ora, però sono pronto a tirare fuori altri bellissimi brani nati  dopo quel brutto periodo».

 

“Le cose non dette” è  un brano in cui emerge un disagio interiore generato da esami non dati, relazioni troncate troppo presto e la ricerca di affermazione professionale. Un disagio che si manifesta anche con un certo senso di colpa che, come dice Manzo, appartiene a tutti noi, indipendentemente dall’età.

 



Ascolta “Le cose non dette”

 


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Amalinze e Marco Sentieri ospiti di #QuelliICoprifuoco fra ricordi e nuovi progetti

 


La settimana appena trascorsa ci ha regalato due live di #QuelliInCoprifuoco, le dirette instagram de Il mio mondo espanso, all'insegna della musica rap di Amalinze e Marco Sentieri. Entrambi campani, entrambi giovani ed entrambi ed entrambi pronti a regalare al loro pubblico due nuovi progetti musicali.

Amalinze, vincitore di Giffoni Rap Call 2019,  ha raccontato la pandemia, soffermandosi sui limiti che ha imposto alla socialità. Il suo brano "L'ultimo giorno di festa", lanciato nei primi mesi della prima fase del lockdown 2020, è tornato in una nuova versione in questo 2021 e racconta l'atmosfera che si crea nella sua città, Pagani (SA), durante la secolare festa della Madonna delle Galline e che per colpa del coronavirus da due anni non si riesce a ricreare. 


 In questa nuova edizione del brano, il giovane rapper ha duettato con Vincenzo Romano, artista che da anni porta avanti la musica della tradizione, mescolando, così, passato e presente  (qui il videoclip del singolo girato dal film maker Alfonso Nappo).


"L'ultimo giorno di festa"è il brano scelto per anticipare il nuovo album "Hàbitus", in uscita il prossimo 30 aprile.


Guarda #QuelliInCoprifuoco con Amalinze

Marco Sentieri, grande protagonista della sezione Giovani a Sanremo 2019 con il brano "Billy Blu", in cui ha cantato di bullismo, di cui lui stesso da giovane è stato vittima, da poco ha lanciato il singolo "Non lasciamoci bullizzare dal coronavirus". Un brano con cui ha voluto da una parte evidenziare il valore del nostro Paese e dall'altra esprimere il suo sostegno al mondo dello spettacolo, settore che in questo ultimo anno ha sofferto maggiormente le limitazioni anti covid.


Il bullismo è un tema a cui l'artista tiene molto, tanto da diventare testimone di una campagna atta a fermarlo e che lo ha portato all'interno delle scuole.


Anche Marco Sentieri è al lavoro al suo nuovo progetto musicale, che presto sarà rilasciato ovunque e che vedrà un Marco sempre impegnato nel sociale, ma, allo stesso tempo, con voglia di regalare un po' di allegria con un brano pensato per la prossima estate.


Guarda #QuelliInCoprifuoco con Marco Sentieri

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La musica live di Saverio D'Andrea a #QuelliInCoprifuoco


La musica di Saverio D'andrea, giovane cantautore campano che ha da poco pubblicato l'album "Anatomia di una colluttazione" per Isola Tobia Label, è stata la protagonista dell'ultima live della seconda serie di #QuelliInCoprifuoco, le dirette Instagram de Il mio mondo espanso.


"Il cuoratore","Nomi, cose e città" e l'ultimo singolo "Superpoteri" sono i brani che Saverio ha interpretato dal vivo per tenere compagnia a coloro che hanno scelto di trascorrere un altro coprifuoco assieme a noi.


Ovviamente non sono mancate nemmeno le rubriche giocose che da sempre contraddistinguono le nostre serate e che ci hanno permesso di scoprire "le cose che non dici" del nostro ospite.


Saverito, tuttavia, è stato chiamato a trasformare anche alcuni dei brani più popolari del reppertorio musicale nazionale come "Finché la barca va". 


Ecco tutto quello che è successo nell'ultima live

#QuelliInCoprifuoco tornerà fra due settimane. 

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Un esilarante Carlo Manzo a #QuelliInCoprifuoco fra musica live, "jukebox" e"confessioni"



 Divertentissima serata quella di ieri sera a #QuelliInCoprifuoco con Carlo Manzo. Il giovane cantautore campano ci ha regalato un mini concerto con i  suoi brani "Leggera", "La scommessa con me stesso" e il nuovo singolo "Stupidi vorrei".


E proprio l'ultmo brano pubblicato è stato al centro di un esilarante momento della live de Il mio mondo espanso". Carlo, infatti, si è ritrovato a cantarlo, su mia richiesta, a interpretarlo come lo canterebbero Gigi D'Alessio, Claudio Baglioni, Max Gazzè e Lucio Dalla.


Non sarebbe #QuelliInCoprifuoco senza le domande de "Le cose che non dici: sputtanati un po'", che ha visto Carlo ammettere che la canzone trash che conosce a memoria, ma che si vergogna a dirlo in giro è "'Na nott sì'na nott no" del neomelodico Franco D'Amore, mentre "la figura di m... più di m... fra le figure di m..." della sua vita è stata quella volta che all'università...


Ecco cosa è successo nell'ultima live. 


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A #QuelliInCoprifuoco la musica live di Federica Matera

 


La musica live è stata la protagonista della diretta di ieri sera con Federica Matera."La ragazza con la chitarra" ha regalato un mini live, cantando e suonando alcuni dei brani dell'album "Ti prometto".


"Scusa se", "Anna" e "Ti prometto"sono queste le canzoni che Federica Matera ha interpretato, emozionandosi ed emozionando coloro che si sono collegati a #QuelliInCoprifuoco. La cantautrice salernitana si è anche raccontata, confessando che la chitaraa è la sua coperta di Linus, prima di cimentarsi con la sfida di arrangiare sul momento "La vecchia fattoria", "Il pulcino Pio", "I puffi sanno..."


Ovviamente non è mancata neppure ieri la "temuta", ma divertentissima, rubrica "Le cose che non dici", che ha "costretto" Federica Matera  confessare i suoi "segreti"...


Ecco, cosa è successo nell'ultima live


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#QuelliInCoprifuoco, a grande richiesta tornano le live IG de Il mio mondo espanso

 


A grande richiesta, torna da domani sera alle 22 #QuelliInCoprifuoco live su Instagram.  Una nuova serie di diretta targate Il mio mondo espanso all'insegna del divertimento, della musica dal vivo e dei romanzi più accattivanti.


Fra i primi ospiti che animeranno le prossime serate ci saranno gli scrittori Vincenzo Gammone e Federico Larosa e i cantanti Federica Matera e Carlo Manzo. 


23 marzo Vincenzo Gammone ci parlerà del romanzo "Finalmente ricomincio a vivere";


24 marzo  Federica Matera suonerà e canterà i suoi brani live, incluso il suo nuovo singolo "Ti prometto";


25 marzo Federico Larosa ci parlarà del suo romanzo "Nell'addio";


30 marzo Carlo Manzo  suonerà e canterà i suoi brani live, incluso il suo nuovo singolo "Stupidi vorrei".


Un inizio scoppiettante, dove, però, non mancheranno i momenti di riflessione.L'appuntamento è quindi per domani allo scoccare del coprifuoco su Instagram. Vi aspettiamo

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I Monterosso grandi protagonisti della seconda live di #QuelliInCoprifuoco

Continuano le live instagram de Il mio mondo espanso. I protagonisti di ieri a #QuelliInCoprifuoco sono stati i Monterosso, duo formato da Chiara Benedetto e Pierpaolo Monterosso, che non solo ci hanno legato tre esibizioni live dei loro ultimi successi "Radici", "Mi dispiace per te" e "Darcy e Bennet", ma si sono messi in gioco per regalare a tutti coloro che erano alla visione una serata spensierata e allegra.



I Monterosso, che attraverso le i loro brani raccontano la loro storia d'amore, hanno svelato alcuni aspetti della relazione che li unisce. Una storia nata grazie alla perseveranza di Pierpaolo:


«Per un mese l'ho chiamata ogni giorno per convincerla a uscire con me. Alla fine l'ho presa per sfinimento», ha scherzato il giovane cantautore.


Fermi a causa dello stop imposto dal coronavirus, il duo ha parlato di come manchi loro l'emozione dei live. Questa pausa, però, non ha fermato il lavoro creativo dei Monterosso, tanto che presto uscirà un nuovo singolo.


Non sono mancati, ovviamente, i momenti di gioco che contraddistinguono le sarete di #QuelliInCoprifuoco. Chiara e Pierpaolo, infatti, sono stati chiamati a cantare in dialetto siciliano il brano di Mina e Celentano, "Acqua e sale", regalando uno spettacolo tutto da ridere. Inoltre, la coppia è sfidata a colpi di "Ce l'ho, mi manca". La vittoria è andata a Chiara, che  ha avuto, così, la possibilità di scegliere la penitenza per il fidanzato.


E sulla cover del singolo "Darcy e Bennet", hanno confessato che... Se non hai ancora avuto modo di vedere la live, questo è il momento di farlo.


Ecco cosa è successo nella live

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Una strepitosa Maryana protagonista della prima di #QuelliInCoprifuoco



E' andata in onda ieri sera alle 22 la prima di  #QuelliInCoprifuoco, la serie di live su Instagram de Il mio mondo espanso. Protagonista della prima diretta è stata una strepitosa Maryana. La giovane cantante e conduttrice si è lasciata trascinare dall'atmosfera giocasa, raccontantosi a 360 gradi, con l'autoironia e la  professionalità che da sempre la contraddistinguono. 

Non poteva ovviamente mancare un riferimento al suo ultimo singolo, il primo cantato in italiano dopo una serie di brani in inglese, che ha segnato anche un cambiamento nella sua carriera, che coincide anche con quello del privato. Maryana, infatti, ha festeggiato con noi i primi nove mesi del suo bambino, raccontandoci anche un divertente particolare:


«Ormai do la colpa al bambino, quando arrivo tardi a un appuntamento»


La serata, però,è servita anche per parlaredi come spesso nel mondo dello spettacolo si tenda a non riconoscere il talendo un artista alle prime armi:

«Alcuni parlano come se ti facessero un piacere a farti esibire, pur di non pagarti come meriti».


Fra uno scherzo e l'altro, Maryana ha anche parlato dei suoi progetti futuri, situazione epidemiologica permettendo. La giovane artista, infatti, sta lavorando alla realizzazione di alcuni live che dovrebbero vederla in giro in estate.


Ecco cosa è successo nella live


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#QuelliInCoprifuoco, da domani partono le dirette Instagram de Il mio mondo espanso con tanti cantanti, scrittori e artisti



 Mai come in quest'ultimo anno avvertiamo tutti la necessità di trascorrere serate in compagnia di amici, con cui chiacchierare e scherzare un po'. In quest'ottima di spensieratezza nasce #QuelliInCoprifuoco, una serie di live su Instagram.


Da domani, per tre settimane ogni martedì, mercoledì e venerdì, alle 22:00 scrittori, cantanti e artisti si racconteranno come mai fatto prima. 


Nove artisti, infatti, hanno accettato di tenervi compagnia, parlando dei loro lavori ma sopratutto di loro fra il serio e faceto. Tante le "prove" a cui saranno chiamati a sottoporsi, fra queste le spinose domande del "Le cose che non dici" e il cimentarsi con generi e mondi distanti da loro. 


Un'ora di divertimento per sentire meno il peso di questo coprifuoco a cui le misure per contenere la diffusione del coronavirus ci hanno costretto a rispettare per il bene di tutti.


Gli ospiti di #QuelliInCoprifuoco

08/02  La cantante e conduttrice Mariana Somma

09/02 Il duo musicale I Monterosso

10/02 Lo scrittore Emiliano Di Meo

16/02 Lo scrittore e regista teatrale Paolo Vanacore

17/02 Lo speaker e autore Pio Russo

18/02 Lo scrittore Paolo Costa

23/02 Lo scrittore Vincenzo Restivo

24/02 Lo speaker Roberto Sdino

25/02 Lo scrittore Salvatore Improta


Quindi, appuntamento a domani sera alle 22. Diventa pure tu uno di #QuelliInCoprifuoco de Il mio mondo espanso.

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Ernesto Bassignano: «la necessità di ricordare è la cosa più importante tra quelle da insegnare ai giovani»

 


“Lettera a Maria”, il nuovo singolo di Ernesto Bassignano,  che anticipa l’uscita di “Soldati Arlecchini e Pierrot”,  potrebbe essere descritto come un commovente quadro di memoria famigliare.

Il brano, infatti, racconta di una lettera immaginaria,sintesi di tante lettere reali che il pittore Aldo Carpi, zio dell’artista,  fece pervenire alla moglie dal campo di concentramento nel quale era stato rinchiuso durante gli anni delle seconda guerra mondiale.  Non a caso “Lettera a Maria”, uscito per Ondamusic.it in collaborazione con Isola Tobia Label, è stato rilasciato ieri, 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria.

Bassignano racconta a Il mio mondo espanso l’importanza di questo brano e celebra con noi il traguardo del decimo album.

 

L’intervista
 

D. “Lettera a Maria” è una lettera immaginaria, sintesi di tante lettere reali che tuo zio, il pittore Aldo Carpi, fece pervenire a sua moglie dal campo di concentramento di Gusen. Cosa ha significato per te dare vita a questo brano?

R. Ha significato innanzitutto ricordare la famiglia Carpi, che ho tanto amato. Sento una forte linea di continuità con quello che era effettivamente il mio prozio, papà del grande musicista Fiorenzo Carpi. In quella famiglia, in quei tempi così difficili, la politica, intesa come gestione della “polis” era considerata un valore nobile, ed investiva ogni settore della vita, perché investiva le relazioni umane. Era il senso delle cose che mia madre mi ha tramandato, i valori di giustizia e libertà che erano prioritari rispetto a tutto il resto. Sono cresciuto in quest’ambiente, e questa canzone mi ha dato la possibilità di sottolinearlo ancora una volta.

 

D. Rileggendo quelle lettere, cosa hai provato?

R. Ho provato una pace incredibile, e sento una straordinaria ammirazione per la serenità che quell’uomo sapeva mantenere. In quelle lettere c’era soltanto amore: amore per la propria donna, per la propria famiglia, per la propria gente. Non c’è mai neanche una parola di odio, nemmeno verso i nazisti che lo stavano brutalizzando in maniera così feroce. Ho imparato per la prima volta cosa vuol dire non odiare. Mio zio Aldo Carpi era soprannominato “Il Santone” non solo per la sua infinita mitezza, ma anche per il suo atteggiamento di vero amore per gli altri. Nato ebreo, si convertì al cattolicesimo perché riteneva di trovarvi motivi di serenità e di pace.

 

D. Il singolo è uscito in occasione della Giornata della Memoria, una data che serve a ricordare quello che l’uomo è stata in grado di fare ad altri uomini. Quanto è importante il valore della memoria?

R. Penso che la necessità di ricordare sia la cosa più importante tra quelle da insegnare ai giovani. Significa avvertire la necessità totale di riprendere il filo col proprio passato, non solo per non ripeterne gli errori ma anche per sapere da dove si proviene. La generazione a cui appartengo sa perfettamente cos’è la memoria: io ho ormai 74 anni, per me ricordare è un fatto naturale. Ma i giovani, sia dai genitori che dai professori non vengono sollecitati abbastanza al desiderio di sapere e di ricordare. La memoria viene menzionata solamente solo nelle grandi occasioni o nelle commemorazioni, ma nel quotidiano serve far capire loro che il senso dello studio è il sapere, non la competizione o il nozionismo.

 

D. La società odierna, visti anche gli ultimi fatti di cronaca, credi abbia “leggermente” dimenticato cosa abbia significato la Shoah?

R. Penso proprio di sì: ogni giorno che passa ci occupiamo sempre più di cronaca e sempre meno di storia. Ricordo che quando ero al ginnasio ci portavano al cinema per farci assistere ai documentari sulla Shoah: di punto in bianco ci siamo trovati di fronte a montagne di cadaveri, a carri pieni di morti, e la visione è stata scioccante: quei cadaveri erano lì, tangibili, presenti. Io rimasi scioccato, e da quel momento, una volta realizzato che tutto ciò è accaduto veramente, mi sono detto:“Mai più permetterò a qualcuno di negare la Shoah”.



D. Ancora una volta la musica diventa fautrice di messaggi. Quando è importante, per te, questo ruolo dell’arte?

R. Talmente importante che ci ho giocato la carriera, per questo motivo!Fin dal mio primo album, che era un disco di lotta. Quel disco già mi inquadrava in un contesto molto particolare: chi faceva dischi considerati “politici” non poteva certo ambire alle classifiche. Ma subito dopo, nel 1975, quando uscì il mio album “Moby Dick”in RAI c’era la commissione censura, che mi censurò 7 brani su 10! In quel disco parlavo di un’Italia spezzata a metà. È una situazione, quella della divisione, che purtroppo esiste tuttora. In RAI non è contemplato che passino canzoni di lotta: in RAI si canta d’amore, e può succedere che esistano fenomeni come Luigi Tenco, che volendo unire la canzone d’amore alle tematiche sociali alla fine ci rimette la pelle.

 

D. “Lettera a Maria” è il primo singolo del tuo decimo album. Com’è cambiato l’ambiente musicale dal tuo debutto?

R. Il mio debutto era un debutto politico, come dicevamo, in un momento di vera tragedia umana, politica, esistenziale. Dai primi anni 80 il quadro è cambiato sostanzialmente: è cambiato il Festival di Sanremo, sono comparsi programmi come “Domenica In”, e il pop la musica leggera hanno ricoperto quel ruolo di disimpegno che stava diventando sempre più imperante. Ho visto coi miei anni passando di disco in disco, l’Italia sempre più divisa in due, tra Pop e Folk studio. Era molto triste, io e altri come me provammo ad inventare la “nuova canzone”, con l’intento di “legare” queste due fette di paese così slegate tra loro. La canzone cosiddetta d’autore nasce così. È inutile citare grandi nomi che conosciamo tutti. Ci rivolgevamo a stilemi un po’ più francesi che anglosassoni, americani. Poi però man mano è arrivata la videomusic che ha ucciso la musica “suonata”: la musica è diventata un fatto visivo e televisivo, e c’è stata una caduta della canzone colta.

 

D. Cosa rimpiangi maggiormente di quel modo di fare musica e cosa invece rimproveri a quello attuale?

R. Rimpiango la mancanza del Folk studio, e di tutti i locali che in quel periodo svolgevano quella funzione. Si usciva di casa, si andava a provare lì e una volta lì si capiva subito se eri bravo o no, c’era un riscontro immediato. Poi, progressivamente questi luoghi sono morti, perché alla gente è stata tolta la voglia di uscire la sera…  Ai miei tempi c’era la musica “off”, c’era una vera alternativa alla musica fatta con intento commerciale. Poi i produttori hanno smesso di occuparsi di noi. Le riviste sono tutte morte. In pochi anni non si è più parlato della musica “adulta”, quella di Paolo Conte e di Fabrizio De André. Oggi è tutto asservito a un capitale ignorante, grandi imperi che decidono tutto. La persona che ha talento ma non ha il look giusto e non appare non può più avere nessuna chance.

 

D. Dieci album dicevamo. Se dovessi tracciare un bilancio di questi lavori, cosa verrebbe fuori?

R. Il bilancio è che sono passati 50 anni. Io faccio politica satira, musica, radio. Tutte queste cose servono per dire che non ho mai smesso di partecipare alla vita suonando, ma mi è rimasta la voglia di essere “gente tra la gente”, e devo dire che questo mi è riuscito. Gli errori più grossi li ho commessi io in prima persona. Mi sento un “dilettante” in tutto, pur facendo le cose bene. La verità è che io non ho mai sentito l’arte come un “sacro fuoco”:quello che facevo doveva servire alla società. Nonostante questo, da un paio d’anni a questa parte, con una serie di produzioni “giuste”, non vengo più percepito come un giornalista che vuole cantare, ma finalmente, alla bella età di 74 anni, come un cantautore. E questo mi fa molto piacere.


Il videoclip



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"Narrè", il nuovo singolo dei Vorianova. Biagio Di Gesaro: «Guardare al passato significa trovare la consapevolezza di chi si è e di chi si è stati».



A qualche anno dall’ultimo lavoro discografico, i Vorianova presentano il nuovo singolo “Narrè”, che

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Laura Mà: « Non importa quanto vai piano, l’importante è non fermarsi»



È una ballad a cavallo fra pop e dance elettronica il nuovo singolo della cantautrice indie Laura Mà dal titolo “Sei forte davvero”, scritto assieme a Lorenzo Di Lorenzo.

Un brano che invita a guardare sempre oltre l’ostacolo e a rialzarsi dopo ogni sconfitta. Una riflessione sulla vita, che viene vista da Laura come una sorta di gara che ognuno disputa con se stesso.


L’intervista


D. “Sei forte davvero” in cui si incita a non abbattersi di fronte agli ostacoli incontrati lungo il nostro percorso. Come nasce il testo di questo brano che hai scritto assieme a Lorenzo di Lorenzo?

R. Nel testo della canzone mi soffermo a fare delle riflessioni sulla vita, raccontandole ai miei nipoti Matilde ed Anthony, come fosse una favola, e come tutte le favole condivido con loro un segreto quello che è la chiave della mia forza:

 “Invece di aspettare che qualcuno ti porti dei fiori, impari che c’è la puoi fare che sei forte davvero, che vali davvero”.


D. Quando è stata l’ultima volta in cui ti sei detta: «Laura, su, non abbatterti»?

R. Quando ho perso il lavoro a causa del primo Lockdown.



D.
Forte di questo ti chiedo, da giovane artista quale sei, come hai vissuto e stai vivendo la condizione di stop causata dal Covid-19?

R. Mi sono riorganizzata la vita, ho studiato molto, ho dato ampio spazio alla mia forte creatività, mi sono  autoprodotta il singolo e il video di “Sei forte davvero”, e adesso sto facendo promozione.Cerco  di cogliere il bello anche nei momenti difficili, c’è una frase stupenda che ho letto da qualche parte, che mi rappresenta: “Cadendo la goccia scava la pietra non per la sua forza, ma per la sua costanza” .

 

D. Parlando del brano hai detto che la vita è una gara che ognuno disputa con se stesso,per cui se si aguzza l’ingegno, rinascere è sempre possibile. Il lockdown quale ingegno ti ha permesso di mettere in piedi?

R. Non importa quanto vai piano, l’importante è non fermarsi.

 

D. “Sei forte davvero ” è una ballad a cavallo fra pop e dance elettronica. Una fusione di generi, questa, che rende il brano fresco e diretto allo stesso tempo. Quanto ti piace sperimentare con la musica?

R. Sono un vulcano di emozioni,  mi piace sperimentare cose nuove nella musica, mantiene vivo lo stupore che provavo da bambina. E lo stupore accende le idee.



D.
Il brano è accompagnato dal videoclip diretto da Rita Amidei. Com’è nata la vostra collaborazione?

R. La nostra collaborazione è nata per caso , cercavo un videomaker per il mio primo singolo “E Correrò” , l’ho trovata su internet e quando ci siamo conosciute, mi è piaciuto l’entusiasmo, la passione e la determinazione con cui ha affrontato il progetto. Naturalmente, poi, è stata riconfermata a pieni voti anche per il  video di questo singolo.


D. Dopo “Sei forte davvero”, cosa dobbiamo aspettarci?

R. Sicuramente un altro singolo, io e il cantautore Lorenzo Di Lorenzo, stiamo già al lavoro, ci saranno delle belle sorprese!


Il videoclip di "Sei  forte davvero"


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