Visualizzazione post con etichetta La foto della settimana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta La foto della settimana. Mostra tutti i post

Polemiche nel napoletano per cartellone che mostra un bacio fra uomini

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Le pubblicità, si sa, non sempre accontentano tutti, ma quando si tratta di un cartellone che mostra due ragazzi che si baciano sulla bocca, la polemica è inevitabile.
Continua sotto...

Siamo nel napoletano dove il fotografo di Terzigno, Roberto Menzione, ha dato vita a una campagna pubblicitaria per sponsorizzare la sua attività, realizzando diversi cartelloni in cui sono mostrati due ragazzi che si baciano.

I manifesti, disposti nel comprensorio vesuviano, hanno suscitato le ire degli abitanti che mal vedono questo tipo di immagini. In particolare a non essere accettato è il cartellone di 6x3 metri affisso all’esterno della Statale 268 di Poggiomarino, da sempre trafficata dalle famiglie.
A prendere le difese dell’artista è Michele Iervolino di Sinistra Italia Poggiomarino: «Bisogna educare e partire dai più giovani e dalle scuole per annullare i comportamenti discriminatori e permettere a ognuno di vivere liberamente le proprie emozioni. La nostra solidarietà va al giovane fotografo che ha saputo non solo cogliere l’attimo più puro e più bello dell’amore ma ha avuto il coraggio di mettersi in gioco in un contesto storico economico non proprio facile per le nuove realtà imprenditoriali.»
Continua sotto...

E ancora: «Ricerchiamo le origini di questi atteggiamenti in un perbenismo stucchevole che crede di trovare esempi di moralità e di amore soltanto nella coppia classica e non nell’Amore con la A maiuscola. Invece noi crediamo che l’amore che fa girare il mondo è universale e non si ferma di fronte a sesso, religione o idee politiche.»
Al momento l’autore della campagna si è limitato a rispondere alle polemiche, pubblicando sul suo profilo Facebook uno stato in cui ha scritto: «Noi crediamo nell’amore. Qualsiasi sia la forma»

Fonte: ilfattovesuviano.it
RIMANI SEMPRE AGGIORNATO. ISCRIVITI ALLA NUOVA PAGINA FACEBOOK

Read More

Boys will be boys, la raccolta dedicata allo sport e all'omosessualità di Giovanni Capriotti vince gli World Press Photo 2017

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Si intitola Boys will be boys la raccolta di Giovanni Capriotti che si è aggiudicata il primo premio agli World Press Photo 2017 nella categoria Storia sportiva.

Il fotografo italiano ha realizzato una serie di foto dove ha immortalato il giocatore di rugby Jean Paul Markides e il suo compagno Kasim Kosakowki, sia durante le partite sia durante la loro partecipazione al Gay Pride di Toronto, in Canada, svoltosi lo scorso luglio 2016. Una raccolta che con semplicità mostra la naturalezza e l’amore della coppia nella loro quotidianità.
Continua sotto...

Capriotti, però, non è stato l’unico italiano a portarsi a casa un premio. Oltre a lui a vincere sono stati Antonio Gibotta con una serie di immagini che raffigurano la battaglia degli infanti in Spagna, Alessio Romenzi con un fotoreportage sulla guerra in Libia e Francesco Comello con la foto Isola della salvezza.

Di seguito potrete vedere le foto di Boys will be boys di Giovanni Capriotti.
Continua sotto...





 Continua sotto...

































Fonte e foto: Shangay.com
RIMANI SEMPRE AGGIORNATO. ISCRIVITI ALLA NUOVA PAGINA FACEBOOK
Read More

George Michael diventa "il santo protettore dei parchi di notte" nel murales di un artista australiano

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Il Natale 2016 sappiamo tutti ha lasciato un vuoto nel mondo della musica con la scomparsa
Read More

Calendari 2017 - La squadra di canottaggio di Warwick si spoglia contro l’omofobia [Foto e video backstage]

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Era il 2009 quando la squadra di canottaggio dell’Università di Warwick, in Gran Bretagna, realizzò il primo calendario per finanziarsi. A distanza di anni, però, i ragazzi hanno deciso di utilizzare l’iniziativa per finanziare alcune battaglie contro la discriminazione e quest’anno si sono spogliati per combattere l’omofobia nello sport.

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO. ISCRIVITI ALLA NUOVA PAGINA FACEBOOK

Dodici nuovi scatti per dire basta all’omofobia all’interno dello sport, un ambiente in cui la discriminazione è sempre dietro l’angolo. In una lettera aperta, di cui GQ ha riportato una sintesi, la squadra ha spiegato il motivo di questa scelta:
«Siamo gli uomini della squadra di canottaggio della Warwick University e abbiamo iniziato a fare questo calendario nel 2009; era un modo divertente per finanziare il nostro sport. Otto anni più tardi, posare nudi è stato ancora divertente, ma ora lo scopo è diventato serissimo.
Attraverso il confronto con la comunità LGBT, abbiamo compreso gli ostacoli che gay e lesbiche incontrano nel mondo dello sport. Questo calendario supporta quindi Sport Aliies, l’associazione che si batte per rendere lo sport più inclusivo. […] Sport Allies chiarisce come la cultura sportiva tende a celebrare una particolare visione della mascolinità, spacciata come attributo dei campioni, ma anche motore di omofobia, misoginia e aggressività.»

Continua sotto...

La squadra conclude lanciando un messaggio importante, dando una stoccata a tutti coloro che vorrebbero continuare a perpetrare un modello che crea soltanto discriminazione:
«Leggiamo troppe notizie di uomini, molti dei quali della nostra età, che non si fermano davanti a nulla per imporre rigidi valori patriarcali a tutti gli altri. Come uomini e sportivi, pensiamo che posare nudi sia un modo per dimostrare che noi respingiamo questi valori. E che noi, come altri uomini, vogliamo provare amore e rispetto per chiunque, indipendentemente dal sesso di appartenenza o dal tipo di sessualità.»

Continua sotto...


Ecco alcuni scatti che troverete nel calendario 2017, già in vendita. Di seguito troverete il video del backstage.










VIDEO BACKSTAGE

Read More

Il bacio di una coppia gay in metro scatena l’omofobia del web

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Prendi una coppia di ragazzi in metro che si baciano, qualcuno che di nascosto gli scatta una foto con lo smartphone e la pubblica sui social e l’omofobia prende il via.

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO. ISCRIVITI ALLA NUOVA PAGINA FACEBOOK

Questo è quanto è accaduto a Singapore, dove una coppia di ragazzi gay è scambiata un bacio non pensando minimamente che Melinda, una donna che viaggiava sullo stesso treno, li immortalasse e condividesse il loro gesto di affetto su internet con il testo «rispetto i diritti di tutti, però questo è semplicemente ripugnante in uno luogo pubblico.»

Il testo e la foto hanno dato il via all’omofobia più becera a cui i social network ci hanno abituato negli anni. Melinda, però, non si è limitata a quanto scritto sopra e ha dato sfogo a tutto il suo odio verso le persone omosessuali.
Tirando fuori un must omofobo per eccellenza, quello dei bambini, la donna ha scritto:  
 Continua sotto...
«Che succederebbe se i miei figli vedendoli mi domandassero “mamma, perché quei due uomini si baciano?” Dovrei rispondere che è come l’amore normale, con la sola differenza che un uomo apre le sue natiche a un altro uomo che gli mette dentro la sua parte privata, e che alla fine non nasce nessun bambino, ma si ottiene soltanto l’AIDS? La maggior parte della gente di Singapore sa già che esistono, ma preferisce che si nascondano nell’armadio e la smettano di attirare l’attenzione su di essi. Cos'altro vogliono? Feste di sesso gay? Parate gay? Insegnare ai bambini cos'è il sesso gay? Le relazioni omosessuali non sono normali e pertanto non saranno mai uguali a un matrimonio fra uomo e donna.»

E ancora:

«Abbiamo davvero bisogno di una polizia sessuale e di leggi più severe per mantenere a bada gli impulsi della comunità omosessuale. La minoranza gay può fare ciò che vuole nella sua stanza da letto, ma non dovrebbe andare in giro a promuovere il loro stile di vita, pretendendo il matrimonio ugualitario.»
 Continua sotto...
E meno male che aveva iniziato scrivendo che rispettava i diritti di tutti. Comunque, il post è stato condiviso 80.000 volte su Facebook e 3.000 su Twitter, creando problemi a Peter Eggenhuizer, il ragazzo biondo di origine australiane della foto, che ha dichiarato come il gesto di Melinda gli abbia causato ansia e stress.

«Mi sono sentito mortificato e violato.» ha spiegato il giovane, che però non si sente di darla vinta alla donna assicurando che continuerà a «difendere il suo amore e lo farà alla sua maniera. Difendendo l’amore e non l’odio.»


RIMANI SEMPRE AGGIORNATO. ISCRIVITI ALLA NUOVA PAGINA FACEBOOK
Read More

La vignetta che paragona i gay ai nazisti che ha fatto indignare il web

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Le vignette dei quotidiani, si sa, sono spesso irriverenti e scorrette, basti ricordare le quelle di Beppe Mora, apparsa su Ilfattoquotidiano.it dopo la strage di Nizza, oppure quella di Felix, apparsa su Charlie Hebdo dopo il terremoto che ha colpito il centro Italia. Scorretta e irriverente è anche quella apparsa su The Australian di Rupert Murdoch, dove un gruppo di attivisti gay è stato disegnatoo mentre marciano in un’uniforme nazista dai colori rainbow.
RIMANI SEMPRE AGGIORNATO. ISCRIVITI ALLA NUOVA PAGINA FACEBOOK





Come per le due vignette sopracitate anche questa ha fatto insorgere la gente, che sul web ha ricordato al giornale che, durante il periodo nazista, i gay venivano deportati nei campi di concentramento, privati della loro dignità e, poi, uccisi. 

Benché in Italia e nel mondo, questo aspetto del nazismo sia dimenticato troppo facilmente, tra il 1933 e il 1945, 100.000 omosessuali furono arrestati in base al paragrafo 175. Alcuni vennero imprigionai altri mandato nei campi di concentramento e solo 4.000 persone sopravvissero.
Continua sotto...
Tra i vari tweet indirizzati a The Australian ce n’è uno che merita di essere condiviso. Si tratta del post di David Pop che ha ricordato la figura di Richard Grune:

«Ragazzi la lezione di oggi è su un disegno, Nazista, e omosessuale. Richard Grune, un artista tedesco, ha passato quasi 8 anni nei campi di concentramento nazisti per il “crimine” di omosessualità. Sopravvissuto Grune realizza delle litografie sulla sua esperienza sui campi.»

Continua sotto...
Siamo i primi a credere nella forza delle vignette e, quindi, non faremo una critica ferrata nemmeno questa volta, seppure l'immagine ci prende nel vivo. Dispiace solo l’essere paragonati a persone che hanno fatto passare le pene dell’inferno a degli innocenti per via di una sessualità ritenuta deviate fa male. 
L’attivismo LGBT non tende a togliere la libertà di nessuno, ma a estendere i diritti a chi non li ha o non li ha ancora appieno.
Solo questo.

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO. ISCRIVITI ALLA NUOVA PAGINA FACEBOOK
Read More

Dodicenne blocca manifestazione omofoba – Fotografo e ragazzino sono diventati vittime di minacce e bullismo

A cura di Francesco Sansone
Grafica di Giovanni Trapani
Ricorderete la foto di quel ragazzino che si è posizionato di fronte ai manifestanti della protesta contro il riconoscimento ugualitario per le coppie gay a  Celaya,  Messico. L’immagine, catturata dal fotoreporter Manuel Rodriguez, ha fatto il giro del mondo in poco tempo, diventando un simbolo della lotta contro l’omofobia.

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO. ISCRIVITI ALLA NUOVA PAGINA FACEBOOK

Bene, sappiate che ci sono stati degli sviluppi e per nulla piacevoli. Il ragazzino è stato preso di mira da alcuni bulli che gli stanno rendendo la vita impossibile, mentre Rodriguez ha ricevuto diverse minacce sia al telefono sia sui socials.
Continua sotto...
«In una chiamata che ho ricevuto martedì mi è stato dato del comunista e del frocio, e mi è stato detto che me la faranno pagare per aver offuscato [con la mia foto, ndb] la manifestazione.» ha spiegato Rodriguez, il fotoreporter che si trovava per strada e che ha postato l’immagine sul suo profilo Facebook come ricordo personale. Da lì la foto è stata presa dalla pagina Celaya Sin Censura senza chiedergli il permesso,. Per Rodriguez non è stato un problema fino a quando non è stato inondato dalle minacce. Ora è spaventato perché non sa quanto poco seriamente deve prendere queste minacce.

Come dicevamo che anche il ragazzino non sta avendo vita facile dopo quello scatto. Secondo quanto dichiarato da una zia del dodicenne a El Universal, il ragazzino sarebbe diventato il mirino di alcuni bulli che gli dicono di essere omosessuale e di aver fatto quel gesto per se stesso. Inoltre la donna ha dichiarato che si è trattato di un fraintendimento e che non c’è nessuno zio gay:
«Ãˆ una bugia perché non ha parlato con nessuno e non ha nemmeno uno zio gay.»
Continua sotto...
In merito alle dichiarazioni della zia, Manuel Rodriguez ha affermato che «forse i famigliari negano quanto affermato dal ragazzino per paura di qualche reazione da parte del Fronte Nacional por la Familia e dalle persone che sono favorevoli a quel tipo di manifestazione.»

Qualunque sia la verità, sta di fatto che l’intera vicenda ha dello sconcertante. Un fotografo viene minacciato, un ragazzo diventa vittima di bullismo e l’omofobia continua a farla franca, vincendo ancora una volta sul’amore.

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO. ISCRIVITI ALLA NUOVA PAGINA FACEBOOK
Read More

Cerca nel blog

Powered by Blogger.

Etichette/Tag

© Copyright Il mio mondo espanso